Sistema di comando e controllo

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Il sistema di comando e controllo, comunemente detto SCC, è un sistema di regolazione della circolazione ferroviaria sia nelle linee più importanti di una rete che nei nodi, le aree ferroviarie all'interno di insediamenti metropolitani.

Esempio di sala SCC

Caratteristiche generali[modifica | modifica sorgente]

Il sistema rappresenta un'importante evoluzione tecnologica del precedente e più semplice CTC e permette l'integrazione in un unico posto del controllo e del comando della circolazione dei treni su un vasto numero di linee e nodi ferroviari, comprendendo le apparecchiature di blocco automatico, l'azionamento dei deviatoi, dei passaggi a livello ed inoltre del rilevamento della temperatura delle boccole dei rotabili circolanti, della videosorveglianza degli impianti, degli annunci sonori e visivi dei passaggi dei treni. Il sistema oltre ad essere coordinato con gli altri SCC della rete è provvisto di dispositivi di registrazione delle comunicazioni tra personale di bordo e posto centrale.

Nel SCC le attività di comando, controllo, coordinamento e comunicazione verso le stazioni dell'Area Controllata, sono elaborate presso il Posto Centrale, dove sono riposte tutte le funzioni, l'organizzazione e le relative tecnologie, questo permette un incremento operazionale della rete controllata anche del 50%.

Questo sistema di controllo, a causa degli elevati costi d'impianto, al momento non viene applicato sulle linee a scarso traffico e a binario unico, che continuano a essere gestite con i sistemi CTC (Centralized Traffic Control), bensì alle linee a doppio binario e ad alta densità e promiscuità di traffico.

Lo sviluppo di questo sistema è iniziato sulla rete italiana nel 1997. Il primo impianto è stato inaugurato il 8 luglio 2002 a Pisa dove è stato installato un SCC in grado di controllare e comandare il traffico dalla stazione di Sestri Levante alla stazione di Maccarese, la linea Pontremolese, il nodo di Lucca e la Pisa-Empoli. L'impianto di Pisa impegna una ventina di operatori nella grande sala-controllo dotata di 80 m2 di pannelli luminosi. L'impianto di SCC è in corso di installazione su tutte le principali linee e nodi della rete italiana, con la previsione di raggiungere il 97 % di linee RFI[1]

DOTE (dirigente operativo trazione elettrica)[modifica | modifica sorgente]

Con questo termine si indica il complesso di persone e di impianti che servono a garantire la qualità e la continuità del servizio di alimentazione delle linee ferroviarie italiane a trazione elettrica. Le attività del DOTE consistono nella gestione della manutenzione sia preventiva che correttiva su tutti gli impianti di alimentazione della linea di contatto e sulla linea di contatto stessa. L'attività di controllo viene svolta in apposite sale con sistemi SCADA tramite i quali è possibile verificare e manovrare l'assetto dell'intera rete.

La storia dei DOTE computerizzati inizia alla fine degli anni anni ottanta. Grazie ai finanziamenti ottenuti in occasione dei mondiali di calcio del 1990, le ferrovie italiane commissionarono il primo DOTE computerizzato per l'installazione sulla linea Roma-Fiumicino.

In seguito al successo di questa, l'architettura di comando e controllo adottata a suo tempo in via semisperimentale lungo tale direttrice è diventata praticamente lo standard per l'intera rete ferroviaria italiana.

SCC installati e in corso di installazione[modifica | modifica sorgente]

  • Linee tradizionali
    • Bologna - Brennero (sede Verona)
    • Direttrice Adriatica (sede a Bari)
    • Direttrice Tirrenica (sede Pisa) (e diramazione Pisa-Empoli e Pontremolese)
    • Nodo di Bologna
    • Nodo di Genova
    • Nodo di Napoli
    • Nodo e bacino di Venezia/Pontebbana (sede a Mestre)
    • Rete Sarda (sede Cagliari)
    • Nodo di Palermo
    • Palermo - Messina
  • Linee AV/AC
    • Nodo di Bologna
    • Torino - Milano
    • Milano - Venezia
    • Milano - Firenze
    • Nodo di Roma
    • Milano - Genova
    • Roma - Napoli

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Marco Bruzzo.Via libera all'SCC- tuttoTreno. Albignasego. DuegiEditrice.2002

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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