Mario Rapisardi

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« Ho creduto e crederò sino all'ultimo istante che flagellare i malvagi e smascherare gli ipocriti sia opera generosa e dovere massimo di scrittore civile. »
(Mario Rapisardi)
Mario Rapisardi

Mario Rapisardi (Catania, 25 febbraio 1844Catania, 4 gennaio 1912) è stato un poeta e docente universitario italiano.

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Venne soprannominato "il Vate Etneo"[1], appellativo da lui stesso coniato nel suo autoritratto poetico in stile foscoliano[2], presente nel poema Atlantide.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

« Mario Rapisardi non iscrive nei giornali; non accetta nomine accademiche, né candidature politiche ed amministrative; non vuol essere aggregato a nessun sodalizio; non ha tempo di leggere tutti i libri che gli mandano, molto meno i manoscritti; né di rispondere a tutti coloro che gli scrivano. E di ciò chiede venia ai discreti. »
(Biglietto da visita del poeta, citato in Commentario Rapisardiano)

Mario Rapisardi[4] nacque a Catania, al numero 30 dell'attuale via Alessandro Manzoni il 25 febbraio 1844.[5] Da ragazzo, ebbe come istitutori due preti ed un frate: i primi due gli insegnarono «grammatica, retorica e lingua latina»; il terzo «un intruglio psicontologico che egli gabellava per filosofia». Fece, per contentare suo padre, il solito corso di giurisprudenza; ma non volle mai prendere la laurea né in quella né in nessun'altra facoltà. «Di notevole non c'è nulla nella mia vita» scrisse, «se non forse questo, che, bene o male, mi son formato da me, distruggendo la meschina e falsa istruzione ed educazione ricevuta, e istruendomi ed educandomi da me, a modo mio, fuori di qualunque scuola, estraneo a qualunque setta, sdegnoso di sistemi e di pregiudizi». Cominciò la sua poetica con l'ode a sant'Agata, alla quale il Rapisardi quattordicenne, sotto il regime borbonico, osava raccomandare la libertà della patria.[5]

Lettore di Alfieri, Monti, Foscolo, Leopardi e di vari autori risorgimentali, scrisse, ancora adolescente, l'Inno di guerra, agl'italiani e l'incompiuto poemetto Dione, nella cui prefazione esaltava le battaglie di Solferino, Palestro e Magenta, partecipando così all'atmosfera politica di quei mesi, che pose fine alla monarchia borbonica con la spedizione dei Mille.[5]

Ammiratore di Giuseppe Garibaldi e dei garibaldini, ma anche di Giuseppe Mazzini, divenne quindi un fervente repubblicano e mazziniano.[6][7]

Nel 1863 pubblicò un volumetto di versi, intitolato Canti. Nel 1865 si recò per la prima volta a Firenze, dove in seguito ritornerà spesso, quasi tutti gli anni. Vi conobbe Giovanni Prati, Niccolò Tommaseo, Atto Vannucci, Pietro Fanfani, Andrea Maffei, Giuseppe Regaldi, Erminia ed Arnaldo Fusinato, Francesco Dall'Ongaro, Terenzio Mamiani ed altri «illustri e buoni», come li chiamò più tardi. Nel 1868 pubblicò a Firenze La Palingenesi poema nel quale auspicava un rinnovamento religioso dell'umanità[8].

« J'ai lu, monsieur, votre noble pòeme. Vous ètes un prècurseur… ("Ho letto, signore, il vostro nobile poema. Voi siete un precursore...") »
(Victor Hugo)
Mario Rapisardi, quadro di Antonino Gandolfo

Nel 1870 ricevette l'incarico di insegnamento presso l'Università di Catania. Nel 1872 pubblicò a Pisa la raccolta di liriche Le ricordanze, ispirata alla poetica di Giacomo Leopardi.

Rapisardi sposò la giovane istitutrice fiorentina Giselda Fojanesi nel febbraio 1872; durante il matrimonio ebbe anche una breve ma appassionata relazione con la contessa Evelina Cattermole Mancini detta Lara, poetessa. Il matrimonio con Giselda fu subito infelice a causa della relazione burrascosa tra la sposa e la suocera. Infine, dopo una lettera anonima, Rapisardi cacciò di casa la moglie il 12 dicembre 1883, avendo scoperto che lo tradiva con il suo amico Giovanni Verga (il quale era anche l'autore della lettera).[9]

Nel 1875 pubblicò a Firenze Catullo e Lesbia. Nel 1876 Pietro II, imperatore del Brasile, assistette ad una sua lezione, mentre spiegava l'ultimo libro del De Monarchia dantesco.[5]

Nel 1877 pubblicò a Milano Lucifero, poema in cui esaltava il trionfo del razionalismo sulla trascendenza[10]. L'arcivescovo di Catania, scandalizzato dall'accoglienza riservata al poema, ordinò bruciare il libro anticlericale.[5]

Nel 1878 fu nominato ordinario di letteratura italiana all'Università di Catania, essendo Ministro della Pubblica istruzione Francesco De Sanctis. Nel 1879 pubblicò a Milano la traduzione del De rerum natura di Tito Lucrezio Caro. Pronunciò all'università di Catania il discorso inaugurale dell'anno accademico, "Il nuovo concetto scientifico", che dimostra un particolare coraggio per essere stato letto dal Rapisardi, «dinanzi le Autorità, e in questo paese, e in quella occasione solenne».[5]

