Volkswagen Maggiolino
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Costruttore: Volkswagen
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Altre caratteristiche
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La VW Typ 1, meglio conosciuta come Maggiolino, anche detta Käfer in Germania, Coccinelle in Francia, Beetle o Bug in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, Fusca in Brasile e Vocho in Messico, è un'automobile compatta prodotta dal 1938 al 2003. È sicuramente l'auto tedesca più conosciuta al mondo, assurgendo a simbolo della rinascita industriale tedesca nel secondo dopoguerra.
Detiene attualmente il record di auto più longeva del mondo per essere stata ininterrottamente prodotta per 65 anni. Inoltre, ha detenuto a lungo il primato di auto più venduta al mondo, con 21.529.464 esemplari.
Indice |
[modifica] Storia del Maggiolino
La sua storia ha inizio per scelta di Adolf Hitler, che in un discorso del 1934 annunciò la sua scelta di mettere in produzione un'auto per tutti, convinto che l'automobile non dovesse essere un privilegio. In quegli anni le automobili, almeno in Europa, non avevano prezzi accessibili al cittadino medio. D'altro canto lo sviluppo della motorizzazione di massa avrebbe permesso alla Germania una maggiore flessibilità per il posizionamento delle fabbriche nei confronti dei quartieri residenziali.
I progettisti interpellati furono Ferdinand Porsche e Jakob Werlin della Mercedes-Benz. Vinse il progetto del primo, che ebbe il compito di realizzare un'auto con le seguenti caratteristiche, fornite da Adolf Hitler stesso: capacità di trasportare 5 persone o tre soldati e un mitragliatore, viaggiare oltre i 100 km/h consumando in media 7 litri per 100 km e non avere un prezzo superiore ai 1000 Reichsmark. Per fare un esempio, un operaio guadagnava in media 130 Reichsmark al mese (ma i meno abbienti erano stipendiati con circa 110 Reichsmark al mese, con ben poche possibilità di risparmio). In realtà, Ferdinand Porsche aveva in mente un progetto simile già dal 1929, quando aveva proposto la sua idea alla Mercedes-Benz prima, e alla Zündapp (che produceva motociclette) in seguito. Entrambe le aziende avevano rifiutato il suo progetto.
Nel 1936, vennero allestiti i primi tre prototipi (due berline ed una cabriolet). Hitler ordinò allora di realizzare in Germania quello che fino ad allora era accaduto solo negli Stati Uniti: la penetrazione della motorizzazione privata in tutti gli strati sociali.
L'automobile venne inizialmente nominata KdF-Wagen, Kraft durch Freude Wagen, ovvero "auto della [organizzazione] Forza attraverso la Gioia", dal nome dell'ente dopolavoro/ricreativo di stato. La messa in atto, il finanziamento e l'organizzazione della motorizzazione di massa vennero nel Reich infatti affidate alla KdF, l'istituzione pubblica che offriva a prezzi popolari vacanze, spettacoli e divertimenti in genere. I colossali investimenti necessari alla enorme capacità produttiva richiesta alla fabbrica, uniti al fatto che il prezzo alla vendita previsto per l'auto non garantiva alcun ritorno all'industria privata, costituivano un problema di difficile soluzione: per rispettare la promessa propagandistica, si decise che i lavoratori stessi si sarebbero accollati i costi dell'operazione. Ai lavoratori tedeschi venne quindi proposto uno schema di accantonamento che prevedeva una quota settimanale, da devolvere per aver in seguito diritto all'auto di famiglia: le enormi somme anticipate dalle schiere di lavoratori (convinti dal promesso prezzo allettante) permisero la realizzazione del grande complesso produttivo Volkswagen (in tedesco "auto-del-popolo") nei pressi del castello di Wolfsburg[2].
La KDF-Wagen (o Typ 1) si dimostrò tecnologica e moderna per i tempi, vantando una meccanica semplice e robusta. Il design di Ferdinand Porsche era tondeggiante e aerodinamico (con un Cx di 0,41), quasi a dare l'impressione di una automobile in movimento anche quando era ferma. Il motore era un boxer quattro cilindri da 985 cm³ e 23,5 cavalli di potenza, con albero a camme centrale e distribuzione ad aste e bilancieri, come era solito per l'epoca. Rivoluzionarie, invece, le valvole in testa.
