Vallata dello Stilaro Allaro

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Vallata dello Stilaro Allaro
Stilaro 2010 .JPG
Veduta della vallata da Monte Consolino
Paese/i Italia
Regione/i Calabria
Reggio Calabria
Comuni principali Bivongi, Pazzano, Stilo, Riace, Camini, Monasterace e Placanica
Fiume Stilaro e Allaro
Comunità montana Comunità montana Stilaro Allaro

Panorama Vallata dello STilaro.JPG

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Panorama della Vallata dello Stilaro da Monte Stella

La Vallata dello Stilaro Allaro prende il nome dalle due fiumare: Stilaro e Allaro. Qui si trovano i comuni di Bivongi, Pazzano, Stilo, Riace, Camini, Monasterace e Placanica.

Indice

[modifica] I comuni

Stilaro
Gola dell'Allaro

In tabella sono riportati abitanti e superficie di ogni paese.

Stemma Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km2)
Bivongi-Stemma.png Bivongi 1440 25,3 km²
Camini-Stemma.png Camini 732 17 km²
Monasterace-Stemma.png Monasterace 3541 15 km²
Pazzano-Stemma.png Pazzano 681 15 km²
Placanica-Stemma.png Placanica 1255 29 km²
Riace-Stemma.png Riace 1984 16 km²
Stilo-Stemma.png Stilo 2739 78,49 km²

[modifica] Storia

[modifica] Età antica

Resti di Kaulon (Monasterace)

Le prime testimonianze certe dei primi abitanti della vallata dello Stilaro Allaro è dei greci tra il VIII e il VII secolo a.C. che fondarono sulla costa dell'attuale Monasterace, presso la foce della fiumara Assi la piccola colonia di Kaulon, si stima di 10.000 abitanti. Essa commerciava con gli indigeni stanziati nell'entroterra che estraevano il minerale. Con l'argento batterono anche moneta come testimoniano alcuni ritrovamenti di resti di edifici per la lavorazione in loco del minerale e di stateri[1]. Il territorio di Caulonia era ricco di risorse e anche per questo era conteso fra le colonie di Locri e Crotone. Nella prima metà del IV secolo a.C. lo Stilaro allora chiamato Elleporo fu teatro di un importante battaglia tra Dionisio I e la Lega italiota formata da alcune città della Magna Grecia con la sconfitta di quest'ultime[2] [3].

Successivamente il territorio fu conquistato dai Romani i quali sfruttarono intensamente la zona con l'estrazione del rame, istituendo nella vallata una colonia penali per i damnata ad metalla e deforestando la zona per il bisogno di legna per i cantieri navali.

[modifica] Età medievale

Borgo antico di Placanica

Nel X secolo sotto il dominio bizantino c'è una forte crescita economica e demografica che consente la nascita di be 22 casali con 37 conventi, chiese e laure eremitiche fondate dai monaci greci di San Basilio. In questo periodo è il casale di Stilo ad avere un ruolo sempre più importante tale da inglobare i casali di Pazzano, Stignano, Guardavalle, Riace e Camini. In questo periodo viene sfruttato l'allevamento del baco da seta insieme alle tradizionali attività di agricoltura e pastorizia, ma anche attività più industriali come quale forno per la calce, 2 forni per il ferro e ben 16 mulini. Si pensa che con la presenza dei normanni vi fossero anche delle attività di siderurgia[4].

Il 15 luglio del 982 nella vallata si svoglie una battaglia tra Ottone II e gli arabo-bizantini, vinta da quest'ultimi[5].

Nell'XI secolo Stilo divenne un possedimento normanno con a capo il nobile locale Costa Peloga, ma gli si ribella nel 1065 e per ben 6 anni resiste agli attacchi normanni. Con i normanni si hanno anche le prime notizie su documenti cartacei della presenza di attività minerarie nel territorio[6].

Fino al 1094, anno in cui Ruggero II concesse alcune terre demaniali ad istituti religiosi, Stilo comprendeva i casali di[7]:

  • Agrilla
  • Antistilo, scomparso nel 1600
  • Arsafia
  • Barbarito, scomparso nel 1600
  • Baronci
  • Bingi, situato di fronte a Bivongi sull'altra sponda dello Stilaro nei pressi del torrente Pardalà, dipendente da Arsafia e scomparso nel 1300
  • Bivongi, assegnato nel 1094 alla certosa di Serra San Bruno
  • Botteria, distrutto in battaglia, nel '700 nè rimangono ancora i ruderi
  • Calamiona
  • Caldarella
  • Camini
  • Colicestra
  • Cursano, situato alla sinistra dell'Assi tra Stilo e Guardavalle, fu distrutto dai Saraceni nel 986, i ruderi sono visibili ancora nel '700
  • Favaco
  • Mesa
  • Monasterace, casale fino al 1275
  • Oliviano, donato alla certosa di Serra San Bruno nel 1094
  • Palacorio
  • Pazzano, rimase legato a Stilo fino al 1811
  • Pellicciano
  • Plagia o Plaga
  • Rosito, esistente almeno dal 1172, andato in rovina nel XVI secolo
  • Rovito
  • Sakrai
  • Salti
  • Sant'Andrea di Pruppà, esistente almeno dal 1094
  • San Barolomeo, andò in rovina nel XVI secolo
  • San Leonte, nei pressi di Camini in località Sagghjiuonti nel 1212 Federico II lo donò alla Certosa di Santo Stefano
  • San Lorenzo, donato nel 1191 da Tancredi alla Certosa di Santo Stefano
  • Troghion o Trogino o Trogion, esistente almeno dal 1054 lungo il torrente Troiano

[modifica] Età moderna

Tra '700 e '800 nasce e si sviluppa una intensa industria siderurgica e di estrazione mineraria nella vallata in sinergia con l'area delle Serre, e in particolare Mongiana: nel 1771 nasce il Polo siderurgico di Mongiana.

