Pietro I del Brasile

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Pietro I del Brasile
Pietro IV del Portogallo
Pietro I del BrasilePietro IV del Portogallo
Pietro I del Brasile e IV del Portogallo.
Imperatore del Brasile
Stemma
In carica 7 settembre 1822-7 aprile 1831
Incoronazione 1822
Predecessore titolo creato
Successore Pietro II del Brasile
Re del Portogallo e dell Algarve
In carica 26 marzo 1826 - 28 maggio 1826
Predecessore Giovanni VI del Portogallo
Successore Maria II del Portogallo
Nome completo Pedro de Alcântara Francisco António João Carlos Xavier de Paula Miguel Rafael Joaquim José Gonzaga Pascoal Cipriano Serafim
Altri titoli Re dell'Algarve, Duca di Barganza
Nascita Queluz, 12 ottobre 1798
Morte Lisbona, 24 settembre 1834
Luogo di sepoltura Ipranga, San Paolo del Brasile
Casa reale Braganza
Padre Giovanni VI del Portogallo
Madre Carlotta Gioacchina di Borbone-Spagna
Coniugi Maria Leopoldina d'Asburgo-Lorena
Amelia Augusta di Leuchtenberg

Pietro I del Brasile e IV del Portogallo (in portoghese Pedro I do Brasil e Pedro IV de Portugal; Queluz, 12 ottobre 1798Lisbona, 24 settembre 1834) fu il primo imperatore del Brasile dal 1822 al 1831, e il ventottesimo re del Portogallo e dell'Algarve per due mesi nel 1826.

Il suo nome completo era, in portoghese: Pedro de Alcântara Francisco António João Carlos Xavier de Paula Miguel Rafael Joaquim José Gonzaga Pascoal Cipriano Serafim.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Pietro nacque il 12 ottobre 1798 al Palácio Nacional de Queluz, presso Lisbona. Suo padre era l'allora principe reggente del Portogallo, che sarebbe in seguito divenuto sovrano col nome di Giovanni VI; sua madre era Carlotta Gioacchina di Borbone-Spagna, figlia di Carlo IV di Spagna; egli era il secondo figlio della coppia, ma quando suo fratello, l'infante Antonio Francesco morì nel 1801, Pietro ricevette il titolo di principe di Beira e venne nominato erede apparente del padre anche col titolo di principe del Brasile. Nel 1807, quando Pietro aveva nove anni, la famiglia lasciò il Portogallo dopo l'occupazione di Lisbona da parte delle truppe francesi di Napoleone. La famiglia reale giunse così in Brasile con una scorta inglese nel 1808 e qui rimase per 13 anni. La loro presenza fece di Rio de Janeiro la capitale de facto dell'Impero Portoghese, e portò l'elevazione del Brasile allo status di regno come per il Portogallo.

Si dice che Pietro fosse il figlio favorito di Giovanni VI, ma lo stesso non si può dire per Carlotta, la quale gli preferiva di gran lunga il figlio Michele. L'educazione di Pietro fu tra le meno riuscite della storia, in quanto sovente egli e il fratello rifuggivano dai tutori per trascorrere la giornata a correre e giocare, a tal punto che la considerazione della famiglia reale stessa ne risentì presso i contemporanei. Come risultato di questo modo di crescere, Pietro crebbe con poco rispetto per i simboli e le convenzioni della sua epoca, sentendosi figlio del popolo più che di un monarca, interessandosi a tutti gli aspetti anche della vita popolare ed alle tradizioni locali.

Pietro si adattò senza fatica anche alle tradizioni brasiliane: era un eccellente cavallerizzo, amava la vita militare, ma aveva anche un profondo talento per la musica e compose anche alcuni pezzi. Oltre alla musica, egli si dilettava in disegno, scultura, arti manuali e persino poesia. Fisicamente era considerato un bel ragazzo nella sua epoca, fatto che però lo rendeva anche un insaziabile dongiovanni, il che certo non giovava ad una futura politica matrimoniale a suo favore.