Nel 1881 iniziò una polemica con Giosuè Carducci, che si sarebbe trascinata per quasi vent'anni. Nel 1883 pubblicò a Catania la raccolta di poesie sociali Giustizia e nel 1884 il poema Giobbe, dove esprimeva con linguaggio lirico il dolore umano, e che è considerato il suo capolavoro.[5]

Nel 1885 la diciottenne fiorentina Amelia Poniatowski Sabernich venne a stare a fianco del poeta come segretaria, e quasi subito ne divenne la compagna di vita, assistendolo con amore e devozione sino agli ultimi giorni. Nel 1886 fu a Roma, quale commissario di concorso universitario. Scrisse alla compagna: «Di Roma non mi piacciono che alcuni ruderi, pochi, non tutti quelli che guardano a bocca aperta i forestieri; le chiese splendide tutte mi fanno rabbia: sono reggie, non tempi. (O Santa Maria del Fiore! Quella sì che è la casa del Dio Ignoto, e tale da fare raccogliere l'animo più incredulo in meditazioni sublimi)».[11]

Rifiutò la candidatura offertagli dal collegio elettorale di Trapani con ben 6200 suffragi, cifra allora straordinaria, accusando la sua debole salute, l'insufficienza dei suoi studi e l'indole «aliena da negozi politici». Nel 1887 pubblicò a Catania Le poesie religiose, nelle quali è vagheggiata una religiosità di stampo panteistico. Nel 1888 fu incriminato dalla magistratura di Venezia per la poesia sociale Duetto. Nel 1889 pubblicò a Napoli la traduzione delle Poesie di Gaio Valerio Catullo e lo stesso anno a Catania venne inaugurato un busto a lui dedicato.[12]

Nel 1892 pubblicò a Palermo la traduzione del Prometeo liberato di Percy Bysshe Shelley.[5]

Nel 1894 pubblicò il poema Atlantide, satira e caricatura dei letterati del tempo e dove canta varie figure della cultura (Darwin, Marx, Newton). Venne attaccato da alcuni socialisti, per aver consigliato la calma durante i famosi moti di Sicilia e rispose che quei moti gli sembravano «intempestivi», mancavano di un «programma comune» e di capi efficienti[13] e che egli si era fatto «moderatore» non «pacificatore».[14]

Mario Rapisardi, disegno di Antonino Gandolfo

Nel 1897 pubblicò la traduzione delle Odi di Quinto Orazio Flacco. Rispose all'invito di collaborazione fattogli dalla rivista L'Università, scusandosi di non aver attitudine e tempo per scrivere sui giornali, preoccupandosi di sconsigliare, tuttavia, i redattori della rivista, che si proponevano di non dare ad essa alcun carattere politico[15].

Nel 1902 pubblicò L'asceta ed altri poemetti. Nel 1905 il proposito di congedarlo dall'Università causò la protesta degli studenti di molti atenei italiani.

« Ma iu di chi nascii appi la sditta,

Lu vecchiu cori miu paci non trova… »

(Mario Rapisardi)

Nel 1909 rispose ad un messaggio inviatogli dal futurista Filippo Tommaso Marinetti, sostenendo che «L'obbligo del poeta non è di fondar nuove scuole o di aggregarsi alle antiche; egli ha il dovere di esprimere se stesso e di rappresentare la realtà come egli la vede e la sente, con tutta sincerità, col calore e il colore dell'anima sua. Così rifiutò di aderire al movimento futurista, così come aveva rifiutato di aderire alla scapigliatura.[16].

Morì nel 1912 a Catania: al suo funerale, di fronte al municipio, parteciparono oltre 150.000 persone. Catania tenne il lutto per tre giorni. Nonostante questo, a causa del veto opposto dalle autorità ecclesiastiche poiché riconosciuto come massone[17] e «irreligioso», la sua salma - sommariamente imbalsamata[12] - rimase insepolta per quasi dieci anni in un magazzino del cimitero comunale. Infine, nel 1921, verrà sepolto nel cimitero monumentale di Catania, nel "viale degli uomini illustri", dove riposano, tra gli altri, anche Giovanni Verga, Antonino Gandolfo e Federico De Roberto.[18]

« Senza pianto una zolla e senza fiori

Terrà chi invan sfidò numi e tiranni. »

(Mario Rapisardi)

Il pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Bacheca dei ricordi - Fondo M. Rapisardi – Biblioteche riunite Civica ed Ursino Recupero.
« ...La libertà, sublime
Pianta che sol dov'è cultura alligna! »
(Mario Rapisardi)

Rapisardi pensava che la scuola fosse un istituto di massima importanza nella vita pubblica, che essa dovesse essere fucina di valori morali e palestra di educazione delle giovani generazioni, riteneva che la scuola non potesse essere estranea alla vita, se di essa non si vuol fare un esercizio di espiazione ovvero un museo di fossili.

