Piccolo mondo antico (romanzo)
| Piccolo mondo antico | |
|---|---|
| Titolo originale | Piccolo mondo antico |
| Autore | Antonio Fogazzaro |
| 1ª ed. originale | 1895 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | classico |
| Ambientazione | Lago di Lugano, 1850 |
| Protagonisti | Franco Maironi |
| Coprotagonisti | Luisa Rigey |
| Antagonisti | Marchesa Maironi |
| Altri personaggi | Pietro Ribera, Maria Maironi |
Piccolo mondo antico è un romanzo scritto da Antonio Fogazzaro nel 1895.
Il romanzo, generalmente considerato il capolavoro di Fogazzaro, è la quarta opera scritta dall'autore; dopo questo romanzo, Fogazzaro scrisse altre tre opere che sono il seguito della vicenda: Piccolo mondo moderno, Il santo, Leila.
Il racconto è diviso in tre parti, ognuna delle quali è a sua volta divisa in capitoli:
- Sei capitoli per la prima parte
- Tredici capitoli per la seconda parte
- Due capitoli per la terza parte.
È stato uno dei primi romanzi italiani ad essere adattato in sceneggiato televisivo (vedi Piccolo mondo antico, regia di Silverio Blasi, 1957). Della fiction televisiva sono stati realizzati poi due remake nel 1983 e nel 2001.
Indice |
[modifica] Ambientazione
Il racconto è ambientato in Valsolda, una località in provincia di Como, posta sulle sponde del lago di Lugano, un luogo in cui Fogazzaro trascorse parte della sua vita. Molti passaggi del romanzo sono quindi autobiografici, a cominciare dalla descrizione della casa dello zio Piero ad Oria, che in realtà è quella materna dello scrittore, per finire con quelle dei personaggi, molti dei quali sono stati ispirati da figure veramente esistite, non necessariamente in quel periodo.
Chiaro il periodo storico nel quale si sviluppa la storia, cioè la seconda metà dell'Ottocento, sullo sfondo della lotta dei patrioti del Lombardo-Veneto contro il dominio austriaco. La vicenda prende piede nel 1850, quando non si sono ancora spenti gli echi delle rivolte del 1848 e della loro repressione, e si conclude nel febbraio 1859, alla vigilia della seconda guerra di indipendenza che darà il via al compimento dell'unità d'Italia.
Dai vari riferimenti temporali che troviamo all'interno dei capitoli, possiamo stabilire che la storia si sviluppa in circa dieci anni, dalla cena del risotto e tartufi in casa della Marchesa alla morte dello zio Piero. Vi sono però dei salti temporali; per esempio lo scrittore, dopo aver narrato il matrimonio di Franco e Luisa, introduce la figlia dei due, Maria, che ha già tre anni.
Lo sfondo storico è sempre presente, e si trovano quindi notevoli contrasti fra liberali e "austriacanti", come in effetti doveva essere nella realtà. D'altra parte anche il contesto sociale è molto ben centrato nelle descrizioni dei vari personaggi, dei loro pensieri e delle loro preoccupazioni.
[modifica] Trama
Una cena in casa della marchesa, durante la quale Franco mostra il suo temperamento acceso, polemizzando con foga contro chi difende il governo austriaco). Luisa Rigey è una popolana valsoldese che abita a Castello. I due ragazzi si innamorano, ma la nonna di Franco è contraria a quell'unione a causa della condizione non nobile di Luisa. Per questo la nonna minaccia il nipote di non lasciargli un centesimo dell'eredità se deciderà di sposare Luisa. Franco, ragazzo di animo forte, idealista (scrive poesie e musiche), reagisce ai divieti della nonna con orgoglio: aiutato da alcuni uomini fidati, tra cui lo zio Piero, impiegato del governo austriaco, organizza un matrimonio in segreto, sotto la benedizione della madre di Luisa, Teresa Rigey, ammalata e prossima alla morte.