Nel 1817, ad ogni modo, Pietro sposò l'arciduchessa Maria Leopoldina d'Asburgo-Lorena, una delle figlie di Francesco II d'Asburgo-Lorena. Anche se lo aveva sposato per ragioni di stato, Leopoldina amò molto suo marito, ma questo amore non era equalmente corrisposto. Leopoldina fu un'ottima collaboratrice, dotata di molta intelligenza, grande considerazione e una personalità spigliata, che le portò rispetto ed ammirazione da parte di portoghesi e brasiliani oltre che dal marito, sebbene non fosse in grado di distrarlo dai suoi intrighi amorosi. Ella era molto modesta nell'apparire e rifuggiva quasi ogni imbellettatura.

Giovanni VI ritornò a Lisbona nel 1821, dal momento che Napoleone era stato sconfitto ed il paese aveva dei problemi con il liberale Cortéz. Egli, comunque, non partì a mani vuote: da Rio de Janeiro prese tutto il denaro del tesoro portoghese, lasciando a Rio il figlio Pietro a gestire la questione brasiliana. Pietro non si lasciò spaventare da questo incarico di reggente per il padre in una così promettente colonia, nominando e dimettendo ministri, amministrando la giustizia, prendendo l'amministrazione delle finanze, commutando o annullando sentenze di morte, facendo guerre e concludendo paci, conferendo onori e decorazioni. A quel tempo la classe dirigente brasiliana era spaventata dagli ultimi eventi e dalla possibilità di una ricolonizzazione forte da parte del Portogallo, che avrebbe certamente portato alla perdita di molte proprietà. Essi riscoprirono così un senso patriottico di sovranità popolare. Vedendo ciò che stata accadendo nel Nuovo Mondo, Giovanni VI ordinò a Pietro di dichiarare il Brasile indipendente e di prendere il trono per sé stesso, piuttosto che accettare che un usurpatore potesse occupare il paese, mantenendo un discendente della casata reale portoghese sul trono brasiliano. Alla fine dell'anno, Pietro dichiarò ufficialmente indipendente il Brasile e diede vita ad una monarchia costituzionale, proclamandosi sovrano.

L'indipendenza brasiliana[modifica | modifica sorgente]

Independenza o morte: olio su tela di Pedro Américo (1888).

Quando re Giovanni VI tornò finalmente in Portogallo nel 1821, gran parte dei privilegi accordati precedentemente al Brasile come sede della famiglia reale vennero revocati, il che diede ulteriore spazio di azione ai nazionalisti locali. Pietro, che era rimasto nel paese come reggente, era il rappresentante dell'elemento nazionalista, supportando la rivolta scoppiata a Porto nel 1820. Passato il periodo di crisi, la corte portoghese gli chiese di lasciare il governo provvisorio e di limitarsi ad essere un rappresentante di Lisbona in Brasile. Questa notizia giunse a Pietro il 7 settembre 1822, quando egli era appena arrivato a São Paulo dopo una visita al porto di Santos. Sulle rive del fiume Ipiranga, egli sfoderò la propria spada e dalla bandiera della propria nave tagliò lo stemma portoghese, dichiarando "Indipendenza o morte!". Egli si proclamò Imperatore del Brasile il 12 ottobre 1822, giorno del suo ventiquattresimo compleanno, e venne incoronato il 1 dicembre successivo.

La travagliata concessione della costituzione[modifica | modifica sorgente]

Ritratto ufficiale di Pietro I del Brasile.

I primi anni dell'indipendenza brasiliana furono difficili. Pietro I assunse il titolo di imperatore, invece di quello di re, per sottolineare la diversità delle diverse province del Brasile e anche per riprendere ciò che Napoleone aveva fatto in Europa, dando all'impero un concetto di stato svecchiato dalla concezione Ancien Régime, oltre che per il fatto che l'area brasiliana era estremamente cosmopolita.