« Amate la verità più della gloria, più della pace, più della vita. Fate di essa la vostra spada e il vostro scudo. »
(Mario Rapisardi)

La critica[modifica | modifica wikitesto]

Elogiata da Francesco de Sanctis e altri critici (Filippo Argeri, Sebastiano Barbagallo), criticata da Benedetto Croce, rimasta in ombra durante il fascismo e ritenuto il suo autore un materialista storico (per la critica religiosa, la poesia sociale e gli elogi a Karl Marx) più che un "mistico del naturalismo e del panteismo" (quale in effetti era, nel suo panteismo naturalistico)[19], nel secondo dopoguerra l'opera di Rapisardi verrà rivalutata dagli studi di Concetto Marchesi e Alberto Asor Rosa.[5][20]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Lettera aperta a Benedetto Croce, ed. G. Pedone Lauriel, Palermo 1915[21]
« E se alle vostre piccolette gare
agli odi vostri, alme rissose, io penso
più che di sdegno di pietà sorrido »
(Mario Rapisardi)

Rapisardi era noto per il suo carattere irruente, passionale e talvolta litigioso. Litigò con l'amico Giovanni Verga quando questi cominciò una relazione con la giovane moglie del poeta, Giselda Fojanesi. Luigi Pirandello si ispirerà al triangolo sentimentale per il suo romanzo L'esclusa.[22]

Note furono le sue polemiche con altri letterati, che a volte avevano condiviso le sue battaglie anticlericali, ad esempio con Giosuè Carducci (che considerava traditore del repubblicanesimo), lo scapigliato Olindo Guerrini (a cui indirizzò un sonetto di risposta - per averlo parodiato nel Giobbe e averlo definito "polpette di lesso avanzato" - A un rimatore sozzo che ripetea la frase di un mio nemico, da Frecciate[23]) e naturalmente, quelle contro i monarchici e il fronte cattolico.[24]

Così egli scrisse a Benedetto Croce, nella seguente «Lettera aperta» del 1915, in cui accusa Croce di difendere troppo Carducci e quindi attaccare Rapisardi stesso in maniera eccessiva[25]:

« Si — vi siete detto — noi che tutto questo abbiamo fatto dobbiamo abbattere il terribile avversario del Carducci e di noi. È lui che dall'alto ove poggia coi suoi poemi ci conficca nelle vive carni le sue ironie, ci flagella le schiene colla sua sferza di titano, ci inchioda al pilori del ridicolo, ci uccide col suo disprezzo.
È necessario annientare quei suoi poemi coi quali egli mette a nudo la nostra miseria morale e la nostra pedestre mentalità ».[26]

Tra le sue carte verranno inoltre ritrovati epigrammi diretti contro Fogazzaro, lo stesso Croce, Pascoli, Carducci, D'Annunzio.[7]

In occasione della repressione dei Fasci Siciliani[modifica | modifica wikitesto]

In una lettera al repubblicano Napoleone Colajanni, inviata da Catania il 10 febbraio 1894, Rapisardi si esprime sulla repressione dei moti popolari Fasci siciliani attuata da Francesco Crispi (deplorata anche dal poeta e deputato radicale Felice Cavallotti):

« Carissimo Napoleone Colajanni (...) I moti dei Fasci sono per noi come una propaggine del moto del 1860, inteso come "rivoluzione incompiuta".[27] »

L'assassinio di Umberto I[modifica | modifica wikitesto]

Così ironizzò, in una poesia pubblicata postuma, sull'assassinio del re Umberto I di Savoia da parte dell'anarchico Gaetano Bresci:

« Stavo per dimandar: Ma chi l’ha fatto, / Povero Umberto, questo tuo ritratto?
Quando il mio curioso occhio distinse / Questa scritta dappiè: Bresci dipinse. »
(Frecciate, VI)

Nonostante il suo repubblicanesimo, Rapisardi sarà, per ironia della storia, insignito del titolo di Cavaliere della corona per la sua celebrazione della battaglia di Solferino.[7]

Commemorazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella città di Catania gli è stato intitolato il Viale Mario Rapisardi, uno degli assi viari principali del capoluogo etneo e al contempo una delle arterie più importanti dal punto di vista commerciale e residenziale.
  • Gli è stata intitolata una squadra di calcio catanese che porta il suo nome (Mario Rapisardi Calcio) e che attualmente gioca nel campionato di seconda categoria.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

