Platì

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Platì
comune
Platì – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Amministrazione
Sindaco Commissario straordinario[1] dal 23 marzo 2012
Territorio
Coordinate 38°13′00″N 16°03′00″E / 38.216667°N 16.05°E38.216667; 16.05 (Platì)Coordinate: 38°13′00″N 16°03′00″E / 38.216667°N 16.05°E38.216667; 16.05 (Platì)
Altitudine 300 m s.l.m.
Superficie 50 km²
Abitanti 3 688[2] (30-11-2012)
Densità 73,76 ab./km²
Frazioni Cirella, Lauro, Senoli e Gioppo
Comuni confinanti Ardore, Benestare, Careri, Ciminà, Oppido Mamertina, Santa Cristina d'Aspromonte, Varapodio
Altre informazioni
Cod. postale 89039
Prefisso 0964
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 080060
Cod. catastale G735
Targa RC
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti Platiesi (calabr. Platioti)
Patrono Maria SS. di Loreto
Giorno festivo 9 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Platì
Posizione del comune di Platì all'interno della provincia di Reggio Calabria
Posizione del comune di Platì all'interno della provincia di Reggio Calabria
Sito istituzionale

Platì (Plati' in greco-calabro, Pratì in calabrese[3]) è un comune italiano di 3.688 abitanti della provincia di Reggio Calabria, in Calabria.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Platì è paese di matrice feudale, fondato agli inizi del XVI secolo (un documento contenuto presso l'archivio di stato di Locri e relativo alle visite pastorali ne attesta l'esistenza già intorno alla metà del 1500 con il nome di Prati). Fu fondato sotto la signoria della famiglia Spinelli - nobili napoletani e principi di Cariati che lo ottennero a seguito di concessione fatta dal re Ferdinando il Cattolico - che lo governarono fino all'eversione della feudalità tra il 1806 e il 1808. Caratterizzato da una suggestiva posizione geografica montana, essendo incastonato in una maestosa vallata al centro dell'Aspromonte orientale, è circondato da una selvaggia natura e retto da un'economia agricolo-pastorale con notevoli squilibri nella distribuzione della ricchezza e conseguente forte stratificazione sociale.

La grande vallata su cui oggi poggia il centro cittadino si formò a causa del terremoto del 1638, mentre un secolo dopo, nel 1783, Platì fu quasi totalmente distrutta da un secondo evento sismico che sconvolse gran parte della Calabria.

Dal 1806 al 1816 fece parte della Provincia della Calabria Ulteriore e nel 1809 fu istituito dai Francesi come Comune autonomo, includendo in esso anche il territorio di Cirella fino ad allora frazione di Ardore.

Fino al 1860 fece parte del Distretto di Gerace.

Nel settembre del 1861 nel territorio di Platì vi fu un violento scontro tra la banda di briganti capeggiati da Ferdinando Mittica[4] - ex ufficiale dell’esercito borbonico al quale si associarono i legittimisti del generale catalano José Borjés - ed i piemontesi con la vittoria di quest'ultimi che uccisero il temibile brigante nei pressi di Natile Nuovo, dopo un lungo inseguimento.

Altro cataclisma naturale che colpì il centro abitato fu il terremoto del 1908, che con epicentro tra Reggio C. e Messina, ebbe una forza tale da causare danni ingenti anche sino a Platì.

Il 18 ottobre 1951 il centro fu colpito dalla violenta alluvione che devastò l'Aspromonte orientale, causando la devastazione di buona parte del paese e la morte di 19 abitanti. All'indomani del tragico evento, l'allora Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi si recò in visita a Platì assicurando una pronta risposta del governo al dissesto idro-geologico. L'alluvione determinò un esponenziale aumento dell'emigrazione, già iniziata ai primi del Novecento, con migliaia di platiesi che raggiunsero le Americhe, l'Australia e il Nord Italia.

Negli anni a seguire - e in maggior misura negli anni '70 e '80 del XX secolo - le famiglie nobili e borghesi del paese furono costrette dai locali ad abbandonare il centro consegnandolo, di fatto, in mano alle famiglie di 'ndrangheta che tutt'oggi vi abitano. Nello stesso periodo venivano uccisi un ex-Sindaco (Francesco Prestia, barbaramente trucidato con la moglie nell'abitazione coniugale) e un Sindaco in carica (Domenico Natale De Maio, vittima di un agguato automobilistico sulla strada provinciale che conduce dalla marina al centro aspromontano).

Il 16 luglio 2006 l'Amministrazione comunale di Platì allora in carica è stata sciolta per condizionamento mafioso dal Governo italiano, che vi ha insediato una commissione straordinaria per la gestione del Comune fino al ripristino della legalità. Il Comune è stato retto fino al giugno del 2009 dalla commissione straordinaria, che ha riaffermato la presenza dello Stato rimodernando il centro urbano con un esteso programma di lavori pubblici (rifacimento degli uffici pubblici, della nuova Caserma dei Carabinieri in un immobile confiscato alla mafia, delle scuole, della rete idrica e stradale, nuovo arredo urbano e verde pubblico), e riorganizzando gli uffici secondo criteri di efficienza e legalità. La commissione straordinaria ha intitolato la Piazza del Municipio al sindaco De Maio, vittima della violenza mafiosa.

Dopo una tornata elettorale avvenuta nel 2009 l'Amministrazione Comunale è stata nuovamente sciolta per condizionamento mafioso il 23 marzo 2012, ed è gestita da una Commissione straordinaria dopo il fallimento delle elezioni del 26 maggio 2014, nelle quali l'unica lista presentata (capeggiata da un ex sindaco colpito dallo scioglimento per mafia del 2006) non ha raggiunto il quorum del 50%, fermandosi al 24%.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Di particolare interesse è la Chiesa della Madonna del Rosario (detta anche di San Pasquale dall'omonima via in cui si trova) edificata nel 1720 e restaurata ai primi del 1900.

Vi è poi la principale Chiesa di Maria SS. di Loreto, edificata alla fine del Settecento, ha subito numerosi danneggiamenti, ad esempio quelli dell'alluvione nel 1951, e relativi restauri, da ultimo quello del 2005.

Il monumento alle vittime dell'alluvione è stato inaugurato nel 2009 dall'allora Commissione prefettizia in carica.

Il monumento ai numerosi caduti platiesi durante le due guerre mondiali si trova, invece, all'ingresso della stazione dei Carabinieri, lungo la Via Roma, all'entrata del centro abitato.

Evoluzione demografica e territorio[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Il territorio comunale, tra i più vasti per estensione nella provincia, comprende le frazioni di Lauro, Senoli, Gioppo e Cirella quest'ultima la più popolosa tra le frazioni e famosa per la suggestiva Cascata dello Schioppo con un salto di 30 metri(a 360 mt. s.l.m.).

Persone legate a Platì[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il 23 marzo 2012 il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento del comune di Platì per infiltrazioni mafiose.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Platì è gemellato con Fairfield, sobborgo di Sydney (Australia), dove vivono molti discendenti di emigrati platiesi.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il calcio è stato ed è l'unico sport praticato. Nel 2007 la squadra, pur non disponendo di un campo da calcio dove allenarsi, le partite interne infatti si giocavano a San Luca, vinse il campionato di 3ª categoria classificandosi prima in classifica e disputando l'anno seguente il campionato di 2ª categoria. Attualmente non c'è nessuna squadra di calcio

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In un solo giorno il Consiglio dei ministri scioglie sette comuni per mafia, Il Fatto Quotidiano, 23 marzo 2012. URL consultato il 23 marzo 2012.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 500.
  4. ^ Cenni Storici
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.