Bentley

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Bentley Motors Ltd.
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Stato Regno Unito Regno Unito
Tipo Limited company
Fondazione 1919 a Cricklewood (Londra)
Fondata da Walter Owen Bentley "W.O."
Sede principale Crewe, Gran Bretagna
Gruppo Volkswagen Group
Persone chiave Franz-Josef Paefgen Amministratore delegato
Settore Casa automobilistica
Prodotti Autovetture
Dipendenti 4.000 (2010)
Slogan «Build a good car, a fast car, the best in class.»
Sito web BentleyMotors.com
Un esemplare di 3 Litre, (1927).
La Blower, (1928).
Lo storico marchio con la "B" alata.

La Bentley è una storica azienda automobilistica britannica di autovetture di lusso fondata nel 1919 da Walter Owen Bentley a Cricklewood, nei dintorni di Londra ed è uno dei principali fornitori della Casa Reale inglese.
Dopo un iniziale periodo di indipendenza e di successo, la Bentley fu acquistata dall'acerrima concorrente Rolls-Royce, che la rese per quasi ottant'anni una sorta di semplice marchio dei propri modelli.
Dal 1998 è di proprietà del Gruppo Volkswagen.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 gennaio del 1919, Walter Owen Bentley (noto semplicemente come "W.O."), dopo gli studi, un lungo apprendistato presso varie officine meccaniche inglesi e dopo aver già fondato la Bentley&Bentley[1] insieme al fratello, fondò la Bentley Motors Ltd.[2] L'apprendistato presso le officine ferroviarie e l'illuminante esperienza pioneristica nella progettazione di motori aeronautici in alluminio[3] durante il periodo bellico, lo spinse ad aprire una prima officina in Street Mews (l'attuale Baker Street) a Londra, nell'ottobre del 1919. Da qui, uscì il primo prototipo 3 Litre, che montava un motore da tre litri a 4 cilindri, progettato dallo stesso W.O. e, nel gennaio 1920, la vettura completa compì un primo test lungo le strade dell'Inghilterra.

Il trasferimento a Cricklewood e i Bentley Boys[modifica | modifica wikitesto]

La robustezza delle vetture dalla Flying B divenne presto rinomata e la produzione fu trasferita a Cricklewood dove, nel settembre 1921, venne fabbricata e venduta la prima vettura a marchio Bentley.
Inoltre, la passione di W.O. per la velocità e le corse automobilistiche lo stimolò a creare vetture dalle prestazioni sempre più sportive e, nel 1922, venne deciso di partecipare alla 500 miglia di Indianapolis, con alla guida il pilota Douglas Hawkes che si classificò al 13º posto, con una media di 80 miglia orarie.
Nel 1923 la Bentley, con un nuovo team ribattezzato Bentley Boys,[4] volle partecipare con la 3 Litre alla celebre 24 Ore di Le Mans, raggiungendo il quarto posto. Ma la vittoria non tardò ad arrivare quando, nel 1924, lo stesso modello 3 Litre fu pilotato da Woolf Barnato (erede del magnate sudafricano di Kimberley) classificandosi al 1º posto.
Il successo si replicò nuovamente nel 1927, 1928, 1929 e nel 1930 a tal punto da valere il nuovo motto dei Bentley Boys: «Build a good car, a fast car, the best in class.»
Nel 1947 W.O. nominò Woolf Barnato presidente del Bentley Drivers' Club, fondato da Bentley stesso nel 1936.[5]

Le prime difficoltà[modifica | modifica wikitesto]

Tuttavia, l'edizione della 24 Ore di Le Mans del 1925 fu un fallimento completo e l’azienda subì pesanti perdite finanziarie. La soluzione temporanea fu l'acquisto di quasi tutte le quote della Bentley Motors Ltd. da parte di Barney Barnato, il padre del pilota Woolf. Così facendo la partecipazione di W.O. fu ridotta al 2% delle azioni ordinarie e al 4% di azioni privilegiate ma W.O. mantenne un ruolo attivo nell'azienda, dedicandosi alacremente ad una nuova generazione di vetture e progettando un nuovo motore a sei cilindri con sei velocità, introdotto nel 1928. Inaspettatamente, nel 1929, Barnato permise la costruzione della sola Blower, progettata da Henry Birkin (uno dei Bentley Boys) a Welwyn Garden City già nel 1927, lontano dalle officine Bentley di Cricklewood, dove lavorava W.O.[6]
La Grande Depressione del 1929, infine, diede il colpo finale. Venne lanciata la 8 Litre come auto di lusso ma se ne produssero appena un centinaio e, dal luglio del 1931, Barnato decise di non supportare più l’azienda, che venne ipotecata.[7]

L'acquisto da parte della Rolls-Royce[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò un buio periodo per la Bentley, che accumulò perdite per 136.220 sterline.[8] Nel 1931 la Bentley Motors Ltd. versava in pessime condizioni e fu acquistata dalla celebre azienda rivale Rolls-Royce Ltd., divenendo, di fatto, un marchio minore e producendo per decenni, gli stessi modelli della casa madre.[9] A seguito di questo accordo non mancarono inevitabili dissapori tra W.O. e la dirigenza Rolls-Royce.[10]
Nel 1998 la Rolls-Royce Motors, divisione proprietaria del settore automobilistico dal 1973, a seguito di un periodo di forte crisi, venne rilevata interamente dal Gruppo Volkswagen, con la partecipazione della BMW, che deteneva già quote del prestigioso marchio Rolls-Royce.