[modifica] Età contemporanea

Negli ultimi anni del Regno delle due Sicilie si cominciò a parlare dello sviluppo ferroviario dell'area ma solo nel 1875 furono costruite due tratte da 20 km, la prima tratta nel territorio di Ferdinandea la seconda tra Bordingiano (Stilo) e Monasterace, la teleferica invece fu costruita in località Stazione a Bivongi. Oggi alcuni dei resti della ferrovia sono nei fondali davanti a Monasterace. Nel 1881 il Polo siderurgico di Mongiana cessa ogni attività.

[modifica] Geografia

[modifica] Flora

Vi è una forte presenza di lecci, castagni, roveri, ontani ed erica; tra gli alberi c'è anche la roverella, la farnia, l'orniello e il carpino bianco, più scarsa è la presenza di sughera. Lungo i corsi d'acqua ci sono il pioppo nero, il salicone, l'ontano nero, la tamarice, l'oleandro, le felci regali e le bulbifere. Tra gli arbusti c'è una forte presenza del corbezzolo, il mirto, il lentisco, la fillirea, la ginestra e il cisto[8]

[modifica] Fauna

Nel territorio è ancora presente la faina, la puzzola, la donna, il tasso, la volpe, la lepre, la martora, il gatto selvatico, il riccio e il ghiro. Il cielo è invece popolato dall'astore, lo sparviero, il gufo reale, il falco pellegrino e l'allocco[9].

[modifica] Geologia

Dai piedi del Monte Consolino fino al mare la stratificazione geologica è composta da un gruppo neozoico, un gruppo cenozoico che comprende il pliocenico, miocenico ed eocenico, il mesozoico, il paleozoico[10].

[modifica] Economia

[modifica] Comunità montana e ecomuseo delle ferriere e fonderie

Targa commemorativa
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Comunità montana Stilaro Allaro e Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria.

Sono presente attivamente sul territorio sia la Comunità Montana Stilaro Allaro che l'Ecomuseo delle Ferriere e fonderie di Calabria che preservano la grande ricchezza culturale, naturale e artistica del luogo.

[modifica] Trasporti e vie di Comunicazione

[modifica] Feste e manifestazioni nella Vallata dello Stilaro Allaro

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Feste e manifestazioni nella Vallata dello Stilaro Allaro.

La Vallata dello Stilaro ha una grande tradizione religiosa che si rispecchia nelle sue numerose feste tra cui la Festa di Maria S.S. Mamma Nostra di Bivongi, la Festa del S.S. Salvatore a Pazzano, Festa dei S.S. Medici Cosma e Damiano a Riace. Importanti anche le manifestazioni di cultura tradizionale come la rievocazione storica del Palio di Ribusa di Stilo, la festa della Badia di Bivongi o la Tarantella Power di Caulonia, e il più moderno Jazz Festival di Roccella Jonica.

[modifica] Eventi Sportivi

Il giro d'Italia a Pazzano

Il 13 maggio 2008, la Vallata dello Stilaro è stata nel percorso della 4ª tappa del 91° Giro d'italia di ciclismo Pizzo Calabro-Catanzaro Lido; dopo la salita del Colle d'Arena, i corridori hanno affrontato il valico di Pietra Spada, poi i paesi di Pazzano e Stilo, poi dopo il ponte sul torrente Stilaro sono passati per il paesi di Camini, Riace, quindi la discesa fino a Riace Marina, Punta Stilo, e Monasterace Marina.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Danilo Franco, Il ferro in Calabria, Reggio Calabria, Kaleidon, 2003, p11-12-13,17.
  2. ^ Uomini e vicende di Magna Grecia. URL consultato il 15 marzo 2009.
  3. ^ I Bruzi e l'eclissi della Magna Grecia. URL consultato il 15 marzo 2009.
  4. ^ Danilo Franco, Il ferro in Calabria, Reggio Calabria, Kaleidon, 2003, p14-15.
  5. ^ Damiano Bova, Bivongi.Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p38. 978-88-88758-43-5
  6. ^ Danilo Franco, Il ferro in Calabria, Reggio Calabria, Kaleidon, 2003, p190-192.
  7. ^ Damiano Bova, Bivongi.Nella valle dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p216-223. 978-88-88758-43-5
  8. ^ Padre Damiano Bova, Bivongi.Nella Vallata dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p25. 978-88-7351-345-2
  9. ^ Padre Damiano Bova, Bivongi.Nella Vallata dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p25. 978-88-7351-345-2
  10. ^ Luigi Cunsolo, La storia di Stilo e del suo regio demanio, Roma, Gangemi Editore, 1965, p349. ISBN 88-7448-185-3

[modifica] Bibliografia

  • Padre Damiano Bova, Bivongi.Nella Vallata dello Stilaro, Bari, Ecumenica Editrice, 2008, p416. 978-88-7351-345-2
  • Le Orchidee della Vallata Stilaro di E. Bona U. Franco G. Taverniti
  • Francesco Danilo, Il ferro in Calabria. Vicende storico-economiche del trascorso industriale calabrese, Kaleidon Editrice, 2003, pp. 168. ISBN 88-88867-01-5

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


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