Cochise

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Busto in bronzo di Cochise

Cochise (pronuncia: koˈʧis) (K'uu-ch'ish = "legno ardente") (nato nel 1815– morto l'8 giugno, 1874) fu un capo (nantan) degli Tsokanendeh (nome spesso storpiato in"Chokonen"), cioè i Chiricahua, divisione degli Apache "centrali" (Tchihendeh, Chiricahua e Ndendahe); capeggiò un'insurrezione avviatasi nel 1861. La Contea Cochise, nello stato di Arizona, ne ha preso il nome.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dragoon Mountains dove Cochise si nascondeva coi suoi guerrieri

Cochise fu uno dei più famosi leader Apache (assieme, per limitarsi alle divisioni "centrali", ai più anziani Mangas Coloradas, Cuchillo Negro, Miguel Narbona, al coetaneo Nana e ai più giovani Chihuahua, Juh, Victorio e Geronimo) che resistette alle intrusioni del Messico e degli Stati Uniti nel suo territorio durante il XIX secolo. È stato descritto come un grande uomo (per il tempo), muscoloso, con lunghi capelli neri che teneva nello stile-Apache. La famiglia di Cochise risiede attualmente nella Mescalero Apache Reservation, in Nuovo Messico.

Cochise e i Chokonen-Chiricahua vissero nell'odierna regione di Sonora, tra il nord del Nuovo Messico e l'Arizona, che tradizionalmente costituiva i territori Apache sino all'arrivo degli Europei.

A causa dell'invasione della Spagna ed in seguito del Messico, il popolo Chokonen ed i Nednhi-Chiricahua divennero sempre più dipendenti dalle razioni di viveri che il governo messicano elargiva nel tentativo di tenerli a bada. Quando questa pratica venne però bruscamente interrotta nel 1831, le varie bande Chiricahua ricominciarono a fare razzie per procurarsi cibo.

Il governo messicano intraprese una serie di operazioni militari al fine di arrestare o neutralizzare i Chiricahua, ma ricevette una strenua resistenza da parte di Cochise e degli Apache, che si dimostrarono dei nemici implacabili. I tentativi delle truppe messicane furono del tutto infruttuosi e spesso gli Apache spinsero i combattimenti ad un punto morto. Come parte dei loro sforzi nel controllo dei Chiricahua, le forze militari messicane, spesso coadiuvate da mercenari americani e nativi americani, iniziarono ad uccidere civili Apache, tra questi il padre di Cochise. Tutto ciò servì a temprare la risolutezza di Cochise e fornì ai Chiricahua una ragione in più per cercare vendetta. Nel 1848, durante un'incursione di Apache sulla frontiera nella regione di Sonora, le milizie messicane furono infine in grado di fare prigioniero Cochise ma lo scambiarono con una dozzina di prigionieri messicani.

Tensioni alla frontiera e scontri[modifica | modifica sorgente]

La regione abitata dagli Apache sperimentò un aumento delle tensioni tra lo stesso popolo Apache ed i coloni europei (compresi i primi invasori spagnoli) a partire dal 1831 finché gran parte della zona venne annessa agli Stati Uniti nel 1850; tale evento inaugurò un breve periodo di relativa pace. Cochise lavorò come taglialegna alla stazione della diligenza di Passo Apache sulla tratta postale denominata "Butterfield Overland".

La debole tregua non durò a lungo a causa delle continue violazioni americane nel territorio Apache. La pace formale ebbe termine nel 1861 quando un gruppo di razziatori Apache si appropriò della mandria di un ranchero locale e ne rapì il figlio dodicenne. Cochise ed altri cinque del suo gruppo furono ingiustamente accusati dell'accaduto (che fu opera in realtà del gruppo Apache dei "Coyotero"). Ai sei sospettati venne poi ordinato da un inesperto ufficiale dell'esercito, il tenente George Bascom, di fare rapporto al forte per l'interrogatorio. Sebbene sostenessero la propria innocenza, i sei furono arrestati ed imprigionati.

Subito il gruppo attuò un tentativo di evasione; uno di loro venne ucciso, mentre Cochise fu colpito da tre colpi di pistola ma riuscì comunque a fuggire. Velocemente si procurò degli ostaggi da utilizzare nelle negoziazioni al fine di liberare gli altri quattro Chiricahua. Tuttavia il piano fallì; entrambe le parti uccisero i propri ostaggi in quello che fu in seguito conosciuto come l'Affare Bascom. La ritorsione del tenente Bascom incluse l'impiccagione del fratello di Cochise e di due suoi nipoti, avvenimenti che fecero infuriare ulteriormente il capo Apache.

Successivamente Cochise si unì al suocero "Mangas Coloradas" (Maniche Rosse,Kan-da-zis Tlishishen), capo Tchihendeh (Mimbreño) delle bande Coppermine, in una lunga serie di schermaglie di rappresaglia ed incursioni negli insediamenti coloniali. La battaglia di Dragoon Springs fu uno di questi scontri. Molte persone vennero uccise da ambo le parti, ma gli Apache iniziarono ad avere il sopravvento; ciò spinse l' esercito degli Stati Uniti ad inviare una spedizione capeggiata dal generale James Henry Carleton.

