Argei

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Gli Argei sono figure della mitica storia delle origini di Roma, che secondo Varrone erano i principi giunti nella penisola italiana al seguito di Ercole e si erano stabiliti nel villaggio fondato dal dio Saturno sul Campidoglio.

A queste figure erano collegate due feste religiose: il 16 e 17 marzo una processione percorreva i 27 sacraria (dalla regio suburana a quella Esquilina, Collina e Palatina). La seconda festa, detta dei Lemuria, del 14 maggio era ugualmente una processione, che si concludeva, presso il ponte Sublicio, con il lancio nel Tevere da parte delle Vestali, di fantocci in giunco (scirpea), rappresentanti gli stessi Argei.

I 27 "sacrari degli Argei", elencati da Varrone in modo incompleto, corrispondono a un'antichissima divisione del territorio cittadino, precedente a quella delle 4 "regioni serviane" (da Servio Tullio) del VI secolo a.C. e si collegano con il Septimontium e con le curie.

Ovidio (Fas. V,622-659) riporta le diverse interpretazioni di questo rito che ai suoi tempi erano correnti.

Comincia con la storia leggendaria del responso di Giove Fatidico che avrebbe ordinato ai primi abitanti del luogo, al tempo in cui quella terra era detta Saturnia, di offrire a tale dio tanti corpi consacrati di vecchi quante erano le loro gentes. Ammette quindi che all'inizio e sinché Ercole non venne nel Lazio si trattasse di sacrifici umani. Ercole appunto avrebbe fatto gettare dei sostituti di giunco, dando così origine al rito presente. Sicché pur ammettendo il senicidio come origine del rito degli Argei, ne rifiuta la pratica da parte dei Romani, negando che questi si siano mai macchiati di tale empietà.

Infine per ultima pone in bocca al dio Tevere l'interpretazione che probabilmente gli pareva la più verisimile o accettabile, secondo la quale il rito sarebbe il ricordo, rappresentato simbolicamente da simulacri, della pratica della sepoltura in acqua, spiegata qui come desiderio degli eroi argivi restati a vivere sul territorio della futura Roma di esser sepolti nel fiume onde poter tornare in morte al paese natale di là del mare.

Tale interpretazione porrebbe tra l'altro il rito degli Argei in connessione con le pratiche di sepoltura nell'acqua diffuse tra molti popoli e appartenenti a un complesso religioso e rituale assai antico, legato all'idea della morte come viaggio per acqua verso la terra dagli antenati.

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