Liberalia

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Liberalia
Tipo di festa religiosa
Periodo 17 marzo
Celebrata a Roma
Religione Religione romana
Oggetto della celebrazione Festività romane in onore di Liber Pater e la consorte, Libera

I Liberalia erano delle celebrazioni romane in onore di Liber Pater e della consorte Libera. La festa si teneva il 17 marzo in occasione del sedicesimo anno di età di un ragazzo, quando cioè si deponevano la bulla e la toga praetexta (o libera) e si prendeva la toga virilis; il motivo di ciò era che il ragazzo passava dallo stato di puer a quello di adulto, con tutti i diritti ed i doveri del cittadino romano.

Rito[modifica | modifica sorgente]

La parte privata del festeggiamento avveniva a casa: il giovane deponeva sull'altare dei Lari la propria bulla, una collana (d'oro per i più ricchi ed in cuoio per chi non potesse permetterselo) datagli quando era ancora in fasce in cui erano contenuti oggetti adibiti a proteggere il fanciullo. Sull'altare era posta anche la barba ottenuta dalla prima rasatura del ragazzo. In seguito abbandonava la toga pretesta (che era decorata con una sottile striscia di porpora), indossata da ragazzino, e gli veniva consegnata la toga virile; se il giovane era di rango senatorio la toga presentava una striscia di porpora più larga (laticlavia), se era di rango equestre una striscia più stretta (angusticlavia), altrimenti la toga era in tinta unita. La mattina la famiglia consumava la colazione sull'orlo della strada.[1]

Successivamente tutta la famiglia usciva per strada, dove le sacerdotesse di Libero (equivalente al greco Dioniso) incoronate di edera vendevano torte a base di olio e miele, di cui staccavano una parte per porla su di un altare in favore di chi le comprava. [2]In epoca tardorepubblicana Libero presiedeva ai ragazzi e Libera alle ragazze. In seguito si formava per le strade la processione davanti a cui era posto un fallo in cima ad una pertica. Solo al termine della cerimonia una matrona considerata la più virtuosa poteva coprire l'attributo con un piccolo covone di grano.

Lo stesso giorno le Vestali si recavano in un luogo in cui c'erano ventisette (secondo altre fonti ventiquattro) piccoli edifici sacri dal tetto di giunchi chiamati Argei, mentre i sacerdoti Salii compivano dei giochi chiamati Agonalia dedicati a Marte. Non si sa tuttavia se fra tutte queste feste ci fosse un legame.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tertulliano, Apologetico, §42.
  2. ^ Ovidio, Fasti, III, 725 ss.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Renato Del Ponte. La religione dei Romani. Milano, Rusconi, 1992, p. 126. ISBN 8818880292.
  • « Liberalia », da Charles Victor Daremberg et Edmond Saglio (dir.), Dictionnaire des Antiquités grecques et romaines, 1877-1919
  • The Argei