Festa della Beata Vergine del Carmelo (Palmi)

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Festa della Beata Vergine del Carmelo
Carmine 16 luglio.png
Tipo di festa religiosa
Data 16 luglio[1] e 16 novembre[2]
Celebrata in Palmi[3]
Religione Cattolicesimo
Tradizioni Processione[1]
Tradizioni profane Spettacolo pirotecnico
Data d'istituzione XVII secolo[4] e 1895[5]
Altri nomi Festa da Madonna du Carminu (in dialetto reggino)

La festa di Maria Santissima del Carmelo è un evento religioso e civile che si svolge annualmente a Palmi[1] il 16 luglio, quale ricorrenza dedicata alla Madonna del Carmine,[1] ed il 16 novembre, come anniversario del miracolo del terremoto del 1894.[2] I due eventi sono organizzati dai padri carmelitani del santuario del Carmine e dalla Nobile congrega di Maria Santissima del Carmelo. Le prime testimonianze storiche del culto di Palmi verso la Madonna del Carmine risalgono al XVII secolo per le celebrazioni del 16 luglio[6] ed al 1895[7] per quelle del 16 novembre.

Il culto di Palmi verso la Madonna del Carmine è stato oggetto di attenzione, per due volte, da parte della pubblicazione La Domenica, edizioni San Paolo, distribuita settimanalmente in gran parte delle 25.000 parrocchie italiane.[8]

Storia del culto della Madonna del Carmine a Palmi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario di Maria Santissima del Carmelo, Miracolo della Madonna del Carmine di Palmi e Nobile congrega di Maria Santissima del Carmelo.

La presenza dei padri carmelitani a Palmi risale al 1540, quando il maestro provinciale Angiolo Emiliano fondo vi fondò un convento.[9] Il 21 aprile 1652, con la riforma papale di Papa Innocenzo X, il convento carmelitano venne soppresso[10] e ai padri carmelitani subentrarono dei sacerdoti secolari che, con la collaborazione dei fedeli, istituirono intorno al 1689 la confraternita di "Nostra Signora del Carmine". Nell'antica chiesa, più piccola dell'attuale, in una cornice sopra l'altare maggiore era posta un'immagine su tela ad olio della Madonna del Carmine nell'atto di consegnare lo scapolare a San Simone Stock.[11][12]

Una processione per le vie cittadine, della Madonna del Carmine, effettuata nel periodo del miracolo del 1894.

Le notizie più antiche sulla celebrazione a Palmi, il 16 luglio, di una festa dedicata alla Madonna del Carmine, risalgono anch'esse alla fine del XVII secolo, secondo quanto riportato dal Catasto onciario del tempo.[13] A dare iniziò alla festività fu la congrega, che era subentrata come detto ai padri carmelitani nella gestione del culto verso la Madonna del Carmine.[14]

Nel 1737 la congrega fu «messa nuovamente in piedi» dal reverendo sacerdote don Antonio Attanà[15] ed ebbe il regio assenso, da parte del re Ferdinando IV di Napoli, il 2 giugno 1777.[16]

La statua della Madonna del Carmine in piazza I maggio con le statue del Santissimo Crocifisso e di San Rocco, il 17 novembre 1894, a seguito del terremoto.

Anche a metà del XIX secolo viene confermata, al 16 luglio, l'esistenza di una festività a Palmi dedicata a «Nostra Signora del Carmine» nella «chiesa dello stesso titolo».[17]

Nel 1894 il culto palmese nei confronti della Madonna del Carmine ebbe un forte impulso, grazie ad un evento miracoloso che secondo la Chiesa cattolica sarebbe avvenuto tra il 31 ottobre 1894 ed il 16 novembre 1894. La statua della Madonna del Carmine si fece scorgere dai fedeli per 17 giorni con movimento degli occhi e con cambiamenti di colorazione del volto. La stampa locale e nazionale si occupò dell'avvenimento, e la sera del 16 novembre i fedeli improvvisarono una processione della statua per le vie cittadine. Quando la processione raggiunse l'estremità della città, un violento terremoto[18] colpì tutto il Circondario di Palmi, rovinando gran parte delle abitazioni ma recando solo 9 vittime su circa 15.000 abitanti, poiché la quasi totalità della popolazione era in strada a seguito della processione.

Dal 16 novembre 1895, primo anniversario del Terremoto del 1894 e del Miracolo della Madonna del Carmine di Palmi, la città e la congrega decisero di commemorare annualmente l'evento avvenuto l'anno precedente.[19]

La statua nel 1894.

