Ferdinandea (Calabria)

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Coordinate: 38°30′31.68″N 16°22′46.92″E / 38.5088°N 16.3797°E38.5088; 16.3797

Lago diga ferdinandea panorama.JPG

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Panorama del lago artificiale di Ferdinandea della diga Giulia
« Fresca profonda verde foresta. La luce vi è mite, delicatissima, il cielo pare infinitamente lontano; è deliziosa la freschezza dell'aria; in fondo al burrone canta il torrente; sotto le felci canta il ruscello ...
Si ascende sempre, fra il silenzio, fra la boscaglia fitta, per un'ampia via ...
Tacciono le voci umane ...
Non v'è che questa foresta, immensa, sconfinata: solo quest'alta vegetazione esiste.
Siamo lontani per centinaia di miglia dall'abitato: forse il mondo è morto dietro di noi.
Ma ad un tratto, tra la taciturnà serena di questa boscaglia, un che di bianco traspare tra le altezze dei faggi.
Questa è Ferdinandea. »
(Matilde Serao, Corriere di Roma del 19 settembre 1886)
Villa Ferdinandea

La Ferdinandea è un territorio di 3600 ettari delle Serre calabresi dei comuni di Stilo, Bivongi, Brognaturo, Mongiana e Serra San Bruno nelle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia. La zona è quasi ricoperta interamente da boschi di faggio e abete.

Geologia[modifica | modifica sorgente]

La geologia dell'area si caratterizza da rocce acide biotiche come quarzo, mouronite e granito, con bassa permeabilità[1].

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La Ferdinandea ha un clima mediterraneo, con precipitazioni annue di 2000 mm, un periodo di siccità da luglio fino alla metà di settembre. L'umidità è sempre superiore al 50% tutto l'anno[1].

La flora è composta per la quasi totalità da abete bianco, faggio e pino rosso, ma sono presenti anche castagno, quercia e pioppo. Sul territorio sono presenti le 5 sorgenti delle fiumare Stilaro, Assi, e dei torrenti Ruggero (affluente dello Stilaro), Don Luca e Mula (affluente dell'Assi)[2].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Carta della Ferdinandea
Resti della fonderia di Ferdinandea
Interno della residenza

Il nome ha origine da Ferdinando II di Borbone, il quale a partire dal 1832 la utilizzò come zona di caccia costruendosi una piccola villa. Successivamente venne adoperata come centro siderurgico e vi costruirono la ferriera, la caserma, gli edifici residenziali e amministrativi, le scuderie e le stalle[3].

Con la nascita dello stato unitario il governo italiano vende tutti gli stabilimenti siderurgici del polo e i boschi del circondario ad un'asta vinta dall'ex garibaldino e poi parlamentare del nuovo regno Achille Fazzari nel 1874. Egli tentò di riattivare il centro siderurgico chiuso all'inizio del Regno d'Italia per motivi politici ma alla fine abbandonò i beni di Mongiana anche per l'assenza di aiuti da parte del governo e riconvertì tutto in un'azienda agricolo-pastorale. Si dedicò tuttavia alla zona della Ferdinandea dove vi era la produzione di acqua minerale, una piccola centrale idroelettrica (Centrale idroelettrica Ferdinandea usata poi nella seconda metà del '900 come cabina elettrica di supporto alla Centrale idroelettrica Marmarico[4]), e segherie. Alla fine dell'Ottocento per volere di Fazzari furono anche costruite due tratte ferroviarie, delle quali una lunga 20km partiva da località Cerasella, passando per Ferdinandea e arrivava nella frazione di Caulonia a Ziia.[5].

Per 40 anni la Ferdinandea diventa un importante centro economico calabrese. A Ferdinandea fu ospite anche Matilde Serao[6].

Oggi[modifica | modifica sorgente]

Attualmente la zona è meta di turisti, oltre a visitare la villa borbonica e la ferriera, si possono fare escursioni sui sentieri contrassegnati dal CAI. Il territorio fa parte del Parco naturale regionale delle Serre. Dalla villa borbonica si può raggiungere la diga Giulia (in onore di una certa contessa Panza[4]) costruita nel 1961 da maestranze locali e il suo invaso di 15.000 metri quadrati e una capacità di circa 100.000 metri cubi, in 20 minuti, la cascata del Marmarico di Bivongi in un'ora e mezza e la vetta più alta delle Serre, il monte Pecoraro in un'ora. Nei pressi della tenuta Ferdinandea, si trova la fonte di Acqua Minerale Mangiatorella, nota per le sue proprietà già dal 1904.

Dalla Ferdinandea passa il sentiero del brigante, itinerario per escursionisti di lunga percorrenza, individuato e realizzato dal G.E.A. - Gruppo escursionisti d'Aspromonte nel 1989. Il sentiero del Brigante collega Gambarie di S. Stefano in Aspromonte a Serra S. Bruno e Stilo.

È un'area in cui è attiva la produzione di legname, e dove, durante il periodo, si va alla ricerca di funghi.

Archeologia industriale[modifica | modifica sorgente]

Luogo interessante dal punto di vista dell'archeologia industriale. È un territorio infatti facente parte dell'Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria per la presenza della ferriera (da restaurare) che lavorava il minerale estratto nelle miniere di Pazzano (dal monte Stella) per produrre ferro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Ferdinandea.com. URL consultato il 13 giugno 2013.
  2. ^ Ferdinandea.com. URL consultato il 13 giugno 2013.
  3. ^ Le Serre calabresi, terredelmediterraneo.org. URL consultato il 20 settembre 2011.
  4. ^ a b Emanuele Valenti, L'impianto idroelettrico del Marmarico. URL consultato il 16/06/2013.
  5. ^ Il ferro in Calabria di Danilo Franco, p104,p161
  6. ^ Il ferro in Calabria di Danilo Franco, p104,p161

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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