Vladimiro Zagrebelsky

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Vladimiro Zagrebelsky (Torino, 25 marzo 1940) è un magistrato italiano, giudice della Corte europea dei diritti dell'uomo dal 2001 al 2010.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Di origine russa, è fratello maggiore dell'ex presidente della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky.[1] Il 25 aprile 2001 è stato eletto giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Il suo mandato, rinnovato nel 2007, si è concluso nel mese di aprile 2010.

Dal 2010 direttore del Laboratorio dei Diritti Fondamentali LDF di Torino (http://labdf.eu/index.php).

Si è laureato in giurisprudenza all'Università di Torino nel 1963. Libero docente di diritto penale.

Nel 1965 è entrato in Magistratura. È stato componente del Consiglio Superiore della Magistratura dal 1981 al 1985 e dal 1994 al 1998.[2] È stato presidente della commissione istituita per l'adeguamento dell'ordinamento giudiziario al nuovo codice di procedura penale (1989).[3] Nel 1996 al CSM ha partecipato alla trattazione del caso di Michele Coiro, procuratore capo a Roma difeso dal collega Gian Carlo Caselli[4]

Dal 1998 al 2001 è stato il responsabile dell'Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, scelto da Giovanni Maria Flick.[5] È stato inoltre Presidente della Commissione delle Nazioni Unite per la prevenzione della criminalità.[6]

Il 25 aprile 2001 è stato eletto giudice della Corte europea dei diritti dell'uomo dall'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.[7], carica che ha lasciato il 1º maggio 2010 per raggiungimento del limite d'età, quando è stato sostituito da Guido Raimondi.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Ha pubblicato numerosi articoli e note in riviste giuridiche, voci di enciclopedie giuridiche nonché volumi su Reato continuato (Giuffré, 1ª ed. 1970 e 2ª ed. 1976), Lesioni e percosse (Giuffré, 1980). È autore di commenti a parti del Codice penale (Concorso di reati, Reati contro la famiglia, Reati contro l’incolumità pubblica) nella collana di studi di cui è direttore, Rassegna di giurisprudenza sul codice penale e sulle leggi penali speciali, UTET, 2ª ed., 1999. È altresì autore di studi di carattere giuridico e di carattere storico in materia di sistema giudiziario e magistratura, tra cui Stabilire le priorità nell’esercizio obbligatorio della azione penale, in Il Pubblico ministero oggi, Giuffré, 1994; (con P.L. Comoglio), Modello accusatorio e deontologia dei comportamenti processuali nella prospettiva comparatistica, in Rivista italiana di diritto e procedura penale, 1993, p.435; La magistratura ordinaria dalla Costituzione a oggi, in Legge, Diritto, Giustizia, Einaudi, 1998. E' componente della direzione di Cassazione Penale e del Consiglio scientifico di Diritti Umani e Diritto Internazionale.

In tema di diritti fondamentali ha pubblicato: Corte, convenzione europea dei diritti dell’uomo e sistema europeo di protezione dei diritti fondamentali, in La Corte costituzionale compie cinquant’anni, in Foro italiano, 2006; Questions autour de Bromiowski, in Liber Amicorum Luzius Wildhaber. Human Rights – Strasbourg Views. Droits de l’homme – Regards de Strasbourg, Kehl-Strasbourg-Arlington, N.P.Engel, 2007 e, in trad.it., con il titolo Violazioni “strutturali” e Convenzione europea dei diritti umani: interrogativi a proposito di Broniowski, in Diritti umani e diritto internazionale, 2008, p.5 s.; Diritti dell’Uomo e Libertà Fondamentali, La giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte di giustizia delle Comunità europee, voll. I, II, III, Milano, Giuffré ed., 2006-2008 (con M.de Salvia); La Convenzione europea dei diritti dell’uomo e il principio di legalità nella materia penale, in Ius17@unibo.it , Studi e Materiali di diritto penale, 2009, p.57 s.; L’avvenire del sistema europeo di protezione dei diritti umani affidato per ora al Protocollo n.14 bis, in Diritti umani e diritto internazionale, 2009, p.469 s.; La conferenza di Interlaken per assicurare l’avvenire della Corte europea dei diritti umani, ivi, 2010, p.309 s.; Considérations sur les sources d’inspiration et la motivation des arrêts de la Cour européenne des droits de l’homme, in Festschrift für Renate Jaeger, Grundrechte und Solidarität, N.P.Engel Verlag, Kehl am Rhein, 2010, p.211 s.[1]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 20 maggio 2010[8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Virginia Piccolillo, Zagrebelsky e Chieppa in gara per la poltrona di Ruperto, Corriere della Sera, 24 novembre 2002. URL consultato il 7-5-2013.
  2. ^ Composizione Consiglio 1994-1998, Consiglio Superiore della Magistratura. URL consultato il 29-4-2009.
  3. ^ Franco Coppola, Nuovo Codice, per un decreto il Governo messo sotto accusa, la Repubblica, 26 settembre 1989. URL consultato il 29-4-2009.
  4. ^ Giuseppe D'Avanzo, Castelli - Zagrebelsky. La prima volta da "nemici", la Repubblica, 14 giugno 1996. URL consultato il 29-4-2009.
  5. ^ Liana Milella, Rogatorie, rinvio del governo, la Repubblica, 28 febbraio 1998. URL consultato il 29-4-2009.
  6. ^ Anna Papa, Europa e diritti, garante la Corte di Strasburgo, CattolicaNews, 5 maggio 2005. URL consultato il 29-4-2009.
  7. ^ Vladimiro Zagrebelsky nuovo giudice della Corte europea dei diritti umani, la Repubblica, 26 aprile 2001. URL consultato il 29-4-2009.
  8. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]