Durante la festa del 16 luglio 1896 la statua della Madonna del Carmine, unitamente a quella di Gesù Bambino, venne solennemente incoronata dal Capitolo Vaticano.[20]

Statua in bronzo della Madonna, collocata nella piazza del Carmine.

Il 16 novembre 1944, nel 50º anniversario del miracolo, i padri carmelitani celebrarono l'«anno del giubileo d'oro»,[21] che consistette in molteplici avvenimenti religiosi[22] ed avvenimenti civili.[23][21] Il 16 novembre del 1969 venne invece celebrato il 75º anniversario del miracolo[24] mentre, nel 1994, venne commemorato il primo centenario dell'evento. All'interno dei festeggiamenti del 16 luglio 1996, venne ricordato il centenario dell'incoronazione delle statue della Vergine e di Gesù Bambino con una celebrazione eucaristica, svolta all'interno della concattedrale cittadina.

Nel corso dei secoli e a tutt'oggi, molte persone a Palmi hanno avuto ed hanno il prenome Carmine, Carmelo e Carmela[25] in funzione della devozione popolare verso la Madonna del Carmine. Infine va segnalato che l'icona della Madonna del Carmine è quella più riprodotta nelle nicchie e nei tabernacoli sparsi per la città.[2] Essa è rappresentata nell'edicola all'inizio del corso Giuseppe Garibaldi,[26][2] in una nicchia in piazza I maggio,[2] in una nicchia all'incrocio tra la via Tripoli e la via Mancuso,[2] in una edicola posta in via Trento e Trieste,[27][2] nell'edicola chiamata «croce dei morti» ed in cima all'omonimo obelisco.[28][2]

La statua[modifica | modifica sorgente]

Maria Santissima del Carmelo
Maria Santissima del Carmelo
Immagine della statua della Madonna del Carmine
Autore Domenico De Lorenzo[29]
Data XVIII secolo[30]
Materiale legno di tiglio[31]
Dimensioni ?
Ubicazione Altare maggiore[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La miracolosa statua lignea policroma della Madonna del Carmine di Palmi fu realizzata, sul finire del XVIII secolo, ad opera dello scultore Domenico De Lorenzo.[32] Allo stesso scultore si devono, sempre a Palmi, anche la statua di Maria Santissima del Soccorso e l'antica statua dell'Immacolata Concezione,[33] tant'è che le stesse tre icone venivano chiamate dal popolo «le tre sorelle». Tale appellativo però è andato perduto assieme alla statua dell'Immacolata, distrutta da un incendio il 30 dicembre 1924.[34]

Il contratto per la realizzazione della statua, firmato da Domenico De Lorenzo e dalla congrega, venne redatto il 26 maggio 1782.[35] Le condizioni principali furono il materiale (legno di tiglio), l'altezza (6 palmi) ed alcune caratteristiche estetiche della statua, come gli abiti "indossati" dalla Madonna e da Gesù Bambino e l'inserimento di alcuni puttini. La somma pagata fu di 70 ducati.[36]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La statua di Maria Santissima del Carmelo esposta al centro della chiesa, in occasione della festa.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Madonna del Carmine.

La statua della Madonna del Carmine ripercorre l’iconografia tipica con la quale è rappresentata la Vergine del Carmelo. La Madonna è raffigurata seduta su di una nuvola dalla quale spuntano in basso due angeli. Un terzo angelo è seduto anch'esso sopra la nuvola, mentre altri due angeli risultano ai lati della stessa come statuette autonome e staccate dal complesso principale. La Madonna indossa un abito color rosa adornato da una fascia gialla (stesso colore del copricapo) e da una cintura dorata. Dalle maniche si intravede un altro abito di colore verde, indossato sotto l'abito rosa. Completa il vestiario della Vergine un manto blu (con stelle dorate) che in parte le ricade sopra le ginocchia, ed in parte le adorna le spalle.

Con la mano sinistra la Vergine mostra uno scapolare mentre, con la mano destra, sorregge la figura di Gesù Bambino poggiato su di un suo ginocchio. L'effigie di Gesù Bambino mostra anch'essa, con la mano destra, un secondo scapolare. Entrambe le statue sono adornate da una corona d'oro fin dal 16 luglio 1896, poiché incoronate dal capitolo vaticano a ricordo del miracolo avvenuto due anni prima. Va segnalato che la statua della Madonna, oltre alla suddetta corona, è adornata da un'aureola con dodici stelle.

