Volkswagen Maggiolino
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| Volkswagen Maggiolino | |||||||||||||||||||||||
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Costruttore: Volkswagen
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Altre caratteristiche
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La VW Type 1, meglio conosciuta come Maggiolino, anche detta Käfer in Germania, Beetle negli Stati Uniti, Fusca in Brasile e Vocho in Messico, è un'automobile compatta prodotta dal 1939 al 2003. È sicuramente l'auto tedesca più conosciuta al mondo, assurgendo a simbolo della rinascita industriale tedesca nel secondo dopoguerra.
Detiene attualmente il record di auto più longeva del mondo per essere stata ininterrottamente prodotta per 65 anni. Inoltre, ha detenuto a lungo il primato di auto più venduta al mondo, con 21.529.464 esemplari.
Indice |
[modifica] Storia del Maggiolino
"Cinque marchi a settimana devi risparmiare, se sulla tua auto vuoi viaggiare".
La sua storia ha inizio per scelta di Adolf Hitler, che in un discorso del 1934 annunciò la sua scelta di mettere in produzione un'auto per tutti, dietro al motto: "l'auto non deve essere un privilegio". Così, nel 1936, affidò al designer Ferdinand Porsche il compito di sviluppare una automobile per il popolo. Essa doveva avere le seguenti doti: capacità di trasportare 5 persone o tre soldati e un mitragliatore, viaggiare oltre i 100km/h consumando in media 7 litri per 100 km e non avere un prezzo superiore ai 1000 Reichsmark. Per fare un esempio, un operaio guadagnava in media 130 Reichsmark al mese (ma i meno abbienti erano stipendiati con circa 110 Reichsmark al mese, con ben poche possibilità di risparmio).
In realtà, Ferdinand Porsche aveva in mente un progetto simile già dal 1929, quando propose la sua idea alla Mercedes-Benz (la prima, e alla Zündapp, che produceva motociclette, in seguito. Entrambe le aziende rifiutarono il suo progetto.
Nel 1936, i primi tre prototipi (due berline ed una cabriolet) vengono preparati, e Hitler chiede di cercare la zona ideale per costruire gli stabilimenti di quella che diverrà poi la Volkswagen. Viene scelta una zona nei pressi del castello di Wolfsburg. L'automobile, venne inizialmente nominata (il nome venne deciso da Hitler in persona) KDF-Wagen, Kraft Durch Freude Wagen, ovvero "auto della forza attraverso la gioia".
La KDF-Wagen (o Type 1) si dimostrò tecnologica e moderna per i tempi, vantando una meccanica semplice e robusta. Il design di Ferdinand Porsche era tondeggiante e aerodinamico (con un CX di 0.41), quasi a dare l'impressione di una automobile in movimento anche quando era ferma.
Il motore era un boxer quattro cilindri da 985cc e 23.5 cavalli di potenza, con albero a camme centrale e distribuzione ad aste e bilancieri, come era solito per l'epoca. Rivoluzionarie, invece, le valvole in testa.
Il raffreddamento era ad aria, con un piccolo radiatore per l'olio. Il lubrificante contribuiva a mantenere stabile la temperatura del motore, e grazie al rapido raffreddamento garantito dal radiatore, la coppa dell'olio aveva una capienza di soli 2.5 litri.
Questo modello è noto come Brezelfenster, "Due Vetrini" in Italia, per il lunotto posteriore separato in due.
Il nome "Maggiolino" non le è stato attribuito sin dall'inizio. Alla Volkswagen era identificata come il "Type 1" fino al modello del 1968 (agosto 1967), quando, per la prima volta, una brochure pubblicitaria la definì "Der Käfer" (il Maggiolino).
Debuttò al Salone di Berlino nel 1939, riscuotendo un grande successo. Ma nello stesso anno, l'inizio della seconda guerra mondiale convertì la produzione civile della Volkswagen in bellica. E per il neonato Type 1 arrivò un duro collaudo.
[modifica] Il ruolo del Maggiolino nella Guerra
Il Maggiolino ha fatto la sua parte nell'esercito tedesco impegnato nella Guerra, fornendo servizio su tutti i fronti, dalla ghiacciata Russia all'infuocato deserto come mezzo bellico leggero.
