Caterina Percoto

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Caterina Percoto
Caterina Percoto

Caterina Percoto (S. Lorenzo di Soleschiano, UD, 1812 - ivi, 15 agosto 1887) fu una delle più note scrittrici friulane dell'Ottocento.

Indice

[modifica] La vita

Nata a San Lorenzo di Soleschiano (Comune di Manzano, in provincia di Udine) in Friuli, da una nobile famiglia di avvocati, artisti e uomini di lettere, fu l'unica bambina di sette figli.
Alla morte del padre, nel 1821, la sua famiglia si spostò ad Udine, e lei fu mandata nell'Educandato di Santa Chiara (oggi Educandato Uccellis), a scuola dalle suore. Da questo periodo, nacque nella scrittrice la forte avversione per l'educazione monacale delle donne, tema che Caterina Percoto difese per tutta la vita.
Nel 1828 incontrò il primo amore, un giovane di origine ebrea. Proprio per questo, la relazione fu duramente osteggiata sia dalla famiglia che dalle suore.
Nel 1829, lasciò il convento per ragioni di carattere economico. Dopo il suo ritorno a casa, cominciò a dedicarsi all'azienda di famiglia e all'educazione dei fratelli minori coadiuvata da don Pietro Comelli, già "fattore" dei conti Percoto e pievano del luogo. Comelli le diventerà presto guida spirituale e amico sincero.

[modifica] Carriera letteraria

La carriera letteraria di Caterina Percoto ha inizio nel 1839, grazie a Don Comelli che inviò segretamente alla Favilla di Trieste il primo scritto di Caterina: un commento alla traduzione del Maffei di alcuni brani della Messiade di Klopstock. Iniziò così il rapporto di Caterina con l'editore Francesco Dall'Ongaro, che ben presto diventò suo mentore.
Immersa nei paesaggi friulani, supervisionando al lavoro nei campi e alla coltura dei bachi da seta, ritrasse nelle sue opere lo stagnante mondo di povertà del Friuli, sotto il dominio austriaco.
Nel 1841 apparirono sulla Favilla i primi racconti della Percoto. Il Dall'Ongaro la fa conoscere nel mondo letterario italiano.
Nel 1847, dopo un viaggio a Vienna, inizò il lungo contatto epistolare con Carlo Tenca. Nello stesso anno morì il fratello Costantino, lasciandole il gravoso compito dell'educazione dei giovanissimi figli.
Ma con la prima guerra d'indipendenza, del 1848, i suoi scritti divennero politicamente più impegnati, e racconti come La donna di Osoppo e La coltrice nuziale, riscossero un grande successo negli ambienti patriottici.
Negli anni '50, inoltre, iniziò a scrivere in lingua friulana, e dopo due anni di trattative, con l'editore Le Monnier, il quale temeva che i titoli in friulano avrebbero infastidito gli Austriaci, nel 1863 uscirono due volumi di racconti.

[modifica] Gli ultimi anni

Gli ultimi anni di vita della scrittrice furono piuttosto sofferti, a causa delle sue precarie condizioni di salute, ma allo stesso tempo densi di avvenimenti ed incontri di particolare rilievo. Nel 1867, ad esempio, incontrò a Udine, Giuseppe Garibaldi in persona.
L'anno successivo rifiutò la nomina a direttrice dell'Educandato di Santa Chiara (oggi Educandato Uccellis) e nel 1871 il ministro Cesare Correnti la nominò ispettrice degli educandati veneti.
Nel 1878 e nel 1883 vengono pubblicate due raccolte di suoi racconti.

Caterina Percoto morì il 15 agosto 1887 a Soleschiano ed è sepolta a Udine accanto al poeta Pietro Zorutti.