« … non ho lo spartano coraggio di buttare nel fiume i figliuoli difettosi e malsani, ma la mia tenerezza di padre non è poi tanta da vincere il sentimento dell'arte e da offuscarmi il giudizio. Preferisco perciò a ogni altra cosa mia le Poesie religiose, che mi sembrano, non dirò le più belle, ma le più pure; e credo non ingannarmi… »
(Mario Rapisardi, 18 gennaio 1899)
  • Ode a S. Agata, 1859. [Foglio volante a stampa diffuse a Catania nel febbraio del 1859; (riprodotta, con il titolo «Per il di cinque Febbraio 1859 Ode», da Vincenzo Casagrandi in «Archivio Storico per la Sicilia Orientale», S. 2a, a. III-IV, 1927-28, Catania 1928, pp. 393–94 sestine 12)].
  • Fausta e Crispo Poemetto Catania, Tip. di P. Giuntini, 1861, pp. 53.
  • Canti Catania, Tip. di C. Galàtola, 1863, pp. 89.
  • Per i tristi avvenimenti di Torino Ode Napoli, Tip. di Carlo Zamach, 1864, pp. 8.
  • A Dante Ode Per il monumento a Dante in Firenze, 1865 (aprile).[Ne «La Gioventù», Ragguagli d'educazione ed istruzione, a. IV, vol. VII, N. 5, Firenze 1865 (vv. 152)].
  • La Palingenesi Canti dieci [Poema]Firenze, Tip. Successor! Le Monnier, 1868, pp. XIV-309.
  • Francesca da Rimini, fantasia drammatica, 1869
Busto di Rapisardi presente nel Giardino Bellini di Catania
  • Alla Natura Inno recitato al banchetto della Società italiana di scienze naturali tenuto a Catania il giorno 23 agosto 1869.Catania, Stabil. tip. Caronda, s.a. [ma 1869], pp. nn. 4.
  • Il Tasso di S. Anna versi di Lucio Finocchiaro (Catania, 1870), in «Gazzetta di Catania», quotidiano, a. V, n. 22, Catania, 28 gennaio 1871, p. 2.Recensione di M. R[apisardi]
  • Principii d'arte. Introduzione allo studio della Letteratura italiana Discorso letto nella R. Università degli Studi di Catania dal Prof. M.R. Venezia, Stabil. Grimaldo e C., 1871, pp. 22.
  • Ricordanze Versi Pisa, Tip. Fratelli Nistri, 1872, pp. 206.[Poi con titolo: Elegie, 5ª ediz., Livorno, Tip. di F. Vigo, 1889].
  • Catullo e Lesbia Studi Firenze, Successori Le Monnier, 1875, pp. 322.
  • Quinto Ennio [saggio critico] in «Nuova Antologia di Scienze, Lettere ed Arti», S. 2a, vol. II, Fasc. VIII - Firenze, agosto 1876 (pp. 681–697).
  • Lucifero Poema Milano, Libreria editrice G. Brigola e C., 1877, pp. 403. [Prima impressione non pubblicata: Firenze, Barbera Ed., 1876].
  • La Beatrice di Dante Studio Firenze, Tip. della Gazzetta d'Italia, 1877. (Estratto dalla «Rivista Europea - Rivista Internazionale», Firenze, 16 agosto 1877, pp. 38).
  • Le ultime ore di Pio IX [versi] Roma, F. Capaccini ed., 1887, pp. 16.
  • Versi, Milano, ed. Brigola, 1878.
  • A Gaetano Ardizzoni e Giuseppina Crupi nel giorno delle nozze Versi.Catania Tip. di C. Galatola, nel R. Ospizio di Beneficenza, s.a.[1879, aprile].
  • Ode al Re. Firenze, Arte della Stampa, 1879
  • Il nuovo concetto scientifico Discorso per l'inaugurazione dell'anno scolastico 1879-80 nella R. Università degli Studi di Catania. Catania, Tip. di C. Galatola, 1880, pp. 74.
  • traduzione di La Natura, libro VI di Lucrezio. Milano, Brìgola, 1880, pp. 74
  • An Giselda Wien (M. Salzer), 1880, pp. 8.
  • Da una necrologia in: AA.VV., Catania Casamicciola Raccolta di scritti vari Catania, N. Giannotta Ed., 1881 (pp. 5–9).
  • XXXI Marzo Ode Catania, N. Giannotta Ed., 1882, pp. 12.
  • Il Vespro e i Comuni (Rapisardi - Bovio - Pantano) Catania, N. Giannotta Ed., 1882 [Lettera di M. Rapisardi, Catania 20 marzo 1882, pp. 11–13].
  • Giustizia, versi. Catania, Giannotta, 1883 pp. 95
  • Dal "Giobbe" (Parte prima) in «Nuova Antologia...», S. 2a, Vol. LXXII, Fasc. 23 - Roma, 1º dicembre 1883 (pp. 556–58; vv. 80).
  • Altre poesie politiche e sociali, 1883 - 1900.
  • Peccati confessati in Primo passo, note autobiografiche raccolte da Ferdinando Martini, 2ª ediz., Roma 1883.[Poi in Spigolature remessovi Peccati confessati, Roma, E. Peri-no Ed., 1884].
  • traduzione di Le Odi di Orazio. Id ib. 1883.
  • Frecciate