Celebre è la Kübelwagen (Type 82) della Wermacht (utilizzata anche su tutti i fronti di guerra), prodotta in 55.000 esemplari dal 1940 fino al 1945; costruita in lamierati piani, stampati con nervature di rinforzo, utilizzò prima il motore 985cc della KDF-Wagen, in seguito il motore 1131cc della Kommandeurwagen Type 82E.
Tra i progetti più originali al fine di contrastare la penuria di benzina in Germania, c'è quello di una Kübelwagen alimentata a gas generato dai carboni di legna, dotata di un bruciatore nel cofano anteriore.
L'anfibia Schwimmwagen (Type 166), capace di "nuotare" ad una velocità di 10km/h e sempre sviluppata sulla base della Kübelwagen, era dotata di trazione integrale e di una elica ribaltabile collegabile con un prolungamento all'albero motore. Le ruote anteriori fungevano da timone, e il passo accorciato rispetto al modello da cui derivava permetteva alla Schwimmwagen una buona manovrabilità in acqua. Venne prodotta dal 1942 al 1944 in 14.000 esemplari, ma attualmente solo 150 sono in condizioni di marciare.
La Kommandeurwagen (Type 82E) era il Maggiolino in versione bellica, sviluppato sulla base della Kübelwagen, dotata di tetto in tela ripiegabile, 4 ruote motrici, cambio con rapporti ridotti, differenziale autobloccante. Venne impiegata nella campagna russa. Ben pochi Kommandeurwagen tornarono dalla Russia, e oggi sono rari.
Caratteristiche tecniche (comuni a tutte e tre i mezzi, con eccezioni riportate tra parentesi):
- Motore boxer 4 cilindri 1.131cc
- Rapporto di compressione 5.8:1
- Potenza 25 cavalli a 3000 giri/minuto
- Trazione posteriore con differenziale autobloccante (Schwimmwagen: trazione integrale)
- Freni meccanici a tamburo
- Pneumatici 5,25-16
- Peso 755kg (Kübelwagen), 685kg (Kommandeurwagen), 910kg (Schwimmwagen)
- Velocità massima 80km/h
- Consumo medio 8,5 litri per 100km
[modifica] Gli anni successivi alla guerra
Terminata la guerra, gli opifici di Wolfsburg erano quasi completamente distrutti dai bombardamenti e i macchinari superstiti, trasferiti in decine di cantine e autorimesse private. Gli alleati pensarono di completare la demolizione, ma il salvataggio dell'azienda venne proposto da Ivan Hirst, un ufficiale inglese, ingegnere meccanico e particolarmente esperto di automobili, che ipotizzò di rimettere in funzione la fabbrica allo scopo di costruire automezzi per l'esercito britannico. L'ipotesi di Hirst venne in seguito abbandonata, ma il suo piano fu al momento approvato dalle autorità inglesi, a patto che egli sovrintendesse personalmente all'opera di ricostruzione ed avviamento della produzione, impiegando la manodopera esistente. Tale manodopera era principalmente costituita da prigionieri francesi, polacchi e russi, oltre che dai "volontari" italiani e francesi inviati in Germania dalla Repubblica di Salò e dal Regime di Vichy.[1]
I lavori di ricostruzione muraria, affidati agli operai italiani, furono terminati negli ultimi mesi del 1945 e, dopo una veloce sistemazione delle infrastrutture, la produzione riprese tra mille difficoltà, riuscendo in breve tempo a stabilizzarsi sul migliaio di "Maggiolino" al mese. Le vetture prodotte nel 1946 e 1947 vennero destinate esclusivamente ai militari alleati.[1]
Riavviata l'azienda e venuto il tempo di far ritorno in patria, il maggiore Hirst dovette scegliere direttore tedesco della nuova Volkswagen; un compito non facile visto che la quasi totalità dei manager tedeschi era compromessa con il passato regime nazista. La scelta cadde su Heinz Nordoff che, prese le redini aziendali il 1 gennaio 1948, seppe magistralmente proseguire l'opera di Hirst, portando al giusto regime il ritmo produttivo, fino a vendere, nel 1949, quasi cinquantamila esemplari. Un progresso che si arrestò solo negli anni '70.[1]
Nel frattempo Ferdinand Porsche, accusato nel 1947 di crimini di guerra e arrestato in Francia, venne liberato. Morì il 30 gennaio del 1951, lasciando a suo figlio Ferdinand "Ferry" Porsche la guida della sua casa automobilistica appena fondata. Si disse che, una volta tornato in Germania, si commosse vedendo quanti "suoi" Maggiolino giravano per le strade.