[modifica] Opere

  • Lis cidulis. Scene carniche, I. Papsch e C. tip. del Llyod Austr., Trieste, 1845
  • Racconti, prefazione di Nicolò Tommaseo, Le Monnier, Firenze, 1858
  • Dieci raccontini di Caterina Percoto, Tip. Weis, Trieste, 1865
  • Nuovi raccontini, Lampugnani, Milano, 1870
  • Ventisei racconti vecchi e nuovi, Carrara, Milano, 1878
  • Novelle popolari edite ed inedite, Carrara, Milano, 1883
  • I Fumi di Norina, Carrara, Milano, 1884
  • Quindici nuovi raccontini. Libro di lettura e di premio, Carrara, Milano, 1888
  • Cenni sulla co. Caterina Percoto accompagnati da alcune sue lettere inedite, a cura di Tiberio Roberti, Tipografia di Domenico Del Bianco, Udine, 1900
  • Il Friuli nel 1866. Lettere inedite di Caterina Percotto, a cura di Tiberio Roberti, Tip. Domenico Del Bianco, Udine, 1901
  • Il prin sarasin. Leggenda, Tip. Domenico Del Bianco, 1901 [in lingua friulana, con traduzione in lingua italiana ]
  • Gli ultimi anni di Caterina Percoto. Lettere all'abate Jacopo Bernardi finora inedite, [ed ora pubblicate da] N. Meneghetti, Tip. Moretti e Percotto, Udine, 1915
  • Sotto l'Austria nel Friuli, 1847-1866. Racconti per i giovinetti, per il popolo, per i soldati. Dagli scritti di Caterina Percoto, a cura di Eugenia Levi, R. Bemporad e Figlio, Firenze, 1918
  • Scritti friulani, con uno studio di Bindo Chiurlo, Libreria editrice Aquileia, Tolmezzo (Udine), 1928
  • L'anno della fame ed altri racconti, a cura di Alberto Spaini, Einaudi, Torino, 1945
  • L'album della suocera e altri racconti, Muggiani, Milano, 1945
  • Pre' Poco, Del Bianco, Udine, 1958
  • Novelle, a cura di Bruno Maier, Cappelli, 1974
  • Enrica Varisco Ferrero (a cura di), Niccolo Tommaseo e Caterina Percoto protagonisti di un caso letterario, con pagine inedite di Caterina Percoto,Arti Grafiche friulane, Udine, 1975
  • Il giornale di mia zia, con una introduzione di Rossana Caira Lumetti, Bulzoni, Roma, 1984
  • Le umili operaie. lettere di Luigia Codemo e Caterina Percoto, a cura di Rossana Caira Lumetti, Loffredo, Napoli, 1985
  • Scritti friulani, tradotti, commentati e restaurati da Amedeo Giacomini, nota linguistica di Piera Rizzolatti e dieci disegni inediti di Filippo Giuseppini, Societa filologica friulana, Udine, 1988
  • Epistolario Caterina Percoto-Carlo Tenca, a cura di Ludovica Cantarutti, Del Bianco, Udine, 1990

[modifica] Bibliografia

  • Ines Cesarano, Cenni sulla vita e sulle opere di Caterina Percoto, 2 febbraio 1888. Parole lette alle alunne dell'Istituto Barbieri in occasione della distribuzione dei premi, 19 Maggio 1895, Padova, Tip. Soc. Sanavio e Pizzati, 1895;
  • Pietro Bonini, Versi friulani, e cenni su Ermes Di Colloredo, Pietro Zorutti e Caterina Percoto, Udine, Tip. Domenico Del Bianco, 1898;
  • Guido Bustico, Caterina Percoto e Francesco dall'Ongaro, Domodossola, Tip. Ossolana, 1910;
  • Gianfranco D'Aronco, Vita sentimentale nascosta di Caterina Percoto, Trieste, 1948;
  • Enrica Varisco Ferrero, Niccolo Tommaseo e Caterina Percoto protagonisti di un caso letterario, con pagine inedite di Caterina Percoto, Udine, Arti grafiche friulane, 1975;
  • Caterina Percoto cent'anni dopo, Atti del Convegno di studi (Manzano), Del Bianco, Udine, 1990;
  • Francesca Italiano, Caterina Percoto e la narrativa campagnola dell'Ottocento, dissertation, Ann Arbor, University microfilms international, 1981;
  • Tommaso Scappaticci, La contessa e i contadini. Studio su Caterina Percoto, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1997
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