Morte della Vergine (Caravaggio)

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Morte della Vergine
Morte della Vergine
Autore Michelangelo Merisi da Caravaggio
Data 1604
Tecnica olio su tela
Dimensioni 369 cm × 245 cm 
Ubicazione Musée du Louvre, Parigi

Morte della Vergine è un dipinto a olio su tela (369x245 cm) realizzato tra il 1605 e il 1606 dal pittore italiano Michelangelo Merisi da Caravaggio. È conservato nel Musée du Louvre di Parigi.

Il dipinto fu commissionato nel 1601 dall'ordine religioso dei Carmelitani Scalzi della chiesa di Santa Maria della Scala a Roma. Nessun documento ci tramanda il momento in cui l'opera fu portata a compimento e consegnata, ma Caravaggio dovette lavorarci intorno al 1604, il che andava oltre la scadenza del contratto.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Il quadro fu però prontamente rifiutato, perché la Madonna non rispettava la sua iconografia classica: era anzi priva di qualsiasi tributo mistico, con la faccia terrea, un braccio abbandonato e il ventre gonfio. Addirittura si dice che Caravaggio scelse una prostituta trovata morta nel Tevere, per ritrarre la Vergine. Molto scandalo, in particolare, fecero i piedi ritratti nudi fino alla caviglia.

La scena è inserita in un ambiente umile con al centro il corpo morto della Vergine, in primo piano la Maddalena, seduta su una semplice sedia, che piange con la testa tra le mani, intorno gli Apostoli addolorati, l'intonazione cromatica molto scura è illuminata dal rosso della veste della morta e della tenda, elemento di una scenografia povera. Stupenda inoltre, oltre all'illuminazione, è la composizione: gli apostoli, allineati davanti al feretro, formano, in linea col corpo e col braccio di Maria, una croce perfetta.

Per comprendere il quadro dobbiamo tener presente che Caravaggio era vicino alle posizioni pauperistiche di molti movimenti religiosi contemporanei, come gli Oratoriani o il Cardinale Federico Borromeo, il quale predicava l'assoluta povertà del clero, e viveva egli stesso in una casa molto misera, avente appena una Bibbia e le mobilia necessarie, e a cui rassomiglia molto l'ambientazione del quadro; le sue varianti iconografiche vennero realizzate tenendo presenti le esigenze devozionali di questi movimenti: la Vergine è ritratta come una giovane, perché rappresenta allegoricamente la Chiesa immortale, mentre il ventre gonfio, rappresenta la grazia divina di cui è "gravida".

Da quest'ultimo particolare, ritenuto sconveniente dai più, nacque la leggenda che vuole l'artista essersi ispirato ad una prostituta annegata nel Tevere.

Il rifiuto di questo capolavoro e, di lì a poco, l'omicidio di Ranuccio Tommasoni in una rissa, costringeranno Caravaggio a lasciare Roma.

Il dipinto del Caravaggio nella chiesa trasteverina fu sostituito della ben più canonica tela di analogo tema di Carlo Saraceni, tuttora in loco.

L'opera rifiutata venne poi acquistata dal Duca di Mantova, su segnalazione di Rubens. A causa del dissesto finanziario dei Gonzaga, il dipinto, al pari di gran parte della collezione ducale, fu alienato al re d’Inghilterra Carlo I. Alla morte di quest’ultimo ampia parte della sua raccolta fu venduta, compresa la Morte della Vergine del Merisi, che fu acquistata dal banchiere parigino Everhard Jabach e da questi poi ceduta al re di Francia Lugi XIV. Infine, il quadro venne collocato nel museo del Louvre, sua sede attuale.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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