Fondi strutturali

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I fondi strutturali sono gli strumenti di intervento creati e gestiti dall'Unione europea per finanziare vari progetti di sviluppo all'interno dell'Unione europea. Gli obiettivi principali dei fondi strutturali sono tre: la riduzione delle disparità regionali in termini di ricchezza e benessere, l'aumento della competitività e dell'occupazione e il sostegno della cooperazione transfrontaliera. I fondi strutturali impegnano il 37,5% del bilancio complessivo dell'Unione europea.

Scopo[modifica | modifica wikitesto]

Sin dalla nascita dell'Unione europea, agli occhi dei sostenitori risultava evidente che per raggiungere una forma politica pienamente federata, quindi non solo di convenienza economica (assunto ribadito come principio nel Trattato di Maastricht, 1992), si doveva operare per eliminare le profonde differenze esistenti tra le regioni più ricche e quelle meno avvantaggiate. A tale scopo fu varata un'apposita politica di interventi sul territorio. In particolare, ai sensi del Trattato di Lisbona, la UE ha elaborato e continua a sostenere una specifica politica di coesione economica e sociale.

Lo strumento elaborato per concretizzare tale finalità sono, appunto, i cosiddetti fondi strutturali europei. Questi nel corso del tempo hanno subito continue e opportune modifiche, in rapporto tendenzialmente coerente con le diverse posizioni politiche e programmatiche assunte nel tempo, dall'Unione europea.

Realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

I fondi strutturali europei nei due ultimi cicli (settennali) hanno avuto a disposizione circa un terzo del bilancio della UE. Nel 2000-2006 circa 195 miliardi di euro e in quello appena concluso (2007-2013) sono diventati circa 335 miliardi. Questi iniziali dati dovrebbero essere sufficienti per delineare l'importanza strategica dei fondi strutturali. Alla loro riuscita partecipano migliaia di funzionari per assicurare che le migliaia e migliaia di progetti sovvenzionati (non a pioggia) seguano le aspettattive previste.

In questo contesto, i fondi strutturali, ossia: FESR - fondo europeo di sviluppo regionale e FSE - Fondo sociale europeo, per citare i più recenti, sono strumenti polivalenti (finanziari, di programmazione, di pianificazione, ecc.) che da un lato sono stati creati dalla UE per cofinanziare e programmare, in modo pluriennale, gli interventi sul territorio, e dall'altro hanno sigle differenti perché si occupano di aree funzionali differenti, organicamente volti al fine complessivo ora ricordato.

Inoltre a livello delle singole Regioni UE i fondi strutturali vengono espressi da specifici programmi, analoghi nei fatti agli strumenti di programmazione e pianificazione territoriale. Tra questi si possono menzionare i cosiddetti programmi operativi (PO) sia regionali (POR) sia sovraregionali (PON), vincolati alle line guida dettate dai rispettivi regolamenti[1]. Come ogni programmazione economica e/o territoriale complessa e pluriennale la durata dei cicli, tuttavia, è più ampia degli anni formalmente indicati. Infatti, i due ultimi cicli dei fondi strutturali si chiudono fiscalmente due anni dopo il rispettivo termine. Ossia il ciclo 2000-2006 nel 2008 e quello 2007-2013 è prevista nel 2015[2]. Inoltre, per quanto riguarda la valutazione dei risultati di quanto progettato e realizzato, sono necessari ancora altri anni oltre il termine formale, che dipende dalla tipologia del progetto, e che complica non poco la fase della valutazione dei risultati dei fondi strutturali.

Programmazione 2000-2006[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo di programmazione 2000-2006 ha utilizzato come strumenti finanziari della politica di coesione economica e sociale i seguenti fondi strutturali:

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

I fondi strutturali per la programmazione 2000-2006 avevano tre obiettivi:

  • Obiettivo 1: aveva lo scopo di promuovere lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo; vi rientravano in particolare le regioni il cui PIL pro capite è minore del 75% della media europea, come ad esempio le regioni del mezzogiorno d'Italia.
    L'Obiettivo 1 si rivolgeva ad un numero limitato di Regioni UE, ma disponeva di circa il 70% degli interi finanziamenti (195 miliardi di euro complessivi).
  • Obiettivo 2: aveva lo scopo di sostenere la riconversione socioeconomica delle zone con difficoltà strutturali.
  • Obiettivo 3: era mirato a sostenere, per le regioni escluse dall'obiettivo 1, l'ammodernamento dei sistemi di istruzione, formazione e occupazione.

