Epic Comics

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Epic Comics
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Fondazione 1982
Fondata da Jim Shooter
Chiusura 1996
Sede principale New York
Gruppo Marvel Comics Group
Persone chiave
Settore editoriale
Prodotti

La Epic Comics è un'etichetta editoriale appartenente al Gruppo Marvel Comics (famoso per aver creato supereroi come l'Uomo Ragno, Hulk, gli X-Men, e altri celebri personaggi a fumetti). Viene fondata nel 1982 per andare incontro a nuove esigenze del mercato e per diversificare la produzione fumettistica della Marvel Comics.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Contesto e creazione[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni settanta le vendite dei fumetti americani subiscono un crollo che colpisce particolarmente la DC Comics ma i cui effetti colpiscono l'intero settore e anche la Marvel Comics. Tra il 1977 e il 1978 la DC arriva a chiudere metà delle serie periodiche da lei distribuite (tale biennio è ricordato come DC Implosion) e nello stesso periodo la Marvel affronta una crisi editoriale e di vendite che porta al succedersi di quattro diversi Direttori editoriali tra il 1976 e il 1978. Nel 1978 Jim Shooter diventa Redattore-capo e responsabile creativo del Gruppo Marvel. Oltre a ristrutturare l'intero parco testate della casa editrice intuisce la necessità di creare nuove tipologie di formato editoriale per i fumetti e decide di sfruttare la rapida diffusione del Mercato Diretto (o Direct Market in originale) che proprio in quel momento stava nascendo e sviluppandosi[1]. Il mercato diretto prevede la distribuzione dei fumetti solo all'interno del circuito librario e delle fumetterie (o comic shop). In questo modo si salta la distribuzione generica (cioè quella nella edicole) che ha il difetto di rendere al distributore il materiale invenduto. Con il mercato diretto si stampa solo il quantitativo prenotato senza rischio di reso e questo permette di valutare più correttamente eventuali rischi di perdita economica. La Epic Comics nasce come etichetta i cui fumetti sono distribuiti solo nel Direct Market.

Precedenti[modifica | modifica wikitesto]

L'ispirazione per la nascita della nuova etichetta così come il nome con cui viene identificata trovano la sua origine nel 1980 quando il redattore responsabile/editor-in-chief Jim Shooter dedice di lanciare la rivista antologica a fumetti Epic Illustrated. Si tratta di una pubblicazione alquanto rivoluzionaria rispetto allo standard editoriale di un grande gruppo dell'editoria a fumetti come la Marvel Comics. Lo stesso formato è quello di una rivista o magazine (Il formato iniziale prevede un'antologia di differenti storie a fumetti con personaggi e autori diversi per un totale di 100 pagine a colori) e non ha relazione con il collaudato format dei comic books americani, ma l'aspetto più innovativo risiede nel fatto che i diritti delle storie e dei personaggi creati rimangono agli autori e non alla casa madre[2]. La piena libertà creativa viene poi garantita dal fatto che la serie è distribuita solo tramite il Mercato Diretto e non presenta in copertina il marchio Marvel Comics o quello del Comics Code Authority. Inoltre il metodo di pagamento agli scrittori ed artisti avviene tramite Royalties (cioè si è pagati in relazione a quanto rende l'opera prodotta) e non con uno stipendio fissato preventivamente. L'iniziativa ha successo, la serie passa da trimestrale a bimestrale nel 1981 e dura fino al n.34 (febbraio 1986)[3]. Basandosi sulle premessa di Epic Illustrated nasce una nuova linea editoriale Marvel che si manifesta nella creazione della Epic Comics nel 1982. A partire dai numeri pubblicati quell'anno la stessa Epic Illustrated rientra sotto il nuovo Imprint a cui ha dato il nome.

Debutto editoriale (1982-1983)[modifica | modifica wikitesto]

La prima serie regolare a debuttare con l'etichetta Epic è Dreadstar di Jim Starlin. Si tratta di una serie di fantascienza con personaggi originali creati dall'autore. La pubblicazione esce con data di copertina novembre 1982 e continua la sua distribuzione sotto la Epic fino all'agosto 1986[4]. I diritti dell'opera sono dello stesso Jim Starlin che, di fatti a partire dal n.27 decide di lasciare l'etichetta e passare all'editore indipendente First Comics con il quale porterà avanti la serie fino al n.64 (marzo 1991)[5].

Chiusura (1996)[modifica | modifica wikitesto]

Le ultime serie della linea Epic vengono di stribuite tra il 1993 e il 1994 nonostante il logo venga ufficialmente usato fino al 1996 per terminare la distribuzione in lingua inglese del manga Akira[6]. Infatti i volumi di tale pubblicazione sono stati distribuiti sin dall'inizio dalla Marvel con l'imprint della Epic. Le cause del fallimento della linea editoriale maggiormente diversificata e adulta della Marvel Comics sono molteplici ma si possono ridurre a due cause principali:

1) Tra il 1993 e il 1994 il mercato del fumetto americano affronta il suo più grande collasso a livello di vendite. La distribuzione diretta si rende conto che le tirature degli albi a fumetti (che in alcuni casi raggiungevano milioni di copie per numero) sono alimentate da acquisti speculativi da parte dei collezionisti che però si cominciano a rendere conto che i fumetti che si trovano in mano non sono destinati a prendere valore in quanto stampati in tirature eccessive[7]. Aumentano quindi le quantità di albi invenduti nei magazzini dei Comic Shop americani, fattore che ne alimenta la crisi e spesso la chiusura. Il Mercato Diretto è proprio ciò su cui poggia il sistema distributivo della Epic Comics che inevitabilmente viene travolta dalla enorme crisi del settore.

2) Nel 1992 abbiamo la nascita della Image Comics, casa indipendente voluta e fondata dagli artisti più famosi dell'epoca tra i quali Rob Liefeld, Todd McFarlane, Jim Lee e altri. Questo editore indipendente garantisce agli autori il possesso dei diritti dei personaggi creati e ha una visibilità al pubblico che attira subito l'interesse di tutti gli esperti del settore. Ben presto la Epic si ritrova a livello editoriale un rivale coma la Image che sembra in grado di soddisfare maggiormente le esigenze di scrittori e disegnatori. L'etichetta Marvel ha ormai perso l'immagine innovativa e l'appeal dei primi anni ottanta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comics Buyer's Guide: Marvel Comics checklist & price guide 1961 to present, Krause Publications Inc., Iola,Wi, 1993, p.23
  2. ^ Ivi, p.22
  3. ^ AA.VV. (testi-disegni), Epic Illustrated n.1-34, Marvel Comics-Epic Comics, New York, 1980 - 1986.
  4. ^ Starlin Jim (testi-disegni), Dreadstar n.1-26, Marvel Comics-Epic Comics, New York, 1982-1986.
  5. ^ Starlin Jim & AA.VV. (tesi-disegni), Dreadstar n.27-64, First Comics, Illinois, 1986-1991.
  6. ^ Katsuhiro Otomo (testi-disegni), Akira n.38, Epic Comics-Marvel Comics, New York, febbraio 1996. Ultimo albo con il logo Epic distribuito negli anni novanta.
  7. ^ Crisi del mercato dei Comics negli anni novanta. URL consultato il 14 gennaio 2012.
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