Con corso dei secoli la statua ha subito vari restauri e spesso, a seguito di tali lavorazioni, sono state modificate le colorazioni degli abiti della Vergine.

Collocazione[modifica | modifica sorgente]

La statua, durante l'anno, è collocata nell'edicola posta sopra l'altare maggiore.[2] L'edicola è realizzata in marmo con policromi intarsi e sopra la nicchia della statua e collocato il monogramma della Madonna.[2] Per il periodo dei festeggiamenti del 16 luglio e per la commemorazione anniversaria del 16 novembre, l'icona viene scesa dall'edicola e posta alla venerazione dei fedeli collocandola, a lato destro, immediatamente sotto il presbiterio.[37] Nel periodo nel quale la statua è esposta alla venerazione dei fedeli, essa è solitamente adornata da fiori e da un baldacchino damascato.

La festa religiosa del 16 luglio[modifica | modifica sorgente]

Le funzioni religiose cominciano il 7 luglio con l'inizio della novena dedicata alla Vergine, celebrata ogni giorno nel santuario del Carmine.[38][1] Subito dopo la prima celebrazione eucaristica della novena, la statua della Madonna del Carmine viene scesa dalla nicchia in cui è collocata durante l'anno, per l'esposizione alla venerazione dei fedeli. Nella mattinata del 16 luglio vengono svolte nel santuario, ad ogni ora, delle celebrazioni eucaristiche e subito dopo l'ultima Messa della mattina, alle ore 12.00 in punto, viene recitata la «supplica alla Madonna del Carmine».

La processione[modifica | modifica sorgente]

Nel tardo pomeriggio[39][40] del 16 luglio viene svolto l'evento principale della festa, che consiste nella processione della statua miracolosa, o di una sua copia, per le vie cittadine.[1] Per l'occasione la statua viene collocata su di una varetta in legno, addobbata di fiori, la quale ha installate alla propria base due stanghe in legno che servono a poter alzare e trasportare a spalla il fercolo. Il compito del trasporto a spalla della varetta della Madonna del Carmine, per le vie cittadine, spetta a ventiquattro portatori chiamati in gergo locale «'mbuttaturi».[41][42]

Il percorso del corteo negli ultimi anni ha subito spesso delle variazioni di tragitto rispetto allo scorso secolo, nel quale era pressoché sempre lo stesso ed attraversava le principali vie del centro storico cittadino con una deviazione verso il rione Ajossa per raggiungere la zona dov'è ubicato l'Ospedale Civile Francesco Pentimalli.[43] La sua lunghezza era di oltre 4,5 km per una durata di circa 3 ore.

La festa civile del 16 luglio[modifica | modifica sorgente]

Spettacolo pirotecnico al rientro della processione.

Tra i festeggiamenti civili della Madonna del Carmine vi è l'addobbo con luminarie della facciata del santuario ed una piccola fiera di venditori ambulanti.[44]

Per l'inizio della novena e nella giornata del 16 luglio, in concomitanza con alcuni eventi importanti della festa, vengono fatti esplodere dei colpi di mortaretto dalla via del Tracciolino, strada posta alle pendici del monte sant'Elia ed a ridosso del centro storico di Palmi.[45] Sempre dallo stesso luogo, o dalla zona del santuario, viene anche effettuato uno spettacolo pirotecnico in contemporaneità con il rientro della processione.

L'anniversario del 16 novembre 1894[modifica | modifica sorgente]

Il percorso della processione del 16 novembre.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Miracolo della Madonna del Carmine di Palmi.

L'anniversario del 16 novembre 1894 viene celebrato annualmente a ricordo del miracolo compiuto dalla statua della Vergine, dal 31 ottobre al 16 novembre di quell'anno, quando avvenne il terremoto. Le celebrazioni cominciano il 30 ottobre con l'esposizione della statua al centro della chiesa per la venerazione da parte dei fedeli. Il 31 ottobre invece inizia la «sedicina», periodo di preghiera che sostituisce la più tradizionale novena.

