Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria

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Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria
Ecomuseo stampa.JPG
Tipo Archeologia industriale
Indirizzo vallata dello Stilaro, Calabria, Italia
Sito http://web.tiscali.it/ecomuseocalabria/

L'Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria è un progetto dall'ACAI (Associazione Calabrese Archeologia Industriale, con sede a Bivongi) nato nel 1982.

Lo scopo del progetto è quello della ricerca, studio, salvaguardia e promozione culturale del patrimonio dell'archeologia industriale calabrese, ed in particolare di quello esistente nella vallata dello Stilaro, definita "culla della prima industrializzazione meridionale".

L'ecomuseo intende valorizzare tutte le risorse presenti sul territorio da quelle forestali a quelle minerarie, dalle paesaggistiche alle monumentali, anche per un recupero delle radici culturali degli stessi abitanti del luogo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La grande ricchezza mineraria del sottosuolo (ferro, molibdeno...) ha fatto sì che durante il corso della storia si sfruttasse questa risorsa con la creazione di ferriere, fonderie (come a Mongiana) e villaggi minerari (il villaggio Ziia, Campoli, frazione di Caulonia) e desse sviluppo a paesi come Pazzano e Bivongi. La zona si specializzò quindi nel campo della siderurgia e metallurgia.

La presenza di tali industrie ha attirato in quest'area, tra il XVI e il XIX secolo, numerosi tecnici specializzati e imprenditori, provenienti dai distretti minerari europei (in particolare da Francia, Belgio, Austria, Spagna) e italiani (da Toscana, bergamasco e bresciano). Ma la presenza di insediamenti minerari risale fin dall'epoca romana, per passare poi a quella bizantina, normanna, sveva, aragonese, francese e borbonica per ultima.

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Da alcuni anni, nel comune di Bivongi si recupera e restaura: una antica bocca di miniera, una centrale idroelettrica del 1913, due mulini idraulici, una antica conceria, già ferriera Fieramosca ,una casa albergo, annessa ad uno stabilimento termale.

Nell'ex convento Basiliano San Giovanni Theresti a Stilo inoltre è attivo il "Museo di Archeologia industriale e della cultura materiale", il primo del genere nel Sud Italia. Con il Comune di Pazzano invece si ha intenzione di realizzare un museo della "Cultura mineraria".

Il 27 marzo del 2008 in un convegno a Stilo si discute della possibilità di mettere in opera a Pazzano un parco geo-archeo minerario già discusso nell agosto del 2007 mentre a Stilo il Parco del Ferro in zona chiesa vecchia nel bosco di Stilo.[1]

A Pazzano si vuole anche realizzare un museo della Cultura mineraria. A giugno del 2008 sono iniziati i lavori per creare il museo.

Le 5 aree[modifica | modifica sorgente]

Elenco delle attrazioni dell'Ecomuseo, divise per itinerario[modifica | modifica sorgente]

Itinerario delle acque e della metallurgia[modifica | modifica sorgente]

Cascata del Marmarico

Itinerario delle miniere[modifica | modifica sorgente]

Grotta di Monte Stella
  • Antica miniera con fornace nelle vicinanze
  • Fontana Vecchia (o dei minatori)
  • Cappella di San Rocco
  • Grotta S.Angelo
  • Eremo di Monte Stella
  • Area delle miniere e delle cave
  • Mulino Vrisa

Itinerario dei mulini[modifica | modifica sorgente]

Mulino do Regnante
  • Mulino do Regnante
  • Mulino Gargano
  • Mulino Poteda 1
  • Mulino Poteda 2
  • Mulino Mastru Cicciu
  • Mulino Midia

Itinerario religioso[modifica | modifica sorgente]

La Cattolica (Gentile concessione)

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Calabria Ora del 30-03-2008 - Un parco del ferro per Stilo di Elia Fiorenza

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]