Visitazione (Raffaello)

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Visitazione
Visitazione
Autore Raffaello Sanzio e aiuti
Data 1517 circa
Tecnica olio su tavola trasportata su tela
Dimensioni 200 cm × 145 cm 
Ubicazione Museo del Prado, Madrid

La Visitazione è un dipinto a olio su tavola trasportata su tela (200x145 cm) di Raffaello Sanzio e aiuti, databile al 1517 circa e conservato nel Museo del Prado di Madrid. L'opera è firmata su una pietra in primo piano "RAPHAEL URBINAS F.[ecit] MARINVS BRANCONIVS F.F".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La tavola fu commissionata da Giovanni Branconio, protonotaro apostolico, per volere di suo padre Marino Branconio, che la destinò alla chiesa di San Silvestro all'Aquila; fu pagata 300 scudi. La scelta del soggetto è sicuramente legata a questioni di devozione familiare: sua moglie si chiamava infatti Elisabetta, per questo al figlio aveva dato nome Giovanni. Nel 1655 fu acquistato da Filippo IV di Spagna[senza fonte] e pervenne al monastero dell'Escorial; fu a Parigi dal 1813 al 1822, per effetto delle spoliazioni napoleoniche: in tale occasione si procedette al trasporto su tela, pratica allora consueta in Francia, dopodiché tornò nelle collezioni spagnole[1].

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

In primo piano va in scena la visitazione, con la figura monumentale di sant'Elisabetta che incede verso Maria incinta. La prima è anziana e nella sua concitazione si legge tutta la sorpresa per la miracolosa gravidanza che l'ha riguardata in età così tarda. La scena è ambientata in un luminoso paesaggio, con il Battesimo di Cristo sullo sfondo, corredato da una sfolgorante apparizione del Creatore tra angeli, di michelangiolesca memoria, che ricorda da vicino la Visione di Ezechiele nella Galleria Palatina a Firenze.

La stesura è spesso attribuita ad aiuti del maestro, quali Giovan Francesco Penni, Giulio Romano o Perin del Vaga.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De Vecchi, cit., pag. 122.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierluigi De Vecchi, Raffaello, Rizzoli, Milano 1975.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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