X-Men

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X-Men
gruppo
Gli X-Men, disegnati da Daniel Acuña
Gli X-Men, disegnati da Daniel Acuña
Nome orig. X-Men
Lingua orig. Inglese
Autori
Editore Marvel Comics
1ª app. settembre 1963
1ª app. in The X-Men n. 1
Editore it. Editoriale Corno
app. it. 24 aprile 1973
app. it. in Capitan America n. 1
! Formazione
  • Gli X-Men sono divisi in varie squadre di composizione variabile
Formazione originale

Gli X-Men sono un gruppo di supereroi mutanti che danno il titolo a varie serie a fumetti pubblicate dall'editore statunitense Marvel Comics.

Il primo albo della prima collana dedicata ai mutanti dal titolo The X-Men[1] (vol. 1)[2], che dal n. 114 (ottobre 1978) assunse il titolo di Uncanny X-Men, uscì nel settembre 1963 prodotto dalla collaborazione fra Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni), team creativo che aveva già dato vita ad Hulk ed ai Fantastici Quattro. Protagonisti della storia erano cinque adolescenti portatori di una particolare mutazione, o gene-X, risultato di un'alterazione del DNA che li dotava di straordinarie facoltà, come ad esempio leggere nel pensiero o volare.

I creatori della serie ripresero l'idea di base della Doom Patrol, gruppo di supereroi edito dalla concorrente DC Comics: i protagonisti della serie erano tre giovani che a causa dei loro superpoteri non erano più bene accetti nel mondo, proprio come i giovani mutanti. Sempre alla Doom Patrol Lee e Kirby si ispirarono per creare il personaggio di Charles Xavier mentore nonché fondatore degli X-Men che corrisponde quasi perfettamente alla figura di Niles Caudler, ingegnere senza più l'uso delle gambe e costretto a muoversi su una sedia a rotelle capace tuttavia di guidare i tre giovani nelle loro missioni. Lee abbassa l'età media del gruppo, composto per lo più da adolescenti, e sostituisce ai poteri ottenuti tramite incredibili incidenti quelli dovuti ad anomalie genetiche: le mutazioni. Alla base di queste sostanziali modifiche c'è l'idea che i mutanti debbano essere visti come gli adolescenti: si trovano in un mondo che non li accetta, mentre il loro corpo e la loro psiche sono soggetti a trasformazioni che non riescono a comprendere.

Il tempo premiò le scelte di Lee: gli X-Men ebbero molto più successo della Doom Patrol.

In origine il fumetto si sarebbe dovuto intitolare I Mutanti, ma la proposta di Lee fu accolta da un interrogativo: «Chi sa cosa sono i mutanti?». Allora venne scelto il titolo X-Men, molto più incisivo e di facile memorizzazione la cui caratteristica X venne poi ripresa dai vari gruppi mutanti formatisi successivamente come X-Factor, X-Force, Excalibur ed altri ancora.

Temi centrali del fumetto furono la paura della diversità, l'odio razziale e la discriminazione.[3] Non a caso il primo nemico degli X-Men, Magneto, oltre ad essere un mutante è anche un ebreo ed ha trascorso alcuni anni della sua infanzia in un campo di concentramento dove ha visto morire i genitori vittime della discriminazione che ora colpiscono lui e la sua specie definita dagli scienziati Homo Sapiens Superior. Negli anni il fumetto perse consensi e popolarità fin quando non se ne decise il rilancio nel maggio 1975 ad opera di Chris Claremont: sfruttando i punti forti creati da Stan Lee e dai suoi successori ed aggiungendo nuovi elementi come relazioni amorose e approfondimenti psicologici, l'autore riuscì a far avere un enorme successo alla collana mutante che diventò quasi subito una delle più vendute opere targate Marvel. Col tempo nuovi personaggi entrarono in scena e nuovi titoli furono pubblicati, facendo crescere il già consistente "mondo mutante".

Al giorno d'oggi, gli X-Men non godono più il successo ricevuto negli anni settanta-ottanta, ma sono ancora tra le serie più vendute, grazie anche alla produzione di vari film e videogiochi.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

I cinque X-Men originali. Disegni di Marko Đurđević.

Il primo gruppo di X-Men venne riunito dal professor Charles Xavier, anche conosciuto come Professor X scienziato e filantropo nonché grande telepate, per essere addestrato nell'uso responsabile dei propri poteri presso la sua tenuta al 1407 di Graymalkin Lane, Salem Center, città della Contea di Westchester nello Stato di New York.

Il team era composto da:

  • Ciclope, alias Scott "Slim" Summers. Capace d'emettere devastanti raggi ottici, Scott riuscì a controllare il proprio potere grazie ad un visore al quarzo rubino. Noto per il suo proverbiale sangue freddo e per la sua incredibile capacità tattica, venne scelto come leader del gruppo.
  • Bestia, alias Henry "Hank" McCoy. Dotato di straordinaria agilità e forza fisica nonché di mani e piedi più grandi del normale, Hank nel corso degli anni cambiò fisionomia diventando prima simile ad una scimmia a causa di un composto radioattivo volontariamente ingerito, per poi acquisire una fisionomia felina grazie alle manipolazioni indotte in lui dalla mutante Sage per salvargli la vita.
  • Angelo, alias Warren Worthington III. Dotato di vere ali piumate, Warren era il classico playboy a cui la fortuna ha sempre sorriso fino a quando non cadde nelle grinfie del malvagio Apocalisse che ne fece il proprio cavaliere, Guerra, e lo dotò di ali metalliche.
  • Marvel Girl, alias Jean Grey. Unico membro femminile del team, Jean fu dapprima ritenuta solamente una potente telecineta ma le sue doti telepatiche sopraggiunsero successivamente e contribuirono a farne uno dei più importanti personaggi della serie, grazie anche alla fusione con l'entità cosmico-divina Fenice.
  • Uomo Ghiaccio, alias Robert "Bobby" Drake. Capace di trasformare la propria fisiologia in ghiaccio e di manipolare l'umidità dell'aria in modo da congelarla, Bobby era il membro più giovane e spensierato del gruppo.

In un secondo momento si aggiunsero:

  • Havok, alias Alex Summers. In grado di manipolare e rilasciare energia solare, Alex oltre ad essere legato sentimentalmente a Lorna è il fratello minore di Ciclope. Entrato in squadra con la sua amata, ha subito mostrato segni d'insofferenza verso l'autorità fraterna, sfociata parecchie volte in vere e proprie liti.
  • Polaris, alias Lorna Dane. Dotata di poteri magnetici come Magneto di cui è figlia, Lorna entrò dapprima in contatto con gli X-Men durante il proprio salvataggio da un criminale per poi entrare nel gruppo a fianco del fidanzato Alex. Durante il corso degli anni ha mostrato più volte segni d'instabilità mentale, scomparsi dopo la sua trasformazione in Cavaliere di Apocalisse.
  • Mimo, alias Calvin Rankin. Capace di imitare ben cinque poteri contemporaneamente, Calvin si presentò agli X-Men inizialmente come nemico per poi far brevemente parte del gruppo.

