Guardia Nazionale Italiana

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Guardia Nazionale Italiana
Descrizione generale
Attiva 5 luglio 1860
Nazione bordered Regno di Sardegna, poi bandiera Regno d'Italia dal 1861
Tipo forza armata terrestre
Guarnigione/QG Torino, poi Firenze e poi Roma
Battaglie/guerre Brigantaggio, Terza guerra di indipendenza
Parte di

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La Guardia Nazionale Italiana era una forza armata sorta subito dopo l’Unità d'Italia (1861), utilizzata per reprimere il brigantaggio e la resistenza degli ultimi nostalgici del regno borbonico, con vario successo.

Come forza di sicurezza interna i suoi metodi, benché normalmente brutali, illegali e criminosi, gli ufficiali e i gregari, anch'essi normalmente sempre reprensibili come individui, furono generalmente estremamente efficaci nel loro scopo primario di reprimere e poi debellare definitivamente il fenomeno del brigantaggio meridionale. Per altri sei anni la Guardia Nazionale proseguì da sola e completò la "guerra sporca" già condotta per un decennio nel Mezzogiorno dall'esercito regolare, al cui fianco essa aveva operato in ugual misura per tutto il periodo [1].

Utilizzata sul campo come forza prettamente militare durante la Terza guerra d’Indipendenza italiana (1866) dette pessima prova di sé.

Considerata un “peso” vista la sua scarsa efficienza ed il comportamento non certo impeccabile dei suoi ufficiali, definiti dai carabinieri nei loro rapporti al Re “ex borbonici, falsi liberali e briganti in divisa”, e di molti degli altri membri tra i graduati e la truppa, dopo un tentativo di riorganizzazione nel 1875, venne sciolta definitivamente nel 1876.

Da essa sorsero la Milizia Territoriale e la Milizia Mobile.

Indice

[modifica] Origini

Sin dal 1796, sul modello della Guardia Nazionale francese, in Italia erano sorte Guardie Nazionali in ogni stato pre–unitario al fine di creare un “esercito del popolo” che desse man forte in caso di necessità al nucleo originario dell’esercito volontario.

Subito dopo lo Sbarco dei Mille (1860), vista l’impossibilità dell’esercito piemontese di presidiare tutto il Mezzogiorno e la necessità di creare un nuovo esercito nazionale, si decise la formazione della Guardia Nazionale Italiana, sul modello francese (decreto dal Re, 5 luglio 1860).

[modifica] Primo periodo (1861 – 1865)

Primo compito di questa milizia, che presto crebbe a dismisura grazie alla leva obbligatoria, fu il combattere il banditismo imperante al Sud. Il fatto che le sue unità fossero composte da “locali” secondo i piemontesi poteva essere un vantaggio: i briganti sarebbero stati arrestati dalla loro stessa gente e la popolazione avrebbe collaborato con i propri concittadini piuttosto che con truppe considerate a lungo invasori.

Queste idee presto sfumarono quando emerse che, più che vere unità, la Guardia in molte zone si compose da bande al comando di uomini di dubbia moralità se non ex briganti passati al soldo del nuovo stato italiano.

Esecuzioni, saccheggi e minacce fecero, secondo le considerazioni di ufficiali dell’esercito, di alcuni reparti della Guardia “gente non solo retriva ma pure pericolosa”.

Questi comportamenti vanificarono l’opera dei reparti della Guardia che agivano correttamente e resero difficili i rapporti con le autorità per gli anni a venire.

[modifica] Terza guerra d’Indipendenza (1866)

Il primo compito operativo al Nord avvenne allo scoppio della Terza Guerra d’Indipendenza (1866) ove la Guardia, che avrebbe dovuto coadiuvare l’opera dell’esercito professionale, dimostrò tutti i suoi limiti e venne utilizzata solo per presidi di retroguardia ed, anche in questo caso, non senza episodi di panico, saccheggi, violenze contro i civili.

[modifica] Tentativi di riforma e scioglimento (1866-1876)

La pessima dimostrazione del corpo, seguita dal lenirsi del fenomeno del banditismo nel corso degli anni, assieme ad altre considerazione di carattere prettamente politico e sociale evidenziarono la sua inutilità, la pericolosità e l’insostenibile peso economico del suo mantenimento.

I tentativi di rivitalizzare l’istituzione inserendo in essa ufficiali della riserva dell’esercito professionale fallì presto.

Sin dal 1870, con l’istituzione della Milizia Territoriale, "gemella" della Guardia Nazionale, quest’ultima iniziò a perdere forza ed effettivi.

Le riforme ed i disegni di legge diretti al suo scioglimento si sprecarono sin dal 1872 (in particolare Riforma Ricotti) fino al suo scioglimento ufficiale con legge n. 160 del 1876.

[modifica] Curiosità

In questo corpo il noto scrittore Giovanni Verga prestò servizio dal 1860 al 1864.

[modifica] Note

  1. ^ Quirico, Domenico: "Generali : controstoria dei vertici militari che fecero e disfecero l'Italia", Milano, Mondadori, c2006 (Le scie Mondadori), 411 p., 23 cm, ISBN 88-04-55330-8, EAN: 9788804553304


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