Il grande Blek

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Il Grande Blek
Copertina di un albo stampato della Panini Comics come inserto per i quotidiani
Copertina di un albo stampato della Panini Comics come inserto per i quotidiani
Nome orig. Blek Macigno
Lingua orig. Italiano
Autori
Editore Editoriale Dardo
Sesso Maschio
Il Grande Blek
fumetto
Autori
Testi EsseGesse
Editore Editoriale Dardo
Genere western

Il Grande Blek, noto al pubblico anche con il nome di Blek Macigno, di pari passo con Capitan Miki e Kinowa è stato un fumetto italiano di grande successo del gruppo EsseGesse, formato dai tre sceneggiatori e disegnatori piemontesi, Giovanni Sinchetto, Dario Guzzon e Pietro Sartoris.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La prima pubblicazione del fumetto nel tipico formato striscia e denominata "Collana Freccia", risale al 3 ottobre del 1954 ad opera dell'Editoriale Dardo, di proprietà della famiglia Casarotti (Gino il capostipite, Pucci Giuseppe l'erede) ancora oggi detentrice dei diritti.

L'eroe Blek combatte il colonialismo delle truppe invasori delle giubbe rosse inglesi alla testa dei suoi fedeli colleghi trapper del Nord America. Al fianco dell'eroe - dalle foreste del Maine a Boston, da Portland all'Alaska - lottano anche i suoi migliori amici: il giovane Roddy Lassiter ed il professor Occultis.

Questo fumetto ha avuto un grande successo negli anni cinquanta, e nei due decenni successivi, raggiungendo tirature fino a 400/500 mila copie vendute[senza fonte], cifre raggiunte solo in tempi moderni, ad esempio, da Dylan Dog.

Storia recente[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994, Dario Guzzon - all'epoca unico sopravvissuto del trio EsseGesse - accetta la proposta della Dardo di creare nuove storie di Blek riportando così in edicola una nuova edizione nel classico formato striscia e venduta insieme alla ristampa "anastatica" delle originali in confezione "blister". Il numero zero è un saggio introduttivo realizzato da Graziano Origa. La pubblicazione arriva al n. 225 (2003). Dal n. 91 è a colori. In realtà le storie nuove inedite realizzate appositamente sono solo fino al n. 45, con copertine di Guzzon affiancato nella realizzazione interna dai disegnatori Lina Buffolente, Vladimiro Missaglia e Paolo Ongaro, oltre che Mario Volta per i testi.

Pur chiudendo la serie originale in formato striscia col n. 117 del 15 ottobre 1967 di "Collana Freccia", le ristampe del fumetto continuano tuttora ad essere presenti nelle edicole, in formato bonellide, ad opera delle Edizioni if che le pubblica in un mensile dal luglio 2002, revisionate e con supporti redazionali dell'artista e giornalista Graziano Origa e con copertine inedite di Corrado Mastantuono.

Edizioni estere[modifica | modifica wikitesto]

Agli albi pubblicati in Italia si affiancano negli anni anche pubblicazioni in altri paesi. Tra queste importante è la presenza del fumetto nel mercato francese ad opera di Marcello Navarro, editore della Éditions Lug a Lione. Iniziata un anno dopo l'uscita di Blek in Italia, la versione transalpina esce sulla testata Kiwi (1955/2003, 580 numeri in totale) e in seguito su Les Albums du Grand Blek (1963/1994, 519 numeri in totale). Quando le storie della EsseGesse finiscono, affida ad altri fumettisti il compito di creare nuove storie, che compaiono anche nelle testate italiane della Dardo. Fra gli sceneggiatori: Roberto Renzi, Maurizio Torelli, Franco Frescura, Leonello Martini e lo stesso Navarro; fra i disegnatori: Bertrand Charlas, Vincenzo Chiomenti, Manuel Barbato, Luciano Bernasconi, Franco Bignotti, Aldo Capitanio, Carlo Cedroni, Jean-Yves Mitton, André Amouriq, Ciro Tota.

Si possono ricordare inoltre l'edizione jugoslava: 1975, Lunov Magnus Strip (128/995), slovena: 2000, Veliki Blek (1/41+1sp), serba: 1994, Razanova Strip Blek Stena (2/22) e croata: 2005, Blek. Inoltre esce nei paesi nordici, nel 1957, col nome Davy Crockett nella testata Praerie Bladet e di recente in Norvegia edito dalla Thule (9 volumi dal 2001/2005). Esistono longeve edizioni pure in Grecia e Turchia.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

L'anno precedente all'uscita settimanale della striscia di Blek ("Collana Freccia", 1954), Il trio EsseGesse scrive una storia sul magazine Cagliostro (Dardo, 1953, 12 numeri usciti) intitolata "Il Piccolo Trapper". I protagonisti di questa storia autoconclusiva sono due 'trappolatori', il piccolo Roddy e un altro eroe, di nome Black, adulto, rude, grezzo e villoso, rassomigliante al personaggio Natty Bumppo di James Fenimore Cooper, a cui gli autori si erano ispirati per la realizzazione di questa serie.

Successivamente, all'uscita del primo numero di Blek in "collana Freccia", gli autori decidono di lasciare il ragazzino ma di sostituire il cupo e rozzo Black con un gigante alto bello e sorridente, con lunghi capelli biondi di nome Blek Macigno.

Il grande Blek è inoltre un lungometraggio del 1987 di Giuseppe Piccioni. Il titolo fa riferimento alla passione del giovane protagonista per il mondo dei fumetti.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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