Lee e Kirby lavorarono sulla serie da loro creata per tre anni introducendo personaggi come Magneto, Scarlet, Quicksilver e Toad, appartenenti alla prima Confraternita dei mutanti. I due lasciarono la serie nel 1966, sostituiti da Roy Thomas e Werner Roth che restarono solamente per pochi anni. Vari artisti, tra cui Jim Steranko e Barry Windsor-Smith si alternarono ai disegni senza che ci fosse uno scrittore regolare, fin quando nel 1969 tornò ai testi Roy Thomas per i disegni di Neal Adams. Con l'arrivo di un nuovo e regolare team creativo le vendite aumentarono, ma troppo tardi: la Marvel aveva già deciso di chiudere la serie. La produzione di nuove storie terminò con il n. 66 nel 1969 e la testata cominciò la ristampa delle vecchie storie, mentre i personaggi, soprattutto Uomo Ghiaccio, Bestia e Xavier, comparivano in altre serie.

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante da tempo non venissero prodotte nuove storie, la testata degli X-Men continuava a vendere bene (occupata da ristampe a partire dal numero 67 del 1970) ed i mutanti apparivano frequentemente in serie come Avengers ed Amazing Spider-Man. La dirigenza Marvel decise quindi di dare alla serie una nuova possibilità e nel 1975, per mano degli autori Len Wein e Dave Cockrum, gli X-Men tornarono prepotentemente sulla scena fumettistica. Con un numero speciale intitolato Giant Size X-Men n. 1, i due autori rilanciarono ed approfondirono la problematica della "diversità", argomento portante della serie fin dagli esordi, sostituendo agli adolescenti un gruppo di mutanti adulti provenienti da diversi luoghi della Terra: questo secondo aspetto fu di gran lunga il più importante poiché erano stati introdotti personaggi appartenenti ad etnie e culture differenti fra loro. Era quasi ironico che i protagonisti dei primi numeri di una serie incentrata sulla diversità fossero tutti plasmati sul tradizionale modello supereroistico americano e mostrassero le caratteristiche proprie del WASP: il "tipico" bianco anglosassone protestante.

La seconda genesi di X-Men. Disegni di Gil Kane.

I componenti di questo gruppo di X-Men Tutti nuovi, tutti differenti, come recitava lo "strillo" sulla copertina dello speciale, erano:

  • Banshee, alias Sean Cassidy. Mutante irlandese in grado di emettere devastanti onde soniche, nonché agente dell'Interpol, dedito all'alcolismo.
  • Colosso, alias Piotr "Peter" Nikolaievitch Rasputin. Contadino russo superforte con la capacità di trasformare il proprio corpo in acciaio organico e dotato, a dispetto della propria apparenza, di un animo sensibile ed artistico.
  • Nightcrawler, alias Kurt Wagner. Agile "elfo" tedesco dall'aspetto demoniaco con tanto di epidermide bluastra, coda prensile e tre dita ad ogni arto, in grado di teleportarsi e di aderire alle superfici. Una curiosità sul personaggio: nella prima edizione italiana il suo nome-in-codice venne tradotto in Lombrico.
  • Sole Ardente, alias Shiro Yoshida. Pirocineta giapponese in grado di volare, con un alto senso dell'onore e dell'orgoglio.
  • Tempesta, alias Ororo Munroe. Rarissima mutante keniota in grado di manipolare le condizioni meteorologiche e perciò venerata come una dea nel suo paese d'origine.
  • Thunderbird, alias John Proudstar. Pellerossa incredibilmente forte, veloce ed agile. Il suo personaggio ebbe vita breve a causa della forte rassomiglianza con quello di Wolverine.
  • Wolverine, alias James "Logan" Howlett. Ex-agente governativo canadese dall'oscuro passato dotato di un eccellente fattore di guarigione, uno scheletro d'adamantio, tre artigli retrattili per mano e sensi supersviluppati.

In Giant Size X-Men n.1 viene mostrato come Xavier, per salvare il primo gruppo di X-Men prigioniero sull'isola vivente di Krakoa, partì in giro per il mondo a reclutare nuovi mutanti. Dopo la battaglia ed il salvataggio, al termine del numero, quasi tutti i vecchi membri lasciarono la scuola tranne Jean Grey ed il fidanzato Ciclope che divenne il leader del nuovo team. Questo speciale ebbe notevole successo e col n. 94 la testata dedicata ai mutanti terminò di ristampare vecchie storie e prese a narrare le nuove avventure degli X-Men per mano di Chris Claremont e Dave Cockrum, poi sostituito ai disegni da John Byrne. Il duo Claremont-Byrne creò alcuni degli archi narrativi più famosi della serie, come la Saga di Fenice Nera, Giorni di un futuro passato ed il crossover Inferno.

Per innovare ulteriormente la serie ed appassionare i più giovani, Claremont introdusse nuovi personaggi come:

  • Shadowcat (inizialmente Sprite, poi Ariel), alias Kitty Pryde. Giovanissima mutante ebrea capace di rendersi intangibile ed attraversare i corpi solidi.
  • Fenice, alias Jean Grey. Creduta morta da tutti dopo la prima avventura spaziale del gruppo, il personaggio di Jean tornò in scena rinnovato e dotato di nuovi poteri poiché ospite dell'entità Fenice.

Byrne, co-autore di molte storie, abbandonò la serie nel 1981 poiché desideroso di maggiore spazio nella creazione delle storie; in seguito divenne scrittore e disegnatore regolare dei Fantastici Quattro. Claremont rimase come scrittore regolare di Uncanny X-Men, nuova denominazione adottata poco dopo la cosiddetta Seconda Genesi, e di altre testate legate al mondo mutante come Excalibur e X-Factor fino al 1991, anno in cui abbandonò la Marvel a causa di divergenze con l'editor Bob Harras.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta la serie visse il suo periodo d'oro grazie anche ad artisti del calibro di Paul Smith, John Romita Jr., Mark Silvestri, Jim Lee e ad un Claremont apprezzato sia dai fan che dalla critica per il suo modo di scrivere, di approfondire la psicologia dei personaggi e per gli elementi da soap-opera introdotti, come parenti scomparsi e ritrovati, amori impossibili e sofferti, tradimenti ed intrighi nascosti. Fu in questi anni che lo scrittore inglese aggiunse al cast personaggi discutibili come Magneto (lasciato da Xavier alla guida degli X-Men dopo la sua decisione di partire per lo spazio), diede inizio alla sovraesposizione di Wolverine (utilizzato sempre più spesso dagli autori che ne fanno un personaggio fisso all'interno di quasi tutte le testate mutanti) e mise Tempesta a capo degli X-Men al posto di Ciclope.

A personaggi già noti al pubblico, si aggiunsero in seguito di nuovi come:

  • Forge, indiano americano con la capacità di creare qualsiasi invenzione gli venga in mente.
  • Gambit, alias Remy LeBeau. Cajun con l'abilità di caricare d'energia cinetica qualsiasi tipo d'oggetti, anche se usa prevalentemente carte da gioco per combattere. Durante il corso degli anni ha sviluppato una contrastante relazione sentimentale con Rogue.
  • Jubilee, alias Jubilation Lee. Adolescente asiatica capace di generare energia esplosiva sotto forma di fuochi d'artificio, Jubilee divenne per un certo periodo costante compagna d'avventure di Wolverine oltre che sua fidata amica.
  • Longshot. Profugo proveniente da una dimensione governata dalla TV, il Mojoverso, dotato di uno speciale potere in grado di creare uno speciale campo di fortuna e di un'incredibile agilità e destrezza nell'uso delle armi da taglio.
  • Dazzler, alias Alison Blaire. Cantante in grado di trasformare l'energia del suono in una varietà di effetti luminosi tra cui anche devastanti raggi laser.
  • Psylocke, alias Elizabeth "Betsy" Braddock. Ex modella ed agente segreto, Betsy è una telepate e telecineta. Sorella di Capitan Bretagna, durante la sua lunga storia editoriale ha sofferto molti traumi tra cui lo scambio di corpo con la ninja giapponese Kwannon e non ultima la sua morte e resurrezione per mano dell'altro fratello, Jamie, in grado di alterare la realtà.
  • Rogue, alias Anna-Marie. Ragazza del sud dal passato criminale che possiede la capacità di assorbire la forza vitale, i ricordi ed i poteri di un altro individuo tramite un semplice contatto epidermico.

