Muro di Gorizia

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Cartello multilingue presso la piazza della Transalpina che mostrava il tracciato del confine di stato e l'area di libera circolazione inaugurata nel 2004. I quattro cartelli all'angolo della piazza sono stati rimossi in seguito dell'attivazione della convenzione di Schengen

Il cosiddetto Muro di Gorizia è, in realtà, una recinzione - un muro in calcestruzzo di alcuni centimetri sormontato da una ringhiera ad altezza d'uomo - costruita nel 1947 e collocata lungo la frontiera italo-jugoslava all'interno della città di Gorizia.

Il "muro" separa l'abitato goriziano rimasto italiano dai quartieri periferici e dalla stazione ferroviaria della linea Transalpina, che furono annessi al termine della seconda guerra mondiale alla Jugoslavia.

Nel 2004, a seguito dell'ingresso della Slovenia nell'Unione Europea, ne è stata smantellata la porzione che divideva in due il piazzale della Transalpina.

La città di Nova Gorica (Nuova Gorizia) sorse successivamente alla separazione con l'intenzione di contrapporre simbolicamente i progressi del mondo socialista a quello capitalista, e la piazza della Transalpina divenne uno dei simboli della separazione politico-ideologica tra l'Europa occidentale e quella orientale durante gli anni della guerra fredda.

[modifica] L'area di libero transito

La Piazza della Transalpina prende il suo nome dalla linea ferroviaria di cui fa parte la stazione. Questo tratto venne inaugurato dall'arciduca Francesco Ferdinando nel 1906 e collega Trieste con Jesenice per poi addentrarsi nell'Europa centrale. Oggi l'intera piazza è stata ristrutturata in modo da formare un unico spazio pubblico dove è permessa la libera circolazione dei pedoni. In luogo della parte centrale del muro c'è un mosaico circolare e il confine di stato - rimossa la barriera fisica - è ora indicato da una linea di mattonelle di pietra.

Fino al 22 dicembre 2007 la libera circolazione era possibile solo all'interno della piazza; con l'ingresso della Slovenia nell'area di sicurezza definita dagli Accordi di Schengen, il confine è stato eliminato del tutto. Fino al 22 dicembre 2007, infatti, per accedere legalmente al territorio sloveno o a quello italiano era necessario esibire i documenti ai valichi di frontiera, dove erano presenti e attivi i presidi della pubblica sicurezza italiana e della "policija" slovena. A partire dal 2006, tuttavia, la polizia slovena effettuava il servizio regolare solo presso i valichi internazionali di 1ª categoria (Casa Rossa e Sant'Andrea) mentre in quelli secondari (Salcano, San Pietro e Merna) la presenza era solo saltuaria.

Negli ultimi anni la piazza è stata luogo di ritrovo di varie manifestazioni ed eventi sportivi transfrontalieri.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Piazza della Transalpina.

[modifica] Curiosità

Nella memoria dei goriziani uno dei simboli più evidenti della guerra fredda fu la stella rossa collocata sul frontone del palazzo della stazione, accompagnata dalla scritta in sloveno «Mi gradimo socializem» («Noi costruiamo il socialismo»). A seguito dell'indipendenza slovena, venne dapprima addobbata come una stella cometa in occasione del Natale, e successivamente rimossa, ed oggi è conservata all'interno della stazione.

[modifica] Bibliografia

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