Conflitto di Passo Apache[modifica | modifica sorgente]

"Naches" o "Wei-chi-ti", figlio di Cochise, con moglie nel 1884

Al Passo Apache, nel 1862, Cochise e Mangas Coloradas, con circa 500 guerrieri, tennero testa ad un esercito di volontari della California guidati dal generale James Henry Carleton, finché del fuoco d'artiglieria d'obice venne utilizzato per scacciarli dalla loro postazione.

Secondo lo scout John C. Cremony e lo storico Dan L. Thrapp, il fuoco dell'obice causò una ritirata immediata degli Apache. Ma la biografa del Generale Carleton, Aurora Hunt, scrisse: "Quella fu la prima volta che gli Indiani fronteggiarono il fuoco d'artiglieria. Tuttavia lottarono tenacemente per diverse ore prima di fuggire". Il capitano Thomas Roberts, per via dello scontro, si convinse che sarebbe stato meglio trovare un percorso che passasse attorno al Passo Apache, cosa che fece. Il generale Carleton continuò quindi senza ostacoli fino al New Mexico e successivamente fu qui assunto come comandante del territorio.

Nel gennaio del 1863 il generale Joseph Rodman West, per ordine del generale Carleton, fu in grado di catturare Mangas Coloradas ingannandolo con la scusa di una riunione sotto bandiera bianca. Durante quella che doveva essere una tranquilla seduta di discussione (parley), gli Americani fecero prigioniero l'ignaro Mangas Coloradas ed in seguito lo giustiziarono. Questo diede adito ad una serie di avvenimenti che soffiarono sul fuoco dell'inimicizia tra gli invasori americani e gli Apache. Per Cochise, gli Americani non consideravano sacro nulla ed avevano violato le regole di guerra arrestando Mangas Coloradas durante un incontro di "parley". Cochise e gli Apache continuarono le loro scorrerie contro gli insediamenti americani e messicani e le loro postazioni militari per tutto il 1860.

Cattura, fuga e ritiro[modifica | modifica sorgente]

A seguito di varie scaramucce, Cochise ed i suoi uomini furono gradualmente spinti verso le Dragoon Mountains ma furono nondimeno capaci di utilizzare le montagne come copertura e come base dalla quale continuare significative schermaglie contro gli insediamenti dei bianchi. Questa era la situazione fino al 1871, quando il generale George Crook assunse il comando ed utilizzò altri Apache come scout ed informatori e fu pertanto in grado di costringere gli uomini di Cochise alla resa. Cochise fu preso in custodia nel settembre di quell'anno.

L'anno successivo, ai Chiricahua fu ordinato di recarsi alla Riserva Tularosa situata in New Mexico, ma rifiutarono di abbandonare le loro terre ancestrali d'Arizona, che erano state loro garantite in virtù di un trattato. Cochise riuscì di nuovo a fuggire e ricominciò le incursioni e le scaramucce contro i coloni per la maggior parte del 1872. Un nuovo trattato fu in seguito negoziato dal generale Oliver O. Howard, con l'aiuto di Tom Jeffords che era divenuto fratello di sangue di Cochise, così gli Americani cedettero ad alcune delle condizioni degli Apache. Cochise si ritirò tranquillamente nella riserva in Arizona, dove morì per cause naturali nel 1874.

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Sposò Nah-ke-de-sah, figlia di Mangas Coloradas, nel 1830. I loro figli furono Taza, nato nel 1842, e Naiche, nato nel 1856.

Citazioni e omaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Cochise appare più volte nella serie a fumetti di Tex Willer Aquila della Notte, dove diviene fratello di sangue del protagonista e in cui ha un ruolo fondamentale in alcune avventure.
  • La vicenda dell'ingiusta accusa di rapimento del figlio dodicenne di un ranchero, che nel 1861 mise fine alla tregua con gli Stati Uniti, è ricostruita, a fumetti, nelle prime tre avventure di Blueberry.
  • Viene citato nella canzone Cochise degli Audioslave nell'album omonimo del 2002.
  • Cochise è anche il soprannome di uno dei protagonisti del film del 1979 diretto da Walter Hill, I guerrieri della notte.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Dan L. Thrapp The Conquest of Apacheria, University of Oklahoma Press, Norman, 1967. ISBN 0-8061-1286-7
  • (EN) John G. Bourke On the Boarder with Crook, University of Nebraska Press, Lincoln, 1971. ISBN 0-8032-5741-4
  • (EN) Ciyé Cochise The First Hundred Years of Nino Cochise, Pyramid Books, New York, 1972. ISBN 0-515-02838-X
  • E. R. Sweeney Cochise Mursia, Milano ISBN 9788842540564

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