Cheerleading

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Un gruppo di cheerleaders di una scuola superiore.

Cheerleading è il termine che indica uno sport[1][2] che combina coreografie composte da elementi di ginnastica, danza e stunt, per concorrere a gare specifiche o eventualmente per incoraggiare sul campo di gioco le squadre durante competizioni sportive e partite. L'atleta che pratica il cheerleading a livello agonistico è detto cheerleader; l'atleta che esegue coreografie prima, durante e dopo le partite di altre squadre è detto dance breakets.

Con oltre 1 milione e mezzo di partecipanti (esclusi i milioni di atleti delle scuole e dei college), il cheerleading è, secondo la rivista Newsweek Arian Campo-Flores, uno degli sport più praticati negli Stati Uniti.

Dal 1997 dopo varie trasmissioni televisive sulle gare di cheerleading e l'uscita di numerosi film sull'argomento, il cheerleading è diventato popolare anche al di fuori degli Stati Uniti. Attualmente tale sport è praticato anche in Australia, Cina, Colombia, Ecuador, Francia, Germania, Giappone[3], i Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Svezia, Regno Unito e Italia, per un totale di 100.000 partecipanti sparsi in tutto il mondo.

Nel 1994 si è costituita l'European Cheerleader Association, che dal 1995 organizza i Campionati Europei[4]. Nel 2003 la Cheerdance Millenium di Trieste è stata la prima squadra italiana a parteciparvi[5]. La stessa squadra nel 2009 è stata anche la prima italiana presente ai Campionati Mondiali[6], organizzati a partire dal 2004[7].

In Italia nel 2009 si è costituita la Federazione Italiana Cheerleading Acrobatico e Dance (FICad)[8], che il 29 maggio 2011 ha organizzato il primo Campionato Italiano Cheerleading e Dance, al quale hanno preso parte 22 squadre e vinto dalle Modenacheerleaders per la categoria Dance, mentre il titolo Cheerleading è stato conquistato dalla Labronic Cheer Team Livorno[9]. Fino al luglio del 2011 in Italia erano attive circa 150 squadre di cheerleading[10].

La Federazione Italiana Cheerleading Acrobatico e Dance (FIC)[8] ha organizzato il 3 e 4 Marzo 2012 la seconda edizione del Campionato Italiano Cheerleading e Dance. Questa edizione è stata vinta per quanto riguarda la categoria Dance dai Labronic Cheer Team di Livorno e per quanto riguarda la categoria Cheerleading dagli Wildcats di Gattinara.

Indice

Storia [modifica]

Johnny Campbell, "inventore" del cheerleading.

Le prime manifestazioni di cheerleading cominciarono ad apparire spontaneamente negli Stati Uniti, negli ultimi periodi del 1880, quando durante alcune partite il pubblico cantava insieme per incitare le proprie squadre. Il primo caso di cui si hanno notizie risale al 1894 alla Princeton University.[11] Il 2 novembre 1898 viene segnalato come giorno della nascita del cheerleading organizzato, quando cioè lo studente Johnny Campbell diresse il tifo del pubblico. Poco dopo l'università del Minnesota organizzò una squadra di sei studenti maschi, che continuarono ad usare i cori di Campbell. Nel 1903 nacque la prima organizzazione di cheerleading "Gamma Sigma".[12] Il Cheerleading quindi nacque come attività prettamente maschile, ma dal 1923 nelle squadre di cheerleading cominciarono ad entrare anche le donne. Al giorno d'oggi si è calcolato che il 97% dei cheerleaders siano di sesso femminile.[13]

Una cartolina del 1906, rappresentante una cheerleader della università di Cornell.

Nel 1948 nacque la National Cheerleaders Association (NCA), mentre dagli anni sessanta la National Football League (NFL) cominciò ad organizzare squadre di cheerleading organizzate, supportatrici "ufficiali" dei vari team. I Baltimore Colts (attualmente Indianapolis Colts) fu la prima squadra dell'NFL ad avere una propria squadra di cheerleaders.[14] Da metà degli anni settanta l'immagine delle cheerleaders (già in quegli anni diventate quasi esclusivamente donne) cambiò radicalmente, seguendo l'esempio lanciato dalla squadra di supporto dei Dallas Cowboys. Negli anni ottanta le uniformi delle cheerleaders divennero estremamente più succinte ed alle coreografie, sempre più elaborate, si aggiunsero passi di ginnastica e acrobazie da stuntman.

Una piramide umana.

La ESPN trasmise per la prima volta in tutto il mondo le competizioni nazionali di cheerleading studentesco nel 1983. Le organizzazioni di cheerleading come la American Association of Cheerleading Coaches and Advisors (AACCA) cominciarono a pretendere norme e standard di sicurezza per le cheerleader, per diminuire il numero di infortuni e prevenire la preparazione di coreografie eccessivamente pericolose, come ad esempio le celebri piramidi umane.[15] Nel 2003, è stato fondato il National Council for Spirit Safety and Education (NCSSE) per offrire agli atleti standard di allenamenti sicuri a cui gli allenatori si devono attenere.