L'acquisizione da parte del Gruppo Volkswagen e la rinascita del marchio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 vi fu un nuovo riassetto societario che vide il Gruppo Volkswagen cedere interamente la Rolls-Royce Motors alla BMW mantenendo la piena proprietà della sola Bentley e gli storici stabilimenti di Crewe.
Da allora una nuova e più illuminata strategia aziendale, orientata alla volontà di rinascita del marchio, ha contribuito a ridefinire con determinazione nuovi parametri stilistici, creando una nuova e più spiccata identità per l'intera gamma di modelli di vetture.[11]

Nel 2012 sono state vendute 8.510 auto. L'obiettivo è produrre 15.000 vetture entro il 2018

Modelli storici (Dal 1919 al 1931)[modifica | modifica wikitesto]

Modelli dal 1931 al 1998 (A seguito dell'acquisizione da parte della Rolls-Royce)[modifica | modifica wikitesto]

  • 4 Litre (1931)
  • 3½ Litre (1933–1937)
  • Mark V (1939–1941)
  • Corniche (1939)
  • Mark VI (1946-1952)
  • Serie R e Continental (1952-1955)
  • S1 e Continental (1955-1959)
  • S2 e Continental (1959-1962)
  • S3 e Continental (1962-1965)
  • Serie T (1965-1980)
    • T1 (1965-1977)
    • T2 (1977-1980)
  • Corniche (1971-1984)
  • Camargue (1975-1986)
  • Mulsanne (1980-1987)
    • Mulsanne L "limousine" (1984-1988)
    • Mulsanne Turbo (1982-1985)
    • Mulsanne S (1987-1992)
    • Turbo R — turbocompressa (1985-1995)
    • Turbo S — modello sportivo edizione limitata (1994-1995)
    • New Turbo R — sostituta della Turbo R precedente (1995-1997)
      • Turbo R Sport — modello sportivo edizione limitata (1996)
    • Turbo RT — evoluzione della New Turbo R (1997-1998)
  • Eight — (1984-1992)
    • Continental R — turbocompressa 2-porte (1991-2002)[12]
      • Continental R Mulliner — modello sportivo (1999-2003)
      • Continental S — con intercooler (1994-1995)
  • Brooklands — erede della Mulsanne S (1992-1998)
    • Brooklands R — modello sportivo (1996-1998)
  • Azure 1a serie — modello convertibile della Continental R (1995-2003)
    • Azure Mulliner — modello sportivo (1999-2002)
    • Continental T — modello sportivo a passo corto (1996-2002)
    • Continental T Mulliner (1998-1999)

Modelli dal 1998 al 2010 (A seguito dell'acquisizione da parte del Gruppo Volkswagen)[modifica | modifica wikitesto]

Modelli in produzione[modifica | modifica wikitesto]

Modelli da competizione[modifica | modifica wikitesto]

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Bentley & Bentley fu una società che vendeva autovetture francesi in Gran Bretagna.
  2. ^ Bentley Drivers Club Vintage History
  3. ^ W.O. fu un pioniere nella progettazione del motore in alluminio a tal punto che si crede che ne sia lui l'inventore. Nel 1914 fu chiamato dalla Royal Naval Air Service a partecipare ad un progetto, dove conobbe anche Lord Hives della Rolls-Royce.
  4. ^ Capitanati dal manager di gara Richard Sidney Witchell, un vecchio compagno di scuola di W.O.
  5. ^ Il Bentley Drivers' Club conta circa 4.000 membri in tutto il mondo.
  6. ^ Per ironia del destino, la scarsa robustezza caratterizzò la breve vita di questo modello non progettato da W.O. Al tempo, Ettore Bugatti commentava sarcasticamente le Bentley così: "Mr. Bentley builds the worlds' fastest truck."
  7. ^ Receiver Appointed Of Bentley Motors Limited Re Bentley Motors Limited; London Life Association Limited v. Bentley Motors Limited, And Woolf Barnato. The Times, Saturday, 11 July 1931; pg. 4; Issue 45872
  8. ^ Graham Robson, 60 years of Bentley, Thoroughbred and Classic Cars, September 1979
  9. ^ Soltanto nel 1998 tornò ad esserci un modello Bentley a non essere più un clone di un modello Rolls-Royce.
  10. ^ Cars Of 1934 The New Bentley The Times, Tuesday, 3 Oct 1933; pg. 6; Issue 46565
  11. ^ Dal 1931 la Bentley, essendo stata di proprietà della Rolls-Royce, è stata caratterizzata per una produzione di modelli del tutto analoghi a quelli Rolls-Royce, condividendo pianale, meccanica, motori e design, a tal punto da confondere quasi un osservatore poco attento. Soltanto nel 1998, con la prima acquisizione da parte del Gruppo Volkswagen, tornò ad esserci un modello Bentley (la Continental R) non più clone di un modello Rolls-Royce. Da allora, la nuova strategia aziendale, orientata alla volontà di rinascita del proprio marchio, ha contribuito a ridefinire in maniera crescente nuovi parametri stilistici, creando una nuova e più spiccata identità per i propri modelli di vetture.
  12. ^ Primo modello Bentley a non essere un clone di un modello Rolls-Royce dal 1931.
  13. ^ Realizzata sulla base della Arnage per la regina Elisabetta II in soli 18 esemplari (2 per la Casa reale britannica), in occasione del Giubileo d'Oro.
  14. ^ Questo è l'ultimo modello concepito in collaborazione con la Rolls-Royce.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]