Transformers

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I Transformers sono dei robot, protagonisti di una saga di cartoni animati, fumetti, film, linee di giocattoli e videogiochi: macchine "senzienti" (come gli esseri viventi) in grado di cambiare il loro aspetto in un modo peculiare per ognuno di loro.

Possono passare inosservati sulla Terra grazie al loro aspetto di veicoli quali automobili, camion, aerei e perfino treni e navi (anche se in alcune serie sono in grado di assumere l'aspetto di animali), trasformandosi all'occorrenza in robot antropomorfi (ovviamente ben più grandi degli esseri umani, spigolosi e colorati lasciano intuire la loro duplice natura; comunque dettagli come ruote, fanali, alettoni e sportelli nella forma robotica rimangono più visibili nelle ultime serie che nelle prime, dove molti componenti dei veicoli sparivano magicamente con la trasformazione).

Esempi di trasformazioni[modifica | modifica sorgente]

Oltre ai classici protagonisti con trasformazione automobile/robot, aereo/robot e in genere quelle basate su veicoli, nelle varie serie se ne sono visti anche di particolari, ad esempio:

  • i robot che assumono forme di oggetti: usati soprattutto nella linea Generation 1 (Megatron, Soundwave, Blaster, Shockwave ed altri), sono stati col tempo messi da parte; ma la loro fama fa sì che ogni tanto Hasbro e Takara rilascino versioni commemorative o attualizzate degli stessi.
  • robot in grado di assumere anche sei forme diverse (compresi cannoni che possono venir utilizzati da altri robot); i primi furono i triple-changer, costruiti per assumere una forma robot e due forme veicolo (solitamente una aerea e una terrestre); il concetto fu poi variato creando robot con una forma veicolo e due robot (un robot autobot e uno decepticon), come Punch/Counterpunch o Double Dealer, anche se le trasformazioni di quest'ultimo erano legate ai suoi due partner powermaster; a seconda della scelta la forma veicolo cambiava in robot (Autobot) o falco (Decepticon) ; alcuni membri di squadre gestalt potevano assumere 4 forme: robot, veicolo/animale, forma gestalt, e una quarta trasformazione; alcuni dei capisquadra delle squadre da 5 membri (Silverbolt, Motormaster, Hot Spot, Onslaught, Scattershot) diventavano una sorta di minibase o una postazione; 5 dei Seacon (Nautilator, Overbite, Seawing, Skalor e Tentakil) avevano come quarta forma un'arma che il gestalt poteva impugnare (i Seacon erano 6; i 5 sopra nominati e Snaptrap, che forma il corpo centrale di Piranacon e non può essere sostituito da uno degli altri). Gli ultimi furono i six-changer, Quickswitch (Autobot) e Sixshot (Decepticon), che assumevano forme tra le più varie. I robot multiforma furono diffusi soprattutto nella linea G1, ma l'uso non venne mai abbandonato del tutto, anzi è stato variato in tutti i modi possibili: Armada Optimus Prime possiede una terza forma per unirsi alla base/rimorchio o a Armada Jetfire; Armada/Energon Tidal Wave può separare la forma veicolo in 3 pezzi, che poi formano una corazza-armatura per Armada Megatron; Armda Overload/Energon Ultra Magnus (formato da un mini-camion considerato Minicon che diventava sia headmaster che targetmaster) forma una postazione di cannoni che si poggia su Armada Optimus Prime (se combinato con Jetifre o col rimorchio); Energon Optimus Prime si combina con diversi giocattoli della linea Energon: Omega Supreme/Omega Sentinel, Wing Saber e i 4 mini veicoli ospitati nel suo rimorchio, creando una sorta di finto gestalt. Cybertron Optimus Prime si combina con Cybertron Wing Saber e Cybertron Leo Breaker, oltre al solito rimorchio.