È all'inizio degli anni 50 che Volkswagen comincia a vendere il Maggiolino fuori dalla Germania, aprendo filiali in Brasile, Stati Uniti d'America (qui spopolò e, per avere un Maggiolino, si doveva attendere quasi sei mesi vista l'altissima domanda), Messico e Sud Africa.
Nel 1950, il Maggiolino viene affiancato dal Volkswagen Type2, costruito sulla stessa meccanica : è il secondo modello della casa di Wolfsburg.
Nel 1953, l'auto vede il suo primo restyling: un lunotto posteriore unito anziché separato. Questa versione, molto apprezzata soprattutto nella versione Export, prende il soprannome di "Ovalino". Nel 1955 viene realizzato il Maggiolino numero 1.000.000, oggi conservato nel Museo Volkswagen di Wolfsburg.
Quattro anni dopo l'entrata in produzione della "Ovalino", l'ennesimo lifting. Per rinnovare l'ormai inossidabile Käfer, i tecnici Volkswagen si rivolgono a Pininfarina. Il designer studiò giorno e notte l'automobile, rendendosi conto della perfezione del progetto, ai tecnici poté solo consigliare di ingrandire il lunotto posteriore. Così nacquero le versioni con lunotto quadrato, più ampio e luminoso, seppur considerato meno bello del lunotto ovale o del "due vetrini". Contemporaneamente ci fu un lieve aumento in altezza di tutte le superfici vetrate. Sempre nello stesso anno, vennero adottati i pneumatici Tubeless, senza camera d'aria. Dopo il 64 ci fu un ulteriore aumento delle superfici vetrate ed una lieve bombatura del parabrezza che obbligò la vw ad adottare le spazzole tergicristallo flessibili, in uso da tempo su tutti gli altri veicoli.
Il Maggiolino continuò così, modificandosi radicalmente solo nel 1967. I fanali diventarono tondi e quasi verticali, i paraurti più grossi (queste due migliorie peggiorarono il CX della vettura fino a 0.48), l'impianto elettrico portato da 6 a 12 Volt. Nel 1970 viene poi affiancato al maggiolino il cosiddetto "Maggiolone" ,nome non ufficiale con cui si indicano i modelli 1302 ('70-'72) e 1303 ('72-'74), caratterizzati da rifiniture e soluzioni tecniche più raffinate. Le sigle 1302 e 1303 non hanno niente a che fare con la cilindrata, che rimaneva variabile da 1200 a 1600 come per il maggiolino. La differenza principale fra maggiolino e maggiolone sta nell'avantreno, a barre di torsione nel maggiolino e con un moderno schema McPherson con molle e ammortizzatori nel maggiolone. Questa differenza ha ripercussioni anche sull'estetica dell'avantreno, più snello nel maggiolino e con un cofano assai più bombato negli 1302 e 1303, caratteristica che fece guadagnare a questi modelli l'appellativo di "maggiolone". Il 1302 ha sempre il vetro piatto e il cruscotto in lamiera verniciata, mentre il 1303 ha un vetro curvo molto più ampio e un cruscotto più moderno in plastica.
Il Maggiolone, sia vetro piatto che curvo, e soprattutto in versione cabriolet, è il Maggiolino più facile da reperire nel mercato dell'usato, e quindi spesso anche il più soggetto a tuning estetici che tendono a svilire la vera natura dell'auto.
[modifica] La crisi Volkswagen e il futuro in America Latina
Volkswagen, ormai, sopravviveva solo col Maggiolino, ma col passare degli anni, il calo di domanda e la mancanza di nuovi modelli stavano condannando l'azienda. La fusione con Audi e NSU consentì di sfruttare il progetto di una berlina a tre volumi iniziato dalla NSU fin dal 1967. Nacque così il modello K 70, prima autovettura con il marchio VW con motore raffreddato ad acqua e trazione anteriore.
