Il giuramento degli Orazi

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Il giuramento degli Orazi
Il giuramento degli Orazi
Autore Jacques-Louis David
Data 1784
Tecnica olio su tela
Dimensioni 330 cm × 425 cm 
Ubicazione Musée du Louvre, Parigi

Il giuramento degli Orazi è un dipinto (330x425 cm) realizzato nel 1784 dal pittore Jacques-Louis David. È conservato nel Musée du Louvre di Parigi.

Il soggetto è tratto da una leggenda romana, secondo cui, durante il regno di Tullio Ostilio, per decidere l'esito della guerra tra Roma e Alba Longa, tre fratelli romani (gli Orazi) si dovettero scontrare contro tre fratelli di Alba (i Curiazi). Dei Curiazi non sopravvisse nessuno mentre dei tre Orazi uno riuscì a ritornare sancendo la vittoria di Roma, perché questo, dopo che i suoi due fratelli vennero uccisi dai nemici, incominciò a correre, inseguito dai Curiazi: correndo, riuscì a fare sì che i tre si distanziassero, così che lui, aspettatone uno, lo uccideva e riprendeva a correre inseguito da un altro, lo aspettava e lo uccideva e così via fino ad ucciderli tutti e tre.

La donna che piange seduta è una delle sorelle degli Orazi (Camilla), che, destinata sposa a uno dei Curiazi, si rende conto che perderà qualcuno di caro in entrambi i casi.

David si trovava a Roma quando dipinse Il giuramento degli Orazi, datato 1784, ma realizzato fra l'autunno 1783 e l'estate 1785. Commissionato dal conte d'Angivilier per conto del re di Francia, il quale voleva la rappresentazione di un episodio della storia della Roma monarchica, fu esposto per la prima volta presso lo studio del pittore nella capitale vaticana, a Palazzo Costanzi, presso Piazza del Popolo. La tela venne poco dopo trasferita a Parigi, dove rimase al Salon del 1785 durante gli ultimi giorni di apertura.

Il quadro è considerato il "manifesto" del neoclassicismo, non solo Francese. La tela avrebbe ispirato, nel 1800, il compositore italiano Bernardo Porta, amico del pittore, per la sua opera Les Horaces, sul testo di Pierre Corneille.

Interpretazione[modifica | modifica sorgente]

Jacques-Louis David ha voluto immortalare una celebre leggenda romana. Sulla scena sono rappresentati i tre fratelli Orazi pronti al combattimento contro i Curiazi. I tre giovani giurano massima fedeltà e grande onore alla loro famiglia ricevendo in seguito le armi consegnate dal padre. La scena ricalca il classico dramma poetico: da un lato prodi combattenti che, nonostante l’età e nonostante la probabile inesperienza, decidono di scontrarsi per la pace di Roma, dall’altro lato, in netto contrasto psicologico, le donne legate ad entrambe le famiglie, quest'ultime capiscono che qualunque sia l'esito della battaglia sarà comunque un'amara sconfitta. Il pittore sembra voler dare più spazio all’azione eroica dei tre: infatti, attirano l’attenzione dello spettatore grazie alle proporzioni maggiori e alla luce che li investe e li esalta. David mostra un mondo romano (antico) in cui lacrime, sensibilità e amore non contano nulla davanti ai valori militari, bisogna essere freddi, mostrarsi uniti, convinti e sicuri anche quando mancano delle motivazioni. Le figure disegnate e fotografate sono rigide e tenaci. Le donne in lacrime fanno capire come e quanto la guerra (ieri come oggi) sia un evento tragico.