Attualmente, il cheerleading è associato principalmente al football americano ed al basket, mentre sport come il calcio, l'hockey su ghiaccio, il baseball o il wrestling soltanto occasionalmente sponsorizzano squadre di cheerleading. L' ICC Twenty20 Cricket World Cup in Sudafrica del 2007 è stato il primo evento internazionale ad avere squadre di cheerleader.

Cheerleading nei media [modifica]

Una cheerleader

L'aumentare della popolarità del cheerleading negli ultimi anni ha reso l'argomento uno dei più rappresentati nei film destinati ad un pubblico giovanile. La storia del film del 2000 Ragazze nel pallone con protagonista Kirsten Dunst (che in passato era stata davvero una cheerleader), ruotava proprio intorno alla competizione fra alcune squadre di cheerleader di diverse scuole.

Il film ebbe un successo inaspettato, incassando circa 70 milioni di dollari e generando due sequel, il secondo dei quali, intitolato Ragazze nel pallone: tutto o niente, aveva come protagonista Hayden Panettiere. Proprio la Panettiere però diverrà celebre solo in seguito, interpretando nuovamente il ruolo della cheerleader nel telefilm Heroes. Hanno girato anche un telefilm con pochi telespettatori,Hellcats con protagonista Ashley Tisdale.

Dal 2006 il canale Lifetime trasmette il reality show Cheerleader Nation, trasmesso dalla Paul Laurence Dunbar High School a Lexington (Kentucky). Il reality show segue le vicende della squadra di cheerleader dell'istituto, alla conquista del terzo titolo nazionale.

La Nintendo ha pubblicato due videogiochi in Giappone per la console Nintendo DS, dal titolo Osu! Tatakae! Ouendan, ed il sequel Moero! Nekketsu Rhythm Damashii. Il gioco è incentrato sul cheerleading acrobatico maschile. Oltre alle coreografie, nel gioco è importante tenere alto il morale della squadra che si supporta, incitando in maniera sempre più forte.

Cheerleader celebri [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Schoenberger, Chana R. (16 novembre 2006). The Most Dangerous Sports. Forbes. URL consultato in data 29 giugno 2007.
  2. ^ CBS/AP, Cheerleading Injuries Increasing, The Early Show, CBS Broadcasting Inc., 3 gennaio 2006. URL consultato in data 29 giugno 2007.
  3. ^ Japan Echo, Inc, Three Cheers for the Champions!, Web Japan, 30 maggio 2005. URL consultato in data 22 settembre 2007.
  4. ^ (EN) European Cheerleading Association History. European Cheerleading Association. URL consultato in data 18 agosto 2011.
  5. ^ (EN) Presentation of Cheerleading in Italy. European Cheerleading Association. URL consultato in data 19 agosto 2011.
  6. ^ Cheerdance Millenium - Chi siamo. cheerdancemillenium.com. URL consultato in data 18 agosto 2011.
  7. ^ (EN) History of Cheerleading. International Cheer Union. URL consultato in data 18 agosto 2011.
  8. ^ a b Mission FIC. Federazione Italiana Cheerleading Acrobatico e Dance. URL consultato in data 18 agosto 2011.
  9. ^ Campionato Italiano Cheerleading e Dance – Modena 2011. Federazione Italiana Cheerleading Acrobatico e Dance. URL consultato in data 18 agosto 2011.
  10. ^ Federica Cortegiani, Pon-pon e acrobazie sbarcano in Sicilia: ecco il cheerleading, Il Giornale di Sicilia, 20 luglio 2011. URL consultato in data 18 agosto 2011.
  11. ^ Neil, Randy L. (1986). The Official Cheerleader's Handbook (Simon & Schuster).
  12. ^ Walker, Marisa (February 2005). Cheer Milestones. American Cheerleader 11 (1): 41–43. ISSN 1079-9885.
  13. ^ Joel D. Balthaser. Cheerleading – Oh How far it has come!. Pop Warner, 6 gennaio 2005. URL consultato in data 11 gennaio 2007.
  14. ^ Indianapolis Colts - www.football.com. URL consultato in data 4 novembre 2007.
  15. ^ About the AACCA. URL consultato in data 11 gennaio 2007.
  16. ^ a b c d e f g h i j k l m n (February 2005). {{{titolo}}}. American Cheerleader 11 (1). ISSN 1079-9885.
  17. ^ CNN Specials - Democracy in America
  18. ^ (February 2007) {{{titolo}}}. American Cheerleader 13 (1). ISSN 1079-9885.
  19. ^ http://i2.tinypic.com/242h3zq.jpg
  20. ^ a b (October 2007) {{{titolo}}}. American Cheerleader 13 (5). ISSN 1079-9885.
  21. ^ http://pubpages.unh.edu/~sfreni/pages/famous.html
  22. ^ • SWEETKISSESnet Your number 1 source for Jessica Simpson

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