Tuttavia questa autovettura non produsse il successo sperato, e ne vennero prodotti soltanto 200.000 esemplari fino al 1975. La cattiva accoglienza della K 70 sul mercato internazionale, insieme ai problemi finanziari ereditati dalla NSU, gettarono la casa di Wolfsburg in uno stato preoccupante.
Al fine di contrastare questa grave crisi, il designer italiano Giorgetto Giugiaro venne incaricato di disegnare un'auto che potesse proporsi come l'erede ideale del Maggiolino. Giugiaro progettò, ispirandosi alla berlina media Fiat 127, l'auto che avrebbe reso nuovamente famosa e fruttifera l'azienda tedesca: la Golf.
Per far spazio alla nuova arrivata, nel 1974 la produzione del Maggiolino si spostò a Emden. Due anni dopo, la versione berlina uscirà dal mercato europeo (la cabrio continuerà fino al 1980), e nel 1978 tutta la produzione viene affidata alle catene di montaggio presenti a Guadalajara, in Messico, ed a São Bernardo do Campo, in Brasile.
In America Latina, il Maggiolino visse una seconda giovinezza, assumendo il ruolo di auto di famiglia che aveva occupato in Europa per decenni. Insieme al Käfer, verrà prodotto e venduto anche il Type2.
Nel 2003, il 30 luglio, esce dal montaggio anche l'ultimo Maggiolino, terminando la carriera con oltre 21 milioni di esemplari prodotti e 65 anni di produzione.
Sua erede "illegittima" è la Volkswagen New Beetle, costruita nel 1998 sulla base della Golf IV serie (quindi con motore e trazione anteriori). Rispetto all'antenata, nasce come auto modaiola e snob, specie in versione cabriolet, e fino ad ora non ha emulato il suo incredibile record di vendite.
Il pulmino Type 2, seppure con una nuova meccanica, viene tutt'ora assemblato e venduto in Brasile con il nome "Kombi", sia nella versione a 9 posti, sia come furgone chiuso. Recentemente ha visto l'arrivo di un propulsore 1400cc con raffreddamento a liquido, predisposto su richiesta per alimentazione ad etanolo o a GPL. Unica colorazione disponibile il bianco.
[modifica] Nelle competizioni
Ben pochi direbbero che il Maggiolino, fuori dal set del film "Un Maggiolino tutto matto", abbia mai potuto vincere delle competizioni sportive. Eppure, ebbe i suoi momenti di gloria :
- 1° al Rally di Montecarlo, 1954
- 1° al East African Safari, 1953, 1954, 1957, 1962
- 1° al Rally di Svezia, 1956
- 1° al Mobilgas Trial (14.000km), 1956, 1958
- 1° al Giro di Australia, 1958 (ben 8 maggiolini nei primi 8 posti)
- 1° al Rally dei 1000 Minuti, 1967, 1968, 1969
- 43° alla Mille Miglia del 1954
[modifica] Modelli derivati e fuoriserie
Dalla solida, economica e facilmente reperibile meccanica del Käfer nacquero molti altri modelli, non solo marchiati Volkswagen, ma anche Karmann-Ghia e Porsche. A queste, bisogna aggiungere varie fuoriserie messe in vendita da costruttori esterni o dalla Volkswagen stessa.
[modifica] Volkswagen
| Per approfondire, vedi la voce Volkswagen Transporter. |
VOLKSWAGEN TYPE 2 1950
Il furgone più famoso ed apprezzato del mondo, affettuosamente chiamato "Bulli" in America, è anche il maggiore esempio delle tante funzionalità del pianale del Maggiolino. Dalle versioni "Transporter", derivò il "Bus" (8 posti) in due allestimenti : Standard Type 22 o Sonderausfürung Type 24, dotato di ben 23 finestrini e di tetto apribile in tela, colorazione bicolore e molti particolari cromati. Il motore era lo stesso 1131cc del Maggiolino; nel 1954 adottò il 1192cc e nel 1963 il 1493cc.