Il raffreddamento era ad aria, con un piccolo radiatore per l'olio. Il lubrificante contribuiva a mantenere stabile la temperatura del motore, e grazie al rapido raffreddamento garantito dal radiatore, la coppa dell'olio aveva una capienza di soli 2,5 litri.
Questo modello è noto come Brezelfenster, "Due Vetrini" in Italia, per il lunotto posteriore separato in due.
Il nome "Maggiolino" non le è stato attribuito sin dall'inizio. Alla Volkswagen era identificata come il "Typ 1" fino al modello del 1968 (agosto 1967), quando, per la prima volta, una brochure pubblicitaria la definì "Der Käfer" (il Maggiolino).
Debuttò al Salone di Berlino nel 1939, riscuotendo un grande successo. Ma nello stesso anno, l'inizio della seconda guerra mondiale portò a convertire la Volkswagen per la produzione bellica.
[modifica] Il ruolo del Maggiolino nella Guerra
Il Maggiolino ha fatto la sua parte nell'esercito tedesco impegnato nella Guerra, divenendo un mezzo bellico leggero utilizzato su tutti i fronti, dalla Russia al deserto africano.
Celebre è la Kübelwagen (Typ 82) della Wehrmacht, prodotta in circa 55.000 esemplari dal 1940 fino al 1945; costruita in lamierati piani, stampati con nervature di rinforzo, utilizzò prima il motore 985 cm³ della KDF-Wagen, in seguito il motore cm³ della Kommandeurwagen Typ 82E.
Tra i progetti più originali al fine di contrastare la penuria di benzina in Germania, c'è quello di una Kübelwagen alimentata a gas generato dai carboni di legna, dotata di un bruciatore nel cofano anteriore.
L'anfibia Schwimmwagen (Typ 166), capace di "nuotare" ad una velocità di 10 km/h e sempre sviluppata sulla base della Kübelwagen, era dotata di trazione integrale e di una elica ribaltabile collegabile con un prolungamento all'albero motore. Le ruote anteriori fungevano da timone, e il passo accorciato rispetto al modello da cui derivava permetteva alla Schwimmwagen una buona manovrabilità in acqua. Venne prodotta dal 1942 al 1944 in circa 14.000 esemplari, ma attualmente solo 150 sono in condizioni di marciare.
La Kommandeurwagen (Typ 82E) era il Maggiolino in versione bellica; sviluppato sulla base della Kübelwagen, era dotata di tetto in tela ripiegabile, 4 ruote motrici, cambio con rapporti ridotti, differenziale autobloccante. Venne impiegata nella campagna russa. Ben pochi Kommandeurwagen tornarono dalla Russia, e oggi sono rari.
