Ritratto di Emilia Pia da Montefeltro

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Ritratto di Emilia Pia da Montefeltro
Ritratto di Emilia Pia da Montefeltro
Autore Raffaello
Data 1504-1505 circa
Tecnica olio su tavola
Dimensioni 58 cm × 36 cm 
Ubicazione Baltimore Museum of Art, Baltimora

Il Ritratto di Emilia Pia da Montefeltro è un dipinto a olio su tavola (58x36 cm) attribuito a Raffaello Sanzio, databile al 1504-1505 circa e conservato nel Baltimore Museum of Art a Baltimora.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera ha sul retro un'iscrizione che riporta "Emilia Pia da Montefeltro" e un sigillo con una scritta frammentaria, interpretata solitamente come "[Fo]ntico tedescho di V[enezia]", cioè il Fondaco dei Tedeschi.

Doveva essere nelle raccolte ducali di Urbino, portate a Firenze nel 1625 con la dote di Vittoria Della Rovere. Finì in seguito a Vienna, dove venne ripulita da Sikora prima di entrare nella collezione Covay-Stoop di Erlenbach, presso Zurigo. Venne poi venduta e, arrivata alla Galleria Kleinberger di New York, finì alla sede odierna.

Se l'identificazione col personaggio è confermata da una medaglia attribuita ad Adriano Fiorentino, più dubbi ha generato l'attribuzione a Raffaello o meno, seguendo in larga misura le vicende del Ritratto di Elisabetta Gonzaga, col quale ha più di un'analogia, storica, formale e attributiva.

Fu Gronau a riferirla per primo a Raffaello, confermato da Berenson, Longhi, Volpe e Camesasca. L'ipotesi fu invece respinta da Brizio.

La datazione proposta per il dipinto si basa su dati stilistici, sull'età presunta del soggetto effigiato, ed essenzialmente è legata a doppio filo a quella del Ritratto di Elisabetta Gonzaga, oggi agli Uffizi.

Entrambe le nobildonne si fecero ritrarre anche da una medaglia, creata da Adriano Fiorentino: pure le medaglie sono pressoché identiche, cambia solo l'iscrizione del nome.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Emilia Pia di Carpi e Sassuolo, nota per nozze come Emilia Pia da Montefeltro, era un'importante nobildonna gravitante alla corte di Urbino, descritta nel Cortegiano di Baldassarre Castiglione. Era moglie di Antonio da Montefeltro Conte e Signore di Cantiano, figlio del Duca Federico da Montefeltro e fratello del Duca Guidobaldo; fu una delle più intime amiche e confidenti della cognata, la duchessa Elisabetta Gonzaga: è alquanto probabile che il suo ritratto emulasse proprio per esplicita richiesta quello della più celebre parente.

È ritratta a metà figura in una posa frontale piuttosto inconsueta e di sapore arcaicizzante, leggermente impacciata; lo sfondo è scuro e uniforme. L'abito e l'acconciatura della donna sono semplici, dai toni scuri. Solo l'ampia scollatura e la nobiltà del portamento chiariscono di essere davanti a un ritratto di dama, piuttosto che di una donna qualsiasi. La donna non indossa gioielli, né ha un'acconciatura elaborata, ma piuttosto di foggia quasi monacale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierluigi De Vecchi, Raffaello, Rizzoli, Milano 1975.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]