Castello di Gorizia

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Coordinate: 45°56′39.48″N 13°37′39.43″E / 45.9443°N 13.62762°E45.9443; 13.62762

Castello di Gorizia
Castello di Gorizia
Castello di Gorizia
Ubicazione
Stato Italia Italia
Stato attuale in buono stato di conservazione
Regione Friuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
Città Gorizia
Informazioni generali
Tipo Fortezza medievale
Utilizzatore Contea di Gorizia, Asburgo, Repubblica di Venezia.
Primo proprietario Ottone III di Sassonia
Inizio costruzione XI secolo
Proprietario attuale Comune di Gorizia
Visitabile Si

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Il castello di Gorizia è una fortificazione risalente all'XI secolo costruita sul colle che domina la città da cui prende il nome.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La costruzione del castello di Gorizia è databile intorno al 1146, anno nel quale per la prima volta compare il titolo di conte di Gorizia, abbinato a Enrico IV di Spanheim, che presuppone la presenza di una fortificazione in loco.

È probabile che inizialmente una serie di strutture difensive come un terrapieno, un fossato, una palizzata avessero preceduto la costruzione di un torrione o mastio di pietra, il quale fu ampliato ulteriormente durante il XIII secolo con l'aggiunta di un palazzo signorile e un edificio di due piani. In questo stesso periodo era sicuramente presente un borgo al di fuori della palizzata provvisto a sua volta di una barriera difensiva e composto da case costruite obbligatoriamente in muratura, imposizione data ai residenti che si aggiungeva a quella di difendere il castello in caso di attacco.

L'ingresso del castello.

La prima raffigurazione del castello è risalente al 1307 impressa sul sigillo concesso alla città da Alberto II, sebbene la figura sia molto stilizzata si riesce a distinguere chiaramente il mastio. È probabile che intorno al 1350 il castello avesse sembianze simili a quello di Bruck presso Lienz.

Alla morte di Leonardo, l'ultimo conte di Gorizia, avvenuta nel 1500 il feudo e il castello di Gorizia divennero proprietà di Massimiliano I d'Asburgo imperatore del sacro romano impero; il quale, pur rinforzandone le difese, nel 1508 perse la fortificazione e il territorio che caddero nelle mani della Repubblica di Venezia la quale rivendicava la successione della contea.

Sotto la Serenissima il castello ebbe un'ulteriore opera di fortificazione per renderlo più adatto alla guerra rinascimentale che comprendeva l'utilizzo delle armi da fuoco, tra le varie modifiche apportate venne anche abbattuto il mastio dell'XI secolo, tuttavia Venezia riuscì ad occupare il territorio per soli tredici mesi fino al giugno del 1509.

Nel secolo successivo il castello venne utilizzato come carcere e come caserma e perdette il suo aspetto medievale, nel XVIII secolo venne ulteriormente ampliato con bastioni, polveriere e muraglioni, la costruzione di alcune di queste opere furono supervisionate dal matematico e astronomo Edmond Halley.

Il castello fu danneggiato durante i bombardamenti della prima guerra mondiale e oggetto di un restauro filologico negli anni che vanno dal 1934 e il 1937 dall'architetto Ferdinando Forlati con l'aiuto del genio militare e della soprintendenza delle Belle Arti di Trieste. Si decise di ritornare ad un aspetto medievale del castello e di abbandonare l'intonacatura bianca che la costruzione aveva acquisito durante il rinascimento.

Edificio[modifica | modifica sorgente]

Alcune vedute del castello.

Il castello adesso ospita il Museo del Medioevo Goriziano, gli interni sono arredati con mobili e suppellettili originali, e fanno mostra riproduzioni di armi bianche e macchine d'assedio. Nel cortile centrale è ancora possibile vedere i resti del vecchio torrione dell'XI secolo. Sopra l'entrata c'è una statua raffigurante il leone di san Marco, simbolo della Serenissima, pur risalente al XVI secolo non è mai stato utilizzato, a causa della breve dominazione veneziana, fino al 1919, anno in cui è stato collocato nella sua sede attuale. Sulla collina intorno al castello si estende un parco pubblico.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lucia Pillon, Robero Kusterle, Gorizia Millenaria, Libreria Editrice Goriziana, 2005, ISBN 88-86928-96-3
  • Maria Rosaria De Vitis Piemonti, Luciano Spangher, Conosciamo Gorizia, Pro Loco di Gorizia, 1987
  • Livio Tomasi, La selezione dei beni culturali: il restauro del Castello di Gorizia, Cassa di risparmio di Gorizia, 1985
  • Maddalena Malni Pascoletti, La cittadella fortificata di Gorizia e la Porta Leopoldina tra guerra e arte, Italia Nostra - Sezione di Gorizia, 2008

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