Spinto dal volere della Marvel di produrre nuove serie di quasi sicuro successo con protagonisti mutanti, nel corso della sua gestione Claremont creò due nuove testate: New Mutants del 1983, che riprende la tematica dei primi X-Men coinvolgendo un team tutto nuovo di adolescenti alle prese con i loro nuovi poteri, ed Excalibur co-creata assieme ad disegnatore Alan Davis nel 1988 ed ambientata in Inghilterra, il cui omonimo team conta fra le sue fila membri degli X-Men e mutanti inglesi. Sempre Claremont prese poi le redini di X-Factor, team formato dai primi cinque X-Men che si adoperava per reinserire mutanti problematici all'interno della società. La creazione di tutte queste serie parallele, gestite da Claremont, rese più complesso ma anche più affascinante l'intero universo mutante trasformandolo in un vero e proprio franchise.

Sfruttando le sottili connessioni tra le varie serie Claremont, conosciuto per le sue "trame a lunga scadenza", produsse ogni anno grandi crossover, detti anche X-Over con richiamo alla X del titolo delle serie, fra le testate fra cui: La caduta dei mutanti, Inferno, Massacro mutante, Programma Extinzione che riprendono alcune sottotrame costruite dallo stesso scrittore inglese nei vari anni all'interno delle testate da lui gestite, mostrandone gli effetti e coinvolgendo le varie serie per alcuni numeri. Uno dei più importanti è La caduta dei mutanti al termine del quale gli X-Men apparentemente muoiono in diretta TV e risappaiono in Australia, dove rimangono per un certo periodo prima di riunirsi ai compagni di X-Factor. Nel 1989 la pubblicazione della testata divenne bimestrale, permettendo a Claremont di scrivere trame parallele che coinvolgevano un gran numero di X-Men.

Al termine degli anni ottanta il rilancio degli X-Men si era rivelata una operazione perfettamente riuscita: il fumetto era divenuto un blockbuster sempre in cima alle classifiche di vendita.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

L'evento più importante per gli X-Men dopo il rilancio del 1975 fu l'abbandono di Chris Claremont avvenuto nel 1991 per divergenze artistico-creative con l'editor Bob Harras che era spesso intervenuto per modificare le trame di alcune storie e/o d'intere maxisaghe. Claremont abbandonò quindi la Marvel in occasione del lancio della nuova testata intitolata X-Men di cui scrisse solo i primi tre numeri, definiti il suo "testamento spirituale", dopo sedici anni alle redini dell'universo mutante. Per lanciare la nuova testata venne letteralmente rinnovata X-Factor, che vide protagonista un gruppo totalmente nuovo capitanato da Havok, per farne rientrare i membri tra gli X-Men e giustificare quindi la divisione in due squadre distinte che sarebbero state protagoniste delle due serie.

Il Gold Team o Squadra Oro protagonista di Uncanny X-Men, composta da:

  • Tempesta, leader della squadra.
  • Colosso
  • Jean Grey
  • Arcangelo
  • Uomo Ghiaccio

Il Blue Team o Squadra Blu protagonista di X-Men, composta da:

  • Ciclope, leader della squadra.
  • Rogue
  • Gambit
  • Psylocke
  • Bestia
  • Wolverine

Mentre le due squadre si sarebbero occupate delle minacce sul campo Xavier, Jubilee, Banshee e Forge sarebbero rimasti alla base a gestire le operazioni e coordinare le missioni. A guidare le due serie subentrarono allora lo scrittore Fabian Nicieza e Jim Lee, che ne avrebbe curato le illustrazioni assieme al collega Whilce Portacio. Nel 1992 Lee e Portacio lasciarono la Marvel per fondare la Image Comics ed Uncanny X-Men fu affidata a Scott Lobdell (testi) e Joe Madureira (disegni), mentre X-Men rimase nelle mani di Nicieza coadiuvato dal disegnatore Andy Kubert. Tre anni dopo, nel 1995, Nicieza lasciò la testa mentre Lobdell assunse il ruolo di scrittore regolare delle due serie fino al 1997 quando venne sostituito da due giovani autori, Steven T. Seagle e Joe Kelly, a cui successe nel 1999 Alan Davis. Negli anni in cui Davis scriveva sulle due testate, Uncanny X-Men e X-Men funzionarono come un unico fumetto bi-settimanale nei quali spesso un'unica storia proseguiva direttamente da una testata all'altra.

Durante la gestione Lobdell gli X-Men continuarono ad incrementare le loro vendite ed ogni mese venivano lanciate nuova miniserie e/o maxiserie legate all'universo mutante, quasi tutte spesso destinate ad avere poca fortuna come nel caso di quella con protagonista Alfiere. Vennero inoltre creati molti nuovi personaggi, quasi tutti presto dimenticati, come la dottoressa Cecilia Reyes, Joseph clone di Magneto, la morlock Marrow ed il bizzarro Maggott. Molti crossover continuarono ad essere prodotti, spesso nel periodo estivo come le maxisaghe L'era di Apocalisse, Onslaught e Operazione: Zero Tolerance.

Il Duemila[modifica | modifica wikitesto]

Dopo i fasti degli anni settanta, ottanta e novanta gli X-Men nel nuovo millennio non realizzavano più grandi vendite. Molti autori si susseguirono allora al comando delle serie, ognuno con un approccio diverso, e furono lanciate diverse miniserie di scarso successo oltre che particolari eventi che avrebbero dovuto riportare l'antico splendore; ma i lettori continuavano a puntare su altri generi di fumetti e le vendite continuavano a calare. Fu quindi necessario operare un serio rilancio delle testate mutanti, che la Marvel sperava di compiere aiutata da un Claremont appena tornato.

L'evento Revolution coinvolse tutte le testate mutanti e fu caratterizzato da un "gap" narrativo di sei mesi tra due numeri consecutivi, in modo da permettere allo scrittore di ripartire da zero sulle due serie principali che avrebbe scritto, potendo spiegare solo in seguito che cosa era successo nei sei mesi che non erano stati raccontati. Claremont abbandonò molti dei mutanti che erano stati protagonisti negli ultimi anni delle serie, preferendo dedicarsi ai personaggi da lui creati che divise in due squadre distinte. Inserì inoltre nuovi personaggi come la misteriosa Sage ed il pirocineta indiano Thunderbird III.

Claremont si attardò nello spiegare i fatti intercorsi nei sei mesi non raccontati volendo probabilmente rivelare tutto a tempo debito, come ad esempio il perché Jean Grey e Psylocke si fossero scambiate i poteri, e dovette quindi modificare i suoi piani perché gli fu imposto di riunire i due team in modo da rendere accessibile la serie a chi avesse voluto avvicinarvisi dopo aver visto il film, uscito proprio nel 2000. Inoltre, dovette dedicare alcuni numeri di entrambe le serie al tie-in di un nuovo crossover, Maximum Security, perdendo di fatto la possibilità di portare le storie dove avrebbe voluto.