Dopo questo matrimonio, la nonna disereda il nipote. Ma il professor Gilardoni svela a Franco che non è vero che suo nonno sia morto senza lasciare testamento. Egli mostra infatti a Franco una copia autentica di quel testamento nel quale Franco è nominato erede universale. La nonna, a suo tempo, credeva d'aver distrutto tutte le copie del testamento ed è ignara dell'esistenza di questa copia. Ma Franco non se la sente di intentare una causa contro la potente nonna e prega il professore di distruggere quella copia. Franco non rivela nulla a Luisa. Il matrimonio prosegue bene all'inizio, nonostante le difficoltà economiche: i ragazzi possono contare sull'aiuto dello zio Piero, nella cui casa di vacanza vanno a vivere. Nel 1853 nasce loro una bambina, Maria, che sarà soprannominata "Ombretta", perché così si chiama l'eroina di una arietta d'opera (tratta da La pietra del paragone di Rossini) che lo zio le canta spesso. Dopo una perquisizione in casa loro, Franco viene arrestato dalla polizia austriaca; ma è rilasciato subito, perché quella perquisizione era solo un avvertimento, un atto di intimidazione, affinché egli impari ad avere rispetto delle autorità. In effetti, durante la perquisizione non si trova nulla di "compromettente", se non alcune monete del governo provvisorio di Lombardia (1849) e uno scudo di Carlo Alberto, oltre al fodero di una sciabola del periodo napoleonico. Tuttavia, questo materiale è sufficiente: su richiesta della nonna, Franco non subisce conseguenze, mentre lo zio Piero viene licenziato dal governo in quanto funzionario infedele all'Austria. Il dimissionamento dello zio causa un peggioramento delle condizioni economiche: ciò è fonte di preoccupazioni tra gli sposi, i quali ogni tanto si trovano in disaccordo in virtù del loro carattere diverso: passionale, idealista e tendenzialmente ottimista quello di Franco, convinto dell'esistenza di Dio e di una giustizia divina, più riflessivo, cupo quello di Luisa, sempre meno convinta dell'esistenza di Dio. Ella per esempio vorrebbe che Franco si impegnasse maggiormente nel mettere in pratica le proprie idee "liberali", mentre Franco ritiene che il suo dovere primario sia quello di rimanere accanto alla famiglia. Ma questi lievi contrasti tra di essi sono destinati ad accrescersi allorché il professor Gilardoni (che si reca dalla nonna di Franco mostrandole la copia del testamento che egli non ha distrutto, contrariamente a quello che gli aveva detto Franco), svela a Luisa dell'esistenza di questo documento. Questo è motivo di dissidi fra gli sposi, perché Luisa vorrebbe servirsi del documento, mentre Franco no, ritenendolo disonorevole per la nonna. Per mostrare a Luisa il suo attaccamento alla famiglia ma anche il suo amore per l'Italia, Franco nel 1855 parte per Torino, dove troverà lavoro in un giornale ed entrerà in stretto contatto con gruppi di patrioti. Ma in autunno Maria "Ombretta" annega nel lago: la morte della bimba, avvenuta quando Luisa non è in casa perché corsa ad affrontare a muso duro la nonna, è una tragedia che rischia di spezzare il legame tra i due. Luisa si ritiene responsabile della morte di Maria, appare fuori di sé, sembra non riconoscere Franco, tornato precipitosamente da Torino. Luisa forse non lo ama più, perché pensa solo alla sua Ombretta: si reca anche tre volte al giorno al cimitero, ha perse definitivamente la fede in Dio, e chiede al professor Gilardoni (che nel frattempo si è sposato) di fare delle sedute spiritiche per rievocare lo spirito della bimba. Franco dal canto suo, benché molto addolorato, non comprende appieno il mutismo della moglie, il distacco da lui e s prepara a tornare a Torino, anche perché è ormai ricercato dalla polizia austriaca; nel frattempo la nonna, avendo visto in sogno Ombretta Maria che la incolpa della propria morte (e pentita per i maneggi per distruggere la copia del testamento del marito che nomina Franco suo erede universale), fa dire a Franco di essere pentita e di volerlo risarcire. Ma Franco rifiuta ogni riconciliazione quando si accorge che la nonna non è realmente pentita, ma lo ha chiamato solo perché ha paura della dannazione eterna e dunque mira soprattutto a salvare se stessa. La separazione tra Franco e Luisa dura vari anni (anche perché Franco è braccato dalla polizia austriaca, in quanto considerato un pericoloso patriota). I due si rivedono nel febbraio 1859 all’Isola Bella, sul lago Maggiore. Luisa però non sa se andare a rivedere Franco: dopo quasi quattro anni, è ancora sconvolta dalla morte della figlia e crede che nel suo cuore non possa esistere spazio per l'amore. Ma lo zio, ormai malato, la "rimprovera", dicendole che il suo atteggiamento è assurdo e che è ora che pensi ad un'altra Ombretta. Luisa appare scandalizzata da queste parole, ma capisce che è suo dovere andare da Franco (anche perché lo zio le dice che lui ci andrà): questi infatti si è arruolato nell'esercito piemontese, giacché si prepara la guerra contro l'Austria (sarà la seconda guerra di indipendenza, nel quale il Regno di Sardegna avrà come alleata la Francia), e probabilmente morirà in battaglia. Sul lago Maggiore, la freddezza di Luisa contrasta con l'amore di Franco e il suo entusiasmo patriottico; la presenza dello zio, inoltre, rende il ragazzo felice. Passeggiando, Franco e Luisa rievocano l'inizio del loro amore, i momenti belli e Franco riesce a fare sentire alla moglie l'autenticità del suo sentimento. Luisa allora, come tornata di colpo alla realtà, si rende conto di amarlo ancora e che non può essere fredda con un uomo che forse presto morirà in battaglia (infatti succederà così, come rivelerà lo stesso Fogazzaro nel romanzo Piccolo mondo moderno). I due passano la notte assieme e al mattino si salutano: Franco parte per raggiungere il suo reggimento, cantando con i suoi commilitoni, mentre Luisa, commossa, sente cominciare in sé una nuova vita. Più tardi lo zio, dopo aver assistito alla riconciliazione tra i due, muore serenamente mentre ammira il paesaggio del lago Maggiore.
