Quinto Cecilio Metello Celere

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Quinto Cecilio Metello Celere
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Nome originale Quintus Caecilius Metellus Celers
Gens Caecilii Metelli
Consolato 60 a.C.

Quinto Cecilio Metello Celere (in latino Quintus Caecilius Metellus Celer; 103 a.C.59 a.C.) è stato un politico romano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nipote di Lucio Cecilio Metello Diademato e figlio di Quinto Cecilio Metello Celere venne adottato da Quinto Cecilio Metello Nepote. Fu tribuno della plebe nel 72 o nel 71 a.C. ed edile nel 67 a.C. Prestò servizio come legato di Gneo Pompeo Magno dal 66 a.C. al 64 a.C.[1] Nel 63 a.C. fu pretore e augure distinguendosi per l'interruzione con un pretesto del processo di Gaio Rabirio seguito all'omicidio del tribuno della plebe Saturnino avvenuto trentasette anni prima. Dopo essersi battuto contro i Catilinari si recò nella Gallia Cisalpina. Nel 60 a.C. venne eletto console con Lucio Afranio.
Da sempre uomo di Pompeo durante il suo consolato cambiò orientamento politico vedendo come una terribile infamia il divorzio di Pompeo dalla sua sorellastra Mucia Terzia con conseguente accusa di tradimento (forse ad opera di Giulio Cesare). Dopo aver portato avanti una politica anticesariana morì nel 59 a.C. per un incidente domestico pochi giorni prima di recarsi nella Gallia Cisalpina dove avrebbe dovuto assumere la carica di governatore. Sua moglie fu la scandalosissima Clodia, la cui bellezza e virtù fu esaltata, secondo tesi largamente accolte, dal poeta Gaio Valerio Catullo con lo pseudonimo di Lesbia, mentre sua figlia fu Cecilia Metella Celere. Non è escluso che sia stata la stessa moglie Clodia ad uccidere Metello Celere con del veleno. Quest'ultima aveva infatti numerosi amanti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XXXVI, 54.2.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Fezzi, Il tribuno Clodio, Roma-Bari, Laterza, 2008.
Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Marco Valerio Messalla Corvino
Marco Pupio Pisone Frugi Calpurniano
(60 a.C.)
con Lucio Afranio
Gaio Giulio Cesare I
Marco Calpurnio Bibulo