Dopo che l'editore-capo Bob Harras venne sostituito da Joe Quesada che, avendo progetti per l'universo mutante diversi dal suo predecessore, chiuse molte serie e ne lanciò di nuove tra cui Weapon X, Exiles ed X-Statix, a Claremont fu proposto di scegliere se scrivere una sola delle due serie principali adattando le sue trame a quelle dell'altro autore o di gestire una nuova testata portando alcuni X-Men lontano dallo Xavier Institute: scelse la seconda opzione e nacque così X-Treme X-Men disegnata per i primi 24 numeri da Salvador Larroca e poi da Igor Kordey. Uncanny X-Men fu affidata a Joe Casey, mentre X-Men, rinominata New X-Men, a Grant Morrison per i disegni di Frank Quitely e vari altri artisti. In questo periodo ci furono nuovi sconvolgimenti nelle formazioni con l'intruduzione di Lifeguard e del fratello Slipstream nella serie di Claremont; Stacy X, Northstar, Fenomeno e Husk entrarono a far parte della squadra di Nightcrawler e Arcangelo sulla testata guidata da Casey; Emma Frost ed il guaritore cinese Xorn furono le uniche aggiunte che Morrison fece al suo ridotto cast di storici X-personaggi.

Casey rimase per poco più di un anno su Uncanny X-Men e venne presto sostituito da Chuck Austen che sarebbe rimasto alla guida testata per tre anni, dal 2002 al 2004, enfatizzando soprattutto le sottotrame romantiche. New X-Men di Morrison ebbe un'ottima risposta di pubblico grazie alle trame provocatorie e fuori dallo schema tradizionale degli uomini-X, come la relazione extraconiugale fra Ciclope ed Emma Frost, che lo scrittore di Glasgow riuscì a tessere. Parallelamente anche X-Treme X-Men di Claremont vendeva molto bene, complici la fama dello scrittore e le trame più approfondite e tradizionali.

Moltissime novità furono introdotte da Morrison, tra queste l'abbandono dei costumi tradizionali in favore di uniformi in kevlar dallo stampo quasi militaresco. Il cambiamento fu proposto dall'autore per dare un tono più realistico alle serie e segnare una rottura col passato. Inoltre, proprio all'inizio della sua gestione, Morrison rivelò per bocca di Bestia che il genere umano era destinato ad estinguersi nel corso di qualche decade per lasciare spazio alla sempre più crescente popolazione mutante. Morrison ideò una nuova minaccia per i figli dell'atomo: Cassandra Nova, malvagia sorella del professor X e potentissima telepate. Un altro importante cambiamento nello status quo della vita degli X-Men avvenne al termine del primo arco narrativo, quando Xavier (controllato da Cassandra) rivelò in diretta televisiva mondiale di essere un mutante. La scuola venne così aperta a tutti e varie X-Corporation furono istituite in giro per il mondo in modo da assistere la popolazione mutante bisognosa d'aiuto. La rivelazione dell'esistenza di una scuola per mutanti e la sua apertura al pubblico, modificò gli scenari dello Xavier Institute che divenne ufficialmente un luogo di formazione didattica pieno di giovani dotati dei poteri più disparati; fornendo una cornice per la seconda serie di New Mutants lanciata nel 2003, scritta dai coniugi Nunzio DeFilippis e Christina Weir, con protagonisti i nuovi studenti dell'istituto ed alcuni degli ex membri dei primi Nuovi Mutanti come Danielle Moonstar, Karma e Wolfsbane ora insegnanti.

Nel 2001 fu invece lanciata la serie Ultimate X-Men, in cui erano narrate le vicende di giovani adolescenti mutanti, tra cui Jean Grey, Ciclope, Tempesta, Bestia e Uomo Ghiaccio, all'interno del cosiddetto Universo Ultimate, luogo dove venivano mensilmente riscritte le storie dei principali personaggi Marvel. Affiancatasi a Ultimate Spider-Man e Ultimates, la serie, inizialmente scritta da Mark Millar e disegnata dai fratelli Andy e Adam Kubert, fu subito un grande successo di pubblico e propose rivisitazioni di saghe, avvenimenti e characters classici sotto la luce del nuovo millennio.

L'iniziativa ReLoad prese il via con l'abbandono della Marvel da parte di Morrison che, passando tra le file della concorrente DC Comics, aprì un nuovo periodo per gli X-Men. Lo scrittore di Glasgow concluse il suo lavoro su New X-Men con la resurrezione di Magneto poi ucciso da Wolverine, la morte di Jean Grey tornata ad essere Fenice e la distruzione di New York City e della stessa Scuola per Giovani Dotati di Xavier. L'editor Quesada decise quindi che era giunto il momento di un nuovo rilancio per le serie mutanti, colpevoli di non vendere quanto avrebbero dovuto, e ciò corrispose ad un cambio dei team creativi sulle varie testate e ad una riorganizzazione delle serie e delle squadre. X-Treme X-Men chiuse i battenti e Claremont tornò su Uncanny X-Men affiancato dal disegnatore Alan Davis, Austen assieme a Larroca passò su New X-Men (che tornò ad essere X-Men poco tempo dopo), per venire poi sostituito dal britannico Peter Milligan nel 2005; nacque poi la testata Astonishing X-Men, scritta dal famoso sceneggiatore e regista televisivo Joss Whedon e disegnata da John Cassaday. A differenza di com'era avvenuto nel corso degli anni novanta, le tre serie furono totalmente indipendenti l'una dall'altra e ciò portò spesso a palesi incongruenze e contraddizioni tra le varie testate: difatti nello stesso mese si poteva ritrovare un personaggio gravemente ferito in una serie e impegnato in un combattimento in un'altra.

Grazie al grande successo e popolarità di cui godette dal quel momento in poi il personaggio di Wolverine, gli autori cominciarono a farlo diventare una presenza fissa all'interno di più serie contemporaneamente. Infatti, oltre a far parte di tutte e tre le X-squadre, divenne anche membro dei Nuovi Vendicatori, formatisi dopo gli eventi della minisaga Vendicatori divisi. L'unico autore a dar peso a quest'insensata ubiquità fu Claremont, che lo escluse dalle sue trame mentre nelle altre testate continuò ad apparire regolarmente, dividendosi tra il ruolo di eroe, professore ed inquilino sia della Torre dei Vendicatori che dello Xavier Institute.

Il ReLoad fornì l'occasione per rilanciare serie che non vendevano come avrebbero dovuto, come New Mutants rinominata New X-Men: Academy X con protagonisti alcuni studenti della scuola, oppure per inserire nel mercato spin-off di dubbio successo come District X, narrante le vicende di Alfiere nel distretto mutante della città di New York, o anche per utilizzare vecchi titoli di testate come nel caso dell'effimera Excalibur durata meno di quindici numeri che avrebbe voluto narrare la ricostruzione di Genosha ad opera di un manipolo di mutanti guidati da Xavier e da un redivivo Magneto.

