Gerardo Sacco

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Gerardo Sacco

Gerardo Sacco (Crotone, 24 maggio 1940) è un orafo italiano.

Indice

[modifica] Storia

Gerardo Sacco nasce a Crotone il 24 maggio del 1940. Ancora adolescente trova lavoro presso un piccolo laboratorio orafo, e così scopre la sua vera vocazione: plasmare e modellare l’oro e l’argento. Dopo aver appreso i fondamenti dell’arte orafa, e sviluppato il profondo desiderio di esprimere creatività, si reca a Valenza Po per migliorare e perfezionare le tecniche ed i processi di lavorazione dell’oro. Tale esperienza lo arricchisce tantissimo e lo spinge, carico di entusiasmo e passione, a ritornare nella sua città, e fondare nel 1963 la propria “ditta artigianale”. All’interno del suo “laboratorio-bottega” recupera i processi di lavorazione del passato, e si specializza in una produzione che affonda le proprie radici nella cultura magno-greca, e nella tradizione contadina del Mediterraneo. Nello stesso anno realizza il suo primo campionario, con il quale conquista il 1º premio alla Mostra dell’Artigianato Orafo di Firenze, e l’Oscar dell’Artigianato alla Mostra di Sanremo. Questi primi successi nazionali, pongono Gerardo Sacco all’attenzione del settore orafo per creazioni originali e nettamente distintive, rendendolo oggi l’orafo calabrese più noto in Italia e all’estero, in virtù anche della sua particolare affinità con il mondo della cultura e dello spettacolo. Da sempre infatti le sue opere sono protagoniste in esposizioni che conducono lo spettatore attraverso un racconto prezioso che parte dalla Magna Grecia ed arriva ai giorni nostri. Oltre che nel Complesso del Vittoriano a Roma[1], ed all’interno dei Musei Vaticani, le creazioni di Gerardo Sacco trovano spazio in grandi eventi organizzati da diversi Istituti Italiani di Cultura all’Estero, come quelli di Bruxelles, Lisbona, Copenaghen, Madrid[2] e Rio de Janeiro . . I suoi gioielli hanno esaltato il glamour femminile di grandi star in svariate produzioni cinematografiche, teatrali e televisive, da Liz Taylor a Isabella Rossellini, da Monica Bellucci ad Elena Sofia Ricci e Maria Grazia Cucinotta[3].


Le opere di Sacco sono state esposte: alla Biennale di Napoli e al Museo Castel dell'Ovo, Museo Maniscalco Erizzi di Verona, Museo Scoletta dei Battioro di Venezia, Museo Marrucino di Chieti, Museo Castello di Carlo V di Crotone, Museo di Castel Sant'Angelo e di Palazzo Rispoli a Roma, Villa Genoese Zerbi a Reggio Calabria.[4]

Realizza inoltre la scultura che rappresenta il "Premio America", riconoscimento internazionale destinato ad alte personalità ed attribuito annualmente dalla Fondazione Italia USA sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica.[5]

[modifica] Lavori televisivi, cinematografici e teatrali

Gerardo Sacco ha realizzato diverse creazioni per trasmissioni televisive italiane: il Drago alato per Domenica in, il Calice della salute per Serata d'onore, la Tigre per Scommettiamo che, gioielli vari per I fatti vostri, la Coppa con i gettoni d'oro per Numero Uno del 1994 con Pippo Baudo e Giancarlo Magalli.

Sacco e il cinema:L’incontro che più di tutti ha contribuito a far crescere il nome di Gerardo Sacco è senza dubbio quello con Franco Zeffirelli, il quale, catturato dalle capacità artistiche dell’orafo, gli affida nel 1986 la creazione dei gioielli per il suo “Otello” cinematografico con Katia Ricciarelli e Placido Domingo. Il sodalizio artistico fra i due prosegue nel 1988, per il film “Il Giovane Toscanini”, interpretato da Elizabeth Taylor e Thomas Jowel. Nel 1991 Sacco realizza per il regista fiorentino i gioielli di scena per l’”Amleto”, con Glenn Close, Mel Gibson e Alan Bates. Altri monili firmati Gerardo Sacco per il cinema si ritrovano nei film: “Immortal beloved” con Isabella Rossellini e Gary Oldman del 1994, in “Anna Karenina” con Sophie Marceau del 1997, ed in “Padrona del suo destino” del 1998 con Catherine McCormack e Rufus Sewell Più recentemente ha creato i preziosi ornamenti per il film di Virzì del 2007 “N” Io e Napoleon interpretato da Monica Bellucci.

Sacco e il teatro: Sacco ha creato i gioielli per diversi spettacoli teatrali tra i quali: l’”Aida”, in scena all’Opera di Roma nel 1990, e il “Don Carlos”, con Luciano Pavarotti, in scena alla Scala di Milano nel 1992. Per entrambe le rappresentazioni la regia era del maestro Zeffirelli. Nel 2010 per l’opera moderna “i Promessi Sposi”, regia di Michele Guardì.

Sacco e la televisione: Tante le collaborazioni con le fiction televisive, per le quali Sacco realizza gioielli di scena. Si parte da “Piccolo mondo antico” con Virna Lisi e Claudia Pandolfi nel 2001, proseguendo con “Orgoglio”, interpretato da Elena Sofia Ricci nel 2006, sino ad arrivare nel 2007 a “La Freccia Nera” con Martina Stella e Riccardo Scamarcio.

[modifica] Note

  1. ^ Gerardo Sacco al Vittoriano, Corriereromano
  2. ^ A Madrid i gioielli di Gerardo Sacco, Calabriamondo.it
  3. ^ Racconti preziosi di Gerardo Sacco, newsfood.com
  4. ^ «Reggio, quei 'frammenti di luce' di Gerardo Sacco». Avvenire di Calabria, 29 11 2008. URL consultato in data 7-12-2008.
  5. ^ «Il Premio America della Fondazione Italia USA». URL consultato in data 14-8-2009.

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