Nel 1823 Pietro I dovette confrontarsi con il problema di dover dare al paese una costituzione. I brasiliani erano divisi tra il Partito Brasiliano guidato da José Bonifácio, che includeva l'aristocrazia terriera ed era favorevole ad una monarchia costituzionale, e il Partito Portoghese che includeva la classe commerciale, gli ufficiali di carriera e le famiglie di recente provenienza portoghese, che erano favorevoli alla monarchia assoluta. Già nel 1822, nel corso delle guerre per l'indipendenza, Pietro I si era considerato un liberale ed aveva promesso al Brasile una costituzione, anche se ora sembrava quasi essersi dimenticato di questa promessa, intento com'era a consolidare la propria figura al potere (questo era necessario per prevenire che delle rivolte interne potessero minacciare l'unità nazionale). Il Partito Brasiliano dominava l'assemblea nazionale e si rifiutò di concedere tanto potere unicamente nelle mani del sovrano. Il conflitto crebbe sempre più dopo che Muniz Tavares, un parlamentare brasiliano, attaccò il Partito Portoghese, che a sua detta ostacolava l'independenza brasiliana. La "Sentinella" ed il "Tamoyo", due giornali costituzionalisti, scrissero attacchi ai sostenitori del Partito Portoghese. In risposta a questa disputa, Pietro I sciolse l'assemblea nazionale il 12 novembre 1823. Egli condannò all'esilio molti dei deputati e altri vennero posti in prigione. Intenzionato a mantenere la sua promessa, egli nominò dunque una commissione che avrebbe siglato una nuova costituzione il 25 marzo 1824, che rimase valida sino al termine dell'Impero Brasiliano nel 1889.

Oltre alle altre istituzioni democratiche classiche, la costituzione assegnava all'Imperatore il ruolo di moderatore generale della politica nazionale, con la possibilità di porre il veto su tutte le risoluzioni. Egli aveva inoltre il potere di nominare dei senatori, eleggere il consiglio di stato, perdonare i criminali, rivedere decisioni giudiziarie, rimpiazzare i deputati decaduti, eleggere i presidenti delle province, i ministri e i vescovi.

Ad ogni modo il tentennamento iniziale dell'Imperatore gli aveva attirato contro non pochi sospetti da parte della popolazione brasiliana e ben presto molti libelli giunsero ad attaccare il sovrano, i suoi ministri e persino la sua amante Domitilla de Castro, marchesa di Santos. Il clima di insoddisfazione, con la rivolta delle forze liberali a Pernambuco, portò ad una nuova rivolta guidata da frate Joaquim do Amor Divino (conosciuto popolarmente come "Frei Caneca"), il quale sollevò il popolo contro l'impopolare governatore Francisco Paes Barreto. Nel luglio del 1824, Frei Caneca e Manuel de Carvalho formarono l'unione di alcune piccole entità indipendenti nella Confederazione dell'Equatore, la quale però fallì ben presto e i due, assieme ad altri rivoluzionari, vennero condannati a morte.

In tutti questi fatti Pietro I ebbe un ruolo sentito come negativo, sia perché era stato distaccato dalla situazione, sia perché aveva pagato mercenari inglesi e francesi per reprimere la rivolta, sebbene grazie a questo atto egli riuscì a rafforzare il proprio potere e, attraverso il Regno Unito, a far riconoscere dalla comunità internazionale l'Impero del Brasile, malgrado l'iniziale resistenza di molti paesi europei data la posizione riluttante del Portogallo. Gli Stati Uniti furono i primi a riconoscere l'indipendenza del nuovo stato. Realizzando l'importanza del mercato sudamericano costituito dal territorio brasiliano, nel 1825 il Regno Unito riuscì a convincere il Portogallo ad accettare l'indipendenza del Brasile. L'Impero, in cambio, pagò un forte compenso di guerra al Regno Unito per ringraziare gli inglesi dell'aiuto apportato nella guerra contro il Portogallo, oltre alla rinuncia di Pietro ai diritti sul trono portoghese, il che avrebbe separato per sempre i due regni. Egli siglò anche un trattato con il Regno Unito con il quale veniva stabilito il tasso d'importazione al 15% per la corona inglese e l'abolizione della schiavitù nel giro di tre anni. L'accettazione di questo concordato rese però ulteriormente impopolare Pietro I, che subito si scontrò con l'aristocrazia brasiliana che non intendeva abbandonare la manodopera gratuita costituita dagli schiavi.