House of M, crossover estivo del 2005 scritto da Brian Michael Bendis e disegnato da Olivier Coipel, costrinse Claremont ad abbandonare i suoi propositi quando Excalibur venne utilizzata come prequel per la maxisaga che narra di come Scarlet, figlia di Magneto, crei un mondo in cui la specie mutante domini sugli umani e rappresenti la maggioranza della popolazione mondiale. Sotto la guida della famiglia reale di Magneto il mondo è quindi diventato tutto quello che i mutanti e soprattutto il signore del magnetismo avevano sognato. Dopo un drammatico epilogo in cui tutti gli eroi Marvel si rivoltano contro la Casata di M, il crossover si conclude con la distruzione dell'illusione operata da Wanda e la frase «Basta mutanti» da lei pronunciata, che porta direttamente al nuovo, ulteriore rilancio dell'universo mutante. Il volere di Scarlet fa sì che quasi tutta la popolazione mutante perda il gene-X dal proprio DNA col risultato che al mondo rimangono solamente 198 mutanti, numero che aumenta e/o diminuisce poi nel corso dei mesi quando vari personaggi riacquisiscono in vari modi i propri poteri o vengono uccisi nel corso della cosiddetta Decimazione. La scelta di ridurre drasticamente il numero dei mutanti fu reputata necessaria a causa della saturazione di personaggi di questo tipo all'interno delle varie testate, che portava gli autori a creare nuovi personaggi e ad abbandonarli nel dimenticatoio dopo pochi numeri, non sapendo più cosa farne. Fortemente voluta dall'editor Quesada, servì anche a riportare i mutanti allo status di reietti, temuti, discriminati ed emarginati dalla nuovamente dominante specie umana. Uno dei personaggi più importanti a perdere l'uso dei propri poteri fu Xavier, che scomparve dopo l'ormai tristemente noto M-Day, oltre a coloro che erano legati a Scarlet, vale a dire Magneto, il fratello Quicksilver e la sorellastra Polaris.

Molte serie mutanti vennero chiuse mentre altre rilanciate, come la nuova X-Factor sceneggiata da Peter David con protagonista l'Uomo Multiplo e New Excalibur di Chris Claremont con protagonisti Capitan Bretagna, Sage ed un nuovo team residente a Londra. Vennero inoltre pubblicate alcune miniserie, come Generation M, che raccontava attraverso gli occhi della giornalista Sally Floyd il destino dei mutanti che persero i poteri; X-Men: The 198, che raccontava le vicende dei pochi mutanti rimasti, confinati dal governo all'interno della proprietà dello Xavier Institute. Nel 2006 fu inoltre pubblicata Genesi letale, per festeggiare i trent'anni dalla pubblicazione di Giant Size X-Men. La serie, articolata in sei numeri, svelò come Xavier, prima del gruppo presentato in Giant Size X-Men n. 1, ne avesse assemblato un altro che però aveva fallito nel tentativo di salvare i primi X-Men intrappolati su Krakoa. Questi sconvolgenti accadimenti furono rivelati per bocca di Vulcan il terzo fratello Summers che riprese vita grazie all'energia liberata dai mutanti che persero i poteri. Si cercò anche di rilanciare la serie New X-Men: Academy X, rinominata solo New X-Men, affidandola agli sceneggiatori Chris Yost e Craig Kyle che decisero di abbandonare le tematiche adolescenziali per spostare l'attenzione sulla drammaticità degli eventi della decimazione.

Civil War, crossover del 2006 scritto da Mark Millar e disegnato da Steve McNiven, coinvolse l'intero universo Marvel riprendendo una tematica che per anni era stata affrontata principalmente nelle testate mutanti ovvero la registrazione di esseri con superpoteri. Con Civil War si aumenta il raggio d'azione e si espande il tema della registrazione a tutti gli esseri dotati di superpoteri: dopo il catastrofico incidente di Stamford nacquero due fazioni all'interno della comunità di superumani, una pro-registrazione guidata da Iron Man ed una contraria capeggiata da Capitan America. Fin dall'inizio gli X-Men si dichiarano neutrali, come la stessa Emma conferma a Tony Stark durante una loro conversazione, anche se in segreto gli animi dei mutanti sono contrari alla registrazione. L'unico a collaborare col governo è Alfiere, mentre Cable e Wolverine compaiono spesso nei Vendicatori segreti lottando contro i superumani pro-registrazione. Durante la maxisaga l'importanza data alle testate mutanti è abbastanza scarsa e quasi tutte ne rimangono estranee. Esce soltanto una miniserie di quattro numeri intitolata Civil War: X-Men, che è essenzialmente il seguito della mini X-Men: The 198, sceneggiata da David Hine: si narra di come alcuni membri di X-Force cerchino di far fuggire i 198 dallo Xavier Institute provocando le ire di O*N*E e delle Sentinelle a guardia della scuola e costringendo Alfiere a chiedere aiuto ai militari. Al termine della mini tutti i mutanti sopravvissuti all'M-Day evadono dallo Xavier Institute e si disperdono ai quattro angoli del globo. L'unico evento importante per il mondo mutante che si registra all'interno di Civil War è il matrimonio di Tempesta con Pantera Nera, sovrano del Wakanda. A detta degli editor americani l'evento era funzionale ad attirare l'attenzione del pubblico femminile e di quello afroamericano e ad apportare notevoli cambiamenti nella vita della mutante che lascia gli X-Men per rimanere in Wakanda al fianco del marito, e successivamente si unisce ai Fantastici Quattro dopo che Sue Storm e Reed Richards lasciano temporaneamente il gruppo per discutere della loro relazione ed appianare le divergenze coniugali.

Al termine di quello stesso anno vengono nuovamente rinnovati i team creativi: su X-Men, Milligan termina il suo ciclo con una storia incentrata sul personaggio di Apocalisse e viene sostituito da Mike Carey, già autore di Ultimate Fantastic Four, mentre su Uncanny X-Men Chris Claremont viene sostituito da Ed Brubaker, già autore di Daredevil. Claremont, che avrebbe comunque lasciato le serie mutanti a causa di problemi cardiaci che lo costrinsero al riposo forzato, non poté portare a termine i suoi ultimi archi narrativi riguardanti la resurrezione di Psylocke; Tony Bedard termina per lui l'ultimo ciclo di storie su Uncanny X-Men prima dell'arrivo di Brubaker, mentre Frank Tieri lo sostituisce a lungo su New Excalibur. Su Astonishing X-Men, intanto, riprende dopo un'interruzione l'arco narrativo sceneggiato da Joss Whedon e disegnato da John Cassaday, avente lo stesso team dei primi dodici numeri con la sola aggiunta della giovane Corazza e del draghetto alieno Lockheed. Dopo altri dodici numeri e uno speciale Giant Size Astonishing X-Men, i due autori lasciano la serie che viene quindi affidata a Warren Ellis e Simone Bianchi. Il cast rimane pressoché invariato tranne che per l'uscita di scena di Shadowcat e Colosso in favore dell'entrata di Tempesta.

Messiah Complex, del 2008, è il primo crossover che intreccia le principali testate mutanti dopo Onslaught del 1996. Composto da tredici numeri e introdotto dalla storyline Endangered Species, consistente in storie brevi con protagonista Bestia pubblicate in appendice a tutte le testate mutanti, viene co-sceneggiato dagli autori di tutte le serie ed ha inizio con la nascita del primo nuovo mutante dopo l'M-Day proseguendo con la battaglia per il suo possesso tra le varie X-squadre, Alfiere, i Purificatori e i Marauders guidati da Sinistro e Mystica. Al termine di una lunga battaglia, Cable porta la bambina nel futuro e le loro avventure proseguono nella testata omonima scritta da Duane Swierczynski e disegnata da Ariel Olivetti; si verifica inoltre l'accidentale morte di Xavier per mano di Alfiere che porta allo scioglimento degli X-Men e alla ristrutturazione delle testate: X-Men cambia titolo in X-Men: Legacy rimanendo sempre nelle mani di Carey affiancato dal disegnatore Scott Eaton ed un gruppo di vari artisti per le scene di interludio all'interno dell'odissea di un redivivo Xavier alla ricerca dei suoi ricordi; New X-Men viene sostituita da Young X-Men sceneggiata da Marc Guggenheim e disegnata da Yanick Paquette, con protagonista una nuova generazione di mutanti; mentre Craig Kyle e Christopher Yost si spostano sulla nuova X-Force nata durante il crossover. X-Factor continua la sua corsa editoriale sempre per i testi di Peter David e i di disegni di Valentine De Landro. Questa nuova rivoluzione all'interno delle testate e le modifiche ai team mutanti è accompagnata dal logo di una X frammentata e dalla scritta "Divisi resistiamo" (Divided We Stand), e parallelamente viene anche pubblicata una miniserie omonima che si focalizza sulle reazioni di alcuni personaggi minori alla crisi degli X-Men.