La sera di ogni 16 novembre, alle ore 18.00, la statua della Madonna del Carmine viene nuovamente portata a spalla in processione, allo stesso orario e per le stesse vie cittadine percorse in quel 16 novembre 1894.[46][1]

All'arrivo della processione alla fine del corso Giuseppe Garibaldi, all'altezza del luogo in cui la stessa si trovò quella sera del 16 novembre 1894 quando avvennero le prime scosse di terremoto, i portatori della statua effettuano una "rievocazione storica", trasportando di corsa per qualche centinaio di metri la varetta con la statua, in ricordo di quanto fecero i portatori di allora, come conseguenza della paura che ebbero quando avvertirono le prime scosse di terremoto. Al termine della corsa, viene effettuata una sosta ed una breve omelia da parte dell'arcidiacono della concattedrale cittadina, prima del ritorno della processione e del fercolo al santuario.[47]

Va segnalato che, data la straordinarietà dell'evento commemorato, i devoti di Palmi recitano, in via eccezionale, anche alle ore 12.00 del 16 novembre la «supplica alla Madonna del Carmine».

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Il culto di Palmi verso la Madonna del Carmine è stato oggetto di attenzione, per due volte, da parte della pubblicazione La Domenica, edizioni San Paolo, distribuita settimanalmente in gran parte delle 25.000 parrocchie italiane. Nell'edizione n. 41 del 15 luglio 2001 è inserita una foto della statua palmese mentre nell'edizione n. 42 del 10 luglio 2011[48] viene riservato un articolo dal titolo "Il 16 luglio a Palmi (Reggio Calabria) - Il culto popolare alla Madonna del Carmine".[8]
  • Nel 2011 il TG Regione della Calabria, nella rubrica Il settimanale, ha dedicato un approfondimento sull'anniversario del 16 novembre.[49]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g Festa della Madonna del Carmelo a Palmi con la processione della statua per le vie della citta'. URL consultato il 17 giugno 2014.
  2. ^ a b c d e f g h i j k Santuario S. Maria del Carmine (Palmi). URL consultato il 17 giugno 2014.
  3. ^ Filippo Marino, articolo sulla Madonna "del perpetuo Soccorso". URL consultato il 24-02-2013.
  4. ^ Per la festa del 16 luglio.
  5. ^ Per la ricorrenza del 16 novembre.
  6. ^ Leopardi, op. cit., pag. 168
  7. ^ Leopardi, op. cit., pag. 305
  8. ^ a b La Domenica n. 42 del 10 luglio 2011. URL consultato il 17 giugno 2014.
  9. ^ De Salvo, op. cit., pag. 151
  10. ^ De Salvo, op. cit., pag. 152
  11. ^ la tela è oggi conservata nei locali del convento.
  12. ^ Toc - Palmi
  13. ^ Leopardi, op. cit., pag. 168
  14. ^ Leopardi, op. cit., pag. 168
  15. ^ Leopardi, op. cit., pag. 168
  16. ^ Liberti, op. cit., p. 36
  17. ^ Guardata, op. cit., pag. 36
  18. ^ Relazione scientifica sul terremoto
  19. ^ Leopardi, op. cit., pag. 305
  20. ^ A seguito di atto emesso il 15 settembre 1895 dal Cancelliere per gli atti A. Panici
  21. ^ a b Agostino Poci, "Cenni storici sulla miracolosa immagine della B.V.M. del Monte Carmelo, Bari 1974
  22. ^ tra i quali una Via Crucis ed una veglia di preghiera
  23. ^ Come l'intitolazione della piazza antistante al santuario con il nome di «Piazza Carmine nel 50° del miracolo»
  24. ^ Leopardi, op. cit., pag. 178
  25. ^ Recentemente è usato talvolta il prenome Carmen.
  26. ^ Nell'edicola posta nel luogo in cui sostò la processione al momento del terremoto del 1894.
  27. ^ Copia a grandezza naturale della statua conservata nel santuario.
  28. ^ L'inaugurazione dell'obelisco avvenne l'8 maggio 1983, in concomitanza con il secondo centenario del terremoto del 1783. Il monumento è formato da un'alta stele di granito, sulla cui cima vi è collocata una statua in bronzo della Madonna del Carmine.
  29. ^ Lovecchio, op. cit., pag. 17
  30. ^ Lovecchio, op. cit., pag. 17
  31. ^ Lovecchio, op. cit., pag. 17
  32. ^ Lovecchio, op. cit., pag. 17
  33. ^ Lovecchio, op. cit., pag. 17
  34. ^ Lovecchio, op. cit., pag. 17
  35. ^ Lovecchio, op. cit., pag. 17
