La Libertà che guida il popolo

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« Ho cominciato un tema moderno, una barricata... e, se non ho combattuto per la patria, almeno dipingerò per essa... »
(Eugène Delacroix in una lettera al fratello riferendosi a La Libertà che guida il popolo[1])
La Libertà che guida il popolo
La Libertà che guida il popolo
Autore Eugène Delacroix
Data 1830
Tecnica olio su tela
Dimensioni 260 cm × 325 cm 
Ubicazione Louvre-Lens, Lens

La Libertà che guida il popolo (La Liberté guidant le peuple)[2] è un dipinto di Eugène Delacroix ad olio su tela (260 x 325 cm), realizzato nel 1830 per ricordare la lotta dei parigini contro la politica reazionaria di Carlo X di Francia. Dal dicembre 2012 l'opera è conservata al Museo del Louvre nella sede staccata di Lens.

Il personaggio della libertà costituisce il primo tentativo di riprodurre un nudo femminile in abiti contemporanei; fino ad allora i nudi venivano solitamente accettati dal pubblico filtrati attraverso rappresentazioni di carattere mitologico o di storia antica. Delacroix riuscì a superare il problema attribuendo alla fanciulla la funzione allegorica della Libertà. Ben più difficoltà avrà Manet con la famosa Colazione sull'erba.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Struttura piramidale dell'opera

Il dipinto rappresenta la lotta per la libertà di varie classi sociali, incitate da una figura femminile che incarna la Libertà. Questa donna, rappresentante Marianne, ricorda la Venere di Milo, scoperta nel 1820, ed è un omaggio a questo ritrovamento. Ella indossa il berretto frigio, simbolo di libertà, stringe nella destra la bandiera repubblicana francese e nella sinistra un fucile. La Libertà ha una posa esortatrice ed è monumentale anche se in movimento impetuoso. È rappresentata come una dea; ma al contempo è anche donna del popolo; è una figura irreale, indifferente alla morte e alla sofferenza che la circondano. Come per Géricault, il quadro segue uno schema piramidale ed i corpi ricordano certe posizioni de La zattera della Medusa. Alla ricerca e alla perfezione anatomica che conferisce importanza a ciascuno dei personaggi si è contrapposto una massa indistinta del popolo senza connotazioni particolari. I colori scuri sono resi più vivaci da quelli brillanti della bandiera della Francia repubblicana, colori che si ripetono negli abiti della figura ai piedi dalla Libertà. La luce proviene dalla destra della figura centrale alla quale si attribuisce la funzione allegorica della Libertà. Un misto tra romantico e classico, tra reale e immaginario, è un anticipo di ciò che utilizzerà l'Impressionismo: la sfumatura e l'abbandono dell'Accademia.

Benché la rivolta del 1830 sia nota per essere stata una rivoluzione prettamente borghese, l'autore inserisce nel dipinto tutte le classi sociali: il borghese, il proletario, il soldato, il bambino (cui probabilmente si ispirò lo scrittore Victor Hugo per il personaggio di Gavroche nel suo romanzo I Miserabili); i personaggi hanno valore simbolico. Delacroix ha rappresentato nel quadro due autoritratti; figura nelle vesti dell'intellettuale col cilindro e il fucile, che rappresenta la borghesia dell'epoca, e in quelle del proletario con la spada sguainata ed i lineamenti alterati in modo eccessivo quasi rappresentato come figura diabolica, simbolo di violenza e di sete di distruzione. La raffigurazione del proletario di Delacroix è molto vicina a quella dei personaggi grotteschi e diabolici di Goya. Davanti a loro c'è la ragazza che guarda la Libertà, simbolo di fede negli ideali ispiratori della Rivoluzione, e a destra il bambino che rappresenta il coraggio. In primo piano si nota come la morte venga raffigurata mediante numerosi cadaveri. Tra i personaggi non c'è comunicazione, sono tutte figure isolate, quasi come se pretendessero un loro spazio all'interno della tela come a sottolineare il loro carattere simbolico.[3] Alcuni critici suppongono che il calzino del corpo semi-nudo sulla sinistra del quadro sia un riferimento all'opera dell'amico e maestro Théodore Géricault nella sua La zattera della Medusa, ove infatti compaiono analoghi calzini quasi del tutto sfilati su un corpo che giace senza vita al margine sinistro della zattera.

Studi di Delacroix

Nello sfondo si intravedono le torri gemelle della Cattedrale di Notre Dame che stanno a suggerire una collocazione ben predefinita e i soldati nemici in rotta; la polvere bianca è stata paragonata a quella della Battaglia di Anghiari dipinta da Leonardo. L'immagine della libertà è stata riprodotta sulla banconota di 100 franchi, nel 1944 appare sui manifesti in occasione della liberazione della Francia, François Mitterrand nel 1982 utilizzerà ancora questa immagine per celebrare la sua elezione come presidente della repubblica francese, sarà anche l'immagine simbolo durante la guerra civile spagnola, nel 1968 fu utilizzata per il movimento studentesco francese e anche per difendere i diritti delle donne.[4]

Il 7 febbraio 2013, al museo Louvre-Lens, succursale del Louvre, il quadro è stato oggetto di un atto di vandalismo: una visitatrice, poco prima della chiusura del museo, ha tracciato una scritta con un evidenziatore sulla parte inferiore del quadro, per una superficie di 30 cm x 6 cm. L'iscrizione "AE911", rimanda ad un sito internet nel quale è presente una raccolta di firme per riaprire l'inchiesta riguardante gli avvenimenti dell'11 settembre 2001.[5][6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eugène Delacroix: La libertà che guida il popolo su frammentiarte.it
  2. ^ Sito del Louvre.
  3. ^ La libertà che guida il popolo su Geometrie Fluide
  4. ^ Autori vari, I luoghi dell'arte. Storia opere percorsi. Volume V: Dall'età neoclassica all'impressionismo, Roma, Electa-Bruno Mondadori, 2003, pp. 104-105.
  5. ^ Alberto Mattioli, Sfregiato il capolavoro di Delacroix. Il museo di Lens: "Verrà ripulito", La Stampa, 7 febbraio 2013. URL consultato il 26 settembre 2013.
  6. ^ Martina Brusini, La libertà che guida il popolo Delacroix: nuova sede del Louvre teatro di vandalismo, Leonews, 11 febbraio 2013. URL consultato il 26 settembre 2013.

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