MAX Comics

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MAX Comics
Logo
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Fondazione 2001
Fondata da
  • Bill Jemas
  • Joe Quesada
Sede principale New York
Persone chiave
  • Dan Buckley, editore
  • Joe Quesada, direttore creativo
  • Axel Alonso, redattore capo
  • Nick Lowe, redattore
Settore editoriale
Prodotti
  • fumetti seriali (o comics in originale)

MAX Comics, abbreviata in MAX, è un'etichetta della casa editrice statunitense Marvel Comics; fondata nel 2001, produce fumetti realizzati per un pubblico adulto e destinati alla distribuzione diretta: gli albi sono quindi distribuiti solamente nel circuito librario e delle fumetterie (comic book shops in originale)[1]. Sulla copertina non appare né il logo della Marvel Comics né il marchio del Comics Code Authority: questa politica editoriale serve a distinguere nettamente i fumetti MAX dai fumetti Marvel, che invece godono di una più ampia diffusione e sono generalmente diretti anche a un pubblico adolescenziale[1]. In Italia i fumetti MAX Comics vengono pubblicati nella collana 100% Marvel MAX[2] dalla Panini Comics.

Contesto e creazione[modifica | modifica sorgente]

L'etichetta MAX nasce dall'esigenza da parte della Mavel Comics di pubblicare fumetti esplicitamente diretti ad un pubblico adulto (in questo caso di età superiore ai 18 anni)[1]. L'allora presidente della Marvel Bill Jemas e il redattore capo dell'epoca Joe Quesada creano quindi un imprint che nelle intenzioni originali doveva presentare delle serie a fumetti fortemente inserite in un contesto reale, con un linguaggio e delle situazioni prive di ogni tipo di censura[3]. Lo scopo era anche quello di dare spazio a personaggi Marvel non inquadrabi. li nel genere supereroistico ma attingere a eroi e anti-eroi senza superpoteri e senza sgargianti costumi in calzamaglia[3]. Non a caso il personaggio che avrà più pubblicazioni MAX è Frank Castle il Punitore[4]. Bisogna sottolineare che già dal secondo anno di vita, l'etichetta lancia serie e miniserie che riprendono alcuni personaggi con superpoteri. La politica che non verrà mai a mancare è quella di creare opere per un pubblico adulto e con un livello di violenza e realismo non pubblicabili nelle serie a fumetti mainstream.

L'obbiettivo di attirare verso i fumetti dei lettori più adulti è stato perseguito dalla Marvel sin dai primi anni settanta. In quel periodo le pubblicazioni a fumetti dovevano portare tutte il timbro del Comics Code Authority (o Autotità per il codice sui fumetti) e questo valeva soprattutto per una casa editrice il cui personaggi erano in gran parte supereroi[5]. A partire dal 1973, la Marvel comincià però a pubblicare fumetti in bianco e nero che contengono storie di genere horror e che vengono denominate Marvel Monster Group[5]. Tra queste vi sono Dracula Lives, Monster Unleashed e Vampire tales. Il progetto ha vita breve e si esaurisce nel 1975 ma lascia intravedere la possibilità di realizzare fumetti dalle tematiche più mature. L'eredità viene ripresa dal 1980 con la pubblicazione di Marvel Illustrated e la successiva creazione dell'etichetta Epic Comics[5]. Sotto questo imprint si tornano a produrre regolarmente storie senza l'approvazione del Codice dei fumetti e lasciando agli autori ampie libertà creative. Inoltre i diritti dei personaggi creati sotto la linea Epic rimangono agli autori. Questa volta il progetto editoriale ha successo, soprattutto grazie alla diffusuone delle fumetterie (o comic shops) negli anni ottanta. La possibilità di avere una solida distribuzione alternativa a quella dell'edicola permette alla Marvel (e non solo) di lanciare nuove pubblicazioni dirette esplicitamente ad un pubblico più maturo e allo stesso tempo di avere la garanzia di un minimo di copie vendute una volta che un albo viene distribuito. La linea Epic cessa le pubblicazioni a metà degli anni novanta ma ormai le basi per la creazione di un'etichetta di questo tipo sono state gettate e di fatti la linea MAX nasce nei primi anni duemila sfruttando gli stessi presupposti di mercato. Ogni albo MAX non presenta il timbro del Comics Code e viene venduto unicamente nelle fumetterie e nelle librerie[6]. Inoltre non prevede ristampe e avverte i lettori che il contenuto delle storie prevede un linguaggio e azione espliciti (cioè privi di censure)[6].

Fumetti pubblicati[modifica | modifica sorgente]