Sorsero così nuovi sentimenti repubblicani e, durante la guerra del 1825 con l'Argentina, la provincia della Cisplatina si staccò dal Brasile per divenire il moderno Uruguay. La guerra continuò per due anni e il Brasile subì pesanti devastazioni militari e finanziarie. Pietro visitò le truppe al fronte nel novembre del 1826 assieme alla moglie, che però morì in quell'occasione.

Il secondo matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Il secondo matrimonio di Pietro I.

Alla morte del padre, Pietro scelse di ereditare il titolo di re del Portogallo (Pietro IV) il 10 marzo 1826, ignorando le restrizioni della nuova costituzione brasiliana che da poco aveva firmato. Egli promulgò una nuova costituzione liberale portoghese il 26 aprile di quell'anno, ma venne costretto ad abdicare dal trono del Portogallo il 28 maggio 1826 in favore di sua figlia Maria II. Dal momento che la giovane bambina aveva appena 7 anni, egli nominò suo fratello Michele quale reggente con la promessa di sposare la nipote regina. Don Miguel, invece, depose Maria e si pose sul trono come sovrano, con grande opposizione da parte di Pietro, che cercò in ogni modo di restaurare la figlia sul trono portoghese. Nel frattempo, la sua apparente indecisione nell'assumere la corona brasiliana o portoghese danneggiò profondamente la reputazione di Pietro in Brasile.

Il 17 ottobre 1829 Pietro si sposò una seconda volta con la principessa Amelia Augusta di Leuchtenberg, a Rio de Janeiro. Amelia era figlia di Eugenio di Beauharnais nonché nipote dell'Imperatrice Josephine de Tascher de la Pagèrie, prima moglie di Napoleone. Ella era inoltre sorella di Augusto di Beauharnais, che sposò Maria II dopo che il suo matrimonio con don Miguel venne annullato.

Negli affari di stato Pietro venne accusato di non essere in grado di badare agli affari: durante il suo regno il debito e l'inflazione crebbero vertiginosamente e le banche arrivarono a emettere denaro in cartamoneta non corrispondente ai quantitativi di oro ed argento effettivamente in circolazione. Il costo della vita si fece sempre più alto, in particolare nelle città, mettendo in crisi anche le produzioni di tabacco, cocco, cotone e caffé. I portoghesi, inoltre, continuavano a controllare gran parte dei commerci con l'estero e quindi sorse un profondo sentimento nazionale anti-portoghese. Persino l'esercito era scontento di questa situazione, in quanto guidato da ufficiali e comandanti portoghesi.

Alla fine le aspirazioni di Pietro I sul Portogallo gli costarono la corona brasiliana.

Il ritorno in Portogallo[modifica | modifica sorgente]

Braganza
Re del Portogallo
Armoires portugal 1481.svg

Giovanni IV (1640-1656)
Alfonso VI (1656-1683)
Pietro II (1683-1706)
Giovanni V (1706-1750)
Giuseppe I (1750-1777)
Maria I (1777-1816) e Pietro III (1777-1786)
Giovanni VI (1816-1826)
Pietro IV (I del Brasile) (1826)
Maria II e Michele (1826-1828)
Michele (1828-1834)
Maria II e Ferdinando II (1834 - 1853)
Pietro V (1853-1861)
Luigi I (1861-1889)
Carlo I (1889-1908)
Manuele II (1908-1932)

La crisi politica, economica e sociale scoppiata con il popolo, con l'esercito e con i suoi ministri portò Pietro il 7 aprile 1831 ad abdicare al trono in Brasile in favore di suo figlio Pietro II, che all'epoca aveva appena cinque anni. Pietro assunse dunque il titolo di XVIII duca di Braganza.

Con la morte di Giovanni VI il 10 marzo 1826, Pietro divenne a tutti gli effetti suo erede e per breve tempo ereditò il Portogallo. Egli abdicò al trono a favore di sua figlia di sette anni, Maria da Gloria. La condizione, ad ogni modo, era che ella sposasse poi il fratello di Pietro Michele. La sorella di Pietro, l'infanta Isabella Maria divenne reggente per la nipote.

