Come Dio comanda (romanzo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Come Dio comanda
Autore Niccolò Ammaniti
1ª ed. originale 2006
Genere romanzo
Lingua originale italiano
Protagonisti Rino Zena, Cristiano Zena

Come Dio comanda è un romanzo dello scrittore italiano Niccolò Ammaniti, pubblicato nel 2006.

Il romanzo ha vinto il Premio Strega nel 2007.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La storia è ambientata a Varrano, un immaginario paesotto del Nord Italia fortemente industrializzato, dove i campi e i boschi si alternano ai capannoni, le tangenziali e i centri commerciali.

La narrazione ruota attorno a Rino e Cristiano Zena, padre vedovo e figlio tredicenne. Rino è un trentaseienne con simpatie neonaziste, beve, è un violento e vive di espedienti; tuttavia ha con Cristiano un legame fortissimo e la sua più grande paura è quella di perderlo. Anche Cristiano ama profondamente il padre: è per lui il riferimento più importante e gli dà piena fiducia, pur accettando i suoi difetti. I loro unici veri amici sono Danilo Aprea e Corrado Rumitz, detto Quattro Formaggi.

In seguito ad una violenza perpetrata da Quattro Formaggi nei riguardi di una compagna di scuola di Cristiano (viene violentata ed uccisa) ed alla decisione di Rino di non coprire questo crimine, quest'ultimo viene colpito da un ictus. Cristiano si adopererà per nascondere il corpo della ragazza credendo suo padre colpevole.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Come già successo per precedenti opere di Ammaniti, la pubblicazione del romanzo ha suscitato reazioni differenti tra pubblico e critica. Nonostante un buon successo di vendite, alcuni critici si sono espressi negativamente. La prima stroncatura è arrivata da Andrea Cortellessa, che sulle pagine de La Stampa ha sostenuto che lo schema emotivo che governa il libro è «di un’ovvietà da insultare qualsiasi lettore».[1] Anche Fabrizio Ottaviani su il Giornale si è espresso con toni forti: «Dominato dalla paura di lasciarsi scappare il lettore, Come Dio comanda testimonia l’avvenuta dispersione del capitale letterario di Ammaniti, già molto esiguo. Scomparsa la minima traccia di stile, il romanzo potrebbe essere stato redatto da chiunque. Nonostante la violenza, il linguaggio crudo, il compiacimento nel soffermarsi su dettagli sgradevoli e urtanti; nonostante la vecchia scusa secondo cui è il genere a escludere ogni pietas e ogni denuncia morale o sociale, siamo di fronte all’opera di un funzionario in doppiopetto».[2]

Tra le recensioni positive invece quella di Filippo La Porta su la Repubblica, che definisce Ammaniti «il Dickens di oggi: scatta un’istantanea spietata del degrado, che suscita orrore, stupore e lacrime. Usando anche l’immaginario fumettistico (Quattro Formaggi è una straziante, patibolare incarnazione di Pippo). Resta addosso l’odore inconfondibile del dolore, che solo gli animali sentono».[3] Accoglienza più che positiva anche dal regista Gabriele Salvatores che, dopo l'esperienza di Io non ho paura, ha trasposto in film anche questo romanzo di Ammaniti. Salvatores ha definito il libro «un thriller che ti lascia senza fiato, che è anche una grande storia d'amore totale... tra un padre e un figlio».[4]

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Andrea Cortellessa, Ammaniti, l’ovvio dei popoli in LaStampa.it, 20 novembre 2006. URL consultato il 6-10-2009.
  2. ^ Fabrizio Ottaviani, Ammaniti, un romanzo da funzionario editoriale in il Giornale.it, 28 ottobre 2006. URL consultato il 17-11-2010.
  3. ^ Filippo La Porta, Ammaniti colpisce al cuore, la Repubblica xL. URL consultato il 17-11-2010.
  4. ^ Ammaniti-Salvatores, nuovo sodalizio in TGcom, 18 maggio 2007. URL consultato il 17-11-2010.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Letteratura