Il soggetto storico è qui utilizzato con un unico fine: l’esaltazione dell’eroismo. L’eroe, in questa opera, ha caratteri di intensa virilità che sono in contrasto con i caratteri raffinati dei tanti damerini che affollavano la società aristocratica del Settecento. Sono eroiche anche le donne che devono subire tutto il dolore. La differenza psicologica dei personaggi viene resa visibile dalle pose che loro assumono: diritte e tese le linee che formano gli uomini, curve e sinuose le linee che disegnano le donne.L’autore mette in posa tutti i personaggi con gesti teatrali e molto comunicativi: gli uomini, con le gambe divaricate e il braccio disteso, sguardi e gesti molto decisi e "marziali", comunicano il senso di nervosismo che precede la battaglia. Le donne in pose abbandonate, sembrano rassegnate al destino e tristi. La madre più indietro è avvolta nell'ombra, e con il suo mantello scuro, copre i bambini, come per consolarli. Il padre degli Orazi, al centro, fa da perno alla scena, alza le spade per dare una benedizione o un augurio.Viene inoltre interpretata in chiave politica, come un inno agli ideali della Rivoluzione, e vi si rintracciano anche diversi elementi simbolici. Ad esempio gli Orazi sono vestiti con i colori della Francia, e nell'insieme rappresentano il motto libertà (il giuramento: "o Roma o morte") , fraternità (i fratelli Orazi e l'abbraccio che li unisce), uguaglianza (sono tutti della stessa altezza, compiono gli stessi gesti).[1]

Il tutto si svolge in un freddo porticato in cui un raggio di luce illumina la scena principale che è spostata sulla sinistra. La luce dà gloria e onore ai sentimenti valorosi dei tre uomini e tiene nell’ombra il sentimento razionale di affetto sviluppato dalle donne. La luce sembra quasi essere la metafora del pensiero antico romano: essere fieri e incuranti del mondo circostante, impugnare la spada senza osservare ciò a cui si va incontro, buttarsi in battaglia senza pensare a ciò che la morte potrebbe causare, combattere senza ricordarsi di avere una famiglia, figli, affetti. Questa esaltazione eccessiva al voler (e dover) far guerra è sottolineata dalla grande rilevanza focale conferita dal pittore alle spade: le spade sono poste proprio sulla convergenza con tutte le linee di forza e le linee di fuga del disegno: sembra quasi che siano loro a sprigionare luce ed è verso di loro che tutti si volgono. Le spade sono il "cuore pulsante" dell'opera, da esse (che rappresentano la guerra) scende un drappo rosso che investe il padre dei tre Orazi. La scena è suddivisibile in una quantità enorme di triangoli tracciabili da molti punti del quadro: il triangolo più evidente è rappresentato dalle braccia, le spade e il corpo del padre; una metafora inserita da David che ha voluto collegare i tre momenti fondamentali della vita di un romano: l’adolescenza, la guerra e la saggezza senile. Vi è l'esplicita volontà di David di creare un'opera in cui la storia degli antichi, e non frivoli motivi mitologici senza rilevanza sociale ed educativa, esalti i valori eroici e di rigore. Importante particolare è la mano del secondo degli Orazi che abbraccia il primo. Questo gesto assume un doppio significato, sia quello di farsi forza l'un con l'altro, sia quello di affetto come un ultimo saluto prima della battaglia.

I lineamenti e le forme sono estremamente realistiche. La grande cura nel ricreare le vesti, gli sguardi concentrati e rapiti, le gambe muscolose, i drappi dei combattenti e i lunghi vestiti delle donne sono studiati e rappresentati saggiamente. Nero, incognito, freddo ecco il futuro dei tre ragazzi che si prospetta al di là delle colonne sullo sfondo.

Particolare la scelta dell'autore nel lasciare alcune parti degli archi logorate, come per rendere contemporanea l'azione e coinvolgere maggiormente lo spettatore.

Gli Orazi, dipinti per celebrare la Monarchia, dopo lo scoppio della Rivoluzione Francese vennero interpretati in modo antitetico come i patrioti francesi che abbatterono il trono francese.

Le influenze dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Al soggetto delle spade si è ispirato il Ministero della difesa Italiano per il disegno dello stemma del COFS.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Geometrie Fluide di Alessandra Cocchi

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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