Pane azzimo

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Pane azzimo

Il pane azzimo o azimo[1] (dal greco ἀζύμη = senza lievito) è un tipo di pane preparato con farina di cereali e acqua, come tutti gli altri pani, senza tuttavia aver subito il processo di fermentazione e senza aggiunta di lievito.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il pane azzimo è stato per molto tempo l'unico conosciuto dall'umanità. Si preparava con farina integrale, e si cuoceva mettendo l'impasto su pietre arroventate o cenere calda. In seguito la preparazione del pane si evolse fino a produrre le numerose varietà di pane conosciute. L'evoluzione prese avvio grazie all'invenzione dei forni, alla scoperta del lievito, all'estrazione della farina ed eventualmente all'aggiunta di altre sostanze come olio, burro, spezie, ecc. Tuttavia molti continuano a preparare il pane azzimo sia per motivi di praticità, essendo il pane azzimo più facile da preparare, che per motivi religiosi e dietetici. Il pane azzimo è pertanto utilizzato come pane tradizionale in molte località, anche in Italia; viene utilizzato inoltre nei casi in cui occorra un tipo di pane che si debba conservare per lunghi periodi di tempo[2].

L'uso del pane azzimo è importante nella religione ebraica e in quella cristiana.

Gli ebrei mangiano pane azzimo (in ebraico מצה, matzah, IPA: ma'tsa) durante la settimana pasquale (15-21 di Nisan), celebrata in ricordo dell'uscita del popolo israelita dall'Egitto, secondo la prescrizione contenuta nel capitolo XII dell'Esodo; la preparazione del pane azzimo spettava ai leviti. Alcune confessioni religiose cristiane, in particolare la Chiesa cattolica, utilizzano per l'eucaristia un particolare tipo di pane azzimo di forma circolare, l'ostia[3].

Ostie per l'eucaristia cattolica, preparate senza fermentazione

Controversia degli azzimi[modifica | modifica sorgente]

L'uso del pane azzimo nella religione cristiana suscitò una accesa disputa sorta tra il 1052 e il 1053 ad opera del patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario contro la Chiesa latina accusata di utilizzare per l'eucarestia il pane azzimo, e non quello fermentato come si usava nelle Chiese orientali antiche.

L'uso del pane azzimo nelle Chiese latine veniva spiegato con il fatto che Gesù istituì il sacramento dell'eucaristia nella settimana pasquale durante la quale, secondo la prescrizione delle leggi ebraiche, ci si serviva soltanto di pane azzimo. La Chiesa bizantina, invece, utilizzava per l'eucarestia del pane fermentato.

La controversia venne discussa con passione da ambo le parti, ma i testi utilizzati non furono dirimenti perché troppo vaghi o apocrifi.[4] Solo più tardi, nel II concilio di Lione (1274) e in quello di Firenze (1439) la Chiesa latina dichiarò, che per la consacrazione eucaristica, sono ugualmente validi sia il pane azzimo che quello fermentato e che i sacerdoti delle due Chiese, la Latina e l'Orientale, dovevano seguire l'uso invalso presso la propria Chiesa, ma senza pregiudizio.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dizionario Sabatini Coletti
  2. ^ Luigi Frati, Manuale di panificazione : tecnologie e laboratorio, ingredienti e aspetti nutrizionali, normativa di riferimento. Milano : U. Hoepli, 2007, ISBN 978-88-203-3867-1
  3. ^ Michael Zohary, Plants of the Bible. Cambridge: Cambridge University Press, 1982, ISBN 0-521-24926-0
  4. ^ Ernesto Buonaiuti, Storia del Cristianesimo. Milano : dall'Oglio, 1960, Vol. II, pp. 250 e segg.
  5. ^ Giuseppe Alberigo, La chiesa conciliare. Identità e significato del conciliarismo. Brescia : Paideia, 1981

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