Vaiolo delle scimmie

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Vaiolo delle scimmie
Monkeypox.jpg
Lesioni da vaiolo delle scimmie umano
Malattia rara
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 059.01 059.01
ICD-10 (EN) B 04-/ B 04. z B 04. z

Il vaiolo delle scimmie (in lingua inglese: monkeypox) è una rara malattia infettiva virale presente per lo più in località remote di paesi tropicali dell'Africa centrale e occidentale, che può manifestarsi con una sintomatologia simile a quella del vaiolo, malattia virale ormai eradicata[1].

Eziopatogenesi[modifica | modifica sorgente]

La malattia è chiamata "vaiolo delle scimmie" perché fu osservata per la prima volta nel 1958 nelle scimmie di laboratorio Macaca fascicularis[2]. Nel suo stato naturale in realtà il virus colpisce i roditori (soprattutto scoiattoli, ratti e topi), e può essere trasmesso ai primati (e quindi anche agli esseri umani) dagli animali infetti attraverso uno stretto contatto (sangue o morsi).

L'agente eziologico è un virus del genere Orthopoxvirus, famiglia Poxviridae, un virus simile al Variola (il virus del vaiolo) e al Vaccinia (il virus utilizzato nel vaccino del vaiolo)[3].

È possibile la trasmissione interumana del virus: lo si sospettava in base a una epidemia scoppiata nel 1997 nella provincia del Kasai Orientale (Repubblica Democratica del Congo)[4] ed è poi stato confermato da uno studio epidemiologico ad hoc[5].

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

La malattia è una zoonosi che si osserva sporadicamente in remoti villaggi africani soprattutto del Congo e in minor misura del Sudan[6][7]. Nel 2003 sono stati diagnosticati anche alcuni casi di vaiolo delle scimmie negli Stati Uniti d'America, in soggetti che erano stati in stretto contatto con cani delle praterie ammalati[8].

I dati epidemiologici sui casi di vaiolo delle scimmie registrati nella Repubblica Democratica del Congo mostrano un notevole incremento col tempo dei casi di malattia negli esseri umani. Si ritiene che la patologia si stia diffondendo fra le persone non più immunizzate dalla vaccinazione contro il vaiolo umano[6].

Clinica[modifica | modifica sorgente]

Segni e sintomi simili a quelle del vaiolo. Insorge circa 12 giorni dopo l'esposizione con malessere generale (febbre, mal di testa, dolori muscolari) e linfadenopatia, e in genere dura da due a quattro settimane[9]. Compare, dopo 1-3 giorni dalla febbre iniziale, una eruzione cutanea (vescicola che evolve in genere in papulo-pustola, poi forma una crosta e cade) generalmente prima sul volto[10]. La mortalità In Africa è di circa il 10% (quella del Variola maior, la forma grave del vaiolo, è tre volte più alta)[9]. Al microscopio ottico si osservano degenerazione ballonizzante dei cheratinociti e presenza intracellulare di corpi eosinofili. Si dimostra il DNA virale per mezzo della PCR in un campione clinico[10]. Non esiste un trattamento specifico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tognotti E., The eradication of smallpox, a success story for modern medicine and public health: What lessons for the future? (PDF) in J Infect Dev Ctries, vol. 4, nº 5, giugno 2010, pp. 264-266, PMID 20539058. URL consultato il 4 novembre 2010.
  2. ^ (EN) Arita I, Henderson DA., Smallpox and monkeypox in non-human primates. in Bull World Health Organ., vol. 39, nº 2, 1968, pp. 277-83, PMID 5303409. URL consultato il 4 novembre 2010.
  3. ^ (EN) Moussatché N, Damaso CR, McFadden G., When good vaccines go wild: Feral Orthopoxvirus in developing countries and beyond. in J Infect Dev Ctries, vol. 2, nº 3, giugno 2008, pp. 156-73, PMID 19738346. URL consultato il 4 novembre 2010.
  4. ^ (EN) Centers for Disease Control and Prevention (CDC), Human monkeypox -- Kasai Oriental, Democratic Republic of Congo, February 1996-October 1997. MMWR Morb Mortal Wkly Rep, vol. 46, nº 49, Dec 12 1997, pp. 1168-71, PMID 9408046. URL consultato il 5 novembre 2010.
  5. ^ (EN) Hutin YJ, Williams RJ, Malfait P, et al., Outbreak of human monkeypox, Democratic Republic of Congo, 1996 to 1997 in Emerg Infect Dis., vol. 7, nº 3, maggio-Jun 2001, pp. 434-8, PMID 11384521. URL consultato il 5 novembre 2010.
  6. ^ a b Rimoin AW, Mulembakani PM, Johnston SC, et al., Major increase in human monkeypox incidence 30 years after smallpox vaccination campaigns cease in the Democratic Republic of Congo. in Proc Natl Acad Sci U S A., vol. 107, nº 37, 14 settembre 2010, pp. 16262-16267, DOI:10.1073/pnas.1005769107, PMID 20805472.
  7. ^ Damon IK, Roth CE, Chowdhary V, Discovery of monkeypox in Sudan in N. Engl. J. Med., vol. 355, nº 9, 2006, pp. 962-3, DOI:10.1056/NEJMc060792, PMID 16943415.
  8. ^ (EN) Bernard SM, Anderson SA., Qualitative assessment of risk for monkeypox associated with domestic trade in certain animal species, United States. in Emerg Infect Dis., vol. 12, nº 12, dicembre 2006, pp. 1827-33, PMID 17326932. URL consultato il 4 novembre 2010.
  9. ^ a b (EN) Jezek Z, , Szczeniowski M, Paluku KM, Mutombo M., Human monkeypox: clinical features of 282 patients. in J Infect Dis., vol. 156, nº 2, agosto 1987, pp. 293-8, PMID 3036967.
  10. ^ a b (EN) Bayer-Garner IB, Monkeypox virus: histologic, immunohistochemical and electron-microscopic findings. in J Cutan Pathol., vol. 32, nº 1, gennaio 2005, pp. 28-34, DOI:10.1111/j.0303-6987.2005.00254.x, PMID 15660652.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]