CARATTERISTICHE TECNICHE (1192cc) :
Cilindrata 1192cc, 34 cavalli a 3600 giri/minuto, RC 7.5:1, trazione posteriore, freni idraulici a tamburo (a disco in seguito), pneumatici 6,40-15, peso 1200kg, velocità 90km/h, consumo 10.5l/100km
VOLKSWAGEN TYPE 181 PESCACCIA 1969
Giocando sulla somiglianza con la Kübelwagen, Volkswagen produsse in piccola serie tra il 1969 e il 1979 un mezzo, sempre su base Käfer, per il fuoristrada leggero : la "Pescaccia", apparsa anche in alcuni film di guerra come "controfigura" delle ormai introvabili Kübelwagen. Nel suo breve periodo di vendita, metà della sua produzione fu acquistata dall'esercito tedesco. Dotata del motore da 1493cc, aveva una carrozzeria in lamierati stampati e un tetto in tela come l'illustre progenitrice.
CARATTERISTICHE TECNICHE :
Cilindrata 1498cc, 44 cavalli a 4000 giri/minuto, RC 7.5:1, trazione posteriore, differenziale autobloccante a richiesta, freni idraulici, pneumatici 165 SR15 M+S, peso 900kg, velocità 115km/h, consumo 12l/100km
VOLKSWAGEN TYPE 15.1 1200 CABRIOLET KARMANN 1954
Sulla base del Maggiolino prima serie (il "due vetrini"), Karmann propose nel 1949 una versione cabriolet del Maggiolino con tetto in tela, una idea che poi verrà prodotta fino al 1980 sulle seguenti versioni del Käfer. Nettamente rara la prima serie, la seconda serie ("vetro ovale") è più reperibile sul mercato delle auto antiche, mentre la terza serie (dal 1967 in avanti) è molto comune. Particolare, rispetto al Maggiolino in versione berlina, la verniciatura sintetica.
CARATTERISTICHE TECNICHE (1192cc) :
Cilindrata 1192cc, 30 cavalli a 3400 giri/minuto, RC 7.5:1, trazione posteriore, freni idraulici a tamburo, pneumatici 5,60-15, peso 810kg, velocità 112km/h, consumo 8l/100km
VOLKSWAGEN TYPE 31 1961
Tentando di creare altre auto al di fuori dell'apparentemente immortale Maggiolino, Volkswagen progettò una berlina tre volumi e due porte a motore posteriore, dotata di ben due bagagliai, uno davanti ed uno sopra al motore. Riscosse un discreto successo, seppur non paragonabile a quello del Maggiolino. La prima serie, prodotta dal 1961 al 1963, è piuttosto rara.
CARATTERISTICHE TECNICHE :
Cilindrata 1498cc, 45 cavalli a 3800 giri/minuto, RC 7.5:1, trazione posteriore, freni idraulici a tamburo, pneumatici 6,00 - 15L, peso 880kg, velocità 130km/h, consumo 10l/100km
VOLKSWAGEN HOBBYCAR 1970
Cercando di farsi spazio nel fenomeno "dune buggy", la casa tedesca presentò la Hobbycar per il mercato italiano. Considerata meno spartana, meno aggressiva e più stradale delle Dune Buggy artigianali, venne costruita in pochissimi esemplari ed è attualmente introvabile e per nulla ricercata in ambito collezionistico.
[modifica] Karmann-Ghia
COUPE' TYPE 143 & CABRIOLET TYPE 141
Il designer italiano Ghia e la carrozzeria Karmann usarono le sinergie Volkswagen per la produzione di una piccola coupé, la Typ 143 su base Export 1200. Nacque col marchio Volkswagen nel 1955, e due anni dopo venne affiancata dalla versione scoperta. Seguì l'evoluzione meccanica del modello d'origine, adottando dapprima il 1300 da 40 cavalli, in seguito il 1500.
CARATTERISTICHE TECNICHE :
Cilindrata 1498cc, 44 cavalli a 4000 giri/minuto, RC 7.5:1, trazione posteriore, freni idraulici a disco e tamburo, pneumatici 5,60 S15, peso 860kg, velocità 136km/h, consumo 10l/100km
1500 TYP 34 1963
È l'ennesima piccola sportiva marchiata Karmann-Ghia, vide la produzione di serie nel 1963 e fino al 1965. Disegnata dall'ing Sergio Sartorelli[2] della Carrozzeria Ghia Non essendo mai esportata in America, terreno fertile delle piccole sportive tedesche, venne prodotta in meno di 45.000 esemplari, con motore 1500, 1500 con due carburatori e 1600. Oggi ne sopravvivono circa 2000. Quasi impossibile reperirne i ricambi, in quanto mai riprodotti, e unici nella produzione Volkswagen, ciò rende arduo e oneroso il restauro.