Caratteristiche tecniche (comuni a tutte e tre i mezzi, con eccezioni riportate tra parentesi):
- Motore boxer 4 cilindri 1.131 cm³
- Rapporto di compressione 5,8:1
- Potenza 25 cavalli a 3000 giri/minuto
- Trazione posteriore con differenziale autobloccante (Schwimmwagen: trazione integrale)
- Freni meccanici a tamburo
- Pneumatici 5,25-16
- Peso 755 kg (Kübelwagen), 685 kg (Kommandeurwagen), 910 kg (Schwimmwagen)
- Velocità massima 80 km/h
- Consumo medio 8,5 litri per 100 km
[modifica] Gli anni successivi alla guerra
Terminata la guerra, gli edifici di Wolfsburg erano quasi completamente distrutti dai bombardamenti e i macchinari superstiti, trasferiti in decine di cantine e autorimesse private. Gli alleati pensarono di completare la demolizione, ma il salvataggio dell'azienda venne proposto da Ivan Hirst, un ufficiale inglese, ingegnere meccanico e particolarmente esperto di automobili, che ipotizzò di rimettere in funzione la fabbrica allo scopo di costruire automezzi per l'esercito britannico. L'ipotesi di Hirst venne in seguito abbandonata, ma il suo piano fu al momento approvato dalle autorità inglesi, a patto che egli sovrintendesse personalmente all'opera di ricostruzione ed avviamento della produzione, impiegando la manodopera esistente. Tale manodopera era principalmente costituita da prigionieri francesi, polacchi e russi, oltre che dai "volontari" italiani e francesi inviati in Germania dalla Repubblica di Salò e dal Regime di Vichy.[3]
I lavori di ricostruzione muraria, affidati agli operai italiani, furono terminati negli ultimi mesi del 1945 e, dopo una veloce sistemazione delle infrastrutture, la produzione riprese tra mille difficoltà, riuscendo in breve tempo a stabilizzarsi sul migliaio di "Maggiolino" al mese. Le vetture prodotte nel 1946 e 1947 vennero destinate esclusivamente ai militari alleati.[3]
Riavviata l'azienda e venuto il tempo di far ritorno in patria, il maggiore Hirst dovette scegliere il direttore tedesco della nuova Volkswagen; un compito non facile visto che la quasi totalità dei manager tedeschi era compromessa con il passato regime nazista. La scelta cadde su Heinz Nordoff che, prese le redini aziendali il 1º gennaio 1948, seppe magistralmente proseguire l'opera di Hirst, portando al giusto regime il ritmo produttivo, fino a vendere, nel 1949, quasi cinquantamila esemplari. Un progresso che si arrestò solo negli anni settanta.[3]
Nel frattempo Ferdinand Porsche, accusato nel 1947 di crimini di guerra e arrestato in Francia, venne liberato. Morì il 30 gennaio del 1951, lasciando a suo figlio Ferdinand "Ferry" Porsche la guida della sua casa automobilistica appena fondata. Si disse che, una volta tornato in Germania, si commosse vedendo quanti "suoi" Maggiolini giravano per le strade.
È all'inizio degli anni '50 che Volkswagen comincia a vendere il Maggiolino fuori dalla Germania, aprendo filiali in Brasile, Stati Uniti d'America (qui spopolò e, per avere un Maggiolino, si doveva attendere quasi sei mesi vista l'altissima domanda), Messico e Sud Africa.
Nel 1950, il Maggiolino viene affiancato dal Volkswagen Typ 2, costruito sulla stessa meccanica: è il secondo modello della casa di Wolfsburg.
Nel 1953, l'auto vede il suo primo restyling: un lunotto posteriore unito anziché separato. Questa versione, molto apprezzata soprattutto nella versione Export, prende il soprannome di "Ovalino". Nel 1955 viene realizzato il Maggiolino numero 1.000.000, oggi conservato nel Museo Volkswagen di Wolfsburg.
Quattro anni dopo l'entrata in produzione della "Ovalino", l'ennesimo lifting. Per rinnovare l'ormai inossidabile Käfer, i tecnici Volkswagen si rivolgono a Pininfarina. Il designer studiò a fondo l'automobile e, rendendosi conto della perfezione del progetto, ai tecnici poté solo consigliare di ingrandire il lunotto posteriore. Così nacquero le versioni con lunotto quadrato, più ampio e luminoso, seppur considerato meno bello del lunotto ovale o del "due vetrini". Contemporaneamente ci fu un lieve aumento in altezza di tutte le superfici vetrate. Sempre nello stesso anno, vennero adottati gli pneumatici tubeless. Dopo il '64 ci fu un ulteriore aumento delle superfici vetrate ed una lieve bombatura del parabrezza che obbligò la VW ad adottare le spazzole tergicristallo flessibili, in uso da tempo su tutti gli altri veicoli.
Il Maggiolino continuò così, modificandosi radicalmente solo nell'agosto 1967. I fanali anteriori diventarono tondi e quasi verticali (modifica che negli Stati Uniti era già stata introdotta l'anno precedente), quelli posteriori presentano un design a "ferro da stiro" i paraurti più grossi (queste due migliorie peggiorarono il Cx della vettura fino a 0,48), l'impianto elettrico portato da 6 a 12 v,i motori rimangono invariati 1200, 1300 e 1500 cm³. Nel 1969, per il cabrio, nuovo cofano posteriore a 4 griglie di raffreddamento che precedentemente erano 2.
