Crocifissione (Mantegna)

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Crocifissione
Crocifissione
Autore Andrea Mantegna
Data 1457-1459
Tecnica tempera su tavola
Dimensioni 67 cm × 93 cm 
Ubicazione Musée du Louvre, Parigi

La Crocifissione è un dipinto, tempera su tavola (67x93 cm), di Andrea Mantegna, datato 1457-1459 e conservato nel Musée du Louvre di Parigi. Il pannello faceva originariamente parte della predella della Pala di San Zeno, con la Resurrezione e l'Orazione nell'orto nel Musée des Beaux-Arts di Tours.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La pala venne commissionata prima del 1457, realizzata a Padova nella bottega e dell'artista e inviata a Verona nel 1459.

Nel 1797, durante le soppressioni napoleoniche, la pala venne requisita e inviata a Parigi nel Museo Napoleone, futuro Louvre. Durante le restituzioni della Restaurazione (1815), si riuscì a recuperare i tre pannelli principali e la cornice, ma la predella rimase in Francia, dove si trova tuttora. Oggi in loco si vede una copia moderna della predella.

Descrizione e stile[modifica | modifica sorgente]

La Crocifissione è divisibile in due registri: uno inferiore, dove si trovano i soldati, il gruppo delle pie donne, san Giovanni e altri spettatori, e uno superiore, dove si trovano i tre crocifissi sullo sfondo del cielo terso, che si schiarisce verso l'orizzonte. Alla fiera sopportazione del dolore di Cristo fanno da contraltare le espressive pose contorte dei due ladroni.

La scena mostra la comprensione delle opere di Donatello, con la profonda penetrazione psicologica dei personaggi (si pensi allo straziante dolore di Maria) e con l'effetto di rappresentazione casuale della vita sotto i nostri occhi, con la presenza di comparse come i due personaggi dimezzati in primo piano, che sembrano colti di sorpresa nel loro passaggio casuale. La profonda partecipazione dei personaggi ricorda anche le opere di Rogier van der Weyden, che Mantegna aveva probabilmente visto a Ferrara.

Numerosi sono i dettagli di grande valore, dalla città sullo sfondo, rappresentazione ideale di Gerusalemme, alle guardie che si giocano a dadi la veste di Cristo, su un tabellone colorato di forma circolare. I teschi, che si vedono di lato e sotto la croce di Cristo, ricordano l'inevitabilità della morte.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ettore Camesasca, Mantegna, in AA.VV., Pittori del Rinascimento, Scala, Firenze 2007. ISBN 888117099X
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