Nel 1827 Michele tentò di avanzare dei diritti sulla reggenza della giovane moglie, scavalcando Isabella Maria, anche se nessuno accettò queste sue pretese temendo una sua presa di potere ed egli fu quindi costretto ad allontanarsi in Spagna. Il 22 febbraio 1828 Michele tornò in Portogallo e quattro giorni dopo ottenne il grado di Luogotenente Generale. Michele e sua madre, Carlotta Gioacchina, iniziarono a cospirare contro la giovane Maria II nel tentativo di concedere a Michele il trono. Godendo del supporto della parte liberale del popolo e dell'insoddisfazione verso Pietro I, che tentennava tra le due corone portoghese e brasiliana, l'11 luglio 1828 Michele venne proclamato re. Gli Stati Uniti e il Messico furono gli unici due stati a riconoscerlo come sovrano. La Santa Sede, il Regno Unito, l'Austria, la Francia, il Regno delle Due Sicilie e la Spagna protestarono contro l'illegale soppressione della costituzione che aveva portato l'ascesa al trono di Michele.

Nell'agosto del 1829 Michele inviò uno squadrone di 22 navi alle Azzorre, controllate dal fratello Pietro. Dopo un giorno di scontri, i liberali sotto la guida del conte di Vila Flor emersero vittoriosi, prendendo centinaia di prigionieri. Nell'aprile del 1831 Pietro abdicò al trono brasiliano in favore di suo figlio Pietro II e salpò alla volta della Gran Bretagna, ove iniziò a organizzare una spedizione militare contro il fratello Michele in Portogallo.

Pietro entrò a Porto il 9 luglio 1832 e venne attaccato dalle armate portoghesi, anche se nelle successive settimane egli riuscì ad assediare alcune città costiere. L'assedio di Porto durò circa un anno, con molte battaglie ed assalti falliti. Pietro prese il rischio di mandare una spedizione via mare nell'Algarve (giugno 1833), malgrado Porto fosse ancora sotto assedio. Questa scommessa si rivelò una strategia vincente e, malgrado l'assedio continuasse, esso si rivelò secondario rispetto al teatro delle operazioni belliche. Il maresciallo João Francisco de Saldanha Oliveira e Daun riuscì a vincere l'assedio nell'agosto del 1833 e nel giro di un mese la città venne liberata. Nel luglio 1833, Pietro giunse a Lisbona, proclamando regina la figlia Maria II, con Pietro IV quale suo reggente.

Dopo altre rivolte minori, il 22 aprile 1834 venne siglata la Quadruplice Alleanza tra Portogallo, Spagna, Regno Unito e Francia, che si impegnarono a bandire per sempre il principe Michele dal Portogallo e l'infante don Carlos, conte di Molina, dalla Spagna.

Pietro morì al palazzo nazionale di Queluz, all'età di 35 anni, di tubercolosi. Nel 1972 le sue spoglie sono tornate in Brasile e sono state sepolte nel Museo di Ipiranga.

Matrimoni e figli[modifica | modifica sorgente]

Il 5 novembre 1817 sposò per procura a Rio de Janeiro Maria Leopoldina d'Asburgo-Lorena, arciduchessa d'Austria (1797-1826), figlia dell'imperatore Francesco I d'Austria (II di Germania), e dell'imperatrice Maria Teresa, nata principessa di Borbone. Dal matrimonio nacquero sette figli. Maria Leopoldina morì a causa di un aborto a Rio de Janeiro. I suoi resti sono sepolti a Ipiranga in San Paolo del Brasile.

Il 17 ottobre 1829 sposa Amelia de Beauharnais, Duchessa di Leuchtenberg, da cui ebbe una sola figlia:

Ebbe anche altri nove figli illegittimi di cui cinque con la sua favorita Domitilla, marchesa di Santos, uno con la sorella di quest'ultima e uno con una suora in Portogallo.