A luglio 1970 cessa la produzione della versione cabriolet e contemporaneamente esce di produzione il motore 1500 cm³ ma continuerà ad essere prodotta la versione berlina ancora per tanti anni sempre con i motori 1200 cm³ e 1300 cm³. Sempre nello stesso anno, ad agosto, verrà affiancato al maggiolino il cosiddetto "Maggiolone", nome non ufficiale con cui si indica il modello 1302 (agosto 1970–luglio 1972),commercializzato sia in versione berlina che cabriolet. Le sigle 1302 non ha niente a che fare con la cilindrata, che rimaneva 1200 cm³ o 1300 cm³ con in più un nuovo motore, il 1600 cm³. La differenza principale fra Maggiolino e Maggiolone sta nell'avantreno, a barre di torsione nel Maggiolino e con un moderno schema McPherson con molle e ammortizzatori nel Maggiolone, ma per il resto erano quasi identici, infatti questa differenza ebbe ripercussioni anche sull'estetica dell'avantreno, più snello nel Maggiolino e con un cofano assai più bombato nel 1302, caratteristica che fece guadagnare a questi modelli l'appellativo di "Maggiolone". Il 1302 ha sempre il vetro piatto e il cruscotto in lamiera come il Maggiolino, optional il copricruscotto in plastica. Nel cabrio 1302 il copriscruscotto è di serie. Nei primi mesi del '72 nelle due berline il copricruscotto diventa di serie, nuovo volante a 4 razze su tutti i modelli, per le berline 1600 cm³ e disponibile il cofano a 4 griglie di raffreddamento (lo stesso che monta il cabrio). Nel luglio del 1972 il 1302 viene sostituito dal 1303, quest'ultimo ha un parabrezza curvo molto più ampio e un cruscotto in plastica più moderno con i fanali posteriori a "zampa di elefante", modifica che fu applicata nello stesso periodo anche sui Maggiolini. Nel 1975 le frecce direzionali anteriori vengono spostate nel paraurti e di fianco a gli sportelli, da lì a poco tempo cesserà la produzione del 1303 berlina, mentre il cabrio rimane sul mercato fino al 1980.
[modifica] La crisi Volkswagen e il futuro in America Latina
Volkswagen, ormai, sopravviveva solo col Maggiolino, ma col passare degli anni, il calo di domanda e la mancanza di nuovi modelli stavano condannando l'azienda. La fusione con Audi e NSU consentì di sfruttare il progetto di una berlina a tre volumi iniziato dalla NSU fin dal 1967. Nacque così il modello K 70, prima autovettura con il marchio VW con motore raffreddato ad acqua e trazione anteriore.
Tuttavia questa autovettura non produsse il successo sperato, e ne vennero prodotti soltanto 200.000 esemplari fino al 1975. La cattiva accoglienza della K 70 sul mercato internazionale, insieme ai problemi finanziari ereditati dalla NSU, gettarono la casa di Wolfsburg in uno stato preoccupante.
Al fine di contrastare questa grave crisi, il designer italiano Giorgetto Giugiaro venne incaricato di disegnare un'auto che potesse proporsi come l'erede ideale del Maggiolino. Giugiaro progettò, ispirandosi alla berlina media Fiat 127, l'auto che avrebbe reso nuovamente famosa e fruttifera l'azienda tedesca: la Golf.
Per far spazio alla nuova arrivata, nel 1974 la produzione del Maggiolino si spostò a Emden. Due anni dopo, la versione berlina uscirà dal mercato europeo (la cabrio continuerà fino al 1980), e nel 1978 tutta la produzione viene affidata alle catene di montaggio presenti a Guadalajara, in Messico, ed a São Bernardo do Campo, in Brasile.
In America Latina, il Maggiolino visse una seconda giovinezza, assumendo il ruolo di auto di famiglia che aveva occupato in Europa per decenni. Insieme al Käfer, verrà prodotto e venduto anche il Typ 2.
