Perversione

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La perversione (dal latino perversum, stravolto) è un atteggiamento deviato che si realizza nell'ideazione e perseguimento di comportamenti distorti rispetto al senso comune. Questo termine, dunque, viene utilizzato per quei comportamenti che si oppongono all'ortodossia ed alla normalità. Solitamente perversione è utilizzato come sinonimo di devianza anche se più precisamente quest'ultima rappresenta una violazione delle norme sociali riconosciute. A causa della differenza tra le varie culture del concetto di "normalità", questo termine può riferirsi a situazioni e comportamenti diversi a seconda della cultura di provenienza, non avendo dunque un significato assoluto e per di più in evoluzione con il cambiamento della società.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

In passato questo termine era utilizzato soprattutto in ambito religioso per descrivere un'eresia, cioè quel modo di pensare che si opponeva alla comune visione del mondo. Attualmente, tuttavia, questo termine è utilizzato in massima parte nell'ambito della sessualità per descrivere tutte quelle pratiche sessuali il cui fine differisce dal congiungimento dei genitali (il classico coito). Si lega più strettamente al concetto di parafilia solamente quando scaturiscono condizioni patologiche.[1] Secondo Sigmund Freud la perversione è la tensione al puro godimento, liberando questo termine dalla sua accezione puramente negativa.

Secondo alcuni psicologi c'è perversione quando un atteggiamento o un comportamento sono volti esclusivamente a fare del male a qualcuno: perverso è chi trovandosi in una situazione di superiorità approfitta del suo status per infliggere umiliazioni al più debole. Perverso è chi approfitta della debolezza dell'altro per farlo intenzionalmente soffrire. Ribaltando il concetto perverso è chi, in situazione di debolezza ed essendo oggetto di umiliazione o violenza, ne gode. Estendendo il concetto, perverso è chi accetta una situazione perversa senza intervenire, potendo farlo e senza che questo gli procuri un danno o di chi l'accetta su sé stesso non riconoscendone gli effetti negativi, anzi pensando di esserne esente. Molti casi di atteggiamenti o azioni perverse sono solitamente condannati dalla legge: è il caso ad esempio del "bullismo", del "nonnismo", dello "stalking", della "violenza sessuale" in tutte le sue forme, della "violazione della privacy", del "mobbing".

La gravità è proporzionale alla misura, intesa come intensità, frequenza, dal numero delle persone coinvolte e dal fatto che la vittima non riceva aiuti in merito, primo fra tutti il riconoscimento a lui o lei dell'abuso perpetrato nei suoi riguardi. Molto spesso atteggiamenti perversi non sono riconosciuti, legalmente o no, perché la vittima non riesce ad esprimere adeguatamente quanto gli sta accadendo, anche perché spesso incolpa se stessa di quanto gli sta accadendo oppure perché essere oggetto di una perversione il più delle volte provoca disturbi psichici, quali perdita dell'autostima, depressione, fino a disturbi più gravi che talvolta possono portare al suicidio. Le vittime di abusi di questo tipo possono avere la vita distrutta e condizionata in modo indelebile, in particolare quando non viene mai riconosciuto loro che sono state vittime di un abuso e che sono loro ad essere nel giusto. Il risarcimento, sotto forma di verità, in particolare se riconosciuta da chi ha commesso l'abuso, è un primo passo verso la loro guarigione. La condanna di chi ha perpetrato l'abuso e il risarcimento conseguente nei riguardi della vittima, sono un'ulteriore compensazione al danno subito, sia in termini fisici che psicologici.

Ci sono casi estremi di perversione che hanno coinvolto società intere, quali i regimi totalitari di nazismo e stalinismo: Auschwitz o i Gulag ne erano la loro manifestazione evidente. Storicamente, ad esempio, la "santa inquisizione", a dimostrazione che la perversione si può nascondere ovunque. Anche oggi ci sono esempi estremi simili, quali i casi di tortura che ogni giorno vengono scoperti in qualsiasi altra parte del mondo. Esistono associazioni che si occupano di evidenziare casi eclatanti di perversione e di abuso, quali Amnesty International.

La perversione comunque si manifesta in situazioni in cui c'è un evidente uso del potere in senso distruttivo: il più forte tende a distruggere il più debole e prova piacere in questo o non prova nessun sentimentosenso di colpa, in particolare quando tale atteggiamento è condiviso da altre persone se non addirittura da società intere (fascismo, comunismo e simili), atteggiamento condannato non solo dalle leggi degli stati democratici, ma anche da quelle dell'etica, della morale e religiose.

Ci sono casi in cui le pulsioni perverse vengono controllate tramite il gioco: in questo caso soggetti adulti e consenzienti mettono in atto giochi che simulano situazioni più o meno realistiche in cui vengono espresse le loro perversioni. Tali situazioni sono più o meno accettate a seconda delle culture: le culture considerate più evolute e tolleranti accettano tali giochi nel privato in quanto solitamente non nocive al comportamento sociale. Oppure tramite lo sport. Anche le arti spesso sono state usate per veicolare questo tipo di pulsioni in modo non lesivo.

Molto più cospicui sono gli studi più recenti sulla correlazione fra perversione, devianza, traumi, autolesionismo, attaccamento e abusi[2][3]. Dalla letteratura psicologica e psichiatrica si evince come, al di là dei complessi profili psicologici degli interessati e delle motivazioni profonde che li possono condurre alla perversione, queste pratiche sono più spesso frequenti in soggetti di tipo borderline.[4][5]. Una delle cause emotive ricorrenti risulta il senso di colpa.[6][7][8]

Nella lingua francese il termine perversione viene tradotto con due parole dal significato differente: "perversion", che indica la perversione a sfondo sessuale e, a seconda dei casi, non ha un significato pregiudizialmente negativo; "perversité", che al contrario indica un atteggiamento o atti decisamente negativi non necessariamente legati alla sfera sessuale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Willy Pasini, Le nuove perversioni soft in willypasini.it, 20 luglio 2009. URL consultato il 3 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2011).
  2. ^ Fonte: Attaccamento e devianza sociale a cura di Sara Ciabatti
  3. ^ [Vivere Borderline in classe di Roberto Fini http://win.univirtual.it/varie/Vivere%20borderline%20in%20classe.doc]
  4. ^ Borderlife. Storie celebri di follia, devianze e tragici destini - Autori: Francesco Bruno, Antonella Ferrera - Edizione: Baldini Castoldi Dalai Anno: 2006
  5. ^ I nuovi mali dell'anima. Il disturbo borderline e narcisistico negli adolescenti di Giacomo Balzano, pp. 144, 1ª edizione 2007 (Cod.1250.98) ISBN 9788846483300]
  6. ^ Le perversioni sessuali. Aspetti clinici e giuridici del comportamento sessuale deviante. Di Chiara Simonelli, Filippo Petruccelli, Veronica Vizzari pp. 176, 5a ristampa 2009, 4ª edizione 2002 ISBN 88-464-2330-5
  7. ^ Per una clinica delle perversioni - Ettore Perrella Collana: Varie Argomenti: Psicopatologie e tecniche per l'intervento clinico - Psicosomatica, psiconcologia, psicosessuologia Livello: Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti Dati: pp. 224, 1ª edizione 2000 ISBN 88-464-1910-3
  8. ^ La donna e la bambina. Psicoanalisi della femminilità - Antonio Imbasciati Collana: Serie di psicologia Argomenti: Psicopatologie e tecniche per l'intervento clinico - Psicoanalisi e psicologia dinamica - Studi di genere Livello: Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti Dati: pp. 384, 2ª edizione, 1996. ISBN 88-204-9627-5

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]