Giancarlo Alessandrini

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Giancarlo Alessandrini nel 2012

Giancarlo Alessandrini (Jesi, 20 marzo 1950) è un fumettista italiano.

Giancarlo Alessandrini, pur avendo collaborato con molte case editrici ideando e realizzando diversi personaggi, è soprattutto noto per essere il creatore grafico di Martin Mystère (ideato dall'autore Alfredo Castelli), albo prima mensile poi bimestrale appartenente alla Casa Editrice Bonelli.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giancarlo Alessandrini nasce a Jesi (Ancona) il 20 marzo 1950. Consegue il diploma all'Istituto d'Arte di Ancona e subito si avvicina all'ambiente professionale grazie anche all'interessamento del disegnatore Silvano Marinelli. Alessandrini viene incoraggiato da Marinelli a presentarsi alla redazione del Corriere dei Ragazzi[1] (nel 1972). Il suo stile colpisce subito Aldo Di Gennaro e il direttore Giancarlo Francesconi e Alessandrini inizia subito una collaborazione con il giornale. Su questa testata compaiono serie da lui realizzate come Uomini contro, Fumetto verità, Anni 2000 e Lord Shark tuttavia il primo racconto pubblicato appartiene alla serie Dal nostro iviato nel Tempo su testi di Mino Milani. La collaborazione con lo studio di Alberto Giolitti lo porta a realizzare storie per il mercato inglese, edite dalla Fleetway.

Su testi di Castelli e Gomboli illustra la breve serie (8 episodi) Eva Kant, pubblicata sull'edizione italiana di Cosmopolitan nel 1976, successivamente raccolta in un volume intitolato Eva Kant - Lontano da Diabolik, edito da Arnoldo Mondadori Editore.[2]

I primi contatti con la Sergio Bonelli Editore avvengono nel 1977: Alessandrini realizza sei episodi per la serie Ken Parker (creata da Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo), tutti sceneggiati da Berardi. Nello stesso anno pubblica per gli stessi editori L'uomo di Chicago (all'interno della collana Un uomo, un'avventura) su testi di Castelli. Nel frattempo, nel 1980, entra a far parte anche dello staff de Il Giornalino.

Il sodalizio con Castelli porta alla nascita, nel 1982, di Martin Mystère, personaggio del quale Alessandrini è creatore grafico, disegnatore principale per lungo tempo e tuttora autore di tutte le copertine (per la serie regolare e per i numerosi albi speciali). Con Roberto Dal Prà realizza nel 1990, per la rivista Torpedo della Acme, L'Uomo di Mosca; dal 1991 compaiono su L'Eternauta (rivista) le avventure del detective Anastasia Brown. Sempre L'Eternauta ospita un episodio della serie Zona X presenta (testi di Antonio Serra). Nel 1992, vince lo Yellow Kid come miglior disegnatore italiano. Nel 2004 realizza il tredicesimo Dylan Dog Gigante e, nel 2006, il ventesimo Texone (albo speciale di formato gigante pubblicato con cadenza annuale e dedicato al personaggio Tex). Nel 2013 disegna il suo primo "Dylan Dog" nella serie regolare, il n. 324 "L'odio non muore mai", su soggetto e sceneggiatura di Luigi Magnacco.

Giancarlo Alessandrini con alle spalle un cartonato di Martin Mystère.

Per il mercato francese ha realizzato tre episodi di Indiana Jones e la serie Outremer, su testi di Vincenzo Beretta (con il quale aveva già lavorato su Martin Mystère). Quest'ultima serie (di ambientazione fantasy) è per il momento ferma al secondo volume (entrambi i quali sono stati pubblicati in Italia da Alessandro Editore).

Stile[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista stilistico, è soprattutto nel corso del suo lavoro su Martin Mystère che Alessandrini ha potuto curare l'evoluzione del proprio tratto: dagli anni settanta alla seconda metà degli ottanta questo era caratterizzato dall'uso di un forte tratteggio e dall'impiego massiccio del nero. In seguito l'autore si è avvicinato allo stile di disegno tipico della cosiddetta linea chiara di origine franco-belga, adottando come modello il lavoro del disegnatore francese Moebius. Queste influenze sono particolarmente evidenti nei racconti spiccatamente fantasy illustrati per la miniserie Magic Patrol (apparsi su Zona X per i testi di Vincenzo Beretta).

Opere[modifica | modifica sorgente]

Dylan Dog[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scheda sul sito della Sergio Bonelli Editore. URL consultato il 19 aprile 2013.
  2. ^ max744, Eva Kant - Lontano da Diabolik, peperonity.com. URL consultato il 19 aprile 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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