Nel 2003, il 30 luglio, esce dal montaggio anche l'ultimo Maggiolino, terminando la carriera con oltre 21 milioni di esemplari prodotti e 65 anni di produzione.
Sua erede "illegittima" è la Volkswagen New Beetle, costruita nel 1998 sulla base della Golf IV serie (quindi con motore e trazione anteriori). Rispetto all'antenata, nasce come auto modaiola e snob, specie in versione cabriolet, e fino ad ora non ha emulato il suo incredibile record di vendite.
Il pulmino Typ 2, seppure con una nuova meccanica, viene tuttora assemblato e venduto in Brasile con il nome "Kombi", sia nella versione a 9 posti, sia come furgone chiuso. Recentemente ha visto l'arrivo di un propulsore 1400 cm³ con raffreddamento a liquido, predisposto su richiesta per alimentazione a etanolo o a GPL. Unica colorazione disponibile il bianco.
[modifica] Nelle competizioni
Il Maggiolino prese parte a diverse competizioni sportive, ottenendo i seguenti risultati:
- 1º al East African Safari, 1953, 1954, 1957, 1962
- 1º al Rally di Svezia, 1956
- 1º al Mobilgas Trial (14.000 km), 1956, 1958
- 1º al Giro di Australia, 1958 (ben 8 maggiolini nei primi 8 posti)
- 1º al Rally dei 1000 Minuti, 1967, 1968, 1969
- 43º alla Mille Miglia del 1954
[modifica] Modelli derivati e fuoriserie
Dalla solida, economica e facilmente reperibile meccanica del Käfer nacquero molti altri modelli, non solo marchiati Volkswagen, ma anche Karmann-Ghia e Porsche. A queste, bisogna aggiungere varie fuoriserie messe in vendita da costruttori esterni o dalla Volkswagen stessa.
[modifica] Volkswagen
| Per approfondire, vedi la voce Volkswagen Transporter. |
VOLKSWAGEN TYP 2 1950
Il furgone più famoso ed apprezzato del mondo, affettuosamente chiamato "Bulli" in Germania e "Bus" (pronuncia [ˈbʌs]) in America, è anche il maggiore esempio delle tante funzionalità del pianale del Maggiolino. Dalle versioni "Transporter", derivò il "Bus" (8 posti) in due allestimenti: Standard Typ 22 o Sonderausfürung Typ 24, dotato di ben 23 finestrini e di tetto apribile in tela, colorazione bicolore e molti particolari cromati. Il motore era lo stesso 1131 cm³ del Maggiolino; nel 1954 adottò il 1192 cm³ e nel 1963 il 1493 cm³. Il modello, modificato, è tuttora in produzione in Brasile.
CARATTERISTICHE TECNICHE (1192 cm³) :
Cilindrata 1192 cm³, 34 cavalli a 3600 giri/minuto, RC 7,5:1, trazione posteriore, freni idraulici a tamburo (a disco in seguito), pneumatici 6,40-15, peso 1200 kg, velocità 90 km/h, consumo 10,5 l/100 km
VOLKSWAGEN TYP 181 PESCACCIA 1969
Giocando sulla somiglianza con la Kübelwagen, Volkswagen produsse in piccola serie tra il 1969 e il 1979 un mezzo, sempre su base Käfer, per il fuoristrada leggero: la "Pescaccia", apparsa anche in alcuni film di guerra come "controfigura" delle ormai introvabili Kübelwagen. Nel suo breve periodo di vendita, metà della sua produzione fu acquistata dall'esercito tedesco. Dotata del motore da 1493 cm³, aveva una carrozzeria in lamierati stampati e un tetto in tela come l'illustre progenitrice.
