Testa del Filosofo
La cosiddetta Testa del Filosofo è ciò che rimane di una scultura bronzea, verosimilmente di provenienza magnogreca e databile alla seconda metà del V secolo a.C.
La testa fu ritrovata nel 1969 in un relitto trovato in mare davanti alla spiaggia di Porticello, presso Cannitello, frazione a nord di Villa San Giovanni (RC). L'opera è conservata al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria.
La scultura è in parte danneggiata: manca l'occhio sinistro e parte dei capelli sulla nuca, dove vi è traccia di un cordone che doveva cingere la testa. Insieme alla statua sono stati ritrovati lacerti costituiti dallo stesso materiale di fusione appartenenti ad una mano e ad un mantello, la cui presenza ha indotto a ritenere che l'opera rappresentasse un filosofo o un letterato dell'antica Grecia.
In particolare la statua potrebbe raffigurare Pitagora di Samo, il cui ritratto bronzeo avrebbe fatto parte dell'arredo urbano di Reggio proprio durante il periodo pitagorico vissuto dalla città quando, finita l'era del tiranno Anassila, il potere politico passò nelle mani dell'"aristocrazia calcidese" che a partire dal 455 a.C. ospitò gli esuli pitagorici scacciati da Crotone favorendo la nascita della scuola pitagorica reggina; dunque la statua del filosofo sarebbe divenuta parte del bottino di guerra che Dionisio I di Siracusa usò per pagare i soldati dopo la presa di Reggio avvenuta nel 386 a.C., caricato sulla nave che affondò nei mari dello Stretto proprio in quel periodo.[1]
[modifica] Note
- ^ da "Il ritratto di Pitagora di Samo" a cura del prof. Daniele Castrizio dell'università di Messina - [1]