Aurelio Galleppini

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Aurelio Galleppini, noto con lo pseudonimo di Galep (Casal di Pari, 28 agosto 1917Chiavari, 10 marzo 1994), è stato un fumettista italiano. Autore molto prolifico, è rimasto noto soprattutto per il personaggio di Tex, da lui creato graficamente e di cui è stato per più di 40 anni uno dei principali disegnatori, nonché il copertinista ufficiale fino al 1994.

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Casal di Pari, un piccolo paese della provincia di Grosseto da genitori sardi, comincia ad appassionarsi fin da piccolo al disegno dei cavalli. Dopo il trasferimento ad Iglesias, ad otto anni, resta molto impressionato da una proiezione di cartoni animati a casa di amici a Domusnovas, dove la mamma dirigeva un asilo infantile : "Ne rimasi talmente colpito da dedicarmi con accanimento all'imitazione di quei personaggi in un gran numero di disegni...".[senza fonte] Inizia collaborando a produzioni animate realizzate per il mercato tedesco. Il suo primo lavoro nell'ambito fumettistico viene pubblicato nel 1936, sulla rivista Mondo Fanciullo. Passa poi all'Arnoldo Mondadori Editore per la quale disegna due storie scritte da Federico Pedrocchi: Pino il Mozzo e La perla del mar d'Oman.

Nel 1940 si trasferisce a Firenze ed inizia la sua collaborazione con L'Avventuroso della Casa Editrice Nerbini per cui realizza diverse storie occupandosi in alcuni casi anche della sceneggiatura (La leggenda dei Rugi, La conquista dell'Atlantico, I conquistatori di oceani).

Interrompe per alcuni anni l'attività per dedicarsi alla pittura, per poi riprenderla nel 1947, quando inizia a collaborare con gli Albi dell'Intrepido della Casa Editrice Universo. Realizza contemporaneamente anche le illustrazioni per alcuni classici della letteratura I Tre Moschettieri, La maschera di ferro, Le Mille e una Notte, Le avventure del barone di Münchhausen e I Promessi Sposi. Sempre nello stesso anno torna alla Nerbini per disegnare una versione a fumetti del Pinocchio di Carlo Collodi.

Da Occhio cupo a Tex[modifica | modifica wikitesto]

Il 1948 è un anno cruciale per la sua carriera: viene infatti chiamato da Tea Bonelli[1], delle Edizioni Audace (la casa editrice che in seguito diverrà la Sergio Bonelli Editore), per realizzare due nuovi personaggi creati da suo marito Gian Luigi Bonelli: Occhio Cupo e Tex Willer.

Mentre il primo verrà rapidamente dimenticato dai lettori (sparì dalle edicole dopo appena 6 uscite), il secondo gli regalerà la consacrazione definitiva. Il successo di Tex inizialmente è inaspettato proprio agli stessi autori, che avevano riposto le proprie speranze in capo ad Occhio Cupo, presentato in un innovativo formato ad albo gigante (prototipo del classico formato Bonelli, che consentirà a Galep di esprimere il meglio di sé attraverso un disegno dinamicissimo ed estremamente accurato, di gran lunga superiore agli standard dell'epoca). Ciò nonostante, sarà Tex a confermarsi uno dei fenomeni editoriali del settore, e questo fin dalla prima striscia, intitolata Il totem misterioso (edita il 30 settembre 1948) finanche al successivo formato ad albi.

Per realizzare i due personaggi Galleppini si trasferisce da Cagliari prima a Milano, proprio a casa di Tea Bonelli[2][3], poi in Liguria.

Nei primi tempi in particolare, Galleppini lavorò ad un ritmo infernale, dedicando un'intera giornata alle tavole di Occhio Cupo e le ore della notte alle strisce del ranger (oltre alla realizzazione delle copertine). La situazione mutò radicalmente negLi anni successivi, quando il fumettista venne affiancato sulle pagine di Tex da altri disegnatori come Guglielmo Letteri, Giovanni Ticci ed Erio Nicolò, che dedicheranno tutta la loro vita artistica al personaggio.

Negli anni cinquanta realizza le copertine della serie Le Avventure del West sempre per le Edizioni Audace.

Nel 1977 uscì, sulla collana Un Uomo, Un'Avventura ancora per la Bonelli (che allora si chiamava Edizioni Cepim), uno dei rari lavori di Galep non legati al ranger, ovvero L'Uomo del Texas la cui sceneggiatura fu firmata da Guido Nolitta.

Gli ultimi lavori e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989, incaricato dalla casa editrice, disegna le tavole e la copertina destinate al terzo albo speciale di Tex, Il segno del serpente, pubblicato nell'estate del 1990.