CARATTERISTICHE TECNICHE:
Cilindrata 1498 cm³, 44 cavalli a 4000 giri/minuto, RC 7,5:1, trazione posteriore, differenziale autobloccante a richiesta, freni idraulici, pneumatici 165 SR15 M+S, peso 900 kg, velocità 115 km/h, consumo 12 l/100 km
VOLKSWAGEN TYP 15.1 1200 CABRIOLET KARMANN 1954
Sulla base del Maggiolino prima serie (il "due vetrini"), Karmann propose nel 1949 una versione cabriolet del Maggiolino con tetto in tela, una idea che poi verrà prodotta fino al 1980 sulle seguenti versioni del Käfer. Nettamente rara la prima serie, la seconda serie ("vetro ovale") è più reperibile sul mercato delle auto antiche, mentre la terza serie (dal 1967 in avanti) è molto comune. Particolare, rispetto al Maggiolino in versione berlina, la verniciatura sintetica.
CARATTERISTICHE TECNICHE (1192 cm³) :
Cilindrata 1192 cm³, 30 cavalli a 3400 giri/minuto, RC 7,5:1, trazione posteriore, freni idraulici a tamburo, pneumatici 5,60-15, peso 810 kg, velocità 112 km/h, consumo 8 l/100 km
VOLKSWAGEN TYP 31 1961
Tentando di creare altre auto al di fuori dell'apparentemente immortale Maggiolino, Volkswagen progettò una berlina tre volumi e due porte a motore posteriore, dotata di ben due bagagliai, uno davanti ed uno sopra al motore. Riscosse un discreto successo, seppur non paragonabile a quello del Maggiolino. La prima serie, prodotta dal 1961 al 1963, è piuttosto rara.
CARATTERISTICHE TECNICHE:
Cilindrata 1498 cm³, 45 cavalli a 3800 giri/minuto, RC 7,5:1, trazione posteriore, freni idraulici a tamburo, pneumatici 6,00 - 15L, peso 880 kg, velocità 130 km/h, consumo 10 l/100 km
VOLKSWAGEN HOBBYCAR 1970
Cercando di farsi spazio nel fenomeno "dune buggy", la casa tedesca presentò la Hobbycar per il mercato italiano. Considerata meno spartana, meno aggressiva e più stradale delle Dune Buggy artigianali, venne costruita in pochissimi esemplari ed è attualmente introvabile e per nulla ricercata in ambito collezionistico.
[modifica] Karmann-Ghia
COUPÉ TYP 143 & CABRIOLET TYP 141
Il designer italiano Ghia e la carrozzeria Karmann usarono le sinergie Volkswagen per la produzione di una piccola coupé, la Typ 143 su base Export 1200. Nacque col marchio Volkswagen nel 1955, e due anni dopo venne affiancata dalla versione scoperta. Seguì l'evoluzione meccanica del modello d'origine, adottando dapprima il 1300 cm³ da 40 cavalli, in seguito il 1500 cm³.
CARATTERISTICHE TECNICHE:
Cilindrata 1498 cm³, 44 cavalli a 4000 giri/minuto, RC 7,5:1, trazione posteriore, freni idraulici a disco e tamburo, pneumatici 5,60 S15, peso 860 kg, velocità 136 km/h, consumo 10 l/100 km
1500 TYP 34 1963
È l'ennesima piccola sportiva marchiata Karmann-Ghia, vide la produzione di serie nel 1963 e fino al 1965. Disegnata dall'ingegner Sergio Sartorelli[4] della Carrozzeria Ghia. Non essendo mai esportata in America, terreno fertile delle piccole sportive tedesche, venne prodotta in meno di 45.000 esemplari, con motore 1500, 1500 con due carburatori e 1600 cm³. Oggi ne sopravvivono circa 2000. Quasi impossibile reperirne i ricambi, in quanto mai riprodotti, e unici nella produzione Volkswagen.
CARATTERISTICHE TECNICHE:
Cilindrata 1498 cm³, 45 cavalli a 3800 giri/minuto, RC 7,5:1, trazione posteriore, freni idraulici a tamburo, pneumatici 6,00 15L, peso 910 kg, velocità 137 km/h, consumo 10 l/100 km
[modifica] Porsche
| Per approfondire, vedi la voce Porsche 356. |
PORSCHE 356
La meccanica del Käfer fu la base di partenza per la prima sportiva di casa Porsche. Invariato lo schema motore-trazione posteriore, la 356 adottava il motore 1100, modificato con doppio albero a camme per bancata e doppio carburatore. La potenza della prima serie, sia berlina ("Ferdinand") che cabrio, era di circa 40 cavalli. In seguito, fino all'avvento della sua sostituta, adotterà motori 1300, 1500 e 2000 (l'ultima versione, con quasi 130 cavalli). I motori 1500 e 2000 vennero utilizzati poi sulla Porsche 912, "sorella" economica e spartana della Porsche 911.