  • più robot in grado di unirsi per formarne uno più grande; la comunità dei fan chiama queste creature gestalt fin dagli anni 90, ma l'uso del termine verrà ufficializzato solo nell'agosto 2007 con la pubblicazione di Spotlight: Optimus Prime, one-shot della IDW Publishing. Le squadre i cui membri formano gestalt sono uno dei marchi di fabbrica della serie, e ne esistono numerose varianti; dai Powerlinx di Transformers Energon (composti da due soli robot che formano la parte superiore e/o inferiore del gestalt), passando per squadre di 3, 4, 5 (il numero più comune), 6 (di cui molti sono micromaster), fino a 7 membri, il cui unico esempio finora è il gigantesco Devastator nella versione del film Transformers: la Vendetta del Caduto. Da notare che questo Devastator, immenso nella pellicola, è stato reso nella realtà con 7 giocattoli dalle dimensioni di un minicon, privi di forma robot: una creazione in scala con gli altri esponenti della linea Revenge of the Fallen sarebbe risultata proibitiva per il costo finale.
  • i minicon, di dimensioni molto ridotte ed estremamente semplici; introdotti nel 2002 con la linea Transformers Armada, venivano usati in forma veicolare per sbloccare armi e poteri nascosti di Autobot e Decepticon; nelle linee successive perdono questa funzione ma vengono saltuariamente affiancati ai loro "fratelli maggiori"; alcuni Minicon vennero anche riuniti in squadre di 3 per formare gestalt (spesso la forma combinata consisteva in un'arma, a volte in un robot). Precursori dei Minicon furono i Micromaster di Generation 1, nonostante nelle storie essi avessero dimensioni nella media dei loro simili (all'epoca; in seguito vennero ripensati come transformers minuscoli); una variante furono i micromaster duali, cioè capaci di assumere la forma di una metà di un veicolo; questi erano accoppiati con il partner in set doppi, e l'unione era possibile solo tra quei due.
  • gli headmasters, robot di dimensioni umane che possono guidare i propri veicoli dall'abitacolo, per poi uscire e trasformarsi nella testa di un robot più grande, agganciandosi al resto del corpo (che è dato dal veicolo, a sua volta trasformato). Se questi robot sono più di uno, possono scambiarsi la "testa" l'uno con l'altro per ottenere delle caratteristiche (potenza, velocità, eccetera) diverse, essi si chiamano Headmasters; varianti sono i targetmaster (si trasformano in armi), i powermaster (diventano motori), i godmaster (nome giapponese degli headmaster).
  • i giganti, robot molto grandi rispetto alla media ma formati (di solito) da un solo corpo (che eventualmente si separava durante la trasformazione in una delle due forme); alcuni fan inseriscono in questa categoria anche i gestalt. Gli esempi più noti sono G1 Omega Supreme, Energon Omega Supreme, G1 Skylinx, Armada Tidal Wave, Energon Mirage, Cybertron Metroplex, Cybertron Menasor.
  • le città/fortezza Metroplex (autobot) e Trypticon (decepticon), che erano anche triple-changer: robot, città e fortezza (variante della forma città). Le loro dimensioni superavano di gran lunga anche i giganti
  • le fortezze/astronavi erano una variante del precedente, con in più un robot trasformabile in una testa headmaster; gli unici due esemplari sono Fortress Maximus (autobot) e Scorponok (decepticon); in alcuni fumetti i due sono normali Transfomers parecchio più grandi del normale, ma non giganti.

Giocattoli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Transformers (giocattoli).

I Transformers nacquero inizialmente nel 1984 come giocattoli creati dalla Hasbro, in seguito ne vennero tratti gli altri media.

Fumetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Transformers (fumetto).