[modifica] Personaggi
- Franco Maironi
- È di famiglia nobile, e vive con la nonna in una villa sul lago di Lugano. Di lui non è data una precisa descrizione fisica, ma si sa che è di idee liberali, molto religioso e facile all’ira ma disposto al perdono; infatti nonostante i torti subiti dalla nonna, avrà sempre grande rispetto per lei.
- Franco, pur non sopportando i suoi pari di rango, ne ha comunque i vizi, se è vero che per anni, nonostante le ristrettezze economiche, vive di musica, di poesie e di giardinaggio invece di trovarsi un impiego che gli permetta l’indipendenza dallo zio Piero.
- Quando la situazione diventa insostenibile, solo allora si cercherà un impiego a Torino.
- Luisa Rigey (moglie di Franco)
- Luisa non è nobile, ciononostante finché il padre è stato in vita ha potuto condurre una vita onorevole. Dopo la morte del genitore, lei e la madre ( cagionevole di salute ) sono mantenute dallo zio Piero.
- Anche di Luisa non abbiamo una precisa descrizione fisica, ma sappiamo che è di carattere deciso con un forte senso della giustizia.
- Cresciuta fra contrasti religiosi (il padre ateo e la madre molto devota), Luisa ha una concezione molto personale della religione, tanto che è praticante solo per convenienza.
- Forse proprio a causa di questa poca fede, non saprà affrontare con la forza di Franco la morte della figlioletta Maria, e ne uscirà così provata da rasentare la pazzia.
- Solo all’ultimo tornerà a provare dei buoni sentimenti nei confronti del marito.
- Piero Ribera (zio di Luisa)
- È un uomo anziano, impiegato di un governo che serve senza troppi rimorsi, in quanto ciò che fa è utile soprattutto per la sua patria.
- Mantiene la sorella e la nipote, e dopo il matrimonio, anche Franco. È di animo buono e aiuta in tutto ciò che può senza chiedere niente in cambio. Sopporta anche i cambiamenti apportati da Franco nella sua casa di Oria.
- Morirà serenamente su una panchina dell’Isola Bella.
- Maria Maironi (figlia di Franco e Luisa)
- Spesso erroneamente conosciuta come Ombretta (in realtà Ombretta è il personaggio di una canzoncina che lo zio Piero le cantava spesso), ha vita breve ma la sua presenza è molto importante nel contesto del romanzo. Rappresenta l’unica gioia dello zio Piero e l’unica ragione di vita per Luisa, dopo la partenza di Franco per il Piemonte.
- Morirà affogata nel lago a causa della distrazione della sua bambinaia e soprattutto a causa della assenza da casa di Luisa, preoccupata di incontrare la marchesa per gridarle in faccia il suo disprezzo. Di questo Luisa non saprà mai darsi pace.
- Pur non avendo mai avuto incontri con la marchesa, riuscirà a far breccia nel duro cuore della nobile solo dopo la disgrazia.
- Marchesa Orsola Maironi (nonna di Franco)
- La nobile è austriacante per convinzione, a differenza di altri personaggi che frequentano la sua casa che lo sono per convenienza. Fredda e di carattere duro, dopo che Franco si è sposato contro la sua volontà, con le sue oscure trame renderà la vita dura alla famiglia del nipote e al nipote stesso.
- Emerge la sua voglia di vendetta e solo alla fine del romanzo pare disposta a porgere un ramoscello d’ulivo al nipote, ma non per serio pentimento, quanto per la paura della morte e del giudizio divino.
Questi sono i personaggi principali, ma dietro ad essi si muovono tante altre figure molto caratteristiche, che rappresentano appieno la vita valsoldese di quei tempi.
Tra i tanti i più significativi sono: il sor Zacomo, celibatario di Albogasio che sarà testimone di nozze di Franco e Luisa e poi protagonista di tante esilaranti scene.
C'è poi il Pasotti, soprannominato “Tartufo”, impiegato del governo a riposo, austriacante, sarà il confidente della marchesa e intermediario nei rapporti fra Franco e la nonna, senza per altro mai piegare Franco al suo volere ( o meglio al volere della marchesa ). Infine il professor Gilardoni, amico di Franco anche se molto più vecchio, depositario di un documento che sarà fonte di grattacapi per lui e di litigi fra Franco e Luisa. Dopo la morte di Maria, si darà da fare, con Luisa, in sedute spiritiche per richamare lo spirito della morta con grande disappunto dello zio Piero.
[modifica] Curiosità
Il Romanzo viene citato nella canzone Robespierre degli Offlaga Disco Pax.
[modifica] Edizioni
- Antonio Fogazzaro, Piccolo mondo antico, collana I grandi dell’800, Newton, 1995, pp. 276, cap. 21.
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
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