Interventi[modifica | modifica wikitesto]

La programmazione degli obiettivi a livello nazionale era regolata per l'Obiettivo 1 e l'Obiettivo 3 dal quadro comunitario di sostegno (QCS), mentre il Documento unico di programmazione (DOCUP) faceva riferimento all'Obiettivo 2. Tali documenti erano la base per gli interventi, ed ordinavano le spese concesse ai fondi strutturali. Questi programmi analizzando la situazione ex ante socio-economica e ambientale delle Regioni interessate dallo specifico obiettivo, delineavano le linee di intervento all'interno dei cosiddetti assi prioritari che ordinavano l'ampia casistica dei materiali propositivi e progettuali di ogni singolo programma operativo (PO).

All'interno di ogni obiettivo si sviluppavano quindi i programmi operativi, che si dividevano in programmi operativi nazionali (PON) e programmi operativi regionali (POR) che delineavano gli obiettivi specifici all'interno degli assi.

Programmazione 2007-2013[modifica | modifica wikitesto]

La programmazione adottata per il ciclo 2007-2013 è prodotta da un lato a partire dagli effetti (positivi/negativi) di quanto realizzato nel ciclo precedente (2000-2006), e dall'altro in considerazione dei nuovi obiettivi programmatici inseriti, nel frattempo, nell'agenda ideale della UE.

Tra questi vanno ricordate le svolte sia di Lisbona sia di Göteborg, che hanno introdotto diverse variazioni programmatiche negli obiettivi del progetto UE. In particolare hanno ampliato gli indicatori e gli obiettivi meramente economici, quale presupposto e garanzia della crescita territoriale. Infatti, il consiglio europeo di Lisbona (2000) ha rivalutato l'importanza della conoscenza, e quello di Göteborg (2001) del ruolo dell'ambiente. Rispetto al ciclo precedente, alcuni fondi hanno cambiato nome e finalità e alcuni altri cambiamenti sono stati decisi.

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

Gli obiettivi (2007-2013) sono tre:

  • Convergenza. Questo obiettivo è volto ad accelerare la convergenza degli Stati membri e delle Regioni in ritardo di sviluppo, migliorando le condizioni di crescita e d'occupazione. I settori d'intervento sono i seguenti: qualità degli investimenti in capitale fisico e umano, sviluppo dell'innovazione e della società basata sulla conoscenza, adattabilità ai cambiamenti economici e sociali, tutela dell'ambiente nonché efficienza amministrativa. Il finanziamento è effettuato tramite Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo Sociale Europeo e Fondo di coesione.
  • Competitività regionale e occupazione. Questo obiettivo punta, al di fuori delle regioni in ritardo di sviluppo, a rafforzare la competitività, l'occupazione e le attrattive delle regioni. Esso consentirà di anticipare i cambiamenti socio-economici, promuovere l'innovazione, l'imprenditorialità, la tutela dell'ambiente, l'accessibilità, l'adattabilità dei lavoratori e lo sviluppo di mercati di lavoro che favoriscano l'inserimento. Il finanziamento è effettuato tramite Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo Sociale Europeo.
    Le regioni ammissibili sono le regioni che beneficiavano dei finanziamenti per la convergenza nel periodo di programmazione 2000-2006 e che nel nuovo ciclo non soddisfano più i criteri di ammissibilità dell'obiettivo convergenza, soprattutto a causa dell'allargamento dell'UE verso est. Tali regioni beneficiano di un finanziamento transitorio. Spetta alla Commissione selezionare ed adottare l'elenco delle regioni UE ammissibili. Per il principio di esclusione, le Regioni della Comunità non ammissibili all'Obiettivo Convergenza rientrano nei rimanenti Obiettivi.
    Per quanto riguarda i programmi finanziati dal FSE, la Commissione ha proposto quattro priorità, in linea con gli orientamenti formulati nell'ambito della Strategia europea per l'occupazione (SEO): accrescere l'adattabilità dei lavoratori e delle imprese, potenziare l'accesso all'occupazione, rafforzare l'inserimento sociale e avviare riforme nel settore dell'occupazione e dell'inserimento.
  • Cooperazione territoriale europea. Questo obiettivo è inteso a rafforzare la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale, basandosi sulla precedente iniziativa Interreg. L'azione è finanziata dal FESR. L'obiettivo consiste nel promuovere la ricerca di soluzioni congiunte a problemi comuni tra le autorità confinanti, come lo sviluppo urbano, rurale e costiero e la creazione di relazioni economiche e reti di piccole e medie imprese. La cooperazione è orientata su ricerca, sviluppo, società dell'informazione, ambiente, prevenzione dei rischi e gestione integrata delle acque.
    Sono ammissibili regioni situate lungo le frontiere terrestri interne e talune frontiere esterne, nonché alcune frontiere marittime adiacenti.

Interventi[modifica | modifica wikitesto]

L'articolazione territoriale degli interventi viene ripartita in:

  • PON (programmi operativi nazionali)
  • POR (programmi operativi regionali) monofondo
  • POIN (programmi operativi interregionali)

Programmazione 2014-2020[modifica | modifica wikitesto]

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

Interventi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scala UE
  2. ^ Fonti istituzionali

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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