  • Giobbe, trilogia. Catania, Tropea, 1884 pp. 415.
  • Ai volontari della Carità Ode Catania, C. Galàtola, 1884, pp. 8.
  • Carlo Ardizzoni Catania, Tip. C. Galàtola, 1886 [3 gennaio].[Foglio ripiegato con fregi di lutto contenente «Iscrizioni», da 1 a 6].
  • Poesie religiose Catania, F. Tropea Ed. (Firenze, Tip. dell'Arte della Stampa), 1887, pp. 174.
  • Versi scelti e riveduti da esso Milano, U. Lombardi e C., Editori, 1888, pp. 228.
  • Epigrammi, 1888.
  • Traduzione integrale delle poesie di Catullo. Napoli, Pierro, 1889 pp. 143.
  • Per Nino Bixio Ode Catania, F. Tropea Ed., 1890, pp. 9.
  • In memoria di Aurelio Saffi Versi di Algernon Charles Swinburne parafrasati da M.R. Catania, Coi tipi di C. Galàtola, MDCCCXC, p. 7
  • Empedocle ed altri versi. Catania, Giannotta, 1892 pp. 193.
  • Leone dialogo. Catania, Giannotta, 1894 pp. 30.
  • L'Atlantide poema.Catania, Giannotta, 1894 pp. 266.
  • Prefazione [Lett., Catania 10 febbraio '94] a: Napoleone Colajanni, Gli avvenimenti di Sicilia e le loro causePalermo, R. Sandron Ed., 1894 (pp. 3–5).
  • XX Settembre. Ode Catania, Giannotta, 1895 pp. 9.
  • Per la venuta de' Gesuiti, Versi, Catania, Giannotta 1895 pp. 8.
  • Foglie sparse.
  • Africa orrenda Versi. Catania, Giannotta, 1896 pp. 30.
  • Ellenia madre (versi) Catania, N. Giannotta, 1897, pp. 20.
  • Horatius Flaccus Quintus Le Odi di Q. Orazio Flacco tradotte da M.R. Catania, N. Giannotta, 1897, pp. 203.
  • Le due voci [versi] in «Nuova Antologia...», S. 4a, Vol. LXXII, Fasc. 621 - Roma, 1º novembre 1897 (p. 69 e ss.).
  • Amatea [versi] in «Nuova Antologia...», S. 4a, Vol. LXXIII, Fasc. 625 - Roma, 1º gennaio 1898 (p. 81 e ss.).
  • L'Asceta [versi]in «Nuova Antologia...», S. 4a, Vol. LXXVI, Fasc. 638 - Roma, 16 luglio 1898 (pp. 253–264).
  • Don Josè Frammenti in «Nuova Antologia...», S. 4a, Vol. LXXVIII, Fasc. 647 - Roma, 1º dicembre 1898 (pp. 385–394).
  • Un vinto [versi] in «Nuova Antologia...», S. 4a, Vol. LXXX, Fasc. 653 - Roma, 1º marzo 1899 (pp. 3–13).
  • Un santuario domestico. Commedia rappresentata a Roma nel 1894; stampata a Firenze nel 1897 pp. 35.
  • Polifemo [versi] in «Nuova Antologia...», S. 4a, Vol. LXXXII, Fasc. 664 - Roma, 16 agosto 1899 (pp. 577–581).
  • Rule Britannia! Ode Catania, Tip. N. Giannotta, 1899 (dicembre), pp. nn. 5. [Edizione di sole 50 copie numerate].
  • Dopo la vittoria [versi] in «Nuova Antologia...», S. 4a, Vol. LXXXV, Fasc. 673 - Roma, 1º gennaio 1900 (pp. 3–6).
  • Metamorfosi [versi] in «Nuova Antologia...», S. 4a, Vol. LXXXVI, Fasc. 680 - Roma, 16 aprile 1900 (pp. 613–19).
  • L'impenitente [versi]in «Nuova Antologia...», S. 4a, Vol. XC, Fasc. 696 - Roma, 16 dicembre 1900 (pp. 377–389).
  • Ai giustizieri della Cina Oden 1900 (dicembre), in «La Vita Internazionale», Rassegna quindicinale, a. IV, fasc. 2º - Milano, 20 gennaio 1901
  • L'avoltojo [versi] in «Nuova Antologia...», S. 4a, Vol. XCII, Fasc. 702 - Roma, 16 marzo 1901 (pp. 211–220).
  • Nel triste asilo [versi] in «Nuova Antologia...», S. 4a, Vol. XCV, Fasc. 715 - Roma, 1º ottobre 1901 (pp. 385–400).(Estratto dalla «Nuova Antologia...», Roma, Direzione della Nuova Antologia, 1901).
  • L'Asceta ed altri poemetti Catania, N. Giannotta Ed., 1902, pp. 222.
  • Lucio Boscarini commemorato da Rapisardi,...per «L'Instituto di Scienze, Lettere e Arti», XVI-II-MCMVI. Catania, Tip. Monaco e Mollica, 1906 (pag. nn).
  • Nozze immortali [sonetti, I-VII]. in «Nuova Antologia...», S. 5a, Vol. CXXIX - Fasc. 850 - Roma, 16 maggio 1907 (pp. 193–196).
  • Ricordando Marx (versi) sta in: Marx Carlo - nel XXV anniversario della sua morte, Roma, 14 marzo 1908 [Numero Unico] Roma, Tip. Popolare, 1908, (pp. 4).
  • Poemi liriche e traduzioni Remo Sandron Ed., Milano - Palermo - Napoli, s.a. [1911]. pp. XI-538.
  • Poemetti (1885-1907) [3ª ediz.] - Iscrizioni. R. Sandron Ed., Milano - Palermo - Napoli, s.a. [1912?], pp. is.
  • Scherzi - versi siciliani, a cura di A. Tomaselli - Catania, Etna 1933