  36. ^ Lovecchio, op. cit., pag. 18
  37. ^  (IT) video calata madonna 31 10 11, a 0:09:26. YouTube, 31 ottobre 2011. URL consultato in data 21 giugno 2014.
  38. ^ Durante la novena, dal 24 aprile al 2 maggio, vengono svolte due celebrazioni eucaristiche, una al mattino ed una nel tardo pomeriggio.
  39. ^ Dopo la celebrazione eucaristica delle 18.00.
  40. ^  (IT) Palmi (RC) - Madonna del Carmelo (anche detta del Carmine) - 1, a 0:00:41. YouTube, 16 luglio 2011. URL consultato in data 17 giugno 2014.
  41. ^  (IT) Palmi (RC) - Madonna del Carmelo (anche detta del Carmine) - 2, a 0:01:15. YouTube, 16 luglio 2011. URL consultato in data 17 giugno 2014.
  42. ^ http://ddp.prolocoplatania.it/index.php?char=M. URL consultato il 12 giugno 2013. Nel dialetto calabrese meridionale il verbo «mbuttare» è traducibile in italiano con il verbo «spingere». Da qui la terminologia del nome «'mbuttaturi».
  43. ^ Nel dettaglio il percorso secolrae della processione era il seguente: piazza del Carmine (uscita dalla chiesa), via Vittorio Veneto, via Cesare Battisti, via Piave, via Rocco Pugliese, via XXIV maggio, via Tommaso Campanella, via Piave, via Telesio, piazzale Vittorio Veneto, piazza Giovanni Bovi, via del Concordato, via XX settembre, viale Bruno Buozzi, piazza Pentimalli, corso Giuseppe Garibaldi, piazza della Libertà, via Poeta, via Rodi, via Mancuso, piazza Lo Sardo, corso Tenente Aldo Barbaro, viale delle Rimembranze, via Antonio Grasmci, corso Giuseppe Garibaldi, via Toselli, via Roma, via Francesco Cilea, corso Garibaldi, piazza I maggio, corso Tenente Aldo Barbaro, via Zara, via Vittorio veneto, piazza del Carmine (rientro in chiesa).
  44. ^ REGOLAMENTO COMUNALE PER IL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE (Approvato con Del. C.P. n. 77 del 14/05/2007). Articolo 10 comma 2) punto d) Festa della Madonna del Carmine.
  45. ^ Il 7 luglio prima della celebrazione eucaristica che da inizio alla novena. Il 16 luglio invece alle ore 8.00 per l'inizio della festa, alle ore 12.00 per segnalare il mezzogiorno, ed alle ore 19.00 per indicare l'inizio della processione.
  46. ^ Il percorso della processione e della rievocazione storica è il seguente: piazza del Carmine, via Santa Teresa di Lisieux, via Nicola Pizi, via Dante, via Roma, via Nicola Antonio Manfroce, piazza Cavour, corso Giuseppe Garibaldi, piazza I maggio, corso tenente Aldo Barbaro, viale della Rimembranze, via Francesco Cilea, via Sant'Elia, via Gioacchino Poeta, corso Giuseppe Garibaldi e piazza della Libertà.
  47. ^ Il percorso effettuato per il rientro è il seguente: piazza Pentimalli, via Rocco Pugliese, via Roma, via Zara, via Vittorio Veneto, piazza del Carmine.
  48. ^ La Domenica n. 41 del 15 luglio 2001. URL consultato il 17 giugno 2014.
  49. ^  (IT) Tg3Calabria_Il_Settimanale_26_11_11.wmv, a 0:08:12. YouTube, 11 dicembre 2011. URL consultato in data 21 giugno 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV., La pietà popolare in Italia, tomo I Calabria, Parigi, Letouzey & Ané, 1996, ISBN 889001380X.
  • G.A. Barone, Il terremoto del 16 novembre 1894 e il Miracolo della Vergine SS. del Carmine, Palmi, 1896;
  • Rocco Calogero, Dopo dieci anni: la Madonna del Carmine e il terremoto del 16 novembre 1894 in Palmi, Messina, Tipografia Crupi, 1904.
  • F. Fondacaro, I miracoli della Madonna del Carmine seguiti dal terremoto di Calabria, Reale Tipografia De Angelis e Bellisario, Napoli 1894;
  • Anselmo Cosimo Leopardi, Novembre 1894: il Carmine di Palmi al centro di un evento storico, Polistena, Tipografia Marafioti, 1987.
  • Domenico Guardata, Memorie sulla Città e territorio di Palme 1850-1858, Palmi, 1858.
  • Rocco Liberti, Le confraternite nell'area della diocesi di Oppido-Palmi, Incontri meridionali, 1985.
  • Francesco Lovecchio, 16 novembre 1894 - Il miracolo annunciato, Reggio Calabria, Jason editrice, 1999, ISBN 9788881570751.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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