Maestà del Louvre

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Maestà del Louvre
Maestà del Louvre
Autore Cimabue
Data 1280 circa
Tecnica tempera su tavola
Dimensioni 424×276 cm
Ubicazione Louvre, Parigi

La Maestà del Louvre è un'opera a tempera e oro su tavola (276x424 cm) di Cimabue, databile attorno al 1280 e conservata al Louvre di Parigi.

Indice

Storia [modifica]

Il dipinto, che si trovava nella chiesa di San Francesco a Pisa, venne trasportato a Parigi durante l'occupazione napoleonica da Jean Baptiste Henraux, su interessamento diretto dell'allora direttore del Museo Napoleone, particolarmente interessato alla pittura "primitiva" italiana. Dopo le restituzioni la grande tavola fece parte di quei circa 100 dipinti che rimasero in Francia, per via delle grosse dimensioni che rendevano difficoltoso il trasporto.

Descrizione e stile [modifica]

Verso il 1280 Cimabue eseguì la Maestà del Louvre, ritenuta anteriore alla Maestà di Santa Trinita. Il trono è infatti disegnato con un'assonometria intuitiva, non con la pseudo-prospettiva frontale come nell'altra tavola. Gli angeli sono disposti ritmicamente attorno alla divinità secondo precisi schemi di simmetria, con l'inclinazione ritmica delle teste e senza un interesse verso la loro disposizione illusoria nello spazio: levitano infatti l'uno sopra l'altro (non l'uno dietro l'altro). Il trono in tralice è uguale a quello della Maestà dipinta da Cimabue stesso nella Basilica inferiore di Assisi (databile tra il 1278 e il 1280), mentre gli angeli sono più schematici, il che ha fatto pensare a una datazione anteriore o alla presenza di un collaboratore.

Molto fine è il modo con cui i panneggi avvolgono il corpo delle figure, soprattutto della Madonna, che crea un realistico volume fisico. Non vi è usata l'agemina (le striature dorate).

Cimabue con quest'opera stabilì un nuovo canone per l'iconografia tradizionale della Madonna col Bambino, con il quale si dovettero confrontare i pittori successivi: la Maestà è il modello più diretto per la Madonna Rucellai di Duccio di Buoninsegna, già in Santa Maria Novella e oggi agli Uffizi (con un trono analogo, e con una cornice con testine di santi quasi identica), che viene per questo attribuita a pochi anni dopo, verso il 1285 circa.

Galleria [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • Eugenio Battisti, Cimabue, Milano, Istituto Editoriale Italiano, 1963.

Voci correlate [modifica]

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