CARATTERISTICHE TECNICHE :
Cilindrata 1498cc, 45 cavalli a 3800 giri/minuto, RC 7.5:1, trazione posteriore, freni idraulici a tamburo, pneumatici 6,00 15L, peso 910kg, velocità 137km/h, consumo 10l/100km
[modifica] Porsche
| Per approfondire, vedi la voce Porsche 356. |
PORSCHE 356
La meccanica del Käfer fu la base di partenza per la prima sportiva di casa Porsche. Invariato lo schema motore-trazione posteriore, la 356 adottava il motore 1100, modificato con doppio albero a camme per bancata e doppio carburatore. La potenza della prima serie, sia berlina ("Ferdinand") che cabrio, era di circa 40 cavalli. In seguito, fino all'avvento della sua sostituta, adotterà motori 1300, 1500 e 2000 (l'ultima versione, con quasi 130 cavalli). I motori 1500 e 2000 vennero utilizzati poi sulla Porsche 912, "sorella" economica e spartana della Porsche 911.
[modifica] Fuoriserie
HEBMÜLLER TYP 14 1949
Costruita in meno di 700 esemplari sulla base del "Due Vetrini", è una lussuosa cabriolet prodotta in piccolissima serie. Al contrario della cabriolet Karmann, aveva solo due posti, capote in tela, cromature eleganti ed un prezzo superiore di oltre 2000 Marchi rispetto alla classica berlina. Ne vennero prodotte 696, contro le 2000 previste, quasi tutte con livrea bicolore rosso-nero, blu-nero o avorio-nero. È la Volkswagen più rara nel mercato delle auto d'epoca, con quotazioni sui 30.000 Euro.
CARATTERISTICHE TECNICHE :
Cilindrata 1131cc, 25 cavalli a 3300 giri/minuto, RC 5.8:1, trazione posteriore, freni meccanici a tamburo, pneumatici 5,00-16, peso 775kg, velocità 105km/h, consumo 7.5l/100km
ROMETSCH SPEZIAL SPORT CABRIOLET 1952'
La moda delle sportive negli anni 50 convinse la carrozzeria Rometsch di Berlino a realizzare sulla base del Due Vetrini una piccola cabriolet a due posti con carrozzeria in alluminio. Venne realizzata in circa 300 esemplari dal 1952 al 1954. Nonostante tutto, le prestazioni erano modeste, penalizzate da un peso superiore a quello della berlina e dal motore non certo sportivo. Venne molto apprezzata, ed oggi è un pezzo da collezione. Ne sopravvivono circa 40 esemplari.
CARATTERISTICHE TECNICHE :
Cilindrata 1131cc, 25 cavalli a 3300 giri/minuto, RC 5.8:1, trazione posteriore, freni idraulici a tamburo, pneumatici 5,60-15, peso 750kg, velocità 110km/h, consumo 7.5l/100km
AUTOZODIACO DUNE BUGGY 1971
Sviluppato sul pianale del Maggiolino (a passo accorciato), con carrozzeria in vetroresina, telaio tubolare, motore a vista e adattamenti per un fuoristrada estremo, Autozodiaco produsse in Italia una breve serie di Dune Buggy. Divenne famoso in alcuni film italiani.
CARATTERISTICHE TECNICHE (1192cc) :
Cilindrata 1192cc, 34 cavalli a 3600 giri/minuto, RC 7:1, trazione posteriore, freni idraulici a tamburo, pneumatici anteriori 185x14, pneumatici posteriori 185x15, peso 600kg, velocità 120km/h, consumo 7.5l/100km
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Curiosità
- Dal 1948, una quota delle "Maggiolino" prodotte furono messe in vendita anche per i cittadini tedeschi, al prezzo politico di 4.500 RM; praticamente pari al 2% del valore reale. Per acquistare l'automobile, però, era necessario ottenere la cedola di prenotazione che, i pochi funzionari incaricati all'emissione, rilasciavano unicamente dietro consegna di 100 uova sottobanco. Non appena ottenuta la vettura, i nuovi proprietari si affrettavano a vendere la ruota di scorta sul mercato nero, ricavando mediamente la cifra di 6.000 RM. Mediante un'ulteriore consegna brevi manu di altre 50 uova, i possessori di una "Maggiolino" avevano diritto ad acquistare una seconda ruota di scorta.
