Bacino San Marco
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Il Bacino San Marco (o Bacino di San Marco) è, a Venezia, lo spazio acqueo antistante piazza San Marco, compreso tra i canali del Lido, della Giudecca e il Canal Grande: vi si affacciano, oltre al molo della Piazzetta (con la mole di Palazzo Ducale, le colonne di San Marco e San Todaro e le facciate della Biblioteca Marciana), la riva degli Schiavoni (con la severa facciata delle Prigioni), l'isola di San Giorgio Maggiore (con la basilica e il monastero) e la punta della Dogana, con la sua Palla d'Oro.
Il bacino, con un fondale massimo di circa 12 m, è regolarmente attraversato dalle grandi navi in entrata e in uscita dal porto; al centro, due grandi boe d'ormeggio sono riservare all'attracco d'onore, specialmente per il naviglio militare.
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Il bacino nell'Ottocento |
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[modifica] Una strage dimenticata: l'affondamento della motonave Venezia-Fusina nel Bacino di San Marco
Il 14 agosto 1944 ebbe luogo il primo bombardamento sul centro storico di Venezia ad opera di tre bombardieri che, dopo aver mitragliato la zona di Malamocco colpendo una motonave della linea Venezia-Chioggia (episodio nel quale morirono 24 persone), si diressero verso il Bacino di San Marco: qui, tra la punta della dogana e l'isola di San Giorgio, era ormeggiata la nave ospedale tedesca Freiburg, vero obiettivo di tutta la missione. Gli Alleati, dopo un primo tentativo di colpire il bersaglio sganciando quattro bombe che - tuttavia - riuscirono solo a rovinare alcuni monumenti con lo spostamento d'aria da esse provocato, iniziarono a mitragliare in direzione dell'obiettivo. Il bersaglio fu colpito e fra le persone a bordo (in quel momento la nave non ospitava feriti) ci furono un morto e undici feriti, ma nello stesso momento stava transitando lì vicino una motonave della linea Venezia-Fusina che trasportava numerosi civili diretti in campagna per cercare cibo. Le raffiche di mitragliatrice colpirono anche la motonave tra i passeggeri della quale, alla fine, si contarono 15 morti e 50 feriti. Questi i nomi delle vittime: Carbon Ada Carter Umberto Davanzo Luigia Esposto Maria Ghezzo Amerigo Maestrello Silvana Mistro Domenico Munerati Augusto Nart Emilio Riccione Gaetano Rioda Adriana Rossetto Alba Scalabrin Oreste Scarpa Emilio un certo Giuseppe abitante in calle del Cengio a Sant'Elena