[modifica] Fuoriserie
HEBMÜLLER TYP 14 1949
Costruita in meno di 700 esemplari sulla base del "Due Vetrini", è una lussuosa cabriolet prodotta in piccolissima serie. Al contrario della cabriolet Karmann, aveva solo due posti, capote in tela, cromature eleganti ed un prezzo superiore di oltre 2000 marchi rispetto alla classica berlina. Ne vennero prodotte 696, contro le 2000 previste, quasi tutte con livrea bicolore rosso-nero, blu-nero o avorio-nero. È la Volkswagen più rara nel mercato delle auto d'epoca.
CARATTERISTICHE TECNICHE:
Cilindrata 1131 cm³, 25 cavalli a 3300 giri/minuto, RC 5.8:1, trazione posteriore, freni meccanici a tamburo, pneumatici 5,00-16, peso 775 kg, velocità 105 km/h, consumo 7,5 l/100 km
ROMETSCH SPEZIAL SPORT CABRIOLET 1952'
La moda delle sportive negli anni 50 convinse la carrozzeria Rometsch di Berlino a realizzare sulla base del Due Vetrini una piccola cabriolet a due posti con carrozzeria in alluminio. Venne realizzata in circa 300 esemplari dal 1952 al 1954. Nonostante tutto, le prestazioni erano modeste, penalizzate da un peso superiore a quello della berlina e dal motore non certo sportivo. Venne molto apprezzata, ed oggi è un pezzo da collezione. Ne sopravvivono circa 40 esemplari.
CARATTERISTICHE TECNICHE:
Cilindrata 1131 cm³, 25 cavalli a 3300 giri/minuto, RC 5,8:1, trazione posteriore, freni idraulici a tamburo, pneumatici 5,60-15, peso 750 kg, velocità 110 km/h, consumo 7,5 l/100 km
AUTOZODIACO DUNE BUGGY 1971
Sviluppato sul pianale del Maggiolino (a passo accorciato), con carrozzeria in vetroresina, telaio tubolare, motore a vista e adattamenti per un fuoristrada estremo, Autozodiaco produsse in Italia una breve serie di Dune Buggy. Divenne famoso in alcuni film italiani.
CARATTERISTICHE TECNICHE (1192 cm³) :
Cilindrata 1192 cm³, 34 cavalli a 3600 giri/minuto, RC 7:1, trazione posteriore, freni idraulici a tamburo, pneumatici anteriori 185x14, pneumatici posteriori 185×15, peso 600 kg, velocità 120 km/h, consumo 7,5 l/100 km
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Curiosità
- Dal 1948, una quota delle "Maggiolino" prodotte furono messe in vendita anche per i cittadini tedeschi, al prezzo politico di 4.500 RM; praticamente pari al 2% del valore reale. Per acquistare l'automobile, però, era necessario ottenere la cedola di prenotazione che, i pochi funzionari incaricati all'emissione, rilasciavano unicamente dietro consegna di 100 uova sottobanco. Non appena ottenuta la vettura, i nuovi proprietari si affrettavano a vendere la ruota di scorta sul mercato nero, ricavando mediamente la cifra di 6.000 RM. Mediante un'ulteriore consegna brevi manu di altre 50 uova, i possessori di una "Maggiolino" avevano diritto ad acquistare una seconda ruota di scorta.
- Il Maggiolino è l'unica auto costruita in serie in grado di galleggiare sull'acqua. Nel 1963, due appassionati bolognesi attraversarono lo Stretto di Messina a bordo di un Maggiolino con pochissime modifiche rispetto all'originale: una elica collegata all'albero motore, l'isolamento stagno delle parti elettriche e dell'abitacolo, gli scarichi spostati verso l'alto con degli snorkel. Altre auto tentarono di replicare l'impresa del Maggiolino dei giovani bolognesi, tra cui la Citroën 2CV e la Mini Minor, ma senza successo.