In occasione del festeggiamento per il n. 500 della testata Uncanny X-Men, Ed Brubaker narra nel corso dell'evento Manifest Destiny come si riformino gli X-Men collocando la loro nuova base a San Francisco, California; si tratta del secondo sostanziale trasferimento della sede mutante dal trasferimento in Australia negli anni ottanta. Oltre che un notevole cambiamento di atmosfere, la nuova locazione comportò anche una nuova visione degli X-Men da parte della popolazione statunitense: non più considerati come criminali e degenerati, nella tollerante San Francisco il gruppo poté nuovamente mostrarsi in pubblico, ricevendo un'accoglienza abbastanza positiva tanto che la città rigettò in loro favore l'Iniziativa dei Cinquanta Stati. Con il progredire dei numeri Brubaker abbandona gradualmente la serie rimanendo per un certo periodo co-autore ed infine passarla nelle mani di Matt Fraction, affiancato alternativamente dai disegnatori Grag Land e Terry Dodson. Mentre le vicende di X-Force e Cable s'intrecciano in Messiah War, parte centrale della trilogia dedicata alla messia, gli X-Men di Fraction vengono coinvolti nell'evento Dark Reign con il crossover con i Dark Avengers Utopia, al termine del quale abbandonano il suolo e la giurisdizione americane in favore di un isolotto poco fuori la Baia di San Francisco. Nello stesso periodo è da notare la chiusura di Young X-Men dopo soli dodici numeri a causa delle scarse vendite e la decisione della Marvel di lanciare sul mercato, utilizzando come prologo la miniserie X-Infernus che vede il ritorno di Illyana Rasputin, la terza serie di New Mutants sceneggiata da Zeb Wells e disegnata inizialmente da Diogenes Neves; su X-Men: Legacy Rogue prende il posto di Xavier come protagonista principale, sempre per i testi di Mike Carey.

Il Duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Dopo anni passati nel proprio angolo dell'Universo Marvel con scarse interazione con il resto dei personaggi della Casa delle Idee (a parte Wolverine come membro dei Vendicatori, Tempesta per il suo matrimonio con Pantera Nera e Bestia per la sua affiliazione ai Vendicatori Segreti), utilizzando come spartiacque il crossover Secondo avvento, gli X-Men vengono gradualmente re-integrati nella continuity globale di Terra-616 con iniziative editoriali come la campagna del 2011 intitolata MMXI - The Year of the X-Men, il coinvolgimento nell'Età degli Eroi post Dark Reign di Norman Osborn che li aveva costretti ad abbandonare il suolo americano per rifugiarsi sulla neo-isola di Utopia e la pubblicazione della testata X-Men ideata con lo scopo di affiancare a rotazione al gruppo mutante alleati come l'Uomo Ragno o i Fantastici Quattro nell'ormai consolidata formula "team-up".

Al termine del 2009 sulle pagine di Uncanny X-Men durante l'arco narrativo Nazione X si assiste fra mille difficoltà all'ambientazione dei mutanti sull'isola di Utopia, al ritorno di Magneto, nuovamente in possesso dei suoi poteri grazie ad alcuni esperimenti effettuati con l'Alto Evoluzionario, ed al suo desiderio di entrare a far parte degli X-Men mettendo da parte la sua storica diatriba con Xavier. Su X-Men: Legacy il ritorno alla vita di Emplate, e la successiva lotta con Rogue per salvare la vita di una studentessa rapita con lo scopo di utilizzarla come nutrimento, segna il debutto del nuovo disegnatore Daniel Acuña mentre il ritorno in scena di una ormai adulta Layla Miller fra le file di X-Factor fa da sfondo alla rinumerazione del titolo che raggiunge così il n. 200. Utilizzando alcune sottotrame sviluppate nel corso degli anni, al termine del 2009 gli autori di X-Force Craig Kyle e Christopher Yost hanno dato vita all'arco narrativo crossover Necrosha in cui Selene, storica Regina Nera del Club infernale, stabilitasi a Genosha dà il via alla sua ascesa alla divinità con l'aiuto di alcuni fedeli seguaci ed un esercito di non-morti scatenandoli contro gli X-Men e chiunque le abbia arrecato un torto in passato. Importanti tie-in sono pubblicati su X-Men: Legacy dove fa il suo debutto il nuovo disegnatore Clay Mann dipingendo la trasferta di Rogue, impegnata a respingere le avances di Magneto, e della sua squadra all'isola Muir per investigare sul ritorno di Proteus; su New Mutants il ritorno dallo spazio di Warlock e la resurrezione di Cypher mettono a soqquadro la vita della squadra di Cannonball portandoli a scontrarsi con vecchi nemici quali i Satiri di Emma Frost, prima che Warlock utilizzi la Spada di Magik per "esorcizzare" il ragazzo facendolo tornare in sé.

Secondo avvento, del 2010, co-sceneggiato dagli autori di tutte le serie è un crossover in tredici parti che narra la conclusione degli sforzi di Cable per salvare Hope da Alfiere e riportarla nel presente fra gli X-Men in modo da salvare dall'estinzione tutti i mutanti, dando così il via alla campagna di decimazione pianificata da Bastion e dai suoi alleati. Altermine dell'evento benché ancora impegnati a piangere la morte di Nightcrawler e Cable e a speculare sul significato del misterioso alone che ricorda molto quello della Fenice sprigionato da Hope durante lo scontro finale, gli X-Men registrano la nascita di cinque nuovi mutanti in giro per il mondo confermando così la teoria secondo cui la ragazza sarebbe stata la loro salvatrice. Utilizzando il crossover come spartiacque la dirigenza Marvel ha apportato alcune modifiche alla formazione delle serie mutanti cancellando Cable, Wolverine, Wolverine: Origins, Wolverine: Weapon X ed X-Force, e dando il via a nuove testate quali: Uncanny X-Force sceneggiata da Rick Remender per i disegni di Jerome Opeña; X-Men sceneggiata da Victor Gischler per i disegni di Paco Medina; Daken: Dark Wolverine inizialmente sceneggiata da Daniel Way e Marjorie Liu e poi da Rob Williams per i disegni di Giuseppe Camuncoli; Namor: The First Mutant di Stuart Moore (testi) e Ariel Olivetti (disegni); Wolverine sceneggiata da Jason Aaron e disegnata da Renato Guedes; Wolverine: The Best There Is di Charlie Huston (testi) e Juan Jose Ryp (disegni); X-23 di Marjorie Liu (testi) e Will Conrad (disegni) e Generation Hope di Kieron Gillen (testi) e Salvador Espin (disegni).