Dopo il successo del cartone animato, la Marvel Comics produce una serie di 80 numeri; nel 1992, in una miniserie di 12 numeri, Generation 2, i Transformers uniti si battono contro i Decepticon, rinnegati scomparsi millenni prima che non hanno mai ceduto le armi. In Inghilterra viene prodotta una lunga serie 'sponsorizzata' dalla Marvel ma molto indipendente; qui come negli ultimi numeri di Generation 1 (e Generation 2) si impone lo sceneggiatore Simon Furman, assunto dai fan di lunga data come guru dei Transformers.

I Manga[modifica | modifica sorgente]

In Giappone i Transformers hanno sempre avuto un successo più modesto ma più duraturo; nel decennio 1990-2000 vengono prodotti di tanto in tanto manga ispirati a G1 e al successivo Beast Wars; niente di tutto ciò ha mai varcato i confini dell'arcipelago nipponico.

L'epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

Dopo 10 anni di oblio, i Transformers ritornano alla carica sotto l'ala della Dreamwave di Pat Lee; la mini di 6 numeri Transformers Generation 1 (più un numero 0 pilota) balza in testa alle classifiche. Nonostante il successo di vendite, pubblico e critica, la Dreamwave (che intanto si è staccata dalla Image in cui era nata) fa misteriosamente bancarotta; a dicembre 2004 escono gli ultimi episodi delle storie in corso; circa un anno dopo la società si riprende grazie ad un finanziatore esterno, ma alcuni diritti sono ormai persi perché i marchi non sono interni alla casa, e tra questi i Transformers, che la Hasbro ha già affidato alla IDW Publishing.

La continuity della IDW[modifica | modifica sorgente]

La continuity è partita da un numero 0 (per tastare il terreno) proseguendo con la mini Infiltration, seguita a fine 2006 da Escalation e a metà 2007 da Devastation; in più la mini a parte (slegata, ma con profonde ripercussioni) Stormbringer, e la serie di one-shot Spotlight, anch'essa legata in parte alla storia principale.

Animazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Transformers (animazione).

I cartoni animati/anime dei Transformers sono frutto di una co-produzione nippo-americana cominciata nel 1984 con le serie televisive Transformers (G1).Nella serie dei cartoni animati della metà anni '80 i Decepticons erano chiamati Distructors e Optimus Prime era chiamato Commander..

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Transformers: the Animated Movie e Transformers (serie di film).

Il primo film fu Transformers: the Animated Movie, che uscì nell'1986, ambientato cronologicamente 20 anni dopo la seconda stagione della serie The Transformers e un anno prima della terza. Nel 2007 è uscito Transformers, nel 2009 è arrivato il sequel Transformers - La vendetta del caduto e nel 2011 il terzo capitolo Transformers 3. Tre film live action dedicati ai Tranformers con la regia di Michael Bay. Anche se ispirati alla G1, sono molto lontani dalle storie della serie originale, anche se i protagonisti vengono da quell'universo. La trilogia narra della dispersione del Cubo (All Spark), trovato poi da Megatron e successivamente dagli Autobot sulla Terra, dove incontreranno l'umano Sam Witwicky. Megatron poi morirà, per mano dell'umano, dopo avergli inserito il Cubo nella sua Scintilla. Risorgerà nel secondo capitolo grazie ad un frammento del Cubo, ma morirà Optimus, ma che poi verrà riportato in vita da Sam, grazie al potere della Matrice del Comando, chiave per avviare macchine per raccogliere Energon distruggendo Soli, il cui possesso è diviso tra The Fallen ("maestro" di Megatron) e Optimus Prime. Proprio con la Matrice, Optimus risveglierà il suo predecessore Sentinel Prime, trovato sulla luna nella nave spaziale Arca. Si scoprirà traditore degli Autobot quest'ultimo, che collaborò con i Decepticons, per trovare energie per Cybertron. La trilogia finisce con la distruzione del pianeta nativo dei Transformers, e con Sentinel, Megatron, Shockwave e il resto dei Decepticons sconfitti, e la vittoria degli Autobot.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Al franchise sono legati diversi videogiochi, fra cui:

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]