La Libertà che guida il popolo

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« Ho cominciato un tema moderno, una barricata... e, se non ho vinto per la patria, almeno dipingerò per essa... »
(Eugène Delacroix in una lettera al fratello riferendosi a La Libertà che guida il popolo[1])
La Libertà che guida il popolo
La Libertà che guida il popolo
Autore Eugène Delacroix
Data 1830
Tecnica olio su tela
Dimensioni 260 × 325 cm
Ubicazione Museo del Louvre, Parigi

La Libertà che guida il popolo è un dipinto di Eugène Delacroix, ad olio su tela (260 x 325 cm), quest'opera fu realizzata nel 1830 per ricordare la lotta dei parigini contro la politica reazionaria di Carlo X di Francia. Oggi l'opera è conservata al Museo del Louvre di Parigi.

Il personaggio della libertà costituisce il primo tentativo di riprodurre un nudo femminile in abiti contemporanei; fino ad allora i nudi venivano solitamente accettati dal pubblico filtrati attraverso rappresentazioni di carattere mitologico o di storia antica. Delacroix riuscì a superare il problema attribuendo alla fanciulla la funzione allegorica della Libertà. Ben più difficoltà avrà Manet con la famosa Colazione sull'erba.

Indice

[modifica] Descrizione

Struttura piramidale dell'opera

Nel dipinto è rappresentata la lotta per la libertà di varie classi sociali, incitate da una figura femminile che incarna la Libertà. Questa donna, rappresentante Marianne, ricorda la Venere di Milo, scoperta nel 1820, ed è un omaggio a questo ritrovamento. Ella indossa il berretto frigio, simbolo di libertà, stringe nella destra la bandiera repubblicana francese e nella sinistra un fucile. Come Géricault, segue uno schema piramidale e i corpi ricordano certe posizioni de La zattera della Medusa. Alla ricerca e alla perfezione anatomica che conferisce importanza a ciascuno dei personaggi si è contrapposto una massa indistinta del popolo senza connotazioni particolari. I colori scuri sono resi più vivaci da quelli brillanti della bandiera della Francia repubblicana, colori che si ripetono negli abiti della figura ai piedi dalla Libertà. Un misto tra romantico e classico, tra reale e immaginario, è un anticipo di ciò che utilizzerà l'Impressionismo: la sfumatura e l'abbandono dell'Accademia.

Benché la rivolta del 1830 sia nota per essere stata una rivoluzione prettamente borghese, l'autore inserisce nel dipinto tutte le classi sociali: il borghese (probabile autoritratto di Delacroix), il proletario, il soldato, il bambino (cui probabilmente si ispirò lo scrittore Victor Hugo per il personaggio di Gavroche nel suo romanzo I Miserabili).

Studi di Delacroix

Nello sfondo si intravedono le torri gemelle della Cattedrale di Notre Dame che stanno a suggerire una collocazione ben predefinita e i soldati nemici in rotta; la polvere bianca è stata paragonata a quella della Battaglia di Anghiari dipinta da Leonardo. L'immagine della libertà è stata riprodotta sulla banconota di 100 franchi, nel 1944 appare sui manifesti in occasione della liberazione della Francia, François Mitterrand nel 1982 utilizzerà ancora questa immagine per celebrare la sua elezione come presidente della repubblica francese, sarà anche l'immagine simbolo durante la guerra civile spagnola, nel 1968 fu utilizzata per il movimento studentesco francese e anche per difendere i diritti delle donne.[2]

Alcuni critici suppongono che il calzino del corpo semi-nudo sulla sinistra del quadro sia un riferimento all'opera dell'amico e maestro Theodore Gericault nella sua "Zattera della Medusa",ove infatti compare il solito calzino ad un corpo che giace senza vita al margine sinistra della medusa.

[modifica] Note

  1. ^ Eugène Delacroix: La libertà che guida il popolo su frammentiarte.it
  2. ^ Autori vari, I luoghi dell'arte. Storia opere percorsi. Volume V: Dall'età neoclassica all'impressionismo, Roma, Electa-Bruno Mondadori, 2003, pp. 104-105.

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