Andrea Solari

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La Madonna del cuscino verde (Louvre)

Andrea Solari (Solario) (Milano, 1470 circa – Milano, 1524) è stato un pittore italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Era figlio, secondo alcune fonti, di un certo Bartolomeo, mentre secondo altre, dello scultore Giovanni Solari da Carona, lo zio Guiniforte Solari, era direttore dei lavori alla Certosa di Pavia, al Duomo e all'Ospedale Maggiore di Milano; l'altro zio Francesco Solari, scultore, era attivo negli stessi cantieri. Suo fratello era lo scultore ed architetto Cristoforo Solari detto il Gobbo.

[modifica] Opere

Allievo probabilmente di Leonardo, Solari eseguì una serie di opere durante un soggiorno giovanile a Venezia, tra cui una Sacra Famiglia con San Simeone (Milano, Pinacoteca di Brera) proveniente da Murano (1495 circa). Nella città lagunare si era probabilmente recato al seguito del fratello Cristoforo Solari, uno dei più celebri scultori dell'epoca. Al Museo Thyssen-Bornemisza[1] di Madrid si conserva un suo Ritratto di giovane uomo del 1490, olio su tavola.

Una sua opera giovanile, il Bambino dormiente (punta metallica, penna e matita, toni color seppia chiaro, cm 11,9 x 16,7) alle Gallerie dell'Accademia a Venezia, è da mettere in rapporto alle realizzazioni scultoree del fratello Cristoforo, con cui collaborava di frequente. Richiama il "Cupido dormiente" di Michelangelo; forse Cristoforo fu spinto a scolpire un'opera simile dalla fama di cui godeva quella michelangiolesca. La fisionomia del bimbo è caratteristica dei putti disegnati da Andrea.

Parigi, Louvre: Charles d'Amboise

A Venezia studiò le opere di Giovanni Bellini, di Cima da Conegliano, di Perugino e soprattutto di Antonello da Messina, come è evidente nei suoi ritratti (Boston; Museum of Fine Arts; Londra, in particolare il Gentiluomo col garofano alla National Gallery). Alla Pinacoteca di Brera è conservata una sua Madonna e santi del 1495 che rivela gli influssi di Antonello. Un altro fattore determinante per il suo stile fu il naturalismo della pittura fiamminga, ben visibile nella minuta spazialità dei suoi paesaggi. Un suo Cristo portacroce e un monaco è conservato nei Musei Civici di Brescia. Nella Museo Poldi Pezzoli di Milano è conservato un frammento di quadro con la figura di San Giovanni Battista, recante la sua firma e la data del 1499.

Agli inizi del XVI secolo, quando Milano era passata sotto il controllo della Francia di Luigi XII, Andrea, rimanendo influenzato dall'opera pittorica di Ambrogio da Fossano detto il Bergognone e dagli insegnamenti di Leonardo da Vinci, divenne uno degli artisti più ammirati e richiesti dai nuovi dominatori ed in particolare del governatore Charles II d'Amboise, a cui eseguì il ritratto, oggi perduto ma conosciuto solo grazie ad una copia, non autografa ma di buona qualità, esposta al museo del Louvre, assieme ad una delicata Annunciazione e a una pregevole Deposizione. Risalgono a questi anni alcune opere di altissima qualità, che lo pongono in una posizione autonoma, grazie al suo tirocinio veneziano, come la Crocifissione e La testa del Battista entrambi del (1503), ora conservati al Louvre, una commovente Deposizione ora nella Collezione Samuel Kress alla National Gallery of Art di Washington ed il Ritratto di Gian Cristoforo Longoni (Londra, National Gallery).

Il governatore Charles II d'Amboise de Chaumont era anche nipote del potente cardinale Georges I d'Amboise, cardinale di Rouen, che nel 1507 chiamò Solario in Francia per decorare con affreschi perduti il suo castello di Gaillon in Normandia. Il soggiorno transalpino dell'artista si prolungò verosimilmente fino al 1510; fu in quegli anni che l'artista dipinse la piccola, celeberrima Madonna del cuscino verde', oggi al Louvre, il Cristo legato e coronato di spine' ora al Museum of Art di Filadelfia.

Dopo il ritorno a Milano, Solario si recò a Roma e a Napoli verso il 1513, per poi rientrare in patria nel 1515, qui dipinse l'Ecce Homo, una Vergine col Bambino e il Riposo in Egitto, tutti e tre ora al Museo Poldi Pezzoli, mentre la Madonna del garofano è conservato alla Pinacoteca di Brera. Un altro suo Ecce Homo è all'Università di Oxford nell'Ashmolean Museum. In seguito al contatto con la pittura nordica, specie quella fiamminga, risalgono agli ultimi anni il Ritratto del cancelliere Morone (collezione Gallarati Scotti), il Cristo portacroce alla Galleria Borghese a Roma e il Cristo benedicente a figura intera del Metropolitan Museum of Art di New York, ispirato al prototipo dipinto da Bergognone nella sala capitolare di Santa Maria della Passione a Milano.

In Germania il noto soggetto dell'Ecce homo lo si ritrova al Museum der Bildenden Künste di Lipsia, originariamente olio su tela, dal 1785 su tavola (64,5 x 44,7 cm). Un suo Studio di paesaggio con animali e figure (penna, inchiostro marrone, cm 6,7 x 19,3) si trova a Venezia nelle Gallerie dell'Accademia. Qui è catalogato come opera lombarda dell'inizio del XVI secolo; l'attuale attribuzione è di Cogliati Arano (1966), in virtù del grande interesse per il paesaggio mostrato dal Solari, come dimostrano gli squarci di natura nella sua Deposizione.

La sua ultima opera, posta all'altare della sagrestia nuova della Certosa di Pavia e rimasta incompiuta per la morte (1524) è il monumentale trittico con l'aerea Assunzione, ispirata all'analogo polittico dipinto da Bernardino Luini per l'abbazia di Bobbio e completato solo nell'ultimo quarto del XVI secolo da Bernardino Campi, che eseguì il paesaggio del pannello centrale e due coppie di santi certosini a mezzobusto oggi al Museo del Castello Sforzesco di Milano. Il suo Studio per un'Assunzione (penna, inchiostro seppia e marrone, cm 29 x 20,2) lo si può ammirare a Venezia nelle Gallerie dell'Accademia. In precedenza era stato attribuito a Marco d'Oggiono. È un lavoro preparatorio per la tavola sull'altare della sagrestia nuova della Certosa di Pavia, non una copia della stessa opera come riteneva Selvatico. Lo dimostrano le varianti presenti nella tavola della Certosa.

[modifica] Dipinti

[modifica] Note

  1. ^ Museo Thyssen-Bornemisza a Madrid

[modifica] Bibliografia

  • Gerolamo Biscaro, I Solari da Carona, "Bollettino Storico della Svizzera italiana", XXXIV, Bellinzona 1912, 61-77.
  • David Alan Brown, Andrea Solario, Electa Mondadori, Milano 1987.
  • Sylvie Béguin (a cura di), Andrea Solario en France, catalogo della mostra, Parigi 1985.
  • Suida Wilhelm, Leonardo e i leonardeschi, Vicenza 2001.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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