Per quanto riguarda le altre testate, al termine dell'arco narrativo The Five Lights su Uncanny X-Men lo scrittore Kieron Gillen affiancherà Matt Fraction prima di sostituirlo definitivamente mantenendo però Greg Land e Terry Dodson come disegnatori; X-Factor, al termine del tie-in con Secondo avvento, dà il benvenuto alla disegnatrice Emanuela Lupacchino che si alternerà a Valentine De Landro sempre per i testi di Peter David; X-Men: Legacy e New Mutants manterranno i loro assetti con, rispettivamente, Mike Carey e Zeb Wells come sceneggiatori e accogliendo Clay Mann e Leonard Kirk nei ruoli di disegnatori regolari.

Scisma, del 2011, segna la fine dell'amicizia e collaborazione fra Ciclope e Wolverine quando i due si trovano in disaccordo sull'istruzione che stanno dando alla nuova generazione di mutanti. Con il successivo arco narrativo crossover Rengenesis si delineano le posizione delle fazioni: mentre Ciclope si arrocca su Utopia rimanendo convinto di salvare i mutanti schierando sul campo di battaglia anche i più giovani fra loro, Wolverine decide di aprire a Westchester la Jean Grey School for Higher Learning dove insegnare agli studenti la coesistenza con gli umani. Sfruttando l'evento la Marvel riallineò le otto testate del franchise fra i due schieramenti, modificando anche i team creativi: per l'occasione Uncanny X-Men viene chiusa con il n. 544 (ottobre 2011) per ripartire con il n. 1 ad opera di Kieron Giller (testi) con Carlos Pacheco e Greg Land (disegni); New Mutants a partire dal n. 25 viene sceneggiata da Dan Abnett e Andy Lanning con le matite di David Lopez dopo essersi intrecciata nel crossover Age of X assieme ad X-Men: Legacy sceneggiata fino al n. 260 da Mike Carey per poi passare nelle mani di Christos Gage (testi) e David Baldeon (disegni); X-Men di Victor Gischler continuerà la formula "team up" con un cast più stabile e ristretto mentre Generation Hope dal n. 13 sarà sceneggiata da James Asmus per i disegni di Ibraim Roberson e con trame più adolescenziali. Novità è la pubblicazione della testata Wolverine and the X-Men incentrata sul ruolo di preside ed insegnante di Wolverine e della sua cerchia di collaboratori il tutto gestito da Jason Aaron (testi) con Chris Bachalo e Nick Bradshaw (disegni); in Uncanny X-Force, sempre gestita da Rick Remender con vari disegnatori, il team subirà qualche modifica e sarà più integrato nella continuity al contrario di X-Factor, al cui timone rimane Peter David con Leonard Kirk ai disegni, che vedrà il ritorno di Havok e Polaris sempre rimanendo ai margini del franchise. In ultimo, dopo numerosi cambi di team creativi, su Astonishing X-Men a partire dal n. 48 arriveranno a tempo indeterminato Marjorie Liu (testi) e Mike Perkins (disegni).

A causa delle scarse vendite X-23, Daken: Dark Wolverine, Generation Hope e Wolverine: The Best There Is chiudono i battenti lasciando il posto a Age of Apocalypse di David Lapham e Roberto De La Torre, spin-off dell'arco narrativo Angelo Nero su Uncanny X-Force. Per quanto riguarda la linea Ultimate, Nick Spencer (testi) con Paco Medina e Carlo Barberi (disegni) formano il team creativo per il rilancio dei mutanti in Ultimate Comics: X-Men.

Avengers vs. X-Men, del 2012, riporta in scena la forza Fenice nel suo viaggio di avvicinamento alla Terra per reclamare il suo avatar Hope Summers e l'inevitabile guerra fra i due super-gruppi per il controllo della ragazza che si teme possa essere corrotta da tutto quel potere con conseguenze catastrofiche per il pianeta. Sceneggiato dai cinque "Marvel Architects" con la collaborazione di un trio di disegnatori, l'evento è usato come spartiacque fra l'assenza di mutanti generata dall'incantesimo di Scarlet e la loro ricomparsa grazie alla Fenice, dando così modo alla dirigenza Marvel di aprire una nuova fase per lo sviluppo dei personaggi affidandosi a cambi di team creativi. Sotto il titolo di Marvel NOW!, le testate vengono arricchite di nuovi titoli, rilanciate e cancellate così da offrire al pubblico una sempre più ampia visione del mondo mutante: Brian Michael Bendis sceneggia All-New X-Men con Stuart Immonen e David Marquez (disegni) che si focalizza sull'arrivo nel presente dei cinque X-Men originali, e rilancia Uncanny X-Men con Chris Bachalo (disegni), dedicata al piccolo gruppo di mutanti fuorilegge guidato da Ciclope, dopo la chiusura del secondo volume sceneggiato da Gillen; X-Men: Legacy passa nelle mani di Simon Spurrier (testi) e Tan Eng Huat (disegni) che pongono al centro delle trame Legione, figlio di Xavier, alla ricerca di un posto nella società mutante. L'abbandono di Remender di Uncanny X-Force porta al rilancio del titolo ad opera di Sam Humphries (testi) e Ron Garney (disegni) con un team guidato da Psylocke e tutto al femminile a parte Puck, ed alla creazione di Cable and X-Force di Dennis Hopeless (testi) e Salvador Larroca (disegni) in cui Cable e i suoi alleati sono ricercati dalle autorità perché ritenuti terroristi. X-Treme X-Men, Age of Apocalypse e Astonishing X-Men s'intrecciano in un crossover che si concluderà con la chiusura dei primi due, mentre il terzo continuerà ad essere sceneggiato da Marjorie Liu affiancata da vari artisti. Delle testate pubblicate solo New Mutants chiuderà, mentre sia Wolverine and the X-Men che X-Factor non verranno rilanciate ma rimarranno sceneggiate rispettivamente da Aaron e David. Ultima ad essere rinnovata è X-Men, che per la prima volta proporrà un cast interamente femminile, sceneggiata da Brian Wood per i disegni di Olivier Coipel.

Per le testate secondarie, invece, Wolverine sarà affidata a Paul Cornell (testi) e Alan Davis (disegni) e affiancata da Savage Wolverine di Frank Cho (testi e disegni) per l'arco narrativo iniziale a cui poi seguiranno vari sceneggiatori e artisti. Mentre Gambit di James Asmus (testi) e Clay Mann (disegni) continua la narrazione in solitarie delle avventure del ladro gentiluomo, Deadpool viene rilanciato con un cambio di team creativo composto da Brian Posehn e Gerry Duggan (testi) con Tony Moore (disegni). Benché non letteralmente una testata mutante, Uncanny Avengers di Remender, John Cassaday e Daniel Acuña (disegni) è il primo titolo ad essere pubblicato targato NOW! in cui Vendicatori e X-Men fanno squadra contro le minacce all'umanità per dimostrare che il sogno di Xavier è ancora possibile. Ultimate Comics: X-Men continua a rimanere sceneggiata da Wood per i disegni di vari artisti.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

In USA[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente[4], otto sono le testate principali in cui compaiono gli X-Men:

  • All-New X-Men - Brian Michael Bendis (testi), Stuart Immonen e David Marquez (disegni).
  • All-New X-Factor - Peter David (testi) e Carmine Di Giandomenico (disegni).
  • Amazing X-Men - Jason Aaron (testi) e Ed McGuinness (disegni).
  • Uncanny X-Men - Brian Michael Bendis (testi), Chris Bachalo e Frazer Irving (disegni).
  • Wolverine and the X-Men - Jason Latour (testi) e Mahmud Asrar (disegni).
  • X-Force - Simon Spurrier (testi) e Rock-He Kim (disegni).
  • X-Men - Brian Wood (testi) e Terry Dodson (disegni).
  • X-Men: Legacy - Simon Spurrier (testi) e Tan Eng Huat (disegni).