Galleria delle copertine[modifica | modifica wikitesto]

Orazioni accademiche, studi critici e lezioni[modifica | modifica wikitesto]

Poesia e musica[modifica | modifica wikitesto]

Dedica autografa al M° Francesco Paolo Frontini, collezione Frontini

Romanze

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
— Catania, 1877

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il vate Etneo: conferenza tenuta a New York, in commemorazione di Mario Rapisardi, nell'Aula Magna del Normal College di Park Ave. sotto gli auspici del Circolo Italiano fra studentesse del medesimo Istituto
  2. ^ vedere il sonetto-autoritratto di Foscolo Solcata ho fronte, occhi incavati intenti, a sua volta spirato dall'alfieriano Sublime specchio di veraci detti
  3. ^ «Quel disdegnoso in su la tolda ritto, / Fosco il crin, fiso il guardo, ampia la fronte, / È il vate etneo, che come spada ha dritto / L'animo, ardente il cor, le rime pronte.» (Atlantide, Canto X)
  4. ^ Una leggenda vuole che il suo vero cognome fosse Rapisarda, e lo avesse cambiato per omaggiare, avendo un cognome che rimava con lui, il suo poeta preferito, Giacomo Leopardi
  5. ^ a b c d e f g h i Rapisardi-note biografiche
  6. ^ La polemica con E.A. Mario
  7. ^ a b c Mario Rapisardi su Homolaicus
  8. ^ Tra le recensioni elogiative, una di Giovanni Verga su La scena (Venezia, 25 marzo 1869).
  9. ^ La contessa Lara
  10. ^ Garibaldi gli scrisse: «Voi siete all'avanguardia del Progresso».
  11. ^ Biografia
  12. ^ a b Le onoranze del 1889
  13. ^ «Io ho finalmente», aggiungeva,« consigliato la moderazione e la calma, perché non ho fede alcuna nella solidarietà dei nostri famosi fratelli del continente, buoni ad arcadieggiare su le scuole e sui metodi socialistici, pronti sempre a denigrare la reputazione di persone che conoscono appena di nome, a sbraitare in qualche comizio, ad armeggiare in qualche gazzetta e ad aprire, tutt'al più, a cose finite una sottoscrizione a beneficio delle vittime».
  14. ^ «La pace sarà fatta dopo un assetto sociale radicalmente diverso di quello onde ora ha regno e delizia la borghesia».
  15. ^ «Una letteratura che viva estranea alle agitazioni politiche e sociali del tempo non la comprendo». E inoltre: «So bene che molti la vagheggiano e che a molti torna conto: l'anacoretismo filologico io l'aborro, e fare della scienza una Trappa, non mi pare cosa da giovani».
  16. ^ Nella risposta dice inoltre: «Dia dunque il prezzemolo ai pappagalli, mio caro signore; si affermi solo con l'audacia, la forza, la fede selvaggia del suo cuor di poeta, sogni, si ribelli, si avventi a tutte le bastiglie del pensiero e della volontà con l'odio e l'amore di cui la sua giovinezza e capace; ma non isdegni, per carità, l'assistenza e la luce della Ragione».
  17. ^ Giuseppe Cardillo, Il Vate, i fasci e i forconi, in Lumie di Sicilia, n. 74, periodico dell’A.Cu.Si.F. - Associazione Culturale Sicilia Firenze
  18. ^ Foto della tomba
  19. ^ Nunzio Vaccalluzzo, La poesia di Mario Rapisardi nella «Nuova Antologia» del 16 febbraio 1930.
  20. ^ Mario Rapisardi - La critica
  21. ^ Lettera aperta
  22. ^ Giselda Fojanesi, Dizionario Biografico degli Italiani
  23. ^ Testo
  24. ^ Lettera a Napoleone Colajanni (maggio 1906), in cui parla dei "clericali"
  25. ^ Documento di Francesco Enotrio Ladenarda, pseudonimo di Andrea Lo Forte Randi.
  26. ^ Si può leggerne un estratto qui.
  27. ^ si può leggere qui
  28. ^ Di cui Garibaldi scrisse: “Ho divorato il vostro Lucifero. L'Opera grande! Voi avete scalzato l'idolo di tanti secoli e vi avete sostituito il vero. Se la metà degli italiani potessero leggerlo e comprenderlo, l'Italia avrebbe raggiunto il suo terzo periodo d'incivilimento umano…” (Giuseppe Garibaldi.)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Frontespizio opere di Mario Rapisardi (a seguire)
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  • Dopo la lettura del Lucifero - Ardizzoni G., Catania, Galatola, 1877.
  • Il Lucifero e i suoi critici - Cipolla S., in « Rivista Europea », a. VIII, 1877, vol. II, fasc. 3 e vol. III, fasc. 1.
  • Satanismo, in Studi critici - Trezza G., Lipsia, Drucker e Tedeschi, 1878.
  • Polemica - Federico De Roberto, fu il suo esordio letterario con il saggio Giosuè Carducci e Mario Rapisardi. Polemica, pubblicato a Catania dall'editore Niccolò Giannotta nel 1881.