Albero genealogico[modifica | modifica sorgente]

Pietro IV del Portogallo Padre:
Giovanni VI del Portogallo
Nonno paterno:
Pietro III del Portogallo
Bisnonno paterno:
Giovanni V del Portogallo
Trisnonno paterno:
Pietro II del Portogallo
Trisnonna paterna:
Maria Sofia del Palatinato-Neuburg
Bisnonna paterna:
Maria Anna d'Asburgo
Trisnonno paterno:
Leopoldo I d'Asburgo
Trisnonna paterna:
Eleonora del Palatinato-Neuburg
Nonna paterna:
Maria I del Portogallo
Bisnonno paterno:
Giuseppe I del Portogallo
Trisnonno paterno:
Giovanni V del Portogallo
Trisnonna paterna:
Maria Anna d'Asburgo
Bisnonna paterna:
Marianna Vittoria di Borbone-Spagna
Trisnonno paterno:
Filippo V di Spagna
Trisnonna paterna:
Elisabetta Farnese
Madre:
Carlotta Gioacchina di Borbone-Spagna
Nonno materno:
Carlo IV di Spagna
Bisnonno materno:
Carlo III di Spagna
Trisnonno materno:
Filippo V di Spagna
Trisnonna materna:
Elisabetta Farnese
Bisnonna materna:
Maria Amalia di Sassonia
Trisnonno materno:
Augusto III di Polonia
Trisnonna materna:
Maria Giuseppa d'Austria
Nonna materna:
Maria Luisa di Borbone-Parma
Bisnonno materno:
Filippo I di Parma
Trisnonno materno:
Filippo V di Spagna
Trisnonna materna:
Elisabetta Farnese
Bisnonna materna:
Luisa Elisabetta di Borbone-Francia
Trisnonno materno:
Luigi XV di Francia
Trisnonna materna:
Maria Leszczyńska

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Trattamenti di
Pietro I del Brasile
Stemma
Imperatore del Brasile
Trattamento di cortesia Sua Maestà Imperiale
Trattamento colloquiale Vostra Maestà Imperiale
Trattamento alternativo Sire
I trattamenti d'onore
Trattamenti di
Pietro IV del Portogallo
Stemma
Re del Portogallo
Trattamento di cortesia Sua Maestà Fedelissima
Trattamento colloquiale Vostra Maestà Fedelissima
Trattamento alternativo Sire
I trattamenti d'onore

Onorificenze portoghesi[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Cristo
Gran Maestro e Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Gran Croce dell'Ordine della Torre e della Spada
Gran Maestro dell'Ordine di San Giacomo della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Giacomo della Spada
Gran Maestro dell'Ordine Militare di San Benedetto d'Avis - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Militare di San Benedetto d'Avis
Gran Maestro dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa

Onorificenze brasiliane[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine Imperiale del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Imperiale del Cristo
Gran Maestro dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud
Gran Maestro dell'Ordine Imperiale di Pietro I - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Imperiale di Pietro I
Gran Maestro dell'Ordine Imperiale della Rosa - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Imperiale della Rosa

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Regno di Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Regno di Spagna)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Regno di Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Regno di Spagna)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Regno di Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Regno di Spagna)
Cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo (Regno di Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo (Regno di Francia)
Cavaliere dell'Ordine di San Michele (Regno di Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Michele (Regno di Francia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Luigi (Regno di Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Luigi (Regno di Francia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria (Impero Austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria (Impero Austriaco)

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Imperatore del Brasile Successore Flag of Empire of Brazil (1870-1889).svg
non esistente 1822 - 1831 Pietro II
Predecessore Re del Portogallo Successore Armas rei portugal.png
Giovanni VI 26 marzo - 28 maggio 1826 Maria II
Predecessore Erede al trono del Portogallo Successore Armas rei portugal.png
Giovanni, principe reale
poi sovrano col nome di Giovanni VI
Principe ereditario
18161822
Pietro, principe reale
poi sovrano col nome di Pietro V
Predecessore Duca di Braganza Successore Armas rei portugal.png
Giovanni, principe reale
poi sovrano col nome di Giovanni VI
18161822 titolo unito alla corona portoghese I
titolo ricreato 18311836 Pietro, principe reale
poi sovrano col nome di Pietro V
II

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