serie autori date pubblicazione
U.S. War Machine nn.1-12 (miniserie settimanale) Chuck Austen (storia e disegni) novembre 2001 - febbraio 2002
Alias nn.1-28 (serie regolare basata su Jessica Jones) Brian Michael Bendis (testi) e Michael Gaydos (disegni) novembre 2001 - gennaio 2004
Fury nn.1-6 (miniserie) Garth Ennis (testi), Darick Robertson (matite) e Jimmy Palmiotti (chine) novembre 2001 - aprile 2002
Cage (Vol.2/seconda serie) nn.1-5 (miniserie) Brian Azzarello (testi) e Richard Corben (disegni) marzo-settembre 2002.
Howard the Duck (Vol.3/terza serie) nn.1-6 (miniserie) Steve Gerber (testi) e Phil Winslade (disegni) marzo-agosto 2002.
Blade (Vol.3/terza serie) nn.1-6, (serie regolare basata su Blade) Christopher Hintz (testi), AA.VV. (disegni) maggio-ottobre 2002.
Black Widow: Pale Little Spider nn.1-3 (miniserie) Greg Rucka (testi) e Igor Kordey (disegni) giugno-agosto 2002.
The Hood nn.1-6 (miniserie) Brian K. Vaughan (testi), Kyle Hotz (matite) e Eric Powell (chine) luglio-dicembre 2002.
Apache Skies nn.1-6 (miniserie) John Ostrander (testi) e Leonardo Manco (disegni) settembre-dicembre 2002.
Shang-Chi: Master of Kung-Fu nn.1-6 (miniserie) Doug Moench (testi), Paul Gulacy (matite) e Jimmy Palmiotti (chine) novembre 2002 - aprile 2003
Rawhide Kid nn.1-5 (miniserie bisettimanale) Ron Zimmerman (testi) e John Severin (matite) aprile-giugno 2003
X-Men: Legacy of Fire nn.2-3 (miniserie), il n.1 non è distribuito per l'etichetta MAX Comics[7]. Ryan Kinnaird (testi e disegni) agosto-settembre 2003
Born (miniserie basata su Frank Castle) Garth Ennis (testi), Darick Robertson (matite) e Tom Palmer (chine) agosto-novembre 2003
The Eternal nn.1-6 (serie regolare) Chuck Austen (testi), Kev Walker (matite) e Simon Coleby (chine) agosto 2003 - gennaio 2004
Thor: Vikings nn.1-5 (miniserie basata su Thor) Garth Ennis (testi) e Glenn Fabbry (disegni) settembre 2003 - gennaio 2004
U.S.Warmachine 2.0 nn.1-3 (miniserie settimanale) Chuck Austen (testi) e Christian Moore (disegni) settembre 2003
Supreme Power nn.1-18 (serie regolare) J.Michael Straczynski (testi), Gary Frank (matite), Jon Sibal e Mark Morales (chine) ottobre 2003 - ottobre 2005
Punisher nn.1-65 (serie regolare) Garth Ennis (testi), AA.VV. (disegni) marzo 2004 - febbraio 2009
Punisher: The End (albo unico) Garth Ennis (testi) e Richard Corben (disegni) giugno 2004
Doctor Spectrum nn.1-6 (miniserie basata su Dottor Spectrum), spin-off di Supreme Power Sara Barnes (testi), Travel Foreman (matite), AA.VV. (chine) ottobre 2004 - marzo 2005
Punisher: The Cell n.1 (albo unico) Garth Ennis (tesi), Lewis LaRosa (matite) e Scott Koblish (chine) luglio 2005
Supreme Power: Hyperion nn.1-5 (miniserie), spin-off di Supreme Power John Machael Straczynski (testi), Dan Jurgens - Staz Johnson (matite), Klaus Janson (chine) novembre 2005 - aprile 2006
Supreme Power: Nighthawk nn.1-6 (miniserie), spin-off di Supreme Power Daniel Way (testi) e Steve Dillon (disegni) novembre 2005 - aprile 2006
Punisher: The Tyger n.1 (albo unico) Garth Ennis (testi) e John Severin (disegni) febbraio 2006
Haunt of Horror: Edgar Allan Poe nn.1-3 (miniserie) Richard Corben (testi e disegni) luglio-settembre 2006
Max Sampler n.1 (albo preview sulle pubblicazioni MAX) AA.VV. (testi e disegni) ottobre 2006
Zombie nn.1-4 (miniserie basata su Zombie/Simon Garth) Mike Raicht (testi) e Kyle Hotz (disegni) novembre 2006 - febbraio 2007
Hellstorm: Son of Satan nn.1-5 (miniserie) Alexander Irvine (testi), Russell Braun (matite) e Klaus Janson (chine) dicembre 2006 - aprile 2007
Fantomex MAX nn.1-4 (miniserie basata su Fantomex creato da Grant Morrison) Andrew Hope (testi) e Shawn Crystal (disegni) in corso da ottobre 2013

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c AA.VV., Marvel Checklist - MAX: explicit content, da Marvel Previews n.13, Marvel Worldwide Inc., New York, settembre 2013
  2. ^ 100% Marvel. URL consultato l'11 settembre 2013.
  3. ^ a b Matt Brady, MK/MAX, da Marvel Encyclopedia, Marvel Comics, New York, 2002, p.94
  4. ^ Il personaggio The Punisher è protagonista di 19 pubblicazioni MAX Comics tra albi unici (o one-shot), miniserie (o limited-series) e serie regolari (o ongoing series).
  5. ^ a b c Peter Sanderson in Don & Maggie Thompson Marvel Comics: checklist & Price Guide 1961 to present, in A brief History of Marvel Comics, Krause Publications,Inc., Iola WI, 1993, pp.11-27
  6. ^ a b Marvel Ratings- MAX: explicit content, in Marvel Previews n.13, Marevel Worldwide INC., New York, ottobre 2013, p.111
  7. ^ Ryan Kinnaird, X-Men: Legacy of Fire n.1, Marvel Comics, New York, luglio 2003
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