  • Confessioni e battaglie - Carducci G., serie prima, Opere, XXIV, Bologna, Zanichelli, 1939 (già nell'opuscolo Carducci e Rapisardi citato; e in Confessioni e battaglie di G. C., serie Ia, Roma, Sommaruga 1882).
  • Giobbe e la critica italiana - Natoli L., Catania, Tropea, 1884.
  • Satana e il satanismo: Carducci e Rapisardi, in Scritti letterari e politici - Gemelli C., Roma-Torino, Loescher, 1887.
  • Colajanni e Rapisardi, in « Il Futuro sociale » - Albani F., genn. 1894.
  • Saggio critico sulle Religiose di M. R. - Menzo A., Catania, Giannotta, 1894.
  • Il Satana nell'arte - Quarta D'Alberto F., 1898. Roma
  • Mario Rapisardi - per A. Lalia Paternostro, Napoli, ed. Anacreonte Chiurazzi 1898
  • Onoranze a Mario Rapisardi - Catania, Di Mattei, 1899 (Scritti di: B. Sperani, G. Crescimone, F. guardione, F. Montalto, L. Natoli, G. Grassi Bertazzi, G. A. Corrieri, S. Sottile Tomaselli, A. Menza, G. Zuppone Strani, G. Romano Catania, G. Pipitone Federico, V. La Scola, G. Crescimanno, G. Lanzalone, D. Degrazia, M. Mandalari, F. Zamboni, A. Campanozzi).
  • Conversazioni letterarie, serie I" - Cesareo G. A., Catania, Giannotta, 1899.
  • Su per l'erta - Mastri P., Bologna, Zanichelli, 1903.
  • Il Poeta Etneo - Cino Accàscina, Il Secolo XX 1903
  • La legge della vita e un poeta moderno: « Nomos » di M. Rapisardi - Barbano 0. M., in « La nuova parola », settembre 1904.
  • La letteratura della nuova Italia - Croce B., vol. II, Bari, Laterza, 1921 (il saggio sul R. e del 1904).
  • Il Moderno Bettinelli M. R. giudicato da B.Croce - di S. Sottile Tomaselli - F. Andò 1905
  • Polemica carducciana - Romagnoli E., Firenze, 1911.
  • Mario Rapisardi - Guardione F., Palermo, Sicania, 1912
  • Mario Rapisardi - di V. G. Gualtieri - G. Maltese 1912
  • Feticisti Carduccini con lettere di M. R. - di Fr. Enotrio Ladenarda - G. P. Lauriel 1912
  • Mario Rapisardi epico - Garoglio D., in « La voce », 9 maggio 1912.
  • Il Poeta dell'uman genio - Di Rosa G., Palermo, Sandron, 1912.
  • Per M. R - Guzzetta M., Trapani, Gervasi-Modica, 1912.
  • Mario Rapisardi - Anselmo A., Messina, Off. grafiche « La Sicilian 1912.
  • Mario Rapisardi - Giudici P. E.,Firenze, Nerbini, 1912.
  • Mario Rapisardi - Saccheri A., Genova, Pelagi, 1912.
  • Mario Rapisardi nell'arte e nella letteratura - Vincenzo Rapisardi, Catania, Regi Uffici 1912
  • Mario Rapisardi - Domenico Maggiore, Napoli, La luce del pensiero 1912
  • Mario Rapisardi, in « Corriere di Catania », Momigliano A., 5 maggio 1913. (Commemorazione tenuta a Catania nell'anniversario della morte del poeta. L'ultima parte e riportata in « Lettere Italiane », a. IX, n. 2, aprile-giugno 1957, pagg. 127-135).
  • Spiriti e forme del divino nella poesia di M. R. - Calogero Vitanza, Nicosia, Ed. del lavoro 1913
  • La vita e il libro - Borgese G. A., serie III, Torino, Bocca, 1913.
  • Care ombre - Farina S., Torino, Sten, 1913.
  • Onoranze a M. R. nel primo anniversario della sua morte, Catania, Giannotta, 1913.
  • L'opera poetica di M. R.- di C. Pascal - F. Battiato 1914
  • Lettere a C. Reina - di A. Tomaselli - P. Lauriel 1914
  • Nuove foglie sparse - di A. Tomaselli - P. Lauriel 1914
  • Un ingegno solitario - Dognazzi Rinaldi G., Catania, Monaco e Mollica, 1914.
  • M. R, et les raisons de sa vogue - Dejob ch., , in « Bullettin Italien», XV, 1, 1915.
  • M. Rapisardi lettera aperta a B. Croce - di FR. E. Ladenarda - G. P. Lauriel 1915
  • M. Rapisardi Pensieri e giudizi con l'aggiunta delle Odi Civili e degli aforismi di L. A. Seneca e P. Siro - ed. postuma a cura di A. Tomaselli - P. Lauriel, 1915 - Versione PDF QUI
  • Le Ricordanze di Mario Rapisardi - Eugenio Alberti, Palermo, Paravia, 1915.
  • La fantasia -M. Rapisardi e la guerra - di M. De Greco Chiaramonte - Catania, La Siciliana 1915
  • L'arte e il pensiero di Mario Rapisardi - Tauro De Tintis F., , Recanati, Stab. Tip. R. Simboli, 1920.
  • L'ode alla Martire di Delaroche di Mario Rapisardi: studio critico di Eugenio Alberti Antonino Trimarchi - Palermo 1920
  • Mario Rapisardi - Russomanno U., Reggio Calabria, Surace, 1921.
  • La poesia di Mario Rapisardi - Samperisi G., Palermo, Tri-marchi, 1922.
