Carlo Verdelli

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Carlo Verdelli (Milano, 15 luglio 1957) è un giornalista italiano.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Inizia la carriera giornalistica come collaboratore alle pagine milanesi di Repubblica, coordinate da Gian Piero Dell'Acqua. Nel 1979 è assunto alla Arnoldo Mondadori Editore a Duepiù. Passa poi a Panorama Mese dove viene valorizzato dal direttore Claudio Sabelli Fioretti. Nel 1986 si accasa a Epoca, settimanale di punta della Mondadori, dove entra da redattore e esce da vicedirettore.

Nel 1994 Paolo Mieli lo assume come nuovo direttore del magazine del Corriere della Sera, Sette, per poi passarlo a vicedirettore del quotidiano, dove rimane sette anni, prima con lo stesso Mieli, poi con Ferruccio de Bortoli. Si dimette quando Rcs nomina direttore Stefano Folli.

Lascia la Rcs nel 2004 per rilanciare il settimanale Vanity Fair della Condé Nast, che dirige per due anni durante i quali vince il Premiolino.

Dal 24 gennaio 2006 è direttore della Gazzetta dello Sport, giornale dove resta 4 anni e stabilisce il record italiano di vendite di un quotidiano (2 milioni di copie) con il titolo "Tutto vero" dedicato alla vittoria dell'Italia ai Mondiali di calcio del 2006 in Germania. Lascia a febbraio 2010 per tornare in Condé Nast come vice presidente esecutivo del gruppo editoriale americano.

Il 25 luglio 2012 vengono annunciate le dimissioni da Condé Nast[1]. Continuerà a collaborare con la casa editrice come consulente e resterà comunque membro del consiglio di amministrazione e dell’Editorial advisory board.

Dal gennaio 2013 collabora con "Repubblica" di Ezio Mauro. Nel febbraio 2014 pubblica per Garzanti il suo primo libro, "I sogni belli non si ricordano", dedicato ai bambini e "alla parte perduta o dimenticata di ciascuno di noi".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Terremoto in Condé Nast - ECONOMIA

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Direttore della Gazzetta dello Sport Successore
Antonio Di Rosa 7 febbraio 2006 - 22 febbraio 2010 Andrea Monti