Galep lavorò instancabile fino all'agosto del 1993, quando, colpito da una malattia, lasciò il testimone a Claudio Villa, che continuò a realizzare le copertine al posto suo. Il fumettista dovette così abbandonare a malincuore quel Tex che aveva disegnato ininterrottamente per quarantasei anni.

Aurelio Galleppini morì a Chiavari il 10 marzo del 1994, all'età di 76 anni. Aveva da poco iniziato a disegnare le prime tavole (rimaste inedite) per una nuova storia di Tex.

Galleppini e Tex[modifica | modifica wikitesto]

Galleppini ha realizzato moltissime storie di Tex, parecchie delle quali ormai considerate dei classici, e dato un volto non solo al protagonista, ma anche a quasi tutti i principali comprimari.

A proposito delle fattezze del viso di Tex, Galep sembra che si ispirò inizialmente a quelle dell'attore Gary Cooper, per poi prendere a modello se stesso. Va detto che Galleppini disegnava regolarmente il volto di Tex anche nelle storie rese graficamente da Virgilio Muzzi.

Ben presto il suo lavoro è stato affiancato da altri professionisti coi quali si è alternato nella realizzazione degli albi. Nonostante questo il "suo" Tex è rimasto sempre immediatamente riconoscibile a prima vista dai lettori assidui e i suoi disegni restano ancora tra i più apprezzati.

È stato anche l'autore di tutte le copertine fino al numero 400 della serie regolare, attività che è stata interrotta solo poco prima della sua scomparsa (sostituito da Claudio Villa nel febbraio del 1994). Comprendendo anche tutte quelle delle altre serie di Tex e degli albi fuori serie, Galep ha realizzato quasi duemila copertine per il personaggio[4],"forse un piccolo record", diceva, di cui andava molto orgoglioso[senza fonte].

Un concorso in suo onore[modifica | modifica wikitesto]

In ricordo di Galep, a Chiavari viene organizzato il "Premio biennale d'arte Aurelio Galleppini"[5]. Il concorso di valenza nazionale è patrocinato dalla Regione Liguria, Provincia di Genova e Comune di Chiavari.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel quartiere romano di Mezzocammino (Municipio XII, sito tra Roma ed Ostia) una strada porta il suo nome; nella rotonda adiacente, una gigantografia riproduce il personaggio di Tex.In questo modo la città di Roma ha voluto rendere un tributo al fumetto considerato un fenomeno artistico che ha caratterizzato molte forme d'arte del '900. Le strade adiacenti sono tutte dedicate ai creatori del fumetto italiano da Andrea Pazienza ad Hugo Pratt a Benito Jacovitti e tanti altri ed anche le scuole del territorio, dall'asilo nido alla scuola media, riportano i nomi di personaggi dei fumetti[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Marcianò, Galep, Galep, Hurrà. Incontro con uno degli ultimi romantici del fumetto italiano in Fumetti d'Italia, nº 5, dicembre 1992.
  2. ^ Gianni Brunoro, Intervista a Tea Bonelli in Daim Press, nº 11, ottobre 1995.
  3. ^ Sergio Bonelli, Fausto Busatta, Come Tex non c'è nessuno, Milano, Arnoldo Mondadori, 2008, ISBN 88-04-58378-9.
  4. ^ Cesare Medail, Cavalcarono insieme: Tex dà l'addio al suo papà in Il Corriere della Sera, 12 marzo 1994, p. 29. URL consultato il 28 luglio 2011. [Nell'articolo si accenna al numero complessivo di copertine realizzato in carriera]
  5. ^ Premio Biennale d'Arte "Aurelio Galleppini" - Albo d'Oro, Associazione Mosaico, 2011. URL consultato il 12 giugno 2011.
  6. ^ Via Galeppini, Roma - Google Maps

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lillo Gullo, Tex in Trentino / Un cowboy in Val dei Mocheni, Alto Adige, 23 giugno 1987
  • Lillo Gullo, Mio figlio Tex, Alto Adige, 9 agosto 1987
  • Aurelio Galleppini, L'arte dell'avventura - autobiografia professionale di un maestro del fumetto, Milano, Ikon, 1989.
  • Pasquale Iozzino, L'uomo del Tex, Salerno, Alessandro Tesauro Editore, 1997.
  • Lillo Gullo, Profumi trentini nell'America di Galep, in I cinquant'anni di Tex, Omaggio ad Aurelio Galleppini, AA. VV., Comune di Trento, 1998
  • Oreste del Buono, Tex Willer, 50 anni ben portati, L'Espresso, 2 aprile 1998
  • Luciano Tamagnini (a cura di), Galep prima di Tex, Torino, Edizioni Lo Scarabeo - Anafi, 2000
  • Carlo Martinelli, Un testimonial ideale per il Trentino? Tex Willer, Trentino Mese, ottobre 2011, Trento
  • Graziano Romani, L'arte di Galep, Modena, Panini, 2013, ISBN 978-88-6589-910-6.

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