- Il Maggiolino è l'unica auto costruita in serie in grado di galleggiare sull'acqua. Nel 1963, due appassionati bolognesi attraversarono lo Stretto di Messina a bordo di un Maggiolino con pochissime modifiche rispetto all'originale : una elica collegata all'albero motore, l'isolamento stagno delle parti elettriche e dell'abitacolo, gli scarichi spostati verso l'alto con degli snorkel. Altre auto tentarono di replicare l'impresa del Maggiolino dei giovani bolognesi, tra cui la Citroën 2CV e la Mini Minor, ma senza successo.
- All'inizio degli anni 50, lo Studio Porsche lavorò ad un motore diesel per il Maggiolino, su base del propulsore originale a benzina da 1192cc, portato a 1290cc, mantenendo invariato il raffreddamento ad aria e lo schema dei cilindri, con una potenza di 25 cavalli a 3300 giri al minuto e un peso inferiore ai 40 chilogrammi. Nonostante avesse registrato consumi sull'ordine dei 20km/l e fosse stato collaudato per oltre un milione di chilometri, il progetto non andò mai in porto : il motore era rumoroso e troppo lento (oltre 60 secondi per arrivare a 100km/h).
- Heinz Nordoff, certo dell'affidabilità estrema del Maggiolino, mise in palio un orologio d'oro ed una targa ricordo per chiunque riuscisse a percorrere 100.000 chilometri col suo Maggiolino senza manutenzione straordinaria. Il premio non venne mai assegnato, perché si presentarono troppi vincitori.
- Nel 1959, Gianni Mazzocchi, editore e direttore della rivista Quattroruote, mise a durissima prova l'affidabilità del Maggiolino, facendo percorrere 100 volte a due Maggiolini strettamente di serie la neonata Autostrada del Sole, da Milano a Bologna per sedici giorni consecutivi senza interruzione. Solo un guasto ad una delle due vetture al 74° giro, la puleggia della dinamo. Riparata, il centesimo giro si conclude per entrambe : 18664km ad una media di 110km/h. Ma i tecnici Volkswagen, non pienamente soddisfatti, invitano a proseguire il test. I successivi cento giri vengono percorsi ad una media di 130km/h con un regime di 3800 giri, cioè 500 giri in più di quanto il motore può normalmente compiere. Il secondo Maggiolino si ferma al 118° giro, il primo procede e termina i 200 giri, percorrendo quasi 40.000km senza sosta.
- Il propulsore a benzina viene anche adottato su alcune mietitrebbiatrici Claas, risalenti ai primi anni '60.
[modifica] Dati tecnici
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| Motore | Posteriore a sbalzo, Boxer 4 cilindri, 2 valvole per cilindro, alimentazione a carburatore invertito Solex 28, raffreddamento ad aria forzata, radiatore dell'olio, alesaggio 77mm, corsa 64mm, rapporto di compressione 7:1 |
| Cilindrata | 1192cc |
| Distribuzione | Albero a camme centrale, aste e bilancieri, valvole in testa |
| Potenza max | 34 CV DIN a 3600 giri/min |
| Cambio | Manuale, 4 rapporti + RM, 1° non sincronizzata |
| Trasmissione finale | posteriore |
| Scocca | Telaio portante a piattaforma e trave centrale |
| Sospensione anteriore | A ruote indipendenti, barra di torsione |
| Sospensione posteriore | A ruote indipendenti, barra di torsione |
| Impianto frenante | Freni idraulici, anteriori e posteriori a tamburo |
| Pneumatici | 5.60-15 o 155 SR 15 |
| Passo | 2400 mm |
| Serbatoio | 30 litri |
| Velocità massima | 115 km/h |
| Consumo medio | 7.5 lt/100 km |
[modifica] Note
- ^ a b c Alessandro Pasi, Ivan Hirst, Ruoteclassiche, Fascicolo n.91 del gennaio 1996
- ^ Intervista all'ing Sartorelli
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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