Calabrosa

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Calabrosa su rami d'albero
Formazione di calabrosa con vento

La calabrosa è un deposito di ghiaccio che si produce in caso di nebbia sopraffusa, cioè con temperatura inferiore a 0 °C, generalmente tra −2 °C e −8 °C.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Si produce per la solidificazione rapida di gocce generalmente grosse di nebbia sopraffusa. Al contrario della galaverna, costituita da aghi di ghiaccio, la calabrosa è formata da una crosta piuttosto compatta di ghiaccio con granuli che la rendono simile a una spugna, a causa delle bolle d'aria che vi si trovano. Il colore è biancastro, se sottile è semi-trasparente. Sulle superfici la calabrosa può formare depositi di grande spessore, specie con vento forte. La densità è maggiore della galaverna, per cui è molto dannosa per i cavi elettrici e rami di alberi.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine calabrosa deriva da alcuni dialetti settentrionali (valtellinese, comasco, bresciano, bergamasco, trentino; in forma abbreviata compare anche nel veneto bróxa) con il significato di "crosta ghiacciata", "nebbia gelata", "brinata". L'origine è la radice mediterranea *calabro-/galabro-, "concrezione calcarea o ghiacciata", che compare anche in galaverna.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Battisti, Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950-57, I, p. 665, 670.

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