Giovanni Martini (militare)

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Giovanni Crisostomo
1904 ca. Giovanni John Martini, primo sergente maggiore dell'esercito americano
1904 ca. Giovanni John Martini, primo sergente maggiore dell'esercito americano
28 gennaio 1852 - 27 dicembre 1922
Nato a Sala Consilina
Morto a New York
Cause della morte investito da un camion
Luogo di sepoltura Cypress hill national cemetery di Brooklyn
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Corpo Volontari Italiani
Specialità Tamburino
Anni di servizio maggio 1866
Comandanti Giuseppe Garibaldi
Guerre Unificazione d'Italia
Battaglie Battaglia di Mentana

[senza fonte]

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Giovanni Crisostomo Martini, noto negli Stati Uniti anche come Giovanni Martino o John Martin (Sala Consilina, 28 gennaio 1852New York City, 27 dicembre 1922), è stato un patriota e militare italiano naturalizzato statunitense, noto per essere l'unico sopravvissuto della colonna di Custer alla battaglia del Little Bighorn. Alla figura di Giovanni Martini è dedicato lo spettacolo teatrale "Il trombettiere", diretto e interpretato da David Riondino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e la carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Corpo Volontari Italiani.

Le scarse notizie biografiche sui primi anni di vita di Giovanni Martini crearono una sorta di contesa dei natali tra il comune salernitano di Sala Consilina e quello imperiese di Apricale. Secondo alcuni ricercatori la figura del futuro trombettiere era da ricercare nella persona di Giovanni Battista Martini, nato ad Apricale nel 1853 dai genitori Giacomo e Giovanna Barberis, mentre un'altra fronte di storici sosteneva la tesi delle origini salesi del Martini identificandolo con un certo Giovanni Crisostomo Martino, un trovatello nato nel 1852 e lasciato nella ruota dei reietti. C'è da dire, inoltre, che negli anni altre località del nord Italia hanno rivendicato la natalità del combattente, in quanto il cognome Martini, largamente diffuso in questa zona geografica, poteva essere associato ad altrettanti omonimi nati tra il 1851 e il 1853, tuttavia è stato accertato che la sua nascita avvenne a Sala Consilina il 28 gennaio 1852.[1]

Abbandonato alla nascita verrà portato alla ruota dove verrà registrato dal sindaco Fedele Allegrio con il cognome Martino. Allevato dalla famiglia della balia Mariantonia Botta, giovanissimo, nel maggio del 1866, si arruolò come tamburino, nel Corpo Volontari Italiani di Giuseppe Garibaldi impegnato nella campagna bellica in Trentino, mentre l'anno successivo seguì nuovamente Garibaldi combattendo nella battaglia di Mentana. Sul passato garibaldino di Giovanni Martini non vi sono riscontri certi anzi per alcuni fu espulso dal Corpo Volontari Italiani nel corso della campagna del 1866 per furto e mercato nero[2].

Emigrò negli Stati Uniti nel 1873 imbarcandosi a Glasgow nel mese di marzo sulla nave S.S. Tyrian.

Soldato negli USA[modifica | modifica wikitesto]

Sbarcato a Castle Clinton a New York City, il 1º giugno 1874 Giovanni Martini, dopo aver anglicizzato il nome in John Martin, si arruolò nell’esercito statunitense come trombettiere firmando una ferma di cinque anni, e fu assegnato allo squadrone H sotto il comando del capitano Frederich Benteen del 7º Reggimento cavalleggeri del tenente colonnello George Armstrong Custer. Dalle sue note personali matricolari risulta che era alto un metro e 68, occhi marroni, capelli neri e carnagione scura. Soldato disciplinato e volenteroso.

La battaglia di Little Big horn[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia del Little Bighorn.

Il 25 giugno 1876 fu l’unico sopravvissuto della colonna di Custer nella celebre Battaglia del Little Bighorn combattuta tra la cavalleria statunitense e i nativi americani sioux e cheyenne di Toro Seduto e Cavallo Pazzo. Il tenente colonnello George Armstrong Custer, prima di attaccare il campo dei nativi americani di Cavallo Pazzo con i suoi 242 cavalleggeri, ordinò al trombettiere John Martin di correre a chiedere rinforzi alla colonna rimasta di retroguardia.