Vi sono poi altre serie collegate al mondo mutante:

  • Deadpool - Brian Posehn e Gerry Duggan (testi), Declan Shalvey (disegni).
  • Nightcrawler - Chris Claremont (testi) e Todd Nauck (disegni).
  • Magneto - Cullen Bunn (testi) e Gabriel Hernandez Walta (disegni).
  • Savage Wolverine - Sceneggiatori e disegnatori vari.
  • Uncanny Avengers - Rick Remender (testi) e Steve McNiven (disegni).
  • Wolverine - Paul Cornell (testi) e Ryan Stegman (disegni).

Nel corso degli anni molti personaggi nati nelle testate principali se ne sono guadagnati una personale che, in quasi tutti i casi (eccezion fatta per quella dedicata a Wolverine), è rimasta in vita per dodici o ventiquattro numeri per poi chiudere. Attualmente, il caso di Wolverine risulta emblematico: oltre ad essere membro dei Vendicatori, Incredibli Vendicatori è anche il preside della JGS e protagonista di tutte le serie, miniserie e speciali a lui dedicati

Oltre a queste, esisteva anche Ultimate X-Men appartenente all'universo Ultimate (versione alternativa del Marvel Universe ufficiale) che a seguito dell'evento Ultimatum, utilizzato per rilanciare le collane in esso ambientate, viene cancellata subito dopo l'uscita del n. 100 e dell'albo fuori collana Ultimate X-Men: Requiem per essere sostituita dalla miniserie bimestrale di cinque numeri Ultimate Comics: X a partire da febbraio 2010. Scritta da Jeph Loeb e disegnata da Art Adams, vede come protagonisti alcuni dei mutanti sopravvissuti all'apocalisse scatenata da Magneto ora in fuga dal governo statunitense. Al termine del crossover La morte di Spiderman e della ristrutturazione dell'universo Ultimate viene pubblicata la nuova testata Ultimate Comics: X-Men, sceneggiata da Nick Spencer per le matite di Paco Medina poi passata nelle mani di Brian Wood con la collaborazione di numerosi artisti. Questa chiude i battenti con il n. 33 (ottobre 2013) poco prima del crossover Cataclysm, che da vita ad una miniserie tie-in di tre numeri Cataclysm: Ultimate X-Men a opera di Joshua Hale Fialkov (testi) e Alvaro Martinez (disegni).

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

La serie venne inizialmente pubblicata durante gli anni 1970 in appendice a Capitan America e all'Uomo Ragno editi dell'Editoriale Corno. All'inizio degli anni 1990 la Play Press decise di pubblicare una testata personale di Wolverine, con in appendice le avventure di Excalibur, mentre pochi mesi dopo la Star Comics iniziò a pubblicare Gli Incredibili X-Men, dedicata esclusivamente al gruppo mutante. Con la nascita nel 1994 di Marvel Italia le due testate cominciarono ad essere regolarmente pubblicate sotto la nuova etichetta, mentre nel 1995 prese vita X-Men Deluxe, contenitore delle varie X-serie speciali, oltre a quelle regolari. A partire dal febbraio 2012, X-Men Deluxe diventa X-Men Deluxe Presenta assumendo la formula semi-monografica e bimestrale con archi narrativi completi e dal maggio dello stesso anno comincia la pubblicazione della testata Wolverine & gli X-Men. Sotto l'etichetta Marvel NOW!, che sfrutta il rilancio del MU, nasce la quinta testata mutante I Nuovissimi X-Men a partire dal giugno 2013[5].

Ad oggi la Panini Comics-Marvel Italia dedica cinque testate regolari agli X-Men:

  • Gli Incredibili X-Men con all'interno: Cable and X-Force e Uncanny X-Men.
  • I Nuovissimi X-Men con all'interno: All-New X-Men, X-Men e X-Men: Legacy.
  • Wolverine con all'interno: Gambit, Savage Wolverine e Wolverine.
  • Wolverine & gli X-Men con all'interno: Uncanny X-Force, Wolverine and the X-Men, e Amazing X-Men.
  • X-Men Deluxe Presenta con all'interno: Astonishing X-Men.

A queste, si affiancano molte iniziative speciali, come volumi e serie limitate pubblicate però in altra sede.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Film sugli X-Men.

Oltre alle varie apparizioni fumettistiche, gli X-Men sono stati protagonisti di sette trasposizioni cinematografiche nel corso degli anni:

Home Video[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Wolverine è apparso anche in Hulk Vs., film animato prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Lions Gate Entertainment direttamente in home video.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Cartoni Animati[modifica | modifica wikitesto]

Gli X-Men sono stati protagonisti di diverse serie animate a loro dedicate:

  • Insuperabili X-Men
  • X-Men: Evolution
  • Wolverine and the X-Men
  • X-Men - La saga della Fenice (Universal Pictures, anno 2000, 1 DVD durata 118 min. a colori, Dolby Digital stereo, codice area 2; formato video PAL; 4:3 schermo intero. - DVD-5 singolo strato, singolo lato). Consiste nella riproduzione degli episodi della serie televisiva di cartoni animati "X-Men - La saga di Fenice" (Stati Uniti 1994: Sacrifice, Dark Shroud, Cry of the Banshee, Starjammers, Child of ligfht) prod. Marvel Characteres. - Lingue e sottotitoli: italiano, tedesco, danese, inglese, spagnolo, francese, olandese, norvegese, svedese. - Contenuti speciali: trailer.

Va menzionato anche il pilot di una serie a cartoni animati che non fu trasmessa, chiamato Pryde of the X-Men, datato 1982, mentre i mutanti del supergruppo Marvel sono protagonisti dei due anime del progetto Marvel Anime: X-Men e Wolverine.

Gli X-Men sono comparsi come guest-star anche in altre serie animate della Marvel come The Marvel Superheroes, L'Uomo Ragno e i suoi fantastici amici (di cui l'Uomo Ghiaccio è co-protagonista), Spider-Man: The New Animated Series, Spider-Man: The Animated Series, I Fantastici 4, Black Panther e Marvel Super Hero Squad.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni, gli X-Men sono stati protagonisti di un gran numero di videogiochi:

Alcuni membri sono apparsi anche in Marvel: La Grande Alleanza, Marvel: La Grande Alleanza 2, Marvel Nemesis: l'ascesa degli Imperfetti, The Amazing Spider-Man 2, Ultimate Spider-Man, Spider-Man: Il Regno delle Ombre e Spider-Man 2: Enter Electro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tradotto in italiano e diviso in due parti su Capitan America (Editoriale Corno) n.1-2 (24 aprile 1973-9 maggio 1973).
  2. ^ Il termine volume è usato in lingua inglese, in questo contesto, per indicare le serie; pertanto vol. 1 sta per prima serie, vol. 2 per seconda serie e così via.
  3. ^ Pregiudizio e razzismo nei fumetti e film: gli X-Men, 2012. URL consultato il 1º gennaio 2013.
  4. ^ "Peter Parker's Back, and DnA Return to GotG in Marvel's April 2014 Solicitations"
  5. ^ Le news Panini da Cartoomics! - I dettagli di Marvel NOW!, e non solo...

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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