- All'inizio degli anni '50, lo Studio Porsche lavorò ad un motore diesel per il Maggiolino, su base del propulsore originale a benzina da 1192 cm³, portato a 1290 cm³, mantenendo invariato il raffreddamento ad aria e lo schema dei cilindri, con una potenza di 25 cavalli a 3300 giri al minuto e un peso inferiore ai 40 chilogrammi. Nonostante avesse registrato consumi sull'ordine dei 20 km/l e fosse stato collaudato per oltre un milione di chilometri, il progetto non andò mai in porto: il motore era rumoroso e troppo lento (oltre 60 secondi per arrivare a 100 km/h).
- Heinz Nordoff, certo dell'affidabilità estrema del Maggiolino, mise in palio un orologio d'oro ed una targa ricordo per chiunque riuscisse a percorrere 100.000 chilometri col suo Maggiolino senza manutenzione straordinaria. Il premio non venne mai assegnato, perché si presentarono troppi vincitori.
- Nel 1959, Gianni Mazzocchi, editore e direttore della rivista Quattroruote, mise a durissima prova l'affidabilità del Maggiolino, facendo percorrere 100 volte a due Maggiolini strettamente di serie la neonata Autostrada del Sole, da Milano a Bologna per sedici giorni consecutivi senza interruzione. Solo un guasto ad una delle due vetture al 74º giro, la puleggia della dinamo. Riparata, il centesimo giro si conclude per entrambe: 18.664 km ad una media di 110 km/h. Ma i tecnici Volkswagen, non pienamente soddisfatti, invitano a proseguire il test. I successivi cento giri vengono percorsi ad una media di 130 km/h con un regime di 3800 giri, cioè 500 giri in più di quanto il motore può normalmente compiere. Il secondo Maggiolino si ferma al 118º giro, il primo procede e termina i 200 giri, percorrendo quasi 40.000 km senza sosta.
- Il propulsore a benzina viene anche adottato su alcune mietitrebbiatrici Claas, risalenti ai primi anni '60.
- Il noto Ted Bundy, serial killer statunitense attivo in particolar modo nei primi anni '70, aveva come macchina un Maggiolino color bronzo sul quale caricava le sue giovani vittime incoscienti che venivano poi orribilmente uccise.
- Il Maggiolino compare in svariate apparizioni cinematografiche. La più famosa è l'auto Herbie apparsa nel film della Disney Un maggiolino tutto matto. Inoltre, fa la sua comparsa anche nel film Ardenne '44, un inferno.
- Oltre che in ambito cinematografico, il Maggiolino compare nella famosa serie di simulatori di guida Gran Turismo (a partire da Gran Turismo 4). Inoltre, è presente nel videogioco Grand Theft Auto - London 1969 (dove viene denominato Bug).
- Dylan Dog, il noto indagatore dell'incubo creato da Tiziano Sclavi, guida un Maggiolino cabriolet bianco targato DYD666 ricevuto come pagamento del suo primo caso, come si legge nel numero 200 della serie. Nel film il Maggiolino diventa nero con la capote bianca.
- Paul Newman possedeva un Maggiolino cabriolet elaborato, con motore V8 disposto in posizione posteriore-centrale.
[modifica] Dati tecnici
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Caratteristiche tecniche - Volkswagen Maggiolino 1200 (modello Export)
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[modifica] Note
- ^ 1973 Volkswagen Super Escarabajo (VE). Dkarros.com. URL consultato il 30 settembre 2010.
- ^ da Shirer, Storia del Terzo Reich
- ^ a b c Alessandro Pasi, Ivan Hirst, Ruoteclassiche, fascicolo n. 91 del gennaio 1996
- ^ Intervista all'ing. Sartorelli
[modifica] Voci correlate
- Ghia
- Rudolf Hruska
- Karmann
- Ferdinand Porsche
- Ferry Porsche
- Volksrod
- Volkswagen
- Volkswagen New Beetle
[modifica] Altri progetti
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