Heavy Metal (rivista)

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Heavy Metal è una rivista di fumetti pulp pubblicata negli Stati Uniti, conosciuta in primo luogo per mescolare insieme la fantascienza, il fantasy “nero” e l'erotismo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

A metà degli anni settanta quando l'editore Leonard Mogel era a Parigi per avviare l'edizione francese della rivista National Lampoon, scoprì la rivista francese Métal Hurlant che aveva debuttato nel dicembre del 1974.

Quando Mogel ebbe l'autorizzazione per la versione americana, la ribattezzò Heavy Metal, e uscì nel aprile del 1977 come un mensile patinato a colori. Inizialmente la rivista riproponeva i fumetti originariamente pubblicati in Métal Hurlant, inclusi i lavori di Enki Bilal, Jean Giraud (sotto lo pseudonimo di Moebius), Philippe Druillet, Milo Manara e Philippe Caza. La rivista più tardi pubblicò anche l'ultra violento Ranxerox di Stefano Tamburini e Tanino Liberatore. Attualmente la rivista appartiene ed è pubblicata da Kevin Eastman, uno dei creatori delle Tartarughe Ninja.

Artisti[modifica | modifica sorgente]

Le opere di artisti internazionali come Hans Ruedi Giger e Esteban Maroto sono state pubblicate sulle copertine di vari numeri. Una versione illustrata da Terrance Lindall del poema epico Paradiso perduto di John Milton apparve sulla rivista nel 1980.[1] Furono pubblicate alcune storie a lungo termine, come quelle di Richard Corben, Pepe Moreno e Matt Howarth. L'illustratore Alex Ebel ha contribuito a questa rivista nel corso della sua carriera.

Redattori[modifica | modifica sorgente]

I redattori fondanti di Heavy Metal furono Sean Kelly e Valerie Marcahant. Il direttore artistico e designer John Workman portò nella rivista il background di esperienza dalla DC Comics e da altre pubblicazioni. Dopo due anni, Mogel sentì che c'era mancanza di materiale, e rimpiazzò Kelly e Marchant con Ted White, altamente stimato nel campo della fantascienza per aver rivitalizzato tra gli anni 1968 e 1978 le riviste Amazing Stories e Fantastic. White e Workman immediatamente rimodernarono il look di Heavy Metal, includendovi più storie e strisce di artisti americani. La soluzione principale di White per apportare un significativo aumento di materiale di testo fu quella di pubblicare quattro autorità nei vari aspetti della cultura popolare: Lou Stathis scriveva sulla musica rock, Jay Kinney scavava tra i fumetti underground, Steve Brown recensiva i nuovi racconti di fantascienza e Bhob Stewart esplorava i media visivi dai film fantasy all'animazione ai show di luce laser.

Nel 1980 Julie Simmons-Lynch subentrò come redattrice, e la sua nuova tendenza fu di creare una vetrina per autori famosi come Robert Silverberg e Harlan Ellison. Più tardi una sezione di recensioni etichettata Dossier, creata da articoli brevi di vari autori, fu redatta da Stathis e Brad Balfour. C'erano anche interviste a registi come Roger Corman, Federico Fellini, John Sayles e John Waters. Nel 1986 la rivista divenne trimestrale e nel 1989 uscì con cadenza bismestrale. Simmons-Lynch rimase redattore fino al 1991 quando Kevin Eastman acquistò la rivista e ne divenne sia il redattore che l'editore.

Film[modifica | modifica sorgente]

Nel 1981 un film d'animazione fu adattato alle varie serie della rivista. Fatto con budget di 9.300.000 di dollari, i tre anni di produzione Heavy Metal fu creato con segmenti da diverse case di animazione le quali ognuna creava una singola storia. Un'altra casa di produzione creò la cornice narrativa che legava insieme le storie. Come la rivista anche il film faceva un ampio uso di nudità e violenza sebbene non allo stesso livello. Per esempio nella riproduzione del fumetto Den, non si vedono i genitali maschili come nella sua controparte stampata. Il film annovera talenti della Second City Television come John Candy, Eugene Levy, Harold Ramis e Ivan Reitman. Il video del film a causa di alcuni problemi con i diritti musicali uscì con qualche anno in ritardo rispetto al rilascio al cinema.

Un altro film di animazione chiamato alternativamente Heavy Metal 2000 o Heavy Metal: F.A.K.K.² fu fatto con un budget di 15.000.000 dollari nel 2000. Questo film non era più basato sulle storie della rivista ma piuttosto sul fumetto The Melting Pot, scritto da Kevin Eastman e disegnato da Simon Bisley che è basato su Julie Strain: un'attrice pornografica e modella moglie di Eastman che prestò anche la voce al film. Dal film venne creato un videogioco nel 2000, Heavy Metal: F.A.K.K.² e un videogioco indipendente nel 2001 Heavy Metal: Geomatrix.

Nel marzo del 2008 è circolata la voce che Davic Fincher volesse dirigere un nuovo film animato Heavy Metal per la Paramount.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Williamsburg Art & Historical Center
  2. ^ (EN) da ABC.net

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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