Il tenente William W. Cooke, per timore che il giovane ragazzo di lingua italiana non avesse ben capito il senso del messaggio, pensò di metterlo per iscritto su un foglietto: “Benteen. Come on. Big Village. Be Quick. Bring Packs. W.W. Cooke PS Bring pacs”, che tradotto in italiano significa “Benteen raggiungici. Un grande villaggio. Fai presto. Porta le salmerie.W. W. Cooke. P.S. Porta i rifornimenti”. Con salmerie si identificano sia lo squadrone agli ordini del tenente McDougall, che le salmerie e i rifornimenti stessi. Custer, resosi conto troppo tardi della propria schiacciante inferiorità numerica, cercò di accrescere le proprie file facendosi raggiungere da Benteen, ordinando a quest'ultimo di portare con sé non solo gli uomini di McDougall, ma anche i rifornimenti necessari ad una lunga resistenza.

Il trombettiere John infilò il pezzo di carta nel guanto e partì in fretta. Mentre si allontanava velocemente avvertì le prime scariche di fucileria, dall’alto della collina vide sbucare i nativi americani da ogni dove, sentì dietro di sé le grida dei guerrieri che lo avevano individuato e che cercavano di colpirlo. Si lanciò ventre a terra giù per il pendio e in poco più di un’ora riuscì a raggiungere il capitano Benteen a cui consegnò il messaggio. L’impresa salvò la sua vita ma non quella del comandante, che fu trucidato dai nativi americani con tutti i suoi uomini.

Martini fu tra la dozzina e più di italiani che partecipano alla Battaglia del Little Bighorn: dell'esercito di Custer fecero parte anche il nobile bellunese Carlo Di Rudio, il libraio genovese Agostino Luigi Devoto, il romano Giovanni Casella, il napoletano Francesco Lombardi, il torinese Felice Vinatieri, direttore della Banda del reggimento, e ancora Alessandro Stella, Giuseppe Tulo, Francesco Lambertini e altri di cui si è oggi persa memoria.[3]

Gli ultimi anni e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Tre anni dopo, il 7 ottobre del 1879, sposò Julia Higgins, diciannovenne di origine irlandese, da cui ebbe otto figli, il primo dei quali chiamato George in memoria di Custer. Continuamente intervistato da giornalisti e storici riguardo ai fatti del Little Big Horn, restò nel 7º Reggimento cavalleggeri fino al 1887. Promosso sergente fu trasferito in artiglieria, al 3º Reggimento, batteria G. Nel 1898 partecipò alla guerra ispano-statunitense per il possesso di Cuba.

Fu congedato il 7 gennaio 1904 con il grado di primo sergente maggiore. Gestì con la moglie un negozio di dolciumi nei pressi di un forte e poi fu impiegato come bigliettaio dalla metropolitana di New York presso la 103° Street Station. Nel 1906 John e la moglie si separarono, lui si recò presso una figlia che viveva a Brooklyn. Il 27 dicembre 1922 morì investito da un camion e fu sepolto nel Cypress hill national cemetery di Brooklyn.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 18 settembre 2010, dopo studi e ricerche approfondite del professor Giuseppe Colitti, presidente del Centro Studi Vallo di Diano di Sala Consilina, quest'ultimo ha annunciato il ritrovamento del nome Giovanni Crisostomo Martino in un atto di nascita del 1852 del registro misto dell'anagrafe salese.
  2. ^ Claudio Toscani, Invito alla lettura di Alberto Bevilacqua, 1974..[ Fonte?]
  3. ^ Italiani nel Selvaggio West.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Toscani, Invito alla lettura di Alberto Bevilacqua, 1974.
  • Giuseppe Mercenaro, Giovanni Martini, il garibaldino che scampò al Little Big Horn, articolo del Secolo XIX, 15 febbraio 2004.
  • Antonia Bonomi, John Martin, il Giovanni Crisostomo Martino trombettiere italiano che salvò la pelle a Little Big Horn, in Arcobaleno, anno 9, n° 9.
  • Claudio Nobbio e David Riondino, John Martin, Il trombettiere di Apricale. Da Garibaldi a Custer, Fratelli Frilli Editori, Genova 2007.
  • Angelo Mastrandrea, Il trombettiere di Custer e altri migranti, Ediesse editore, Roma 2010
  • Fairfax Downey, Fife, Drum & Bugle (in inglese), Fairfax Downey, Fort Collins 1971

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Il trombettiere, dalla mediateca di www.mediaterre.it. URL consultato il 25 giugno 2009.