Puzzle

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Esempio di puzzle riguardante una cartina del 1639

Il puzzle (in inglese [ˈpʌzl][1]; in italiano /ˈpazel, ˈpazol/ o anche /ˈpuʦle/[2]) è un gioco da tavolo in cui bisogna incastrare tra loro dei pezzi di cartone di piccole dimensioni fino a risalire all'immagine originale.

Inventati attorno al 1760 da John Spilsbury,[3] un cartografo e incisore di Londra, i puzzle originariamente erano realizzati dipingendo il soggetto su una tavola di legno e ritagliandolo successivamente in piccoli pezzi per mezzo di un seghetto. I moderni puzzle vengono realizzati incollando una foto su un supporto di cartone che viene successivamente tagliato per mezzo di una fustella di forma assai complessa. Molto importante la precisione dimensionale con cui vengono realizzati i pezzi, perché talvolta essa è l'unico ausilio per distinguere fra loro due pezzi simili e porli nella corretta collocazione.

Storia del termine ed etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola puzzle è uno pseudoanglicismo: il gioco in questione nei Paesi anglofoni si chiama jigsaw puzzle mentre con puzzle s'intende qualsiasi tipo di rompicapo. Il termine è attestato in italiano all'inizio del XX secolo e in origine aveva un'estensione semantica maggiore dell'attuale (potendo includere, oltre alla figura spezzata da ricomporre, anche le parole crociate)[4]; l'anglicismo è passato nel francese nel 1909 e due anni dopo si trova la prima attestazione in italiano[4]. L'etimologia è sconosciuta (Giacomo Devoto propone una poco probabile alterazione di opposal nel senso di "problema da risolvere"[5], altri lo collegano a una forma frequentativa di to pose col senso di "essere perplesso", in analogia a nuzzle da nose[6]).

Dimensioni e numero di pezzi[modifica | modifica wikitesto]

Esistono puzzle di tantissime dimensioni. Per quanto riguarda il numero di pezzi, si va dai puzzle formati da poche decine di pezzi, in genere dedicati ai bambini, ai giganti di parecchie migliaia di pezzi (commercialmente vengono realizzati puzzle fino a circa 18.000 pezzi). Dal 2008 è entrato in commercio il puzzle più grande del mondo, "Life"[7], di dimensioni pari a 4,28×1,57 m e formato da 24.000 pezzi. Dal 2010 è in commercio un puzzle dedicato a Keith Haring, che, in una sintesi di trentadue opere, si estende in una superficie di 5,44 metri di lunghezza e 1,92 metri di altezza, per un totale di 32.256 pezzi[8]. Da notare che molto spesso il numero di pezzi non è esattamente quello indicato sulla confezione, in quanto non sempre il prodotto fra altezza e larghezza (in numero di pezzi) può dare come risultato il numero tondo indicato sulla confezione. Per esempio un puzzle da 1000 pezzi è in genere composto da 999 pezzi (37×27).

Le dimensioni dipendono, oltre che dal numero di pezzi, anche dalla grandezza di questi ultimi: nei puzzle con elevato numero di pezzi, questi vengono realizzati leggermente più piccoli in maniera da limitare le dimensioni dell'immagine risultante. Orientativamente un puzzle da 500 pezzi è grande circa 40×50 cm, uno da 1000 pezzi 50×70 cm, uno da 1500 pezzi 60×80 cm, un 2000 pezzi 70×100 cm, un 5000 pezzi 100×150 cm, un 9000 pezzi 140×200 cm, un 18.000 pezzi 200×300 cm.

Comunemente i puzzle sono di forma rettangolare, con rapporto fra i lati analogo a quello delle fotografie (4:3) o dei formati tipografici (7:5). Molto meno comuni sono i puzzle di forma tonda, ellittica o irregolare.

Soggetti[modifica | modifica wikitesto]

I soggetti disponibili sono i più vari. Molto diffusi sono i panorami, le riproduzioni di dipinti famosi e disegni di vario genere. Ultimamente grazie alle nuove tecnologie, è possibile far realizzare puzzle partendo da un'immagine di propria produzione.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Puzzle tridimensionale sferico

Esistono versioni semplificate di puzzle in cui sul retro di ogni pezzo viene stampato un numero identificativo che permette di verificare il suo corretto posizionamento. Di verso opposto, esistono puzzle double face in cui entrambi i lati raffigurano lo stesso soggetto o, nei tipi più difficili, due soggetti simili in modo che risulti più complicata la loro realizzazione.

Particolarmente difficili da ricostruire sono i puzzle che hanno come soggetto un SIRDS (Single Image Random Dot Stereogram) essendo questi stereogrammi generati a partire da un pattern uniforme di punti colorati.

Un'altra variante sono i puzzle tridimensionali nei quali bisogna ricostruire una forma solida, spesso la riproduzione di un palazzo o un monumento famoso, componendo fra loro nel giusto ordine un gran numero di pezzi, realizzati generalmente in materia plastica.

Esistono, inoltre, anche i puzzle-ball che, costruendoli, prendono la forma di una palla. Presentano pezzi un po' arrotondati, numerati e un piedistallo per poter appoggiare il puzzle durante la costruzione.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • In un celebre film comico di Stanlio e Ollio, Il regalo di nozze (titolo originale Me and my Pal, 1933) di Charley Rogers,[9] si genera una situazione comica per il fatto che, essendo l'ora del matrimonio di Ollio, uno dei due testimoni, che è Stanlio, si perde a fare un puzzle, e così dietro di lui tutti gli altri invitati.
  • Il logo di Wikipedia è formato da un puzzle tridimensionale sferico, ogni tassello mostra una lettera e le lettere appartengono a diversi alfabeti al fine di ricordare il carattere universale del progetto.
  • Il romanzo di Georges Perec, La vita, istruzioni per l'uso, ha come protagonista il miliardario inglese Percival Bartlebooth, che dopo aver girato il mondo dipingendo acquerelli, li fa trasformare in puzzle dall'artigiano Gaspard Winckler e passa il resto della sua vita a ricomporre questi puzzle, al ritmo di uno ogni quindici giorni. Il romanzo si apre proprio con una riflessione sull'arte del puzzle, e il puzzle è una metafora stessa del romanzo, composto da tante storie concatenate.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Daniel Jones, A. C. Gimson, Everyman's English Pronouncing Dictionary, 14ª ed., London, J.M. Dent & Sons, 1977.
  2. ^ Luciano Canepari, Il DiPI - Dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999.
  3. ^ (EN) History of Jigsaw Puzzles di Daniel McAdam
  4. ^ a b Carlo Battisti, Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950–57.
  5. ^ Il Devoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana, Le Monnier, 1971. L'ipotesi formulata da Devoto non è stata accolta nelle successive edizioni del Devoto-Oli curate da Luca Serianni e Maurizio Trifone, che si limitano a segnalare l'etimo incerto.
  6. ^ Online Etymology Dictionary – Puzzle. URL consultato il 30 maggio 2013.
  7. ^ Worlds Largest Puzzle - THE WORLD'S LARGEST JIGSAW PUZZLE
  8. ^ Welcome to Ravensburger Global
  9. ^ Charley Rogers su Internet Movie Database.
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