  • Epistolario - di A. Tomaselli - F. Battiato 1922
  • M. R. uomo-pensatore-poeta - Sottile Tomaselli S., Palermo, Corselli, 1922.
  • M. R. nelle sue opere postume - Personne M. A., in « Nuova Antologia », 1º luglio 1924.
  • La polemica Rapisardi-Carducci nella luce dei documenti rapisardiani - De Maria U., in « La fiera letteraria », 16 gennaio 1927.
  • Saggi sulle liriche di M. R. - di A. Stazzone Russo - G. La Badessa 1928
  • Raccolte di poesie scelte dai poemetti e dalle liriche - di Nunzio Vaccalluzzo, Palermo, R. Sandron 1930
  • Prose Poesie e lettere postume - di L. Vigo-Fazio - A. Formica 1930
  • Mario Rapisardi - di Nino Cappellani - S. E. Moderno 1931
  • I primi passi di Mario Rapisardi e le sue relazioni con Pietro Fanfani - Jannone G., in « Civiltà Moderna», 15 febbraio, 15 aprile e 15 giugno 1931
  • Commentario Rapisardiano - di A. Tomaselli - Etna 1932
  • Rapisardiana - Trompeo P. P., in « Cultura », 1932, pagg. 137-144; ora nel vol. Carducci e D'Annunzio, Roma, Tumminelli, 1943.
  • Rapisardiana - Bevilacqua E., in « Catania », rivista del Comune, marzo-aprile 1932.
  • Scherzi, versi siciliani - Alfio Tomaselli - Etna 1933
  • La poesia di Mario Rapisardi - Losavio F., in « Rassegna nazionale », agosto-settembre 1933.
  • I libri di Mario Rapisardi nella Biblioteca civica di Catania - Viola O., in « Catania », VI, 3, 1934.
  • in « Nuova Antologia », Borgese G. A., 16 novembre, 1º dicembre e 16 dicembre 1937.
  • Breviario Rapisardiano - di A. Tomaselli - Catania Fratelli Viaggio-Campo 1938
  • L'arte poetica e il pensiero politico religioso di M. R.- di G. Cammarata - La Celere 1944
  • Sicilia amorosa - Tatané G., , Milano, 1946.
  • 11º nucleo lirico nella poesia di Mario Rapisardi - Guglielmino F., in « Siculorum Gymnasium », gennaio-giugno 1949.
  • Le ideologie socialistiche in Italia nell'eta del positivismo evoluzionistico (1870-1892) BULFERETTi L., , Firenze, 1951.
  • De Felice Giuffrida capo del movimento popolare catanese - Renda F., G. in « Movimento Operaio », novembre-dicembre 1954; ora nel vol. il movimento contadino nella società siciliana, Palermo, 1956, pagg. 103-106.
  • Su una lirica inedita di Mario Rapisardi, in « Ausonia »,V. P. V., marzo-aprile 1955 (a proposito della lirica « Madre », rinvenuta da Francesco Acerbo e pubblicata sul « Giornale d'ltalia » del 1º gennaio 1955).
  • Mario Rapisardi pittore - di Francesco Granata 1956
  • La poesia di Mario Rapisardi nel movimento intellettuale e sociale della fine del sec. XIX - Romano S. F., in « Quaderni del Meridione », a. I, fasc. 3 e 4, 1958.
  • Radicalismo e Socialismo in Sicilia (1860-1882) - Cerrito G., Firenze-Messina, D'Anna, 1958 (sul R. cfr: le pagg. 366-367).
  • Mario Rapisardi - Pappalardo vigliar V., in « L'ora » di Palermo, venerdi 5 - sabato 6 gennaio 1962.
  • Mario Rapisardi (Nel cinquantenario della morte),VIGO-FAZIO L., Catania, 1962 (I saggi raccolti risalgono agli anni 1922, 1924, 1933).
  • Mario Rapisardi - Pasquale Tuscano ed. Maia- Siena 1963.
  • Volume in onore di F. De Roberto e di M. Rapisardi - Società di storia patria 1963
  • M. R. Antologia poetica - di E. Scuderi - Giannotta 1968
  • L'odio di Francesco Petrarca e altre lezioni di poetica e di critica - di Paolo Mario Sipala - Del Prisma, 1990
  • M. R. L'uomo e le sue passioni - di V. Casagrandi - Bonanno, 1991
  • "Mario Rapisardi", atti del convegno a cura di Sarah Zappulla Muscarà, Giuseppe Maimone Editore, Catania 1991
  • Un poeta lasciato nell'oblìo - di Virgilio Zanolla; su "Historia", Milano, anno XXXVII, n° 425, luglio 1993; pp. 86–93.
  • M. Rapisardi, "Dall'anima inviar l'ultimo sogno - Miscellanea in onore del Poeta" a c. di F.Giordano, Ed.della Fenice Catania, 1998
  • Sul Lucifero di Mario Rapisardi, nel 130º anniversario del Poema, di Francesco Giordano, Catania, La Fenice, 2007
  • Petrolio e assenzio - La ribellione in versi (1870/1900), a cura di Giuseppe Iannaccone, ed. Salerno editrice Roma, 2010
  • Mario Rapisardi dall'ombra alla luce (antologia poetica a cura di Virgilio Zanolla); Pavia, Medea, 2011.
  • Mario Rapisardi "Poesie Religiose", a cura di Francesco Giordano, Boemi Editore 2012 (con un acquerello inedito e un autografo del Poeta)

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