Io non ho paura (romanzo)

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Io non ho paura
Autore Niccolò Ammaniti
1ª ed. originale 2001
Genere romanzo
Lingua originale italiano
Protagonisti Michele Amitrano, un ragazzino di 9 anni

Io non ho paura è un romanzo dello scrittore italiano Niccolò Ammaniti, pubblicato nel 2001. Dal romanzo è stato ricavato il film omonimo diretto da Gabriele Salvatores.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un gruppo di bambini si ritrova, come ogni giorno,a scorrazzare su e giù per una collina. Siamo nel 1978, è estate, con un caldo torrido. Il calore  entra  nelle pietre, la terra si sbriciola, il respiro è faticoso ed è difficile sopportare la calura tanto che gli adulti nel pomeriggio rimangono  rintanati in casa, uscendo solo nelle ore serali quando la temperatura diminuisce. Michele Amitrano, il protagonista, per difendere una ragazza del gruppo, togliendola da un grosso imbarazzo (doveva abbassare le mutande) si propone per eseguire la penitenza: arrivare al piano superiore di una casa diroccata e disabitata senza poter utilizzare né le scale, né i gradini  ridotti a un ammasso di pietre.

Dopo notevoli difficoltà, riesce a salire aggrappandosi ai rami di fico; arrivato al davanzale della casa deve buttarsi per proseguire, e uscire dalla stessa, ma cade a terra in malo modo. Il ragazzo ha per pochi attimi paura, ma riesce poi a muoversi, si guarda intorno e percepisce di essere caduto su una tettoia trasparente ricoperta da un materasso, al di sotto intravvede un buco profondo.

Con grande stupore, tra sporcizia e rifiuti di ogni genere, nota delle sembianze umane: si tratta di un bambino raggomitolato su se stesso. Forse dorme, forse è morto… ma mentre riflette viene chiamato dagli amici e con loro ritorna a casa.

Davanti alla casa, Michele trova il “lupetto Fiat” usato dal padre per lavorare al Nord.,con gioia accoglie il genitore che mostra un regalo:una gondola veneziana con i remi,da lasciare come soprammobile sopra la televisione.

Nella notte,Michele ripensa con angoscia al ragazzo imprigionato nel buco.e ritorna sul luogo per verificare quello che il giorno prima aveva visto.

E’ tutto vero il bambino è li,’ incatenato e chiede con insistenza dell’acqua.Inizia cosìun rapporto di aiuto amicizia ,anche se rimane stupito e a volte impressionato dai discorsi del ragazzo.

Cerca di confidarsi con il padre ,ma capisce che c’è qualcosa di oscuro,di misterioso di ingiusto,e che la sua famiglia è complice di un grave fatto:il rapimento di Filippo Carducci.

Intanto il padre riferisce che arriverà un suo amico che per un certo periodo abiterà con loro,con grande scontento di Michele,che per una leggerezza infantile confida al cugino di aver trovato un bambino racchiuso in una buca circondato da sporcizia e desolazione,racconta anche del proposito crudele del padre e dell’amico di tagliare le orecchie al rapito.

Ritornato sul luogo del sequestro,cerca di confortare il bambino e lo porta all’aperto riuscendo anche a farlo camminare,sono diventati amici .

Ma improvvisamente compare Felice(un complice dei sequestratori) che lo minaccia con un fucile e strattonandolo lo costringe ad allontanarsi.Riferirà tutto al padre,il quale gli chiede una promessa:non deve più vedere il bambino ,altrimenti verrà ucciso.

Michele pur con difficoltà e ripensamenti cerca di mantenere la promessa, finché capisce che è arrivato un momento decisivo e grave,sente infatti delle minacce di morte per il bambino rapito e senza